Informazioni sull'Economo e la Situazione Economica della Diocesi di Terni

La Diocesi di Terni-Narni-Amelia ha affrontato in passato significative sfide finanziarie e sociali, culminate in un processo di risanamento e una successiva gestione orientata alla trasparenza e alla solidarietà. Le informazioni relative all'economo e alla situazione economica riflettono sia le difficoltà storiche sia gli attuali impegni della Curia.

La Crisi Finanziaria e il Risanamento della Diocesi di Terni

La Diocesi di Terni si è trovata ad affrontare un grave "buco economico" di oltre 20 milioni di euro. Questa situazione ha portato Papa Francesco a scegliere padre Giuseppe Piemontese, già custode del Sacro Convento di Assisi, come nuovo vescovo di Terni-Narni-Amelia. La diocesi era stata guidata per dodici anni, dal 2000 al 2012, da monsignor Vincenzo Paglia, che due anni prima era stato nominato da Benedetto XVI presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Sono stati necessari 24 mesi e un cambio di pontificato affinché i fedeli della diocesi di Terni conoscessero il nome del successore di Paglia. Questa "odissea finanziaria" è stata paragonata a quanto accaduto nella diocesi tedesca di Limburg, dove il "vescovo spendaccione", monsignor Franz-Peter Tebartz-van Els, era stato rimosso da Papa Francesco dopo aver speso 31 milioni di euro per le spese di ristrutturazione della sua sede episcopale. A Terni, definita la "Limburg italiana", è stato necessario un prestito dello Ior, la banca vaticana, di 17 milioni di euro, autorizzato da Bergoglio in persona, per risanare la situazione economica della diocesi.

infografica: situazione finanziaria diocesi di Terni, deficit e prestito IOR

Le Misure di Risanamento dell'Amministratore Vecchi

Nell'ultimo anno, la politica finanziaria dell'amministratore Vecchi ha dovuto fare i conti con i tagli del personale. Il presule, infatti, ha individuato nell'eccedenza di dipendenti della diocesi uno dei maggiori problemi economici della Curia di Terni. Vecchi ha più volte affermato: "Dobbiamo dimezzare le spese per il personale, portandole a un massimo di 250mila euro l’anno. Dovremo pensare anche a ricollocare gli attuali dipendenti oppure a ridurre l’orario di lavoro e a ricorrere agli ammortizzatori sociali".

Ora, risanata la situazione economica, Papa Francesco ha dato un ulteriore segnale eloquente affidando a un francescano la gestione della Chiesa di Terni. La mission di Bergoglio rimane immutata: "Una Chiesa povera e per i poveri", sia a livello locale che globale. Poco meno di un mese fa, incontrando in Vaticano dirigenti e operai delle acciaierie di Terni accompagnati da monsignor Vecchi, Papa Francesco aveva sottolineato che la "disoccupazione che interessa diversi Paesi europei è la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro, perché ha messo al centro un idolo, che si chiama denaro!". Da qui l'appello del Papa, rivolto ai "diversi soggetti politici, sociali ed economici, che sono chiamati a favorire un’impostazione diversa, basata sulla giustizia e sulla solidarietà, per assicurare a tutti la possibilità di svolgere un’attività lavorativa dignitosa".

L'Appello dell'Economo Don Marco Decesaris e l'Emergenza Sociale

L'intervento di don Marco Decesaris, economo della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, riportato da “sovvenire-umbria.it”, portale della Ceu che racchiude il bilancio dei fondi “8 per mille” 2021 delle Diocesi umbre, fornisce un quadro delle difficoltà del territorio, affrontando quella che è stata definita un'"emergenza sociale". Don Decesaris osserva che "il territorio della Diocesi di Terni-Narni-Amelia è caratterizzato principalmente da un insieme di Comuni della bassa Umbria che risentono della mancanza di strumenti di sostegno adeguati alle imprese e alle famiglie".

In particolare, "il mercato immobiliare e dell’impiego sono in un periodo di forte crisi, che si ripercuote tanto sulle fasce più anziane, quanto su quelle più giovani della popolazione". Rispetto a questa “emergenza sociale” è complicato dare risposte risolutive, "soprattutto da parte di una Diocesi che risente di una situazione finanziaria complicata".

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La Gestione dei Fondi "8 per mille" nel 2021

Don Decesaris continua, affermando che questa situazione si riflette nelle voci di destinazione relative alla Pastorale, ambito nel quale si possono distinguere due macro voci:

  • Da un lato, i fondi necessari al funzionamento e al mantenimento della struttura diocesana e all’ultimazione dei progetti avviati negli anni precedenti e interrotti a causa delle difficoltà economiche dell’ente.
  • Dall’altro, vi sono i fondi che vengono assegnati in misura distributiva pressoché uniforme all’ambito della formazione (tramite il sostegno al Seminario regionale umbro e alle realtà formative proprie della Diocesi, quale la Scuola di Teologia Pastorale), per il sostegno alla pastorale regionale tramite la Ceu, al Clero in difficoltà e per sostenere le iniziative rivolte ai ragazzi attraverso la catechesi.

Per quanto attiene la Carità in tutte le sue declinazioni, curate dalla Caritas Diocesana, i fondi sono capillarmente ed equamente distribuiti in aiuto a tutte le categorie fragili.

In particolare, i fondi 8 per mille 2021 sono stati così ripartiti dalla Diocesi ternana:

  • 1.420.000 euro per il sostentamento del clero (41%);
  • 893.000 euro per edilizia e beni culturali (26%);
  • 567.000 euro per culto e pastorale (17%);
  • 540.000 euro in carità (16%).
grafico a torta: ripartizione fondi 8 per mille 2021 Diocesi di Terni

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