La Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Giorgio a Rosazza

Il piccolo borgo di Rosazza, situato nell'Alta Valle Cervo, in quello che era il territorio di Vercelli e oggi è la provincia di Biella, è rinomato per la sua atmosfera enigmatica e la ricchezza di simbolismi esoterici. La sua trasformazione, che lo ha portato dal 2022 a essere riconosciuto tra i Borghi più belli d’Italia, è in gran parte opera del senatore e filantropo Federico Rosazza Pistolet (1813-1899), nativo del luogo.

Veduta aerea del borgo di Rosazza con la chiesa parrocchiale e il castello

Federico Rosazza, patriota e benefattore, nella seconda metà dell'Ottocento non si limitò a migliorare le infrastrutture del paese, come l'approvvigionamento idrico, ma ne cambiò radicalmente il volto. In pochi anni, il borgo si arricchì di tesori architettonici in stile eclettico e neogotico, tra cui un castello, una palazzina comunale e un sontuoso cimitero. Gran parte di queste costruzioni, e in particolare la chiesa parrocchiale, sono permeate di simbolismi esoterici, conferendo a Rosazza un'aura di magia e mistero.

La Genesi della Chiesa: Visione e Simbolismo

La visione di Federico Rosazza per il suo paese fu profondamente influenzata da eventi personali e dalle sue simpatie massoniche ed esoteriche. Dopo la perdita della moglie Amalia e, successivamente, della figlia Ida a soli 17 anni nel 1864 a causa del vaiolo, Federico incontrò il pittore di Graglia Giuseppe Maffei (1821-1901), anch'egli appassionato di spiritismo. Una leggenda, non verificata, narra che durante una seduta spiritica, la figlia Ida gli chiese di dedicare parte del suo patrimonio all'abbellimento del paese. Fu così che iniziò un'impresa destinata a mutare per sempre il borgo di montagna, trasformandolo in una meta che avrebbe attirato numerosi visitatori.

Ritratto di Federico Rosazza Pistolet, senatore e filantropo

La Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Giorgio a Rosazza fu fatta costruire a spese del senatore Federico Rosazza, su progetto del pittore Giuseppe Maffei, a partire dal 1876 e completata in quattro anni. Quest'opera rispecchia lo spirito e i sentimenti diffusi in una certa parte della borghesia piemontese e europea dell'epoca, in cui coesistevano devozione verso il paese d'origine, patriottismo, mecenatismo, passione per il medioevo e appartenenza alla massoneria. Va notato che il senso religioso, al contrario, era meno presente, e la chiesa va intesa come un dono ai suoi concittadini, piuttosto che una mera dimostrazione di devozione religiosa.

Un Nuovo Luogo di Culto su Antiche Fondamenta

La nuova chiesa venne edificata per sostituire la precedente, ritenuta ormai troppo piccola per il numero crescente di abitanti del paese. Fu costruita sul terreno precedentemente occupato da uno dei due cimiteri del borgo. I resti in esso presenti vennero spostati nel nuovo Cimitero Monumentale, fatto costruire un anno prima dal senatore Rosazza, situato poco più in basso sull'altro lato del torrente Cervo e collegato al borgo con un ponte decorato con croci e stelle a cinque punte.

Disegno originale del progetto della chiesa di Rosazza di Giuseppe Maffei

Il progetto e le decorazioni interne furono interamente affidati a Giuseppe Maffei. Quasi tutto il materiale utilizzato per la costruzione proveniva dalla zona, e la realizzazione fu affidata ad artigiani e maestranze del biellese o comunque del Piemonte, a eccezione dei tre altari secondari, che provengono dalla soppressa Chiesa di San Silvestro in Genova. La decisione di spostare il cimitero per far posto alla nuova chiesa generò non pochi disappunti da parte della curia, sebbene la magnificenza del nuovo "Duomo" ricevette poi numerosi complimenti.

Architettura Esterna e la Manifestazione dei Simboli

La chiesa è un concentrato di simbolismi fin dal suo aspetto esteriore. Lo stile architettonico, sebbene richiami l'architettura medievale lombarda, è in realtà una reinterpretazione molto fantasiosa, arricchita da simboli provenienti da ambiti diversi da quello religioso cristiano, ovvero quelli dell'esoterismo e della massoneria. La struttura generale dell'edificio è basilicale senza transetto, con dimensioni imponenti in proporzione al piccolo paese in cui si trova.

La Facciata e il Sagrato

La facciata a salienti, austera e priva di decorazioni superflue, rispecchia la tripartizione interna, scandita verticalmente da lesene in mattoni a vista. Al vertice di ogni lesena e sull'apice vi è una piccola edicola con una croce. Tutta la parte inferiore è occupata da un portico sorretto da doppie colonne in granito. Sotto all'attaccatura del tetto corre una cornice di archetti pensili. Al centro della facciata, una targa ricorda che la chiesa venne costruita da Federico Rosazza.

Nella facciata sono presenti cinque finestre: lateralmente due oculi, due monofore all'interno del portico (ognuna protetta da una rosa in ferro battuto dipinto) e in alto al centro un incrocio tra una trifora e una serliana. Il portone centrale è dotato di un portale in cotto dalla curiosa forma orientaleggiante, decorato con motivi vegetali, in particolare rose. La forma dell'arco del portale è ripresa da una decorazione sulla facciata. Alla base dell'ultimo arco destro del portico in facciata, si notano quattro piccole statue che raffigurano Federico Rosazza e Giuseppe Maffei da un lato, e Battista Rosazza Bertina e una donna portatrice del materiale da costruzione dall'altro.

Dettaglio del portale centrale della Chiesa di Rosazza con decorazioni orientaleggianti

Il sagrato stesso è un elemento fortemente simbolico. La pavimentazione e gli arredi non sono solo decorativi, ma allusivi a simboli massonici ed esoterici, in particolare la croce a cinque punte, la rosa e le colonnine con mazzi di ortensie. Dodici cippi di pietra evocano una "selva oscura", realizzata da scalpellini locali assoldati dal senatore, che così offrì lavoro e aiuto alla comunità. L'ultimo gradino prima dell'ingresso reca la scritta "Desiderium peccatorum peribit" ("periranno i desideri dei peccatori").

Elementi Laterali e il Campanile

Esternamente, il corpo della chiesa è caratterizzato da un'alta base in pietre sagomate a vista, in alcune parti disposte a spina di pesce. Sul lato verso la strada, tutta la lunghezza della chiesa è occupata da un ulteriore portico, sotto cui si trova la cripta, o chiesa invernale, accessibile tramite un portale in pietra in stile similromanico. Il lato verso monte presenta tre camminamenti paralleli, con un ingresso in pietra che posteriormente esibisce decorazioni assai singolari, tra cui una grande stella a cinque punte e una grande svastica. Quest'ultima, pur destando sbigottimento oggi, trovava la sua natura e il suo significato in un simbolo propiziatorio di buon augurio nelle religioni indiane, giainiste, buddiste e induiste, in linea con la visione ascetica e mistica del duo Maffei-Rosazza. Le pareti della chiesa sono scandite esternamente da lesene che riflettono le campate interne, e tutte le attaccature dei tetti presentano cornici di archetti pensili. In corrispondenza dell'abside centrale, sotto a tale cornice, vi è un'ulteriore decorazione ad archi ciechi in cotto, all'interno dei quali sono raffigurati Don Paolino Porrino, parroco al tempo della costruzione, e Giuseppe Maffei. La cupola sopra al presbiterio è protetta esternamente da un tiburio circolare.

Il campanile, staccato dalla chiesa e posto in fondo a destra, è in pietre a vista, diviso in specchiature con cornici di archetti pensili. Con le sue aperture sempre maggiori salendo, rappresenta la parte della chiesa maggiormente aderente al romanico.

L'Interno: Un Cosmo Rivelato

Varcando la soglia della chiesa, si ha la sensazione di entrare in un planetario: la volta celeste è riprodotta con un immenso cielo stellato azzurro, punteggiato da stelle disposte a simulare un autentico firmamento, completo di Orsa Maggiore e Minore, la Via Lattea e la Croce del Sud, creando un effetto quasi magico. Questa rappresentazione evoca altri simbolismi massonici. All'interno, le tre navate sono separate da archi poggianti su colonne in granito. Le navate laterali sono alte e larghe circa la metà della navata centrale, ma possiedono lo stesso numero di campate, tutte dotate di volta a vela.

Affresco del cielo stellato nella volta della navata centrale della Chiesa di Rosazza

L'interno della chiesa è illuminato, oltre che dalle finestre in facciata, anche da grandi monofore laterali con la croce di Malta inserita nel vetro e da oculi nelle lunette delle volte della navata centrale. Nel presbiterio sono presenti due grandi serliane e due monofore nell'abside. Un elemento peculiare è la ricchezza di colori: il verde scuro (pareti della navata centrale e parete di fondo del presbiterio), il verde chiaro (volte delle navate laterali) e il rosa salmone (pareti delle navate laterali e del presbiterio). Tali colori si ritrovano nelle decorazioni che sottolineano le linee dei vari elementi architettonici, e molte finestre presentano vetri colorati. Al di sotto dell'attaccatura delle volte, corre lungo tutto il perimetro della navata centrale, ad eccezione della controfacciata, una cornice molto sporgente con una banda di decorazioni in stucco a tema vegetale.

Presbiterio e Opere d'Arte

La parte centrale della controfacciata, decorata con una raffigurazione di angeli musicanti, ospita una cantoria in legno intagliato collegata alla sottostante bussola, che accoglie un organo realizzato da Camillo Bianchi di Novi Ligure. Un curioso elemento stilistico è rappresentato dalle colonne che delimitano il presbiterio, che nella metà superiore appaiono "incamiciate" da una rete. La cupola sopra al presbiterio è decorata con un cielo azzurro con angeli disposti in cerchio. Nei pennacchi sono raffigurati i quattro Evangelisti, uniche decorazioni pittoriche non di Maffei, bensì di Vespasiano Bignami. Navata e presbiterio sono separati da una balaustra in marmo bianco.

I simboli di Rosazza (BI) - 0125BI01

Le pareti laterali del presbiterio sono interamente occupate da numerosi quadri a tema sacro, di epoche e pittori vari. Tra questi spiccano:

  • Sulla parete sinistra: la Madonna Immacolata di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo e l'Assunzione della Vergine, attribuita a Gerolamo Lanino.
  • Sulla parete destra: la Madonna con Bambino, attribuita a Guido Reni.

L'altare maggiore, in marmo bianco, è una produzione locale. Il grande quadro sulla parete di fondo dell'abside raffigura Cristo che consegna le chiavi del Regno e venne dipinto dai pittori locali ottocenteschi Pietro Vincenzo e Luigi Alessandro Mosca Moro. Ad essi si deve anche la Via Crucis alle pareti.

Gli Altari Secondari e il Battistero

Nella chiesa sono presenti altri tre altari, anch'essi in marmo, provenienti dalla soppressa chiesa di San Silvestro a Genova:

  • L'altare a caponavata destra è dedicato all'Angelo Custode ed è di epoca barocca. Realizzato in marmi policromi intarsiati, è caratterizzato da una grande varietà di forme e colori, con linee curve prevalenti. La pala d'altare è costituita da un altorilievo raffigurante l'Angelo Custode. Al vertice, in una nicchia, si trova una Madonna del Rosario con Bambino accompagnata da putti. La volta della campata in cui si trova l'altare è interamente occupata da un affresco raffigurante la Battaglia di Lepanto. Davanti all'altare, su un tavolino, si trova un'edicola di legno intagliato e dorato con all'interno una Madonna Incoronata con Bambino.
  • L'altare a caponavata sinistra, anch'esso barocco, è privo di ancona. In esso prevalgono le linee curve, con una base interamente formata da volute.

Sulla parete sinistra della prima campata si trova il battistero, formato da un altare in marmo con struttura architettonica. Al centro della sua ancona è presente un Battesimo di Cristo dei Mosca Moro, protetto da una balaustra in ferro battuto dipinto. La cripta, infine, ospita un altare di fronte all'entrata, proveniente dalla vecchia chiesa. La parte a sinistra del presbiterio, continuazione della navata sinistra, è uno spazio di servizio in cui sono conservati vari manufatti e opere d'arte.

Interno della Chiesa di Rosazza con enfasi sugli altari e le decorazioni pittoriche

La Casa Parrocchiale

A fianco della chiesa, la Casa Parrocchiale fu fatta realizzare in stile veneziano del Quattrocento sempre da Federico Rosazza Pistolet su progetto di Giuseppe Maffei. L'ingresso principale è dotato di un portale in pietra, che presenta anch'esso statue dei creatori della chiesa alla base dell'arco.

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