La conclusione dell'anno catechistico rappresenta un momento significativo per l'intera comunità: è un tempo per esprimere gratitudine, riflettere sul cammino compiuto e guardare con speranza al futuro. Questo periodo è un'occasione preziosa per consolidare la fede e ringraziare per i doni ricevuti.
Riflessioni sull'Anno Catechistico Trascorso
Esprimiamo gratitudine per la fiducia e l'accoglienza della nostra proposta. Riconosciamo che il percorso di catechesi non è sempre facile, ma l'incoraggiamento, l'aiuto e l'affetto ricevuti sono stati di grande sostegno. In quest'anno siamo riusciti a fare del catechismo un vero incontro, più che una semplice lezione: uno spazio dove i bambini hanno avuto l'opportunità di incontrare il Signore e di vivere la bellezza di conoscerLo e di sentirlo vicino.
Siamo ormai tutti convinti che prevale un linguaggio narrativo e non dottrinale, un linguaggio capace di toccare il vissuto e di illuminare la fede, che va generata e non semplicemente trasmessa. Un ringraziamento particolare va alla bella festa del 27 Maggio sera, con la Santa Messa all'aperto e il momento fraterno all'Oratorio. Da questo anno, emerge la convinzione di una sete comune di relazioni autentiche e gratuite, di una comunità materna, dove tutti cercano parole che scaldino il cuore.

Ringraziamenti e Prospettive Future
Un grazie fraterno è rivolto alle catechiste delle Comunioni, delle Cresime e ai ragazzi, alle mamme e ai papà Educatori dell'ACR, con l'augurio che la squadra possa aumentare con nuovi membri. Ci rivedremo a Settembre per ripetere l'iscrizione, riformulare i gruppi e riavviare l'intero cammino a inizio Ottobre. Il 21 Ottobre pomeriggio ci aspetta una festa di inizio, in occasione del novantesimo anniversario della Prima Messa nella nostra Chiesa.
Auguriamo a tutti una buona estate, con l'invito a custodire la gioia e la fede seminate durante l'anno, e a continuare a testimoniare il Vangelo.
Celebrazioni e Risorse per la Chiusura dell'Anno Catechistico
Diversi momenti e materiali possono arricchire la conclusione del percorso di catechesi, trasformandola in un'occasione di preghiera e festa comunitaria.
Eventi Liturgici e Spirituali
- Messa di chiusura dell'Anno catechistico: un momento centrale per rendere grazie a Dio per i doni ricevuti. Spesso include l'animazione della messa con la presentazione dei cresimandi, come nel giorno dell'Ascensione.
- Processione mariana a chiusura del mese di maggio: un'occasione per onorare Maria e affidarle i frutti del cammino catechistico.
- Breve celebrazione per la chiusura dell'anno catechistico: si possono utilizzare libretti specifici per accompagnare i fedeli in questo momento.
- Adorazione Eucaristica: un'opportunità di profonda preghiera e ringraziamento per la chiusura dell'anno catechistico.
- Incontro di preghiera e riflessione sul significato del servizio: destinato a giovani e giovanissimi, è indicato come chiusura di un modulo formativo o come introduzione al tema dell'Eucarestia.
- Incontro per catechisti: un momento di condivisione e riflessione per il gruppo dei catechisti a conclusione dell'anno, ad esempio un incontro dal titolo "facemmo vela" (At 16,11), utilizzando la metafora della navigazione.
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Materiali e Strumenti per i Partecipanti
- Un ricordino originale da donare ai bambini dell'ACR come chiusura dell'anno "Mi basti Tu!".
- Biglietti con semplici preghiere per l'estate da regalare ai bambini del catechismo (e non solo) in chiusura dell'anno catechistico, incoraggiandoli a mantenere viva la fede durante le vacanze.
- Libretto per la Recita dei misteri luminosi del Santo Rosario a chiusura del mese mariano (31 maggio).
- Libretto con il testo per una veglia mariana: canti, letture e preghiere.
- Un piccolo quaderno per la preghiera serale di un'uscita di chiusura delle attività di gruppo.
Un Percorso Finale: La Festa del Grazie e il Mandato
Un esempio concreto e coinvolgente di chiusura dell'anno catechistico è la "festa del grazie", un percorso finale che può coinvolgere i bambini e i ragazzi in modo attivo e significativo.
Organizzazione della Festa
Questa celebrazione finale può essere strutturata con stand tematici. Ogni stand è gestito da uno o più catechisti/animatori vestiti come i personaggi del Vangelo. A seconda del numero, i bambini/ragazzi si dividono in più squadre, fino a un massimo di 7. Si realizzano 8 stand che si riferiscono a brani del Vangelo e ai personaggi incontrati; ogni stand ha un nome e l'immagine del personaggio che lo identifica. La sequenza è organizzata a rotazione sui primi 7 stand ed è diversa per ogni squadra, per permettere a tutti di giocare contemporaneamente, senza affollare un singolo stand. L'ottavo è lo stand finale, di arrivo per tutte le squadre. Un esempio di stand può essere dedicato a Gesù Risorto, che ci dona la pace e lo Spirito Santo e ci invia come testimoni della sua risurrezione.
Preghiera e Mandato Finale
Il celebrante apre il momento di preghiera riconoscendo che abbiamo trascorso un anno insieme, sintetizzato dal percorso finale di questo pomeriggio, e invitando a ringraziare il Signore perché è stato presente negli incontri di catechesi, nella vita, a scuola e al lavoro. Segue una preghiera della comunità:
Celebrante: Abbiamo trascorso un anno insieme, sintetizzato dal percorso finale di questo pomeriggio. Ringraziamo il Signore perché, negli incontri di catechesi, nella vita, a scuola, al lavoro...
Celebrante: Signore Gesù, donaci di essere sotto il tuo sguardo e sotto lo sguardo di fratelli e sorelle.
Risposta della Comunità: Guardaci con amore, Signore Gesù, mentre giochiamo, mentre dedichiamo del tempo per stare con te o con gli altri, e per crescere nella libertà.
Tutti: Guardaci con amore, Signore!
Il momento culmina con un mandato rivolto a tutti i partecipanti:
Celebrante: Andate bambini, ragazzi (giovani e adulti), Gesù vi invia. Vivete nell'amore e nella comunione: in famiglia, con gli amici, nella comunità ecclesiale. Donate quanto avete e ponetevi a servizio degli altri. Testimoniate Gesù risorto e la gioia del suo Vangelo, comunicando la sua vita con gesti e parole di bontà, per dare serenità e speranza.
Viene poi consegnato a ogni partecipante un cartoncino che riporta l'immagine di copertina e, sul retro, una preghiera da recitare insieme, che accompagnerà i ragazzi durante l'estate:
Preghiera per l'Estate:
Signore Gesù,
rimani sempre con noi.
Illuminaci con la tua luce per tutta l'estate,
perché possiamo continuare a pregare
ogni giorno, leggere il Vangelo
e partecipare alla Messa la domenica.
Noi accogliamo con gioia ed emozione
il tuo Mandato di comunicare, insieme con te,
il tuo messaggio di amore,
e di testimoniare la bellezza
della vita cristiana ai fratelli e alle sorelle.
Amen.
Si conclude con un canto, come "Camminiamo con te", mentre viene consegnata un'agendina delle attività estive. Questo percorso sottolinea l'importanza della comunione e della missione, prendendo come modello la comunità di Gerusalemme, e include un accento sul digitale e la comunicazione alternativa.
La Preghiera di Ringraziamento del Catechista
La conclusione di un anno catechistico offre l'ispirazione per una preghiera di ringraziamento. Dal vissuto sale a Dio la lode per quanto ha operato e l'intercessione per tutti coloro che hanno condiviso l'esperienza. Al termine di un anno vissuto insieme, è bello ricordare il cammino compiuto e rendere grazie per tutti i doni ricevuti, rivolgendosi al Padre di tutti, per la sua presenza costante, al Figlio Salvatore, per la sua Parola che illumina e guida, allo Spirito Santo, per l'azione della sua grazia nell'intimo dei cuori.
Preghiera del Catechista:
Signore Dio, nostro Padre e mio Padre,
abbiamo concluso, con la tua grazia, un altro anno catechistico.
Grazie per avermi affidato i tuoi figli (bambini, ragazzi, giovani, famiglie...)
da condurre a te, manifestando loro il tuo immenso amore di Padre,
perché ritrovassero la strada di «casa» e accogliessero il tuo abbraccio amorevole.
Quante volte mi hai fatto toccare con mano la tua Presenza,
soprattutto nei momenti più difficili e problematici.
Non hai mai lasciato inevasa la tua promessa di sostenerci.
Sostieni, ti preghiamo, noi catechisti e operatori pastorali,
perché, con la nostra preghiera, accompagniamo la tua opera
di trasformazione e di salvezza nel cuore di ogni persona.
E donaci di essere testimoni autentici e credibili nei luoghi di villeggiatura,
perché, sempre e dovunque, riveliamo il volto d'amore tuo, di Dio Padre e di Gesù.
La Preghiera nella Vita Cristiana: Fondamenti e Forme
Per comprendere appieno il senso delle preghiere di chiusura dell'anno catechistico, è fondamentale approfondire la natura e le diverse forme della preghiera cristiana, così come rivelate nel tempo della Chiesa.
La Rivelazione della Preghiera nel Tempo della Chiesa
Il giorno di Pentecoste, lo Spirito della Promessa è stato effuso sui discepoli, che « si trovavano tutti insieme nello stesso luogo » (At 2,1) ad attenderlo, « assidui e concordi nella preghiera » (At 1,14). Lo Spirito, che istruisce la Chiesa e le ricorda tutto ciò che Gesù ha detto, forma anche la vita di preghiera.
Nella prima comunità di Gerusalemme, i credenti « erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli Apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere » (At 2,42). Questa sequenza è tipica della preghiera della Chiesa: fondata sulla fede apostolica e autenticata dalla carità, essa è nutrita nell'Eucaristia.
Le preghiere sono prima di tutto quelle che i fedeli ascoltano e leggono nelle Scritture, attualizzandole, specialmente quelle dei salmi, a partire dal loro compimento in Cristo. Lo Spirito Santo conduce la Chiesa orante alla verità tutta intera e suscita nuove formulazioni che esprimeranno l'insondabile mistero di Cristo, operante nella vita, nei sacramenti e nella missione della sua Chiesa. Tali formulazioni si svilupperanno nelle grandi tradizioni liturgiche e spirituali, e le forme della preghiera espresse negli Scritti apostolici e canonici rimarranno normative per la preghiera cristiana.

Le Cinque Forme Fondamentali della Preghiera Cristiana
I. La Benedizione e l'Adorazione
La benedizione esprime il moto di fondo della preghiera cristiana: un incontro di Dio e dell'uomo, dove il dono di Dio e l'accoglienza dell'uomo si richiamano e si congiungono. È la risposta dell'uomo ai doni di Dio. Due forme fondamentali esprimono questo moto: talvolta la benedizione si eleva, portata, nello Spirito Santo, da Cristo verso il Padre (lo benediciamo per averci benedetti); talvolta implora la grazia dello Spirito Santo che, per mezzo di Cristo, discende dal Padre (lui che ci benedice).
L'adorazione è la disposizione fondamentale dell'uomo che si riconosce creatura davanti al suo Creatore. Essa esalta la grandezza del Signore che ci ha creati e l'onnipotenza del Salvatore che ci libera dal male. È la prosternazione dello spirito davanti al « re della gloria » e il silenzio rispettoso al cospetto del Dio « sempre più grande di noi ». L'adorazione del Dio tre volte Santo e sommamente amabile ci colma di umiltà e dà sicurezza alle nostre suppliche.
II. La Preghiera di Domanda (o Petizione)
Il vocabolario della supplica è ricco di sfumature nel Nuovo Testamento: domandare, implorare, chiedere con insistenza, invocare, impetrare, gridare e perfino « lottare nella preghiera ». La sua forma più abituale, e la più spontanea, è la domanda, con cui esprimiamo la consapevolezza della nostra relazione con Dio: in quanto creature, non siamo noi il nostro principio, né siamo padroni delle avversità, né siamo il nostro ultimo fine; anzi, essendo peccatori, noi, come cristiani, sappiamo che ci allontaniamo dal Padre. La domanda è già un ritorno a Lui. Il Nuovo Testamento non contiene preghiere di lamentazione, come nell'Antico, perché in Cristo risorto, la domanda della Chiesa è sostenuta dalla speranza, quantunque siamo ancora nell'attesa e dobbiamo convertirci ogni giorno.
La domanda del perdono è il primo moto della preghiera di domanda (cf il pubblicano: « O Dio, abbi pietà di me peccatore »), preliminare a una preghiera giusta e pura. L'umiltà confidente ci pone nella luce della comunione con il Padre, il Figlio e gli uni con gli altri. La domanda cristiana è imperniata sul desiderio e sulla ricerca del Regno che viene, conformemente all'insegnamento di Gesù. Prima di tutto si chiede il Regno, poi ciò che è necessario per accoglierlo e cooperare al suo avvento. Tale cooperazione alla missione di Cristo e dello Spirito Santo, che ora è la missione della Chiesa, è l'oggetto della preghiera della comunità apostolica. Mediante la preghiera ogni battezzato opera per l'avvento del Regno.
III. La Preghiera di Intercessione
L'intercessione è una preghiera di domanda che ci conforma da vicino alla preghiera di Gesù. È lui l'unico intercessore presso il Padre in favore di tutti gli uomini, particolarmente dei peccatori. Egli « può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore ». Anche lo Spirito Santo stesso « intercede [...], poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio ». Intercedere, chiedere in favore di un altro, dopo Abramo, è la prerogativa di un cuore in sintonia con la misericordia di Dio. Nell'intercessione, colui che prega non cerca solo « il proprio interesse, ma anche quello degli altri », fino a pregare per coloro che gli fanno del male.
Le prime comunità cristiane hanno intensamente vissuto questa forma di condivisione. L'Apostolo Paolo le rende così partecipi del suo ministero del Vangelo, ma intercede anche per esse. L'intercessione dei cristiani non conosce frontiere: « per tutti gli uomini, [...] per tutti quelli che stanno al potere », per coloro che perseguitano, per la salvezza di coloro che rifiutano il Vangelo.
IV. La Preghiera di Ringraziamento
L'azione di grazie caratterizza la preghiera della Chiesa, la quale, celebrando l'Eucaristia, manifesta e diventa sempre più ciò che è. In realtà, nell'opera della salvezza, Cristo libera la creazione dal peccato e dalla morte, per consacrarla nuovamente e farla tornare al Padre, per la sua gloria. Il rendimento di grazie delle membra di Cristo partecipa a quello del loro Capo. Come nella preghiera di domanda, ogni avvenimento e ogni necessità può diventare motivo di ringraziamento. Le lettere di san Paolo spesso cominciano e si concludono con un'azione di grazie e sempre vi è presente il Signore Gesù. Egli esorta: « In ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi » e « Perseverate nella preghiera e vegliate in essa, rendendo grazie ».
V. La Preghiera di Lode
La lode è la forma di preghiera che più immediatamente riconosce che Dio è Dio! Lo canta per se stesso, gli rende gloria perché EGLI È, a prescindere da ciò che fa. È una partecipazione alla beatitudine dei cuori puri, che amano Dio nella fede prima di vederlo nella gloria. Per suo mezzo, lo Spirito si unisce al nostro spirito per testimoniare che siamo figli di Dio, rende testimonianza al Figlio unigenito nel quale siamo adottati e per mezzo del quale glorifichiamo il Padre. La lode integra le altre forme di preghiera e le porta verso colui che ne è la sorgente e il termine: « un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui ».
San Luca annota spesso nel suo Vangelo l'ammirazione e la lode davanti alle meraviglie operate da Cristo; le sottolinea anche per le azioni dello Spirito Santo che sono negli Atti degli Apostoli: la vita della comunità di Gerusalemme, la guarigione dello storpio operata da Pietro e Giovanni, l'esultanza della folla che glorifica Dio per l'accaduto, la gioia dei pagani di Pisidia che « si rallegravano e glorificavano la parola di Dio ». Come gli scrittori ispirati del Nuovo Testamento, le prime comunità cristiane rileggono il libro dei Salmi cantando in essi il mistero di Cristo. Nella novità dello Spirito, esse compongono anche inni e cantici ispirandosi all'evento inaudito che Dio ha realizzato nel Figlio suo: la sua incarnazione, la sua morte vincitrice della morte, la sua risurrezione, la sua ascensione alla propria destra. È da questa « meraviglia » di tutta l'Economia della salvezza che sale la dossologia, la lode di Dio.
L'Apocalisse poggia sui cantici della liturgia celeste, ma anche sull'intercessione dei « testimoni » (martiri). La fede, nella domanda e nell'intercessione, spera contro ogni speranza e rende grazie al Padre della luce, dal quale discende ogni dono perfetto. La fede è così una pura lode. L'Eucaristia contiene ed esprime tutte le forme di preghiera: è « l'oblazione pura » di tutto il corpo di Cristo a gloria del suo nome. Secondo le tradizioni d'Oriente e d'Occidente, essa è « il sacrificio di lode ».
In Sintesi: Le Forme della Preghiera Cristiana
- Lo Spirito Santo, che ammaestra la Chiesa e le ricorda tutto ciò che Gesù ha detto, la educa anche alla vita di preghiera, suscitando espressioni che si rinnovano in seno a forme permanenti: benedizione, domanda, intercessione, azione di grazie e lode.
- La benedizione: per il fatto che Dio lo benedice, il cuore dell'uomo può a sua volta benedire colui che è la sorgente di ogni benedizione.
- La preghiera di domanda: ha per oggetto il perdono, la ricerca del Regno, come pure ogni vera necessità.
- La preghiera di intercessione: consiste in una domanda in favore di un altro. Non conosce frontiere e si estende anche ai nemici.
- L'azione di grazie: ogni gioia e ogni sofferenza, ogni avvenimento e ogni necessità può essere materia dell'azione di grazie, che, partecipando a quella di Cristo, deve riempire l'intera vita: « In ogni cosa rendete grazie ».
- La preghiera di lode: completamente disinteressata, si concentra su Dio; lo canta per se stesso, gli rende gloria perché EGLI È, a prescindere da ciò che egli fa.
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