La Parrocchia di San Francesco a Sarzana, già affidata ai Frati Minori Francescani, fu eretta l’11 marzo 1953. Il suo territorio venne staccato dalle Parrocchie della Concattedrale, di Sarzanello e di S. Caterina, con l'obiettivo di assicurare un’assistenza pastorale alla popolazione "extra urbem", la quale non poteva essere agevolmente curata ed assistita dalle relative Parrocchie. La parrocchia venne civilmente riconosciuta il 16 ottobre 1954.
L'Architettura Esterna: Facciata e Elementi Distintivi
All'esterno, la facciata a capanna della chiesa si presenta a due ordini, caratterizzati da soluzioni cromatiche e di materiali molto diverse tra loro. La parte bassa del prospetto è completamente rivestita in marmo. Il portale, probabilmente trecentesco, è stato distrutto, e a testimoniare le sue origini rimangono solo alcune tracce delle basi di colonnine.
Sopra il portale si trova una lunetta del XVII-XVIII secolo, purtroppo mal conservata, che rappresenta la Vergine con il Bambino tra i Santi Francesco e Ludovico da Tolosa. Nell'architrave in marmo è raffigurato San Bernardo da Siena circondato da un cordone francescano, un segno inequivocabile della presenza dei frati Minori Osservanti, che subentrarono ai francescani nel 1462.
Sul lato destro della facciata, sopra una porta in ferro che conduce al chiostro, è visibile una lapide marmorea. Questa, scritta in latino e in tedesco, commemora la fondazione nel 1577 del cimitero dei mercenari tedeschi al servizio della Repubblica di Genova.

L'Interno della Chiesa: Unica Navata e Trasformazioni Barocche
L'interno della chiesa è costituito da un'unica navata, illuminata da tre finestre alte ed acute per lato. L'ambiente è caratterizzato da lesene doriche e da altari laterali aggiunti che, assieme al soffitto voltato a botte in stile barocco, contribuiscono a sminuire il significato originale dell'edificio, un tempo sottolineato dalle semplici capriate lignee. Nonostante queste trasformazioni, l'edificio è ricco di opere di notevole interesse artistico e storico.
Il Patrimonio Artistico della Chiesa di San Francesco
Sopra la porta d'ingresso si staglia un'enorme tela del 1656 che raffigura l'Adorazione dei Re Magi. Il dipinto è attribuito al pittore genovese Tommaso Clerici, che realizzò l'opera a soli vent'anni. Clerici si era formato alla scuola di Francesco Merano, detto il Paggio, e lavorò per i Francescani di Genova, dai quali certamente proviene il dipinto.
All'inizio della navata, presso il primo altare a destra, si trova una tela del XVII secolo, l'Adorazione dei Pastori, attribuita al giovane Andrea Fiasella. Quest'opera presenta numerosi punti di contatto con il celebre dipinto del Correggio "La Notte", confrontandosi così con un tema caro a grandi pittori italiani e stranieri. Le figure della composizione appaiono illuminate da violenti colpi di luce, di cui il bambino sembra essere la fonte, una caratteristica tipica della pittura fiamminga.

Sempre sul lato destro, l'immagine anonima del secondo altare copre il vuoto lasciato dal furto del capolavoro di Antonio da Carpena, detto il Carpenino. Pittore spezzino del XVI secolo, la tela raffigurava una Madonna in trono col Bambino e i santi Pietro, Gerolamo, Antonio e Giovanni Battista. L'opera apparteneva al primo periodo artistico del pittore e dovrebbe risalire ai primi anni del Cinquecento. Il furto, avvenuto non molti anni fa, richiama anche un precedente episodio accaduto dopo l'abbandono della chiesa da parte dei Frati.
La Cappella del Transetto Destro: Storia e Devozione
Nella cappella del transetto destro si può leggere un'epigrafe con dedica votiva, che è sicuramente fra le più antiche della città. Essa recita: "Questa fu fatta in onore del Beato Francesco e per l'anima del signore Ugolino di Gragnana. Nell'anno del Signore 1300".
Sopra l'altare è posta una splendida statua marmorea dell'Immacolata, un'opera lodevole per la sua eleganza e per la qualità del panneggio. La sua attribuzione è incerta, ma è ascrivibile a uno scultore del XVII-XVIII secolo. Interessante è la scritta incisa sotto ai suoi piedi, che compone un perfetto anagramma: "Tutti con Adamo / Pecchiamo".

Il Transetto Sinistro: Il Monumento Funebre di Guarnerio degli Antelminelli
Nel transetto sinistro si ammira uno dei capolavori custoditi a Sarzana: il monumento funebre del Piccolo Guarnerio degli Antelminelli, risalente al XIV secolo. Accanto al monumento, si apre la porta della sacrestia, che corrisponde allo spazio un tempo occupato dal primo oratorio del XIII secolo. Sopra questa porta, nella lunetta, si può osservare un raro affresco raffigurante Cristo fra San Francesco e un santo non identificato.
Opere d'Arte nella Navata Sinistra
Passando alla navata sinistra, al primo altare si trova una pala di Domenico Fiasella del 1630, raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Bernardino da Siena e Salvatore da Horta.
Subito dopo è esposta una Madonna della Salute, regalata al convento dai contadini sarzanesi nel 1584, in occasione di una pestilenza. Al terzo altare è presente una Madonna con Bambino e Santi attribuita a Giovanni Battista Casoni. Si tratta di una copia del famoso dipinto eseguito nel XVI secolo da Andrea del Sarto e commissionato da Giuliano Scala. Eseguita nel 1528, l'opera originale raffigurava la Vergine in trono circondata da numerosi santi.
Il Chiostro dell'Antico Convento
Da una porta laterale della sacrestia si accede ai lati sud e ovest del chiostro dell'antico convento, oggi adibito a sede del giudice conciliatore. Lungo i corridoi che fiancheggiano il chiostro, sebbene lasciato in totale abbandono, si possono ammirare numerose lunette affrescate che rappresentano la vita di San Francesco.
Gli affreschi, dipinti a tempera dal pittore fivizzanese Stefano Lemmi, risalgono all'inizio del XVII secolo e ricordano vagamente, per la luminosità e la chiarezza dei colori, certa pittura veneta dello stesso periodo. I pilastri con capitelli ottagonali, a sostegno delle arcate a tutto sesto, suggeriscono l'idea di un complesso posteriore rispetto alla primissima fabbrica. Alcuni particolari dell'arcaico chiostro sono visibili ancora più a sinistra.

Monumenti Sepolcrali Storici
La Chiesa di San Francesco conserva inoltre i monumenti sepolcrali di Bernabò Malaspina e di Guarniero Castracani, figlio di Castruccio, opere attribuite a Giovanni di Balduccio Pisano e alla sua scuola del XIV secolo.
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