Edolo, un pittoresco comune dell'Alta Valle Camonica in provincia di Brescia, ospita diverse chiese di notevole interesse storico e artistico. Tra queste, spiccano la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Nascente, vera e propria madre di tutte le chiese della valle, e la storica Chiesa di San Giovanni Battista nel cuore del centro medievale.
La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Nascente
Storia e Fondazione
La Pieve dedicata a Santa Maria Nascente è la chiesa Parrocchiale di Edolo-Mù. Sorge sopra un poggio che domina il paese, enfatizzando visivamente la sua natura di madre di tutte le chiese dell'Alta Valcamonica.
La sua fondazione è profondamente radicata nella storia locale: fu edificata sopra un preesistente tempio pagano fra la fine dell'VIII secolo e gli inizi del IX secolo. Inizialmente, la Pieve svolgeva non solo funzioni religiose, ma anche di centro civile e assistenziale per la comunità.
L'intitolazione attuale, probabilmente, non è quella originaria. Se così fosse, bisognerebbe far risalire la sua fondazione a un'epoca relativamente tarda, circa all'XI secolo, quando il culto verso questo mistero ebbe la sua particolare diffusione. Si ritiene, invece, che essa sia stata fondata verso la fine del VII secolo o al principio del IX secolo, e quindi con un titolo diverso.
Durante il medioevo, la Pieve di Santa Maria Nascente era l'unica sede battesimale dell'intera Alta Valle Camonica. In seguito, con la costruzione di altre chiese nei paesi della valle, il suo ruolo si decentrò alle altre sedi. I rifacimenti ai quali fu soggetta, dalla sua fondazione sino al XVI secolo, risultano ignoti, ma in quel periodo la pieve fu quasi sicuramente oggetto di ampliamento. Il Vescovo Monsignor Marco Morosini la consacrò il 18 giugno 1652 insieme all'altare maggiore, benché non fosse terminata in tutte le sue opere.
Architettura Esterna e Posizione
La Pieve si innalza alta ed elegante su di una piccola altura ai piedi del monte Colmo. Grazie allo spaziosissimo sagrato a balconata, dalla sua posizione si domina tutto il paese, la valle di Corteno e le montagne circostanti. È collocata strategicamente tra il convento delle suore di Carità (dette di Maria Bambina), la vecchia chiesa sconsacrata di San Carlo, l'antico oratorio dei Disciplini, il cimitero, la casa parrocchiale e l'attuale oratorio San Giovanni Bosco.

Il Campanile
Inizialmente, la torre campanaria si ergeva nell'area dell'attuale sagrestia piccola, a destra del presbiterio. Nel 1763 si diede compimento alla fabbricazione della nuova e imponente torre campanaria. Il campanile, alto 68 metri dal suolo alla croce, è il più alto della valle. La sua prima parte, fino alla cella campanaria, è quadrata, interamente realizzata in blocchi di granito, con quattro angoli modellati; sopra la cella campanaria è conformato a cuspide.

Interni e Opere d'Arte
Ritocchi e abbellimenti furono apportati alla chiesa in tempi più recenti per arricchirne gli interni. Si procedette con l'interramento dei due altari laterali della Madonna e del Presepe e l'apertura dei quattro archi, due dei quali corrispondenti all'altare delle madri e del Crocifisso o Battistero.
La Navata e le Decorazioni Pittoriche
Tra il 1928 e il 1935 si decise di decorare e affrescare l'intera chiesa. Il primo intervento fu eseguito da Giuseppe Trainini di Brescia, che ornò di figure tanto la cupola quanto la navata centrale. I dipinti delle navate laterali, invece, furono eseguiti dal noto pittore Luigi Morgani di Torino.

Il Presbiterio e le Opere di Federico Severino
Sopra l'altare maggiore troneggia il Crocifisso in bronzo dello scultore contemporaneo professor Federico Severino, ivi posto nel febbraio 1993. Pure dello stesso autore sono l'altare della celebrazione, l'ambone e la sede presidenziale, realizzate nel 1995, che contribuiscono a definire l'estetica moderna e sacra del presbiterio.
Gli Altari Laterali
La chiesa ospita numerosi altari laterali, ognuno con una propria storia e peculiarità artistiche:
- L'Altare del Presepe: Situato a sinistra, ha sostituito l'omonimo della vecchia Pieve e quello più antico di Sant'Ambrogio. È a due ordini: nel centro della cimasa si nota un organo, mentre a sinistra vi è una statuetta di Sant'Ambrogio, che ricorda il titolo primitivo. Del gruppo ligneo della Natività, nel 1980 sono state trafugate le statue della Sacra Famiglia e quelle attuali sono delle copie in legno.
- L'Altare della Vergine del Rosario e Santa Caterina: Si trova a destra in fondo alla navata, prendendo il posto di quello omonimo e di Santa Caterina da Siena. È a due ordini con due colonne; fino al 1769 il centro era occupato da una grande tela raffigurante la Vergine del Rosario con San Domenico e Santa Caterina, alla quale fu sostituita una nicchia per una statua, ora occupata da una più recente in legno di Valgardena.
- Un Altare del 1660: Fu eretto nel 1660, succedendo alla cappella e all'altare già dedicati a un santo nella vecchia Pieve, di cui purtroppo non si hanno ulteriori dettagli.
- L'Altare dei Santi Antonio Abate e Antonio di Padova: Fu eretto nel 1670 a cura della comunità e della Confraternita del Suffragio. Più propriamente è dedicato ai due santi: Sant'Antonio Abate e Sant'Antonio di Padova. Presenta l'ancona, la balaustra e la predella in marmi policromi. Finito nel 1674, è attribuito al maestro Pietro Ramus. Il quadro è opera del Bate e porta in fondo a sinistra il ritratto del Patrono e di una sua figlioletta.
- L'Altare di San Carlo: Nella stessa epoca (riferendosi al periodo di costruzione degli altari di Sant'Antonio) fu eretto questo altare che porta ancora sulla cima un'immagine dell'Angelo. Attualmente è dedicato a San Carlo.
Il Pulpito
Il pulpito, realizzato in legno intagliato e intarsiato, è un'opera pregevole uscita dalla bottega del maestro Pietro Ramus. La piramide rovesciata, che fa da base, poggia sulla testa ben modellata di un leone e su quattro putti (due per lato) che fungono da cariatidi, ed è tutt'intorno lavorata graziosamente con disegni d'intarsio e a mezzo rilievo. La parte d'intarsio, il vero pulpito, presenta sei nicchiette (in precedenza contenevano una statuetta ciascuna, poi trafugate) e tra una nicchietta e l'altra si levano delle cariatidi.

Elementi Moderni: i Segnalatori Luminosi
Ai lati del presbiterio, posizionati all'interno dei primi archi, vi sono due segnalatori luminosi comandati dal sagrestano che, durante la Liturgia, suggeriscono all'assemblea dei fedeli il canto da intonare. L'iniziativa nacque da un suggerimento di un parrocchiano che, tornato dagli Stati Uniti, consigliò al parroco d'allora di imitare in questo modo le pratiche dei fedeli d'oltreoceano.
La Chiesa di San Giovanni Battista
Posizione, Storia e Architettura
La chiesa di San Giovanni Battista sorge all’interno del centro storico medievale di Edolo. L’aspetto attuale dell’edificio risale alla seconda metà del XVIII secolo ed è il risultato di diversi rimaneggiamenti, avviati già nel corso del XVI secolo.
All’esterno, notevole è il pronao rinascimentale con una lunetta affrescata che accoglie i visitatori. All’interno, l’edificio si presenta a navata unica, con una cantoria in muratura in controfacciata. Il presbiterio comprende uno dei cicli ad affresco più importanti di tutto il cinquecento bresciano, che narra le Storie e la Vita di San Giovanni Battista, offrendo un'importante testimonianza artistica e devozionale.

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