La Chiesa di Sant'Andrea a Marina di Cecina, con la sua ricca storia e il suo patrimonio artistico, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la comunità locale e un esempio significativo dell'evoluzione del territorio cecinese.
Contesto Storico del Territorio di Cecina
Il territorio nel quale ci troviamo vanta una lunga storia, con insediamenti umani risalenti al X secolo a.C., periodo in cui la Toscana assunse un ruolo importante nel mondo antico. La presenza di siti funerari etruschi nella zona denota l'esistenza di nuclei abitati lungo la strada che da Populonia si inoltrava verso Volterra, in un'epoca in cui l’economia locale si basava soprattutto sullo sfruttamento delle miniere di rame.
Nel corso del I secolo a.C., la civiltà romana si diffuse in Toscana, basandosi prevalentemente sull’economia agricola. Nell’età tardo imperiale, tuttavia, la diffusione dei grossi latifondi portò all’abbandono e all’impaludamento dell’intera area costiera. Fu questo il periodo più oscuro per la zona della foce del Cecina: con le paludi si diffuse la malaria, rendendo impossibili insediamenti stabili. Anche le strade di collegamento fra sud e nord non erano più quelle sulla costa, ma si spostarono nell’interno sul percorso collinare.
Fu importante in questo periodo, in epoca medievale, la presenza dell’Ordine Benedettino, con monasteri nel territorio di Bibbona, Casale Marittimo, Montescudaio e Monteverdi. Con il Granducato di Toscana, i territori della pianura di Cecina furono amministrati dalle comunità di Riparbella e Bibbona. Nel 1590, il granduca Ferdinando I fece costruire un palazzo, il “Fitto”, sulla riva sinistra del fiume. A lui e a Cosimo I si devono le prime opere di bonifica che permisero insediamenti legati all’artigianato intorno al fiume, all’attività metallurgica, all’allevamento del bestiame della tenuta granducale e alla coltivazione dei cereali.

Tra il 1765 ed il 1790, il Granducato di Toscana fu retto da Pietro Leopoldo, il quale attuò una politica di intervento sul territorio, con particolare interesse per l’area costiera.
La Nascita e l'Evoluzione della Parrocchia di Cecina Mare
Nel 1771, preso atto della crescita della popolazione intorno alla foce del Cecina, il Vescovo di Volterra Alessandro Galletti eresse la Parrocchia di Cecina Mare con il titolo di San Giuseppe, smembrandone il territorio da quella di Bibbona. Nel 1785 si procedette alla costruzione della chiesa, su disegno dell’Ing. Caluri. La costruzione era a pianta rettangolare, con facciate esterne lineari e lisce, interrotte da motivi neoclassici. Vi erano poi il campanile (non più esistente, a pianta quadrata) e la casa canonica, costruita nel 1787, più o meno secondo la struttura che possiamo vedere anche oggi.

Possiamo affermare che la parrocchia di Marina, nata nel 1771, è la più antica della città. In quegli anni la Chiesa fu dotata di alcune tele. Come avveniva nel passato, un’opera d’arte segnava sempre un’epoca, un momento storico, un luogo.
Le Opere D'Arte Originari e i Recenti Restaurati
Dopo alcuni mesi, tornano nella Chiesa di S. Andrea a Marina le due tele recentemente restaurate a cura della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci. Si tratta di due belle tele settecentesche, patrimonio della primitiva chiesetta edificata nel borgo di pescatori, malconce per l'usura del tempo ed ora restituite alla contemplazione e venerazione. Una tela raffigura S. Giuseppe (antico patrono della parrocchia) e S. Andrea.
Alla presentazione delle opere restaurate sono intervenuti: Dott. Fabrizio Mannari, Direttore Generale della BCC di Castagneto Carducci (sponsor del restauro); On. Maria Grazia Rocchi; Samuele Lippi, Sindaco di Cecina; Giovanni Salvini, Vicesindaco e Assessore alla Cultura di Cecina; Alessandro Franchi, Presidente della Provincia di Livorno.

Anche le tre tele della chiesa di Cecina Mare ci parlano del periodo e del luogo in cui sono state eseguite. I primi due sacerdoti, parroco e cappellano, ai quali fu affidata la cura della chiesa erano dell’Ordine dei Frati Minimi, fondato da San Francesco di Paola (1416-1507), l’eremita devoto a San Francesco d’Assisi che ebbe nel suo tempo fama di grande guaritore in tutta Europa. Per questa presenza dei Frati Minimi a Marina, le tele della Chiesa riproducono i Santi cari all’Ordine: in una vediamo l’Immacolata Concezione con il Bambino e S. Francesco di Paola; nell’altra S. Giuseppe (patrono della parrocchia) e S. Andrea.
La "Madonna delle Grazie": Devozione e Leggende Popolari
Di particolare interesse e devozione per la popolazione è l’immagine della “Madonna delle Grazie”, un bassorilievo in gesso verniciato di autore ignoto, forse del XVI secolo. Intorno a questa “Madonnina”, come è chiamata dai marinesi, vi sono varie tradizioni popolari.
La prima racconta che il Fosso della Madonna (che sbocca più a sud in località “La California”) si sarebbe chiamato così perché nei pressi alcuni pescatori avrebbero pescato questa Madonnina. Una variante racconta invece del ritrovamento dopo una furiosa libecciata. Un altro racconto attribuisce il rinvenimento dell’immagine al naufragio di una imbarcazione carica di vari oggetti sacri che, a causa della tempesta, si arenò di fronte a Marina di Cecina. Sulla spiaggia finì una cassa integra con dentro l’immagine della Madonna che fu consegnata al prete.
Tra i ritrovamenti del naufragio si annovera, secondo i racconti popolari, anche una campana piccola, simile a quella che si trova sulle imbarcazioni, che in epoca moderna è stata donata dalla famiglia Chiavacci alla parrocchia e collocata sul campanile. I racconti popolari sono segno di devozione e trasmettono spesso una parte della verità. Del resto, nella storia, i naufragi nella zona antistante Marina non sono stati infrequenti.

L’immagine rappresenta una maternità in adorazione: è la Madre che adora il Figlio di Dio. La dolcezza dello sguardo della Vergine e la manina del Figlio che si avvicina alla Madre per accarezzarla rendono il quadro degno di ammirazione ed invitano alla preghiera. La Vergine è vestita di rosso, come in molte antiche raffigurazioni: il rosso è il simbolo della divinità ed allude al titolo mariano di Madre di Dio. Sul manto azzurro (che si è diffuso come il colore mariano per eccellenza) vi sono le stelle. Maria è invocata come “Stella del mattino”.
In quella che forse è la più antica raffigurazione di Maria, nelle catacombe di Priscilla a Roma (II secolo), insieme alla Madre appare un profeta che indica una stella, allusione all’oracolo di Balaam del Libro dei Numeri: “una stella spunta da Giacobbe e uno scettro da Israele” (Nm 24,17). La Tradizione che, in molti scrittori ecclesiastici, indica in Maria la stella, può essere riassunta nelle parole di Giovanni Paolo II: “Maria sarà per i cristiani del III Millennio la Stella che ne guida con sicurezza i passi verso il Signore”. In questa zona costiera della Chiesa volterrana è poi particolarmente suggestivo invocare Maria come “Stella del Mare”, come fa nella sua bella preghiera San Bernardo: “Nei pericoli, nelle difficoltà, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria!”
Evoluzione della Chiesa e Recenti Interventi
Nel 1855, con lo sviluppo del nuovo nucleo urbano lungo la via Aurelia (l’attuale centro di Cecina), fu costruita la nuova grande chiesa (oggi Duomo) e la chiesetta di Marina divenne semplice “cappellania”: il titolo di San Giuseppe fu trasferito alla nuova chiesa. Dopo la II Guerra Mondiale, tuttavia, con l’avvento del turismo, la fascia costiera ebbe un ulteriore sviluppo e, nel 1955, la chiesa di Marina fu nuovamente eretta in parrocchia e dedicata a S. Andrea.
Ben presto si rese necessario un ampliamento della chiesa che fu prolungata sia nel lato del presbiterio che nella facciata (il prolungamento sulla piazza è abbastanza visibile perché di diverso livello rispetto al tetto della chiesa vecchia) e mutò nella sua struttura interna per la riforma liturgica: i lavori furono eseguiti nel 1971.
Meritano attenzione anche altri elementi artistici: della prima metà del ‘600 è il confessionale in legno, dono dell’ing. Walter Surbone. L’antica acquasantiera in marmo si trova sulla destra entrando dal portone centrale. Di artisti contemporanei sono le formelle in gesso bronzato della Via Crucis (scultore C. Puzzolo); il disegno sulla facciata e il quadro sul fonte battesimale (F. Graziani); la recinzione del fonte battesimale in ferro battuto (R. Stellati) e la cupoletta in rame scolpito (Decembrini); le vetrate.

Nel 2014 si sono resi necessari nuovi lavori di restauro alla copertura ed all'interno della chiesa. Sono state raggruppate le formelle della Via Crucis e si sono collocati i dipinti di maggior valore all'interno della navata centrale. Le due cappelle laterali, precedentemente chiuse e quindi inutilizzabili durante le celebrazioni, sono state aperte ad arco sul lato della navata centrale con l'effetto di un ampliamento dello spazio fruibile dai fedeli. Su suggerimento della Soprintendenza di Pisa è stato realizzato l'arco sull'altare maggiore e sull'accesso alla cappella del Santissimo Sacramento; si è proceduto infine alla tinteggiatura completa dell'interno.
Nell’inverno 2024/2025 sono stati eseguiti nuovi importanti lavori di modifica della struttura del tetto, a causa di continue infiltrazioni all’interno della chiesa: sono stati ricostruiti gli aggetti murari e le calate per il deflusso dell’acqua piovana. La chiesa è stata riaperta per la Pasqua dell’Anno Santo 2025. Il Vescovo Roberto Campiotti ha dichiarato la Chiesa di Sant’Andrea, “Chiesa Giubilare”: durante l’estate e fino alla fine del Giubileo è stato possibile ottenere in essa l’indulgenza plenaria, alle condizioni previste dalla Chiesa.
S2E7 - Il primo Giubileo
La Parrocchia di Marina nel Contesto Ecclesiastico di Cecina
La parrocchia di Marina, nata nel 1771, è la più antica della città. È del 1852 la costruzione della Chiesa dei Santi Giuseppe e Leopoldo, elevata al titolo di Duomo nel 1983. A seguito dell’espansione di Cecina, nel 1963, è stata eretta anche la Parrocchia di S. Carlo Borromeo al Palazzaccio, smembrandone il territorio dal Duomo. In quella Parrocchia, presso la ferrovia, si trova la chiesetta, costruita nel 1959.
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