Dalle dolci colline su cui è posto il paese di Antignano, svettano la cupola ed il campanile della neogotica Chiesa Parrocchiale dedicata alla Beata Vergine del Carmine.
Architettura e Origini della Chiesa Parrocchiale
La chiesa, nella sua attuale forma, risale al periodo tra il 1908 e il 1911, mentre la cupola ne è di poco posteriore, datata al 1920. Il progetto architettonico è opera dell'Ingegnere Giuseppe Gualandi di Bologna. La parrocchiale si presenta come una chiesa imponente a croce latina, dotata di tre navate. La sua maestosa facciata è rivolta verso la piazza IV Novembre, e la sua cupola, per imponenza, è degna di una cattedrale.
La chiesa è sempre aperta in orario diurno, offrendo ai visitatori la possibilità di ammirarne le peculiarità architettoniche e l'atmosfera.

Il Carmelo di Antignano e la Storia delle Monache Scalze
Le Monache Scalze della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo costituiscono un ordine religioso cattolico contemplativo ed apostolico, basato sul regime di clausura e sulla condivisione dello stesso ritmo di preghiera, dedicando ogni giorno molte ore alla preghiera silenziosa.
Le Radici del Carmelo Riformato
Le origini di questa riforma affondano le radici nella figura di Teresa Sánchez de Cepeda Dávila y Ahumada (1515-1582), la spagnola destinata a divenire una delle sante più importanti della storia per i suoi scritti mistici, conosciuta come Santa Teresa d’Avila. Entrata nel Carmelo dell’Incarnazione d’Avila in Spagna nel 1542 all’età di 20 anni, nel 1562, sotto il nome religioso di Teresa di Gesù, si tolse le scarpe e, con quattro novizie, fondò un nuovo monastero dedicato a San Giuseppe. Questo atto inaugurò la riforma dell’Ordine, improntata a un ritorno alle maggiori rigidità iniziali.
Il Carmelo Riformato fece la sua comparsa in Italia nel 1590 a Genova. Successivamente, nel 1627, a Roma fu fondato il Carmelo di Santa Teresa, vicino al Quirinale, grazie all'attività della romana Caterina Cesi d’Acquasparta (1590-1642). Dopo una vita complessa, divenuta suor Caterina di Cristo, ricevette l’autorizzazione a darne origine.
La Fondazione e la Vita del Monastero di Antignano
La fondatrice della realtà monastica a Livorno fu la livornese Evelina Piccioli (1888-1974). La sua vita fu singolare: fuggita di casa per raggiungere il Carmelo di Modena, fu poi portata in tribunale con il pretesto di essere labile di mente e costretta a essere ricoverata in manicomio. Conclusa la causa in maniera a lei favorevole, nel 1925 Evelina ritornò a Modena, dove divenne Carmelitana Scalza con il nome di Suor Celina Maria del Sacro Cuore.
Venuta a conoscenza della possibilità di spostare il Carmelo romano, nel 1934 vi si fece destinare e due anni dopo, divenutane priora, ne ottenne il trasferimento in riva al Tirreno. Suor Celina fu priora a Livorno dal 1945 al 1948 e poi dal 1951 al 1957. Il monastero di Antignano, edificato nel 1938 su una collinetta ai piedi di Montenero (quartiere di Livorno), gode di un luogo isolato e particolarmente adatto al raccoglimento e alla preghiera, ereditando un ragguardevole retaggio di eventi e figure.
Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, parte del monastero venne occupata dai militari. Nel giugno 1944, a causa dell'esplosione di una serie di mine disseminate intorno al colle, la casa fu danneggiata e le monache trovarono riparo presso la Certosa di Calci (PI).

La Quotidiana Vita Monastica
Attualmente, nel monastero vivono 15 religiose, tra le quali alcune giovani suore che hanno fatto i voti temporanei e sono in attesa di fare i voti perpetui. La giornata delle attuali 10 sorelle (di cui 2 novizie) è suddivisa fra 7 ore di preghiera e 7 di lavoro, oltre a 2 ore per pranzo e cena, con sveglia alle 5:30 e ritiro alle 20:30. Le suore trascorrono il resto della giornata tra la preghiera, la meditazione e il lavoro, che include attività come l'orto, il cucito, la pittura, il ricamo, l'uncinetto e la produzione di strumenti di penitenza.
La vita religiosa, vissuta nella fedeltà al carisma del proprio Fondatore, è ritenuta un esempio: le Carmelitane di Antignano sono considerate degne seguaci di Santa Teresa d'Avila, e il loro stile di vita attrae un discreto numero di vocazioni. Alcuni estimatori toscani hanno elogiato il monastero delle Carmelitane Scalze di Antignano (Livorno) per il suo clima di fervore religioso e di osservanza della Regola.
Per coloro che desiderano un contatto, recandosi nel parlatorio negli orari stabiliti è possibile parlare con qualche suora presente dietro le severe grate della clausura. Le ragazze in discernimento vocazionale possono chiedere un incontro in parlatorio con la priora, nota per la sua profonda spiritualità e dedizione alla vita di perfezione cristiana.