La Chiesa del Redentore a Udine, un significativo edificio di culto cittadino, fu ricostruita nel 1733 su una preesistenza. Ha subito importanti rimaneggiamenti nel corso dell'Ottocento, quando fu ampliata passando dall'originario impianto a croce greca a una più comune pianta a croce latina.
Cenni Storici e Fondazione
Per la posa della prima pietra, avvenuta nel 1733, ci vollero oltre venti anni di preparativi. Alla costruzione della nuova chiesa contribuirono lasciti alla parrocchia e l'impegno di una Confraternita. Una volta completata, nella nuova chiesa furono trasferiti il Santissimo Sacramento, gli oli santi e il fonte battesimale.
Nel corso del tempo, si rese necessario un prolungamento della navata fino alle dimensioni attuali. Questo ampliamento si concluse con il completamento della pavimentazione e della gradinata esterna, come testimoniato dalla diversità della pavimentazione prima e dopo l'intervento. La chiesa ha subito danni durante la Prima Guerra Mondiale, a cui è seguito un importante recupero funzionale con opere commissionate da Mons. Pilosio e da altri.
Architettura Esterna e Campanile
L'edificio, contenuto nel tessuto urbano di via Mantica, ha il sedime rialzato rispetto al piano stradale ed è raccordato con un'alta gradinata. La facciata della chiesa si inserisce nel periodo di cultura neoclassica in Friuli, pur mantenendo elementi distintivi.

La parte centrale della facciata sporge solo per metà rispetto al resto della struttura, creando un particolare effetto scenografico, poiché gli elementi architettonici non sostengono effettivamente la trabeazione. Il tutto si presenta volutamente liscio, senza ornamenti eccessivi.
La costruzione del campanile iniziò in un secondo momento. La torre campanaria, caratterizzata da un tetto a quattro spioventi, supera di poco l'altezza della chiesa. Nel tempo, il campanile è stato trasformato e ha assunto la forma attuale, una struttura ottagonale con sulla sommità una croce in ferro battuto. Un episodio storico significativo riguarda le sue campane: i soldati tedeschi le asportarono per fonderle e trasformarle in cannoni, rendendo necessario il loro ricollocamento dopo il conflitto.
Descrizione dell'Interno
Superata la bussola di ingresso, l'interno si presenta ampio, ad una sola navata. La navata è voltata a vele e sontuosamente decorata da stucchi e pitture che impreziosiscono anche le colonne e le pareti. La pavimentazione è realizzata con lastre quadrate di marmo bianche e rosse disposte a losanghe. L'ambiente termina con il profondo presbiterio, rialzato di tre gradini rispetto al piano della navata.

Le Opere d'Arte e Gli Altari
Altare Maggiore e Affreschi
Tra le opere più significative della chiesa si distinguono quelle del pittore Lorenzo Bianchini, attivo tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo. Bianchini, noto per essere stato anche un collaboratore di Tiziano e maestro nell'uso del colore, ha realizzato diversi affreschi di grande impatto visivo. Tra questi spiccano scene della vita di Santa Lucia, come "Santa Lucia Dinnanzi al tiranno Pascasio", "Santa Lucia distribuisce averi e gioie ai poveri" e "Il martirio di Santa Lucia". Altre opere includono "Santa Lucia sulla tomba di Santa Agata di Catania chiede la guarigione di sua madre". Le raffigurazioni delle Sante Lucia ed Agata sono considerate l'opera più importante della chiesa. In alcune rappresentazioni, si notano anche testine di angioletti che fanno corona al Redentore.
Altri Altari e Opere
Nel transetto è situata un'opera di Mantica del 1786. Tra le altre opere d'arte presenti, si annovera "L'Incoronazione della Vergine tra i Santi", situata in sacrestia, probabilmente tra i Santi Fabiano e altri. Si menziona anche "La Sacra Famiglia" e "L'Apparizione della Madonna a Bernardette Soubirous" del pittore Francesco Zuliani (secolo XIX). Lorenzo Bianchini ebbe tra i suoi allievi anche Odorico Politi.
La Cattedrale di UDINE
A destra si trova un altare dedicato a San Nicola, caratterizzato da decorazioni in mosaico dorato e motivi floreali. Vi è anche un riferimento a Padre Scrosoppi e un'opera raffigurante "Cristo caricato della croce", realizzata per volontà di Mons. Gesti.