La chiesa copta è una delle istituzioni religiose più antiche e affascinanti del mondo. Attraverso la sua storia millenaria, ha preservato le sue tradizioni e la sua bellezza sacra. È la chiesa cristiana d'Egitto, con radici che risalgono all'antico Egitto. Il termine "copto" deriva dal greco "Aigyptos", che significa "egiziano", indicando in generale gli egiziani che professano il cristianesimo in Egitto.

Le Radici Storiche e la Fondazione Apostolica
La Chiesa copta è considerata una delle più antiche chiese cristiane del mondo, risalente all'epoca apostolica. I copti credono che la chiesa sia stata fondata da San Marco Evangelista, apostolo e autore del Vangelo di Marco, che la stabilì ad Alessandria d'Egitto. L'Egitto è stato infatti uno dei primi Paesi ad essere penetrato dal cristianesimo, molto presto dopo la morte di Gesù Cristo, intorno al 33 d.C.

L'Egitto nelle Sacre Scritture e la Fuga della Sacra Famiglia
Il rapporto dell’Egitto con la tradizione cristiana risale a molto tempo fa, essendo questo Paese citato più volte nelle Sacre Scritture per episodi biblici sia dell’Antico che del Nuovo Testamento. Esempi includono l'accoglienza di Giuseppe, figlio di Giacobbe, e il lungo viaggio del profeta Mosè nella penisola del Sinai, che ancora oggi guidano molti pellegrinaggi.
Per i cristiani copti in Egitto e per quelli del resto del mondo, uno dei capitoli più stimolanti è stato la Fuga in Egitto, quando la Sacra Famiglia (la Vergine Maria, San Giuseppe e il Bambino Gesù) fu costretta a rimanere in Egitto per un certo periodo, come raccontato nel Nuovo Testamento. Alcuni luoghi che la tradizione ricollega direttamente a quel soggiorno sono oggi importanti luoghi sacri per la popolazione.
Diffusione del Cristianesimo e i Primi Dibattiti Dogmatici
Nei primi tempi del cristianesimo copto in Egitto, si scatenarono dibattiti tesi sui dogmi di fede della religione stessa. Inoltre, alcuni elementi specifici dell’Antico Egitto possono aver influenzato lo sviluppo della dottrina cristiana generale. Ad esempio, una certa assimilazione della Vergine Maria alla dea Iside, poiché entrambe hanno concepito i loro figli per intercessione divina, mostra un'innegabile somiglianza con l'antica religione egizia.
Sviluppo Storico e Teologia: Dal Concilio di Calcedonia alla Conquista Araba
La legalizzazione del cristianesimo in Egitto e la sua imposizione come religione ufficiale avvennero contemporaneamente al resto dell’Impero Romano, di cui il territorio faceva parte. Entrambi gli eventi ebbero luogo rispettivamente sotto gli imperatori Costantino I il Grande (313) e Teodosio I il Grande (380).
Il Monofisismo e lo Scisma dopo Calcedonia (451 d.C.)
I leader del cristianesimo copto in Egitto hanno sempre difeso il monofisismo, ovvero la dottrina che sostiene che Gesù Cristo abbia una sola natura, quella divina. Inizialmente, le tesi del cristianesimo copto trionfarono al Concilio di Nicea (325), ma più di un secolo dopo, al Concilio di Calcedonia (451), i postulati guidati dal Patriarcato di Alessandria furono respinti. A quel punto si verificò una scissione completa e da allora la Chiesa copta ha un proprio Papa, il cui titolo è comunemente noto come “Papa di Alessandria e Patriarca di tutta l’Africa”. La Chiesa Copta Ortodossa è autocefala: al vertice siede il patriarca e Papa di Alessandria, detto anche patriarca del seggio di San Marco, l'evangelista considerato il fondatore della Chiesa copta. Lo affiancano una quarantina di metropoliti e vescovi membri del Santo Sinodo e altri vescovi con incarichi speciali o residenti fuori d'Egitto.
La Conquista Araba e la Posizione dei Copti
In questo contesto di divisione e isolamento dal resto del mondo cristiano, l'Egitto fu rapidamente conquistato dalle truppe arabe musulmane (639-642), in piena espansione dopo la morte di Maometto. La conquista araba (641) ebbe l’effetto di sottrarre alle persecuzioni bizantine i copti monofisiti, considerati una comunità protetta, seppure sottoposti a esazione fiscale. Le élite al potere, di fede islamica, imposero tasse sui cristiani copti in Egitto e concessero benefici ai convertiti, indebolendo progressivamente il numero dei seguaci di Gesù. Almeno dall’XI secolo la situazione era cambiata e la popolazione egiziana era in gran parte musulmana, anche nell’estremo sud.
La decadenza dei regni islamici che si susseguirono in Egitto dopo il XIII secolo, sebbene peggiorasse le condizioni di vita della comunità, ne promosse il riavvicinamento alla Chiesa di Roma. Nel XIX secolo, la Chiesa copta conobbe una ripresa parallela a quella della popolazione copta, culminata sotto il patriarcato di Cirillo IV (1854-61).
Il Monachesimo Copto: Culla del Cristianesimo Eremitico e Cenobitico
Il monachesimo cristiano nacque in Egitto; la vita della Chiesa Copta è caratterizzata da una tendenza ascetica basata su testi biblici che esaltano il valore del distacco dai beni materiali e la ricerca della vita eterna:
- “Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima?” (Mt 16: 26).
- “Vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi” (Lc 18: 22).
- “Tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato” (1Cor 9: 27).
Il Concetto Copto di Ascetismo e la Brama del Mondo Venturo
I Copti, con il cuore acceso di amore per l’eternità, hanno trovato attraente questo pensiero evangelico. Mentre le altre civiltà del mondo antico erano legate alla vita mondana, gli Egizi si interessavano alla resurrezione e alla vita futura. Quando i Copti accolsero la fede cristiana, la loro brama del mondo venturo aumentò, ma su una base evangelica. Piuttosto che occuparsi del ritorno dell’anima al corpo mummificato, il loro forte desiderio divenne quello di innalzare il cuore e lo spirito e il pensiero divenne quello di godersi la vita celeste anche camminando nella carne sulla terra. L’ascetismo, nel pensiero copto, è la risposta pratica all’amore di Dio, un sacrificio d’amore in cambio del sacrificio di Cristo Signore.
Le Origini del Monachesimo in Egitto: San Paolo Eremita e Sant'Antonio Abate
Gli ordini monacali non sorsero secondo un precedente piano, ma vennero alla luce attraverso uno spontaneo amore acceso nel cuore dei primi cristiani. Nell’era apostolica, molti praticavano l'ascetismo per raggiungere la perfezione evangelica. Il monachesimo cristiano, come ordine, ebbe inizio negli ultimi anni del terzo secolo e fiorì nel quarto secolo.
- San Paolo l’Eremita (o della Tebaide): Fu il primo anacoreta al mondo, visse solitario quasi novant’anni nel deserto, dal 250 al 341.
- Sant’Antonio il Grande: Era un copto dell’Alto Egitto ed è considerato il padre del monachesimo. Dopo venti anni di solitudine, aprì la sua grotta per accogliere le guide spirituali dei monaci che gli venivano a chiedere di essere disciplinati. Ebbe un ruolo vitale nella Chiesa, opponendosi all'eresia ariana e incoraggiando i fedeli.
San Pacomio Abate: Il Monachesimo Cenobitico
Poco dopo l'esperienza eremitica, San Pacomio Abate, originario di Luxor e anch'egli copto, fu colui che scoprì il vantaggio della vita comune e che stabilì le regole del monachesimo cenobitico, cioè collettivo e produttivo, fondando un monastero in cui la vita dei monaci era organizzata in forma comunitaria. Altri famosi Padri del deserto includono San Macario, Sant’Amon e San Mosè il Nero.
Figure Femminili nel Monachesimo Copto
Il monachesimo femminile si conformò parallelamente a quello maschile, e i monaci contribuirono a costruire conventi per le monache. Apparvero delle guide femminili che ebbero un ruolo efficace, come Santa Sara e Santa Teodora. Alcune sante, travestendosi da uomo, condussero vita monastica in conventi maschili, distinguendosi per le loro virtù.

L'Influenza del Monachesimo Egiziano sul Mondo Cristiano
Dalla fine del quarto secolo sorsero centinaia di monasteri e migliaia di celle e grotte sparse sulle alture egiziane, soprattutto nella vallata di Scete, situata nella località di Wadi el-Natrun a nord del deserto occidentale. Tutto il monachesimo cristiano deriva, direttamente o indirettamente, dall’esempio egiziano:
- San Basilio, organizzatore del movimento monastico in Asia minore, visitò l’Egitto intorno al 357 d.C. e la sua guida venne seguita dalle Chiese Orientali.
- San Girolamo, che tradusse la Bibbia in latino, venne in Egitto intorno al 400 e lasciò note delle sue esperienze nelle sue lettere.
- San Benedetto fondò monasteri nel sesto secolo sul modello di San Pacomio, ma in forma più rigorosa.
Innumerevoli pellegrini visitarono i “Padri del deserto” ed emularono le loro vite spirituali disciplinate.
Il Monachesimo Copto Oggi: Rinascita e Diffusione
Oggi, una delle caratteristiche della Chiesa Copta Ortodossa è il continuo aumento del numero di coloro che desiderano aderire alle comunità monastiche, tanto che si tende a ravvivare gli antichi monasteri disabitati. I monasteri degli uomini si trovano sparsi nel deserto e quelli delle donne all’interno delle città. La rinascita del monachesimo in Egitto ha inizio dopo la seconda guerra mondiale, grazie soprattutto all’impulso di Patriarchi come Papa Cirillo Sesto e Papa Shenuda Terzo, entrambi provenienti da intense esperienze monastiche. Monasteri copti sono stati fondati anche all’estero, presso le principali comunità della diaspora.
Santi Venerati nella Chiesa Copta
Oltre a Marco l’Evangelista e ai precursori del movimento monastico, il cristianesimo copto egiziano venera come santi altri personaggi che sono stati martirizzati per aver praticato la loro religione o che sono stati coinvolti in episodi considerati miracolosi.
- Caterina d’Alessandria: Una delle sante egiziane più venerate e famosa a livello mondiale. Fu martirizzata su una ruota dentata e decapitata all’inizio del IV secolo per ordine dell’imperatore Massenzio.
- San Menas: Nato a Memphis alla fine del III secolo, è associato a vari miracoli e alla fondazione di un monastero (Abu Mena) vicino ad Alessandria, dove si ritiene sia stato sepolto per volere divino.
- San Shenouda (Shenute): Alla fine del IV secolo fu uno dei primi abati del Monastero Bianco, fondato da suo zio San Pigol. Fu un santo molto carismatico e ancora oggi è molto venerato.
- San Bishoi: Contemporaneo di San Pigol, fu un santo di riferimento del movimento monastico.
- San Maurizio: Originario di Tebe, comandava una legione nel III secolo e fu elevato al rango di santo.
- Simone il Conciatore: Un santo locale del Medioevo (IX-X secolo), celebre per il miracolo di aver spostato una montagna (i monti Mokattam), come ancora oggi si può vedere visitando il Monastero di San Simone al Cairo.
Architettura, Arte e Luoghi Sacri
L'architettura e l'arte copte sono testimonianze della ricca storia e spiritualità della Chiesa copta. Le chiese copte sono caratterizzate da una combinazione di stili architettonici, tra cui l'architettura egizia, romana e bizantina. Sono spesso decorate con affreschi, icone e mosaici che raffigurano scene bibliche e santi. Le icone copte sono considerate opere d'arte sacre e sono ammirate per la loro bellezza e spiritualità. L'arte copta ha influenzato anche l'arte islamica, con elementi copti che si possono trovare nelle moschee e nei palazzi dell'Egitto. Anche la musica copta è un'altra forma d'arte che riflette la spiritualità e la bellezza della chiesa copta, caratterizzata da melodie tradizionali e testi sacri.

Monasteri Famosi: Il Monastero di Santa Caterina
I monasteri copti sono luoghi di preghiera, studio e vita monastica. Uno dei monasteri più famosi è il Monastero di Santa Caterina, situato nel deserto del Sinai, ai piedi del Monte Sinai. È uno dei più antichi monasteri cristiani del mondo ancora in uso e fu costruito nel VI secolo. La sua splendida architettura bizantina è uno spettacolo da vedere, con intricati mosaici, splendidi affreschi e impressionanti strutture a cupola. Si ritiene che sia il luogo in cui Mosè ricevette i Dieci Comandamenti da Dio sul Monte Sinai e dove ebbe luogo il Roveto Ardente, aggiungendo un ulteriore strato di intrigo e misticismo. Il monastero ospita un'impressionante collezione di antichi manoscritti, icone e manufatti che fanno luce sul patrimonio culturale del Paese.

Monastero di Santa Caterina a Monte Sinai
Chiese Uniche al Cairo e Alessandria
I principali templi del cristianesimo in Egitto si trovano al Cairo e ad Alessandria, quest'ultima l'antica capitale quando la fede cristiana era maggioritaria.
La Chiesa Sospesa (El Muallaqa)
Forse la più famosa per la sua storia e bellezza artistica è la Chiesa Sospesa al Cairo. Le sue origini risalgono al III secolo, anche se i suoi principali elementi architettonici furono probabilmente costruiti nel XIII secolo, con un importante rimaneggiamento nel XIX secolo. È costruita sopra una torre in parte distrutta, dando l'impressione che la chiesa sia sospesa nel vuoto.
La Chiesa dei Santi Sergio e Bacco
Questa chiesa risale al IV o V secolo e fu costruita in onore di questi due martiri romani. Il motivo principale della devozione da parte dei cristiani copti in Egitto è che si ritiene che la Sacra Famiglia si sia rifugiata nella sua cripta per tre settimane durante la Fuga in Egitto.
La Chiesa di Santa Barbara
Fondata nel IV secolo e successivamente ricostruita in epoca medievale, è un'altra importante chiesa copta.
La Cattedrale di San Marco (Cairo e Alessandria)
Al Cairo, la Cattedrale di San Marco nel quartiere di Azbakeya è gerarchicamente la più importante, in quanto sede del Papato copto. Artisticamente e architettonicamente è un edificio molto recente, inaugurato a metà del XX secolo. In quell’occasione, l’allora Papa di Roma, Paolo VI, restituì parte delle reliquie di San Marco al suo omologo copto Tawadros II, in un gesto di amicizia e vicinanza. Anche ad Alessandria esiste una Cattedrale copta di San Marco, una delle sedi del Papa copto, il cui aspetto attuale risale alla metà del XX secolo a seguito di diverse distruzioni.
La Chiesa di San Simone il Conciatore (Monastero della Caverna)
Questa chiesa sta diventando molto popolare per la sua unicità. È un tempio affascinante situato sulle montagne Mokattam, nella parte orientale del Cairo. Il suo interno è scavato profondamente nella roccia e può contenere fino a 10.000 fedeli durante la messa, rendendola una delle più grandi del Medio Oriente.
La Chiesa Copta nella Società Egiziana e Oltre
Tradizioni e Rituali Copti
I copti hanno un ricco patrimonio di tradizioni e rituali tramandati da generazioni. Si riuniscono per la messa domenicale, che è una parte centrale della loro vita spirituale, caratterizzata da preghiere, inni e letture bibliche. Sono noti anche per le loro celebrazioni annuali, come il Natale copto, che si tiene il 7 gennaio, e la Pasqua copta, una delle celebrazioni più importanti.
Ruolo e Contributo alla Cultura Egiziana
La chiesa copta ha svolto un ruolo significativo nella società egiziana, contribuendo alla cultura, alla spiritualità e al dialogo interreligioso. Il peso del cristianesimo copto in Egitto è davvero notevole; di fatto, è oggi l’altra religione principale del Paese, anche se numericamente inferiore all’Islam. È considerata la terza religione principale in termini storici dopo l'antica religione egizia e il cristianesimo, per la sua lunga storia, la devozione dei suoi fedeli e la sua attrattiva per i viaggiatori di altri Paesi, soprattutto cristiani.
Distinzione tra le Chiese Cristiane in Egitto
L'Egitto ospita diversi rami del cristianesimo, che, sebbene credano in Gesù Cristo, non seguono la stessa dottrina o le stesse guide spirituali. Ciò può creare confusione per chi visita i luoghi di culto.
- Chiesa Copta Ortodossa: La più importante e numerosa in Egitto. Nella sua liturgia utilizza la lingua copta, ultimo residuo della sopravvivenza di questa lingua derivata dall'Antico Egitto, anche se l'arabo è usato per una migliore comprensione. Ha un proprio Papa (“Papa di Alessandria e Patriarca di tutta l’Africa”).
- Chiesa Ortodossa (Greco-Ortodossa): Utilizza il greco nella liturgia. È una delle chiese autocefale della Chiesa ortodossa, separatasi dalla Chiesa cattolica nel 1054. La sua autorità suprema è il vescovo primate, con il titolo di “Patriarca ortodosso di Alessandria e di tutta l’Africa” (da non confondere con il titolo del Papa copto). Il suo apice in Egitto fu all'inizio del XX secolo, per lo più con aderenti di origine greca.
- Chiesa Copta Cattolica: Fa parte della Chiesa cattolica fin dalla sua fondazione nel XVIII secolo e segue il rito latino, riconoscendo il Papa di Roma come autorità suprema. Il termine "copto" in questo contesto equivale a "egiziano", senza relazione diretta con la Chiesa Copta Ortodossa.
- Altri Rami del Cristianesimo in Egitto: Ci sono fedeli che seguono riti diversi, il cui numero potrebbe essere in aumento a causa dell’emigrazione da altri Paesi del Medio Oriente.
La Situazione Attuale e il Turismo Religioso
La situazione attuale per i seguaci del cristianesimo copto in Egitto non è facile; spesso affermano di sentirsi individuati e perseguitati da settori estremisti della società, il che ha portato molti ad emigrare. Tuttavia, i cristiani copti sono pienamente integrati nella società e presenti a tutti i livelli. A causa del grande significato di alcuni luoghi sacri nella cristianità copta, l’Egitto è oggi un’importante meta per i pellegrini di tutto il mondo, oltre che per gli amanti del turismo religioso.
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