Il governo della Chiesa Cattolica si fonda su elementi organizzativi che si sono evoluti nel corso dei secoli per adeguarsi alle necessità pastorali e alla missione del Romano Pontefice. Al centro di questa struttura si trova il Collegio cardinalizio, un corpo di prelati che coadiuva il Papa nel ministero liturgico, nella predicazione e nell'amministrazione della Chiesa universale.
Origine e significato del titolo di Cardinale
La qualifica di cardinale deriva dal termine «cardine», a indicare il ruolo centrale del clero della Chiesa romana, considerato il "cardine" della cristianità. Nei primi secoli, il Papa era assistito nel governo della Chiesa di Roma da un gruppo di presbiteri e diaconi. I presbiteri lo coadiuvavano e, se necessario, lo sostituivano nel ministero liturgico, mentre i diaconi erano addetti ai servizi caritativi e all'amministrazione dei beni temporali.
Oltre al clero cittadino, anche i sette vescovi delle diocesi che circondavano Roma, dette diocesi suburbicarie (Albano, Frascati, Palestrina, Porto e S. Rufina, Sabina e Poggio Mirteto, Velletri e Ostia), iniziarono a prestare un servizio regolare presso la cattedrale del Papa, la Basilica Lateranense. Essendo "incardinati" in Roma, anche loro furono esplicitamente chiamati cardinali a partire dal V-VI secolo.

La struttura tripartita del Collegio Cardinalizio
Storicamente, il Collegio si è strutturato in tre ordini definiti, che ancora oggi vengono conservati in memoria di tale evoluzione:
- Cardinali-vescovi: Originariamente i vescovi delle diocesi suburbicarie.
- Cardinali-presbiteri: Titolo che ebbe origine dai 25 presbiteri che, fin dai tempi di Papa Cleto (I secolo), coadiuvavano il Pontefice.
- Cardinali-diaconi: Derivanti dai diaconi incaricati delle sette "zone" o diaconie della diocesi di Roma per la cura dei poveri.
L'evoluzione del ruolo elettorale
Mentre inizialmente erano i presbiteri romani a eleggere il proprio vescovo, il privilegio dell'elezione del Papa fu successivamente riservato ai soli vescovi-cardinali nel 1059, con un decreto di Nicolò II. Successivamente, nel 1179, Papa Alessandro III estese il diritto di elettorato attivo anche ai presbiteri e ai diaconi cardinali, stabilendo la necessità di una maggioranza qualificata dei due terzi.
Un momento di svolta avvenne nel 1057, quando Vittore II nominò cardinale Fredericus Lotharingius, abate di Montecassino. Questo atto segnò la fine della fase esclusivamente diocesano-romana, portando il Papa a nominare prelati residenti anche fuori dalla diocesi di Roma a partire dal XII secolo.
Vaticano, i cardinali elettori danno il via al Conclave per la scelta del nuovo Papa
Grandi riforme e internazionalizzazione
Nel 1586, con la Costituzione apostolica Postquam Verus, Papa Sisto V fissò il numero dei cardinali a 70, ispirandosi ai «settanta anziani» che coadiuvavano Mosè. Tale riforma stabilì anche la ripartizione numerica: 6 cardinali vescovi, 50 cardinali presbiteri e 14 cardinali diaconi. Questa struttura rimase sostanzialmente invariata fino al XX secolo.
A partire dalla fine del 1800, sotto il pontificato di Pio IX, iniziò un processo di internazionalizzazione con la nomina dei primi cardinali americani. Nel 1918, Benedetto XV decretò che tutti i cardinali dovessero essere ordinati sacerdoti, ponendo fine alla figura del cardinale esclusivamente diacono. Successivamente, Giovanni XXIII superò il numero massimo di 70 componenti e stabilì che i cardinali-vescovi conservassero solo il titolo delle diocesi suburbicarie, senza esercitarvi autorità diretta.
Compiti e funzioni nel governo della Chiesa
I cardinali sono i più immediati consiglieri e collaboratori del Papa. Essi formano il Sacro Collegio, che funge da "senato" del Pontefice. Le loro funzioni principali includono:
- Assistenza al Pontefice: Collaborano nel governo della Chiesa universale e nell'amministrazione della Curia.
- Elezione del Papa: Partecipano al conclave (fino all'ottantesimo anno di età, come stabilito da Paolo VI).
- Servizio liturgico: Partecipazione alle più solenni celebrazioni papali.
La nomina dei cardinali spetta esclusivamente al Papa, che sceglie uomini che eccellano per dottrina, moralità, pietà e prudenza. All'interno del Concistoro, il Papa annuncia i nuovi eletti (concistoro segreto) e conferisce loro la berretta e il titolo (concistoro pubblico).
Sintesi della gerarchia ecclesiastica
La Chiesa è organizzata gerarchicamente per funzioni di servizio. Di seguito una tabella che riassume i ruoli principali dei chierici che affiancano o discendono dall'autorità papale:
| Titolo | Grado dell'Ordine | Funzione Principale |
|---|---|---|
| Papa | Episcopato | Vescovo di Roma e guida della Chiesa universale. |
| Cardinale | Episcopato (solitamente) | Elettore del Papa e suo consigliere nel Sacro Collegio. |
| Vescovo | Terzo grado (Episcopato) | Responsabile di una diocesi e successore degli apostoli. |
| Sacerdote/Prete | Secondo grado (Presbiterato) | Guida della parrocchia (parroco) o collaboratore (vicario). |
| Diacono | Primo grado (Diaconato) | Servizio liturgico, battesimi e assistenza ai poveri. |
È importante sottolineare che la gerarchia ecclesiastica, pur essendo piramidale con il Papa al vertice come rappresentante di Cristo, non implica una disuguaglianza di dignità tra i battezzati, ma rappresenta un esercizio di funzioni al servizio della comunità dei fedeli.
