La città di Avellino ha celebrato con rinnovato fervore la Festa di Santa Rita, un evento profondamente radicato nella tradizione e nella devozione della comunità locale. Dopo due anni di interruzione forzata a causa della pandemia, la tanto attesa processione in onore della Santa è finalmente tornata a percorrere le strade della città, suscitando grande partecipazione e commozione.
Il Ritorno della Processione Dopo Due Anni di Stop
Il ritorno della processione di Santa Rita è stato accolto con entusiasmo. Il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, ha espresso la gioia per l'evento con un post: "Finalmente è tornata la processione di Santa Rita. Che bello rivedere tanta gente popolare di nuovo le strade della città per venerare la santa dei casi impossibili, a cui da sempre è molto devota la nostra comunità. Evviva Santa Rita". Questo sentimento di festa e devozione ha animato i fedeli, che hanno potuto rivivere una delle tradizioni più importanti e sentite dalla popolazione avellinese.
Dopo la processione, il sindaco Festa ha rivolto una preghiera: "Dopo la processione ho rivolto una preghiera a Santa Rita, affinché vegli sempre sulla nostra comunità, proteggendola."

La Partecipazione e il Percorso del Corteo
In migliaia di fedeli in marcia sono partiti dalla chiesa di San Francesco Saverio, situata a rampa San Modestino, per pregare e onorare Santa Rita. Il corteo ha visto la partecipazione di figure istituzionali, tra cui il sindaco Festa, il vicesindaco Laura Nargi, l'assessore Stefano Luogo, e altri componenti dell'assise cittadina. Tuttavia, la presenza più significativa è stata quella di tantissimi fedeli, che si sono raccolti nel centro antico per prendere parte alla celebrazione.
La processione è partita dalla chiesa dopo la messa del pomeriggio e ha attraversato le vie principali del Centro, creando un momento di intensa spiritualità e comunione per tutta la città.
Avellino, migliaia di fedeli alla processione di Santa Rita
Santa Rita da Cascia: La Santa delle Cause Impossibili
La figura di Santa Rita da Cascia, venerata come la “Santa delle cause impossibili”, è al centro di questa profonda devozione. Ogni anno Avellino le rende omaggio, riconoscendo in lei un punto di riferimento spirituale per chi affronta difficoltà estreme.
Vita e Desiderio di Consacrazione
Nata nel 1381 a Roccaporena, un piccolo borgo vicino Cascia, Margherita Lotti, conosciuta come Rita, desiderò sin da bambina consacrarsi a Dio. I suoi genitori, tuttavia, la diedero in sposa a Fernando, un uomo dal temperamento violento. Nonostante le sofferenze di un matrimonio difficile, Rita affrontò questa prova con pazienza e una fede incrollabile. Dopo la morte del marito, anche i suoi due figli morirono prematuramente, un evento che, secondo la sua preghiera, evitò loro di macchiarsi di vendetta.
Rimasta sola, Rita chiese con insistenza di essere accolta tra le monache agostiniane di Cascia, realizzando finalmente il suo desiderio di vita consacrata.
I Miracoli e la Canonizzazione
Tra i segni più straordinari della santità di Rita, si annoverano due episodi miracolosi. Il primo fu la piaga alla fronte: secondo la tradizione, mentre pregava davanti al Crocifisso, una spina della corona di Cristo le si conficcò nella fronte, un simbolo tangibile della sua unione mistica con il Signore.
Il secondo, noto come il miracolo della rosa, avvenne quando, ormai anziana e immobilizzata, chiese alla cugina di portarle una rosa dal suo orto, in pieno inverno, e la cugina trovò miracolosamente una rosa fiorita. Beatificata nel 1628 e canonizzata nel 1900, Santa Rita continua a essere invocata da chi si trova in situazioni disperate, trovando in lei una madre spirituale capace di comprendere e consolare.

La Profonda Devozione di Avellino
La città di Avellino, con la sua profonda devozione, rinnova ogni anno un legame che attraversa i secoli. Questo legame unisce il cuore sofferente dell’uomo alla luce di una donna che, attraverso la sua fede, seppe trasformare dolore e ingiustizia in pace, perdono e speranza, offrendo un messaggio eterno di resilienza e fede.