Il libro "Storia segreta del Pci" di Rocco Turi, edito da Rubbettino, riapre uno scenario inquietante sulla morte di Enrico Berlinguer, leader comunista italiano. La pubblicazione, a 29 anni di distanza dal tragico evento, tenta di dimostrare una tesi inedita riguardo le circostanze del suo decesso, avvenuto l'11 giugno 1984 a Padova, dopo un malore durante un comizio elettorale.

La Tesi di Rocco Turi: Ritardi nei Soccorsi e Responsabilità Dirette
Per la prima volta nella storia repubblicana, uno studioso come Rocco Turi ripercorre i momenti cruciali di quella sera a Padova. La sua tesi sostiene che Berlinguer non sia morto per un ictus cerebrale, come ufficialmente dichiarato, ma per precise e dirette responsabilità legate a una serie di "assurdi ritardi" nelle operazioni di pronto soccorso.
"Troppe bugie ci sono state raccontate," scrive lo studioso. "Da un riscontro severo e minuzioso dei tempi che scandirono la morte di uno dei leader comunisti più amati d’Europa siamo oggi in grado di smentire le tesi di quegli anni."
Cronologia degli Eventi Secondo la Nuova Tesi
Secondo Turi, ci fu un'attesa eccessiva prima di trasportare Berlinguer in ospedale. Dopo i primi malori, il leader comunista fu trasportato lentamente in albergo. Solo dopo oltre due ore fu chiamata un'ambulanza, una scelta definita "del tutto folle" dall'autore.
Un'altra presunta bugia riguarda l'intervento chirurgico. Contrariamente a quanto si è sempre raccontato, Berlinguer non venne operato appena arrivato in ospedale, ma solo all'una di notte, circa due ore e mezzo dopo il malore in Piazza della Frutta.

La Presenza del Medico e il Mistero del Bicchiere d'Acqua
La tesi di Turi evidenzia un aspetto particolarmente grave e strano: la presenza di un medico comunista, il prof. Giuliano Lenci, primario all'ospedale Busonera di Padova e membro dell'ANPI, accanto a Enrico Berlinguer quella sera. Fu proprio Lenci a soccorrerlo e a ordinare di portarlo in albergo, nella sua stanza.
Rocco Turi ricorda che Enrico Berlinguer iniziò a sentirsi male alle 22:30, dopo aver bevuto un bicchiere d'acqua. Sebbene si disse che l'acqua servì a reprimere dei conati di vomito, Turi solleva il dubbio: "chi ha del vomito non ha mai voglia di bere".
Si ipotizzò anche che i sintomi fossero dovuti a una cattiva cena la sera precedente a Genova. Tuttavia, nessuno si preoccupò di analizzare l'acqua bevuta dal leader comunista durante il comizio.
Intercettazioni, Registrazioni e la Vendita della Cassetta Video
Lo studioso, che ha analizzato attentamente i segreti del vecchio Partito Comunista Italiano, sottolinea un altro dettaglio che avrebbe dovuto destare sospetti negli inquirenti: la preoccupazione generale di intercettare la registrazione video del comizio e del bicchiere d'acqua. Ci furono "telefonate tempestose" e, alle due di notte, mentre Berlinguer era in sala operatoria, Walter Veltroni, allora Responsabile Comunicazione del PCI, intervenne per far agire la RAI. La RAI contrattò con l'avvocato, l'operatore e acquistò la cassetta video, con il contratto steso frettolosamente all'interno di un furgone nel piazzale dell'ospedale. Turi definisce questa fretta "inadeguata" e un ulteriore mistero.
Secondo la tesi di Rocco Turi, "Attraverso corretti e tempestivi passaggi metodologici, forse, Berlinguer avrebbe potuto avere salva la vita anche nel caso di un malessere provocato da cause diverse da quelle ufficiali."
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