L'Ibis eremita (Geronticus eremita Linnaeus, 1758), conosciuto anche come Ibis calvo, è un uccello pelecaniforme della famiglia dei Treschiornitidi. Questa specie è in serio pericolo di estinzione, a un passo dall’essere considerata in una situazione critica nella Lista Rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Per la sua conservazione, vengono messe in atto importanti operazioni internazionali e programmi di reintroduzione.

Un'Operazione di Conservazione Senza Precedenti
Recentemente è iniziata un'imponente operazione che ha visto la cattura di 35 giovani esemplari di ibis calvo. Questi uccelli migreranno dalla Germania alla Spagna guidati dalle loro "madri umane adottive" che volano su ultraleggeri. Per la prima volta, la Spagna è la destinazione di questa azione internazionale di conservazione, e il BIOPARC Valencia fungerà da punto di appoggio nella sua area di sosta nella Comunità Valenciana.

Questa spettacolare azione dimostra la capacità di unire le forze tra le istituzioni e la tenacia delle persone nel proteggere la natura, generando notizie speranzose. La tecnologia umana ha permesso di superare la nostra incapacità di volare e, messa al servizio della conservazione della biodiversità, è riuscita a promuovere percorsi pilotati affinché i bambini imparino e memorizzino le rotte migratorie.
Il Progetto LIFE "Reason for Hope" e la Fondazione A.R.C.A.
Con i fondi europei, è stato avviato il Progetto LIFE "Reason for Hope", promosso dal Waldrapp Team con il supporto del Parco Natura Viva e altri partner europei, per la reintroduzione degli uccelli e per stabilire colonie migratorie tra le Alpi settentrionali e la Toscana italiana. L'obiettivo di questo progetto, della durata di sette anni e avviato nel 2014, è l'insediamento di ben altre 4 colonie nidificanti e migranti in Austria, Svizzera e Italia. La nuova colonia arriverà a contare fino a 35 coppie riproduttive entro la fine del progetto nel 2028. Nella tappa levantina, BIOPARC sosterrà la gestione degli alimenti per animali.
Solo pochi giorni fa, dall'Aeroporto di Binningen (Germania), è partita una carovana unica formata dai pulcini nati allo zoo di Rosegg (Austria) e un team di circa 20 persone tra l'amministrazione di terra e i due aerei ultraleggeri con i relativi membri dell'equipaggio. La destinazione finale è Vejer de la Frontera (Cadice) dove si uniranno ad una colonia sedentaria “andalusa” con cui non hanno alcun legame, ma che è molto importante per rafforzare e garantire il futuro dell’ibis eremita in Europa. La Comunità Valenciana e le sue zone umide sono un'area di passaggio essenziale sulle rotte migratorie, e nel giro di poche settimane si prevede che verrà stabilita una tappa nelle nostre terre. Contribuire con donazioni alla Fondazione A.R.C.A. permette di sostenere la realizzazione della nuova “casa” che ospiterà la prima colonia di ibis eremita in Italia.
L'Ibis Eremita: Caratteristiche e Stile di Vita
Descrizione Fisica
L'ibis eremita è un uccello di dimensioni medio-grandi, lungo circa 70-80 cm e con un'apertura alare di 125-135 cm. Il peso, come tipico degli uccelli, è molto contenuto in rapporto alle dimensioni, raramente supera il chilo e mezzo. Il suo nome deriva dal greco antico γέρων (vecchio), per l’aspetto arcigno e la testa glabra e rugosa che ricorda quella di una persona anziana.
Si caratterizzano per il piumaggio nero e verde iridescente. Il piumaggio è interamente di colore nero corvino in ambedue i sessi; sul petto e in particolare sulle ali sono presenti riflessi metallici di colore verde, violetto e bronzeo, mentre le copritrici alari presentano una caratteristica sfumatura di colore rosso-rame. Sulla cervice e sulla parte posteriore del collo le penne sono arruffate a formare una sorta di gualdrappa, mentre sulla nuca esse appaiono lanceolate e sono parzialmente erettili a formare un ciuffo.
La testa è calva e rossa, con singole marcature nere, e le parti nude del corpo sono di colore carnicino-rossiccio. Il viso è incorniciato da lunghe piume crestate, che gli uccelli allargano quando sono eccitati e che possono servire come indicatore dell'umore. Come si riscontra in altri ibis, anche l’ibis eremita ha un becco lungo e ricurvo, di colore rosso. Il becco è molto lungo (almeno tre volte la testa), leggermente ricurvo, largo alla base e tendente al graduale restringimento verso la punta. Le zampe sono piuttosto lunghe ma robuste e di colore rosso. Gli occhi sono grandi e posti lateralmente, con pupilla rotonda e di colore giallo-ocra.
I giovani uccelli si distinguono facilmente per la mancanza del ciuffo sulla testa, che è grigia e piumata. Inoltre, la lucentezza delle loro piume inizia a svilupparsi solo quando raggiungono la maturità sessuale. Il becco è di colore grigio-nerastro e le zone di pelle nuda, molto meno estese che nell'adulto, sono dello stesso colore. I giovani presentano piume lanceolate piuttosto rade di colore grigio-biancastro su tutta la testa, fatta eccezione per un cerchio di pelle nuda attorno agli occhi e al becco; tali piume tendono a cadere con l'età, e le zone di pelle nuda tendono ad acquisire il colore rossiccio tipico dell'adulto man mano che l'animale cresce e raggiunge la maturità.
Habitat e Alimentazione
L'ibis eremita predilige le zone steppose o semi-desertiche, mentre sceglie le zone rocciose e le scogliere per la nidificazione. A differenza della maggior parte degli appartenenti alla propria famiglia, che vivono in aree umide e nidificano sugli alberi, l'ibis eremita predilige le zone rocciose e le scogliere, dove nidifica in prossimità di zone steppose o semiaride dove cercare il cibo.
È una specie carnivora che vive in gruppo e si nutre di insetti, piccoli vertebrati e invertebrati. Gli ibis eremita cacciano con l’aiuto del tatto e frugano nel terreno alla ricerca di larve di insetti, lombrichi e altri invertebrati. Il loro becco lungo e sottile funge da strumento perfetto. Durante il giorno, questi uccelli amano cercare spazi aperti come prati e pascoli, con erba corta, oppure inseguono le loro prede su campi sportivi come i campi da golf. La sua dieta è molto varia e simile a quella di altre specie della stessa famiglia.
Comportamento Sociale e Riproduzione
L’Ibis eremita è un uccello sociale e le colonie storiche hanno registrato numeri di diverse migliaia di uccelli. È un uccello gregario, che tende a passare in gruppo la maggior parte del suo tempo. Sebbene siano solitamente animali silenziosi, nelle colonie gli ibis eremiti possono emettere dei suoni simili a grugniti o miagolii nasali.
Durante la notte, le colonie rimangono al sicuro lungo le rupi o le scogliere che questi animali eleggono a propria dimora; alle prime luci dell'alba, dalle colonie si staccano gruppi anche di 100 esemplari, che in formazione a "V" si muovono alla ricerca di cibo, spostandosi anche di 10-15 km rispetto ai ricoveri notturni.
Gli ibis sono generalmente monogami stagionali; le coppie durante la stagione riproduttiva possono variare di anno in anno, ma alcune coppie rimangono insieme per molti anni. I partner amano salutarsi con un rituale in cui spiegano le piume e si inchinano l’un l’altro con il verso “chrrupp”, tipico degli ibis eremita. Questo comportamento rituale scatena un gran numero di imitazioni in tutta la colonia, consentendo agli uccelli di essere uditi anche da lontano.

La stagione riproduttiva coincide con l'inizio del periodo estivo. Come habitat riproduttivo, gli uccelli prediligono le pareti rocciose scoscese con numerosi anfratti. Queste nicchie offrono alla prole protezione dalle condizioni meteorologiche estreme e aiutano a tenere lontani i predatori. In passato, quando questi uccelli erano diffusi anche in Europa, molti di essi sceglievano come luogo per la nidificazione i merli e le finestre dei castelli o di altri edifici abbandonati.
Il maschio, una volta individuato un sito atto alla nidificazione, lo pulisce con cura da eventuali piante e lo mostra con insistenza alla femmina prescelta, accompagnando il tutto dall'arruffamento delle piume della nuca e dall'emissione di bassi gorgoglii. Se la femmina gradisce la località, cede alle avances del maschio e i due formano coppia fissa. Le coppie rinsaldano il legame fra loro praticandosi a vicenda la pulizia del piumaggio. Il nido consiste in un ammasso di ramoscelli posti in forma circolare e foderato con erba o paglia.
La femmina depone da 2 a 4 uova, di dimensioni simili a quelle di un uovo di gallina. Le uova sono verdastre o azzurrine con macchie marroni, e pesano circa una cinquantina di grammi. Durante l'incubazione, tendono ad acquistare una tonalità bruno-giallastra. La cova viene effettuata da ambedue i genitori per 24-25 giorni. La femmina di solito depone un uovo ogni due giorni e inizia l’incubazione non appena viene deposto il primo uovo, quindi i piccoli si schiudono a intervalli di circa due giorni. Ciò determina una gerarchia nel nido in base alla differenza di età, rendendo le lotte per la posizione tra i pulcini piuttosto rare.
Alla schiusa, i nidiacei presentano piumaggio di colore uniformemente bruno chiaro e vengono nutriti da ambedue i genitori almeno fino a quando non sono in grado di volare, cosa che avviene attorno al secondo mese di vita. I pulcini mettono le piume dopo un periodo di 42-50 giorni, volano quindi con i genitori per nutrirsi e in seguito spesso si uniscono ai loro coetanei per formare gruppi giovanili. L'aspettativa di vita dell'ibis eremita è di circa 10 anni in natura, ma in cattività può vivere fino a 40 anni; il record di longevità è di 37 anni per un maschio e di 30 per una femmina.
Storia, Declino e Stato Attuale
Distribuzione Storica e Cause del Declino
Un tempo l'areale dell'ibis eremita era molto esteso: lo si trovava praticamente in tutto il Nordafrica ed il Medio Oriente, oltre che nelle aree montane e nelle scogliere dell'Europa meridionale, ma anche in Svizzera, Austria e Germania. Gessner, basandosi su un esemplare catturato nei pressi del suo paese, descrisse la specie.

La specie era presente nell’Europa centrale fino al XVII secolo prima che si estinguesse del tutto a causa della variazione dei paesaggi rurali, dei pesticidi e della pressione venatoria. Attorno ai 300 anni fa, la specie si avviò verso un lento ed inesorabile declino che ne causò la sparizione prima dall'Europa centrale, poi dall'Europa meridionale.
Il declino numerico dell'ibis eremita è cominciato secoli fa e almeno fino ai primi del '900 le sue cause sono ignote; dall'inizio del XX secolo però la popolazione di ibis ha subito un calo drastico, pari al 98% circa, dovuto alla combinazione di vari fattori:
- la caccia di frodo
- la distruzione dell'habitat per far posto ad allevamenti e piantagioni di tipo intensivo
- l'utilizzo di fitofarmaci
- il disturbo delle rotte migratorie e delle colonie riproduttive a causa dell'eccessiva antropizzazione
Le Popolazioni Attuali: Marocco, Turchia, Siria
Attualmente l'ibis eremita è scomparso dalla maggior parte dell'habitat originario e allo stato selvatico ne rimangono solo poche colonie isolate in Marocco e Siria (dove è stato riscoperto solo nel 2002), per un totale mondiale di circa 550 individui selvatici. Non ci sono differenze morfologiche evidenti tra maschio e femmina.
Marocco
In Nordafrica, la popolazione di questi uccelli è rimasta piuttosto stabile fino alla metà del XX secolo, quando anche qui vi è stata una diminuzione costante. L'ultima colonia algerina è scomparsa alla fine degli anni ottanta, mentre in Marocco si è passati dalle 38 colonie nidificanti censite nel 1940 alle 15 del 1975. L'ultima colonia presente sui Monti dell'Atlante non ha più fatto ritorno dalla migrazione nel 1989. Attualmente, la stragrande maggioranza di questi uccelli è concentrata in Marocco, dove sono state censite tre colonie nidificanti nel Parco nazionale di Souss-Massa ed una grossa colonia alla foce dello Oued Tamri, nei pressi di Agadir, per un totale di circa 700 esemplari nel 2019; fra i due siti vi è un costante scambio naturale di individui. Le popolazioni marocchine rimangono stanziali per tutto l'anno, pur tendendo a disperdersi lungo la linea costiera durante la stagione riproduttiva. Si pensa che la tendenza alla stanzialità delle colonie riproduttive costiere sia dovuta all'umidità costante e alla relativa stabilità termica fornita dalla prossimità dell'Oceano Atlantico. Analisi svolte sul contenuto fecale di alcuni esemplari hanno reso noto che la dieta di questi uccelli è molto varia.
Turchia
Un'altra colonia di ibis eremita è presente in Turchia, nei pressi della cittadina di Bireçik nel sud-est del Paese, dove si è conservata per secoli grazie alla protezione delle autorità religiose locali, in quanto la migrazione annuale degli ibis tradizionalmente guida i pellegrini hajj verso La Mecca; ancora oggi esiste una festa che celebra il ritorno di questi animali. La colonia turca contava circa 3000 ibis eremiti fino agli anni settanta; in seguito il numero di esemplari di ritorno dalla migrazione si è ridotto drasticamente e a nulla è valso un tentativo di reintroduzione nel 1977. La popolazione turca di ibis, mantenuta in semi-cattività per volere del governo, pare godere di buona salute, essendo in crescita numerica. Per la maggior parte dell'anno gli uccelli vengono lasciati liberi di muoversi per la zona, sita nei pressi del fiume Eufrate. Essi cercano il cibo nei vicini campi coltivati e nelle zone cespugliose, ricevendo anche del cibo supplementare. Alla fine della stagione riproduttiva, tra la fine di luglio e l'inizio di agosto, essi vengono stabulati in voliere munite di rifugi affinché non possano migrare, per poi essere rilasciati in febbraio. L'obiettivo è quello di consentire la migrazione non appena il numero di adulti della colonia supererà le 100 coppie riproduttrici. Periodicamente alcuni esemplari vengono marcati e lasciati liberi di migrare verso sud. La popolazione turca selvatica di ibis è diminuita invece in maniera costante, fino al punto di non contare più coppie riproduttrici nel 1992. Gli esemplari turchi di ibis eremita hanno la naturale tendenza a migrare verso sud: per evitare ciò, in autunno essi vengono rinchiusi in voliere, per poi essere rilasciati con l'arrivo della bella stagione.
Siria
Nella primavera del 2002, in base a segnalazioni delle tribù beduine e dei cacciatori locali, degli studiosi scoprirono che nel Deserto siriano, nei pressi del sito archeologico di Palmira, sussistevano ancora popolazioni isolate di ibis eremita, nonostante questo uccello fosse stato dichiarato estinto in Siria circa 70 anni prima; in particolare, vennero trovati quindici siti di nidificazione abbandonati ed uno ancora occupato da una colonia nidificante. La popolazione siriana, stando a quanto riportato in uno studio durato quasi un decennio a partire dal 2002, avrebbe un tasso di fertilità, ma anche di mortalità, maggiore rispetto a quanto riscontrabile in quelle turca e marocchina; tuttavia, nonostante l'arrivo spontaneo nella colonia di alcuni individui di provenienza turca, nel 2010 nel sito di Palmira non rimaneva che una coppia nidificante con tre adulti. Monitorando tramite satellite 13 individui provenienti da una colonia siriana nel 2006, è stato osservato che tre di essi (più un quarto esemplare selvatico privo di ripetitore od anelli) hanno scelto come meta per svernare l'acrocoro etiopico, sul quale hanno sostato per cinque mesi, da febbraio a luglio; in Etiopia l'ibis eremita non veniva più segnalato da quasi trent'anni.
Altre segnalazioni
Oltre alle colonie accertate, sporadicamente vengono segnalati esemplari di uccelli identificabili come esponenti di questa specie in Arabia Saudita, Yemen, Israele, Mauritania ed Eritrea; altre segnalazioni, specialmente in Europa, possono anche derivare dall'erronea interpretazione di avvistamenti di mignattaio, il quale, sebbene più piccolo e slanciato rispetto all'ibis eremita, specialmente in volo può facilmente essere confuso con esso.
Tentativi di riproduzione in Italia
In Italia è presente una piccola popolazione in semi-cattività presso l’oasi dei Quadris di Fagagna (UD). L’ibis eremita sverna in Italia, riparte per l’Austria attraversando le Alpi tra aprile e maggio. Si annida nelle scogliere, in prossimità dei corsi d’acqua o lungo la costa. Nell’ambito del progetto LIFE, dal 2014 sono state reintrodotte popolazioni nelle Alpi, con svernamento in Toscana (oasi WWF di Orbetello), ma le dimensioni delle popolazioni non rendono ancora la specie autosufficiente. A decorrere dal 2021 sono stati osservati i primi tentativi di riproduzione della specie al di fuori delle voliere. A Roma, nella zona della Magliana, una coppia ha costruito un nido su un davanzale della sede di un’azienda. In ogni caso fino al 2023 non era noto alcun caso di involo di giovani di Ibis eremita nati in libertà in Italia, mentre nel 2024 abbiamo le prime testimonianze di involi avvenuti.
Programmi di Conservazione
Per la salvaguardia dell'Ibis eremita, sono attivi diversi programmi e convenzioni internazionali:
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CITES (Convenzione di Washington)
La specie è protetta dalla Convenzione di Washington, che regolamenta il commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche. La CITES è un accordo tra oltre 160 governi che, attraverso leggi internazionali e nazionali, regolamenta o vieta l’esportazione, l’importazione, la vendita e la detenzione di molte specie e loro derivati come pelli o avorio.
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EEP/ESB (Programmi Europei di Conservazione)
La specie rientra in un programma di conservazione europeo coordinato dall’Associazione Europea Zoo e Acquari (EAZA), di cui il Bioparco è membro. L’EEP (EAZA Ex Situ species Programme) prevede diverse azioni tra cui la riproduzione in cattività per eventuali rilasci in natura, la sensibilizzazione del pubblico e la ricerca scientifica. L’European Studbook (ESB) è un inventario che ha lo scopo di monitorare lo stato in cattività degli individui di una determinata specie e generalmente precede l’EEP.
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RED LIST IUCN (Lista Rossa delle Specie Minacciate)
La specie è inserita nella Lista Rossa delle Specie Minacciate di estinzione, redatta dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), classificata come "in pericolo critico".