Il professor Rosario Sorrentino, neurologo e massima autorità in Italia nella cura degli attacchi di panico, ha dedicato la sua carriera allo studio e al trattamento di questa sindrome debilitante. Autore di numerosi libri sull'argomento, tra cui il bestseller Panico! Una bugia del cervello che può rovinarci, Sorrentino propone un approccio basato sull'evidenza scientifica, criticando le metodologie psicoanalitiche prolungate nel tempo.

La Sindrome del Panico: "La Bugia del Cervello"
Secondo il professor Sorrentino, la sindrome del panico non è un dono, bensì una "bugia" del cervello che può seriamente compromettere la vita di chi ne soffre. I pazienti descrivono l'esperienza come un improvviso e profondo senso di morte, un irrompere di angoscia immotivata che li catapulta in una penosa solitudine e disorientamento. Il cervello, in questi momenti, ci convince di un pericolo inesistente, preannunciando una catastrofe.
Tuttavia, Sorrentino riconosce che, paradossalmente, questa "infida malattia mentale" può talvolta portare a incontri inaspettati e positivi. Lui stesso ha conosciuto sua moglie, Maria Grazia, durante un dibattito televisivo proprio mentre lei era colta da un attacco di panico. Da quell'incontro è nata anche la loro figlia, Giulia.
Testimonianze di Guarigione e Personaggi Famosi
Numerose personalità pubbliche hanno affrontato e superato gli attacchi di panico, spesso con il supporto del dottor Sorrentino o seguendo i suoi principi terapeutici. Tra questi:
- Arrigo Sacchi, allenatore, che nel 2001 lasciò la guida del Parma a causa di un attacco di panico.
- L'attrice Lucrezia Lante della Rovere, colta da panico prima di un'apparizione televisiva.
- Barbara Berlusconi, che riuscì a superare gli esami universitari solo dopo diversi tentativi a causa degli attacchi di panico.
- Il musicista Giovanni Allevi, che ha trovato ispirazione artistica nella sua esperienza con il panico, componendo il brano "Panic".
- I cantautori Franco Califano e Sergio Cammariere.
- L'attore Alessandro Gassman.

La Terapia secondo Rosario Sorrentino
Il professor Sorrentino è un fermo sostenitore della terapia farmacologica come pilastro fondamentale nella cura degli attacchi di panico. Critica aspramente l'approccio psicoanalitico prolungato, definendolo un "sequestro" del paziente e una fonte di danno economico e psicologico. Egli ritiene che:
- I farmaci psicotropi, come gli SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina), non creano dipendenza e sono essenziali per ristabilire l'equilibrio neurochimico.
- La psicoanalisi, con le sue lunghe sedute incentrate sul passato del paziente, non risolve il problema immediato degli attacchi di panico, ma rischia di mantenerlo intrappolato nella sofferenza.
- Il cervello è un organo e, come tale, va trattato con approcci medici rigorosi, non con elucubrazioni teoriche.
Oltre alla farmacoterapia, Sorrentino sottolinea l'importanza di uno stile di vita sano, che include:
- Svegliarsi presto.
- Praticare attività fisica, in particolare camminare.
- Evitare fumo, alcol e caffè in eccesso.
Rosario Sorrentino: "vi spiego la differenza tra ansia e panico"
La Collaborazione con la Figlia Giulia
Il dottor Sorrentino ha recentemente collaborato con sua figlia, Giulia Sorrentino, studentessa di Medicina e aspirante psichiatra, alla stesura del libro Panico 2.0 - Un disturbo che si può vincere. Questa collaborazione padre-figlia unisce l'esperienza clinica del neurologo con la prospettiva fresca e informata della giovane medico.
Giulia, che ha lei stessa sofferto di attacchi di panico, racconta come la terapia farmacologica le abbia permesso di superare la fase critica, aprendo la strada alla psicoterapia. Entrambi sottolineano l'importanza di affrontare gli attacchi di panico con serietà, senza vergogna o pregiudizi, e di rivolgersi tempestivamente a specialisti esperti.
La Base Biologica del Panico e i Fattori Scatenanti
Il professor Sorrentino evidenzia la presenza di una predisposizione genetica nella sindrome del panico, spesso riscontrabile in più membri della stessa famiglia. Tuttavia, la predisposizione da sola non è sufficiente a scatenare gli attacchi. Fattori scatenanti comuni includono:
- Lutti
- Fine di relazioni sentimentali
- Stress cronico
- Assunzione di sostanze stupefacenti
Una teoria interessante proposta da Sorrentino riguarda il ruolo dell'anidride carbonica. Egli ipotizza che l'inalazione di elevate concentrazioni di CO2, comune in luoghi affollati come metropolitane o aule, possa stimolare recettori nel tronco encefalico, attivando il "locus coeruleus" e l'amigdala, l'interruttore del panico.
Affrontare le Fobie: Dal Volo alla Vita Quotidiana
La discussione sugli attacchi di panico si estende anche alle fobie specifiche, come l'aviofobia (paura di volare), l'agorafobia (paura degli spazi aperti) e molte altre. Il dottor Sorrentino e collaboratori hanno analizzato casi di fobie che hanno limitato severamente la vita di persone, tra cui:
- Vania Colasanti, giornalista che ha superato la sua ventennale aviofobia grazie alla terapia e ha co-scritto il libro Grazie al cielo. Vincere la paura di volare (e non solo).
- Personaggi storici e contemporanei con fobie specifiche, come Alessandro Manzoni (agorafobia), Giulio Cesare (entomofobia, aracnofobia), Benito Mussolini (microfobia), Abraham Lincoln (calliginefobia), Marilyn Monroe (agorafobia), Alfred Hitchcock (ovofobia), Woody Allen (cromofobia), David Beckham (ataxofobia), Madonna (brontofobia), Barbara D'Urso e Fiorello (aviofobia).
La regola fondamentale per affrontare queste paure, secondo Sorrentino e Colasanti, è il "coming out": ammettere e confessare pubblicamente la propria paura, senza vergogna. Questo è il primo passo verso la guarigione, che deve avvenire attraverso il supporto di specialisti e terapie mirate, evitando assolutamente il "fai da te" con tranquillanti o alcol.
La "Dittatura" del Panico e la Perdita della Libertà
Il professor Sorrentino descrive gli attacchi di panico come una vera e propria "dittatura" che colonizza ogni aspetto della vita di un individuo, dalla sfera affettiva a quella lavorativa, portando a una significativa perdita di libertà. Le persone colpite si sentono intrappolate in un "recinto" invisibile, con la paura costante di avere paura (fobofobia).
La società moderna, con le sue crisi economiche, la precarietà e la dipendenza dai media, esaspera queste condizioni, riducendo le certezze e aumentando il senso di vulnerabilità. In questo contesto, la fuga nella realtà virtuale e l'uso dei social network come "protesi affettive" possono ulteriormente compromettere la capacità di comunicazione reale e il benessere psicologico.
Tuttavia, la buona notizia, ribadisce Sorrentino, è che da questo recinto si può uscire. Affrontare il disturbo con la giusta combinazione di terapie, supporto medico e uno stile di vita equilibrato permette di riconquistare la propria libertà e il proprio benessere.