La Parrocchiale dei Santi Vigilio e Gregorio Magno a Lodrino: Storia e Informazioni

La storia della Parrocchiale di San Vigilio Martire a Lodrino è profondamente legata alla figura di San Vigilio, vescovo e martire, la cui opera di evangelizzazione si estese dal Trentino fino ai territori confinanti, influenzando anche il Bresciano, dove Lodrino si trova. Questa chiesa rappresenta un importante punto di riferimento sia storico che religioso per la comunità locale.

La Vita e il Martirio di San Vigilio

Ritratto di San Vigilio Vescovo

San Vigilio (Roma, 355; † Val Rendena, 405?) è stato un vescovo e martire venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il suo nome deriva dal latino Vigilius, che significa "vigilante". Si trasferì presto con i suoi genitori da Roma a Trento, ma completò la sua formazione teologico-filosofica prima ad Atene, dove fece amicizia con San Giovanni Crisostomo, e poi a Roma. La madre si chiamava Massenzia, e i suoi fratelli, Claudiano e Magoriano, divennero anch'essi santi. San Vigilio fu il terzo vescovo di Trento, succedendo ad Abbondanzio in una data posteriore al 381. Da Sant'Ambrogio ricevette le "institutionis insigna" e un'istruzione pastorale, oltre all'invio di tre missionari: Sisinnio, Martirio e Alessandro.

Fu un fervente missionario nella valle dell'Adige e nella zona di Trento, dedicandosi all'evangelizzazione del vasto territorio trentino e allargando la sua missione ai territori contermini, come il bacino del lago di Garda, e probabilmente anche il Bresciano e il Veronese. Grazie al Vescovo di Milano, riuscì a far arrivare nella Val di Non e nella Val di Sole i missionari san Sisinio, san Martirio e sant'Alessandro, i quali furono trucidati il 29 maggio 397 a Sanzeno, nella Val di Non (lat. Anaunia). San Vigilio è ricordato proprio per la clemenza voluta nei confronti delle popolazioni locali dopo questo episodio. Lo stesso Santo scrisse l'opera "De Martyrio SS. Anauniensium" per narrare l'evento.

Vigilio fu molto attivo nel combattere l'idolatria, e questa azione avrebbe causato il suo martirio. Accompagnato dai fratelli e da un altro missionario, si recò in Val Rendena dove celebrò la Messa e gettò nel fiume Sarca una statua di Saturno. Questo scatenò l'ira dei pagani, che lo uccisero, secondo una tardiva Passio del VI secolo, per lapidazione, forse nel 405. Una leggenda narra che, mentre predicava in riva al torrente Sarca contro i riti estivi a Saturno delle popolazioni locali, venne contestato con il lancio di zoccoli (o di pani duri). Colpito, precipitò nel fiume e venne trascinato via dalla corrente. L'architettura fa ancora memoria del martirio con la Pieve di Spiazzo a lui dedicata, costruita proprio su un masso in riva al fiume.

I suoi resti furono poi portati a Trento per essere seppelliti nel Duomo, che lui stesso aveva fatto costruire e dove si trovano ancora oggi. La strada di ritorno percorsa dalla sua salma è stata oggetto di recente (1988) lavoro di ripristino e segnalazione da parte della SAT (Società Alpinisti Tridentini) e denominata "Sentiero di San Vigilio" o "San Vili". Dopo il martirio, la fama di Vigilio si sparse rapidamente in Italia. San Vigilio è uno dei patroni del Trentino e dell'Alto Adige, delle miniere e dei minatori, e dell'Arcidiocesi di Trento.

La Diffusione del Culto di San Vigilio tra Trentino e Lombardia

Santi e Beati - 29 Maggio - Sant'Alessandro - San Sisinio - San Martirio - San Vigilio

Subito dopo il martirio, Eugippio, successore di Vigilio nell'incarico vescovile a Trento, fece intitolare a Vigilio la Cattedrale di Trento e la fece ingrandire, data l'importanza acquisita dal culto dedicato al Santo. L'ampiezza del suo apostolato è testimoniata dalle molte dedicazioni di chiese e cappelle, anche nel Bresciano, e dal culto delle sue reliquie.

La notizia storica più antica del culto sembra essere quella contenuta in un atto del 1° giugno 994, relativo ad una donazione che Gisalberto da Eseno effettua alla pieve di Cividate Camuno e Dalegno per la realizzazione di una cappella edificata "in vico Eseno" e consacrata in onore dei Santi Paolo e Vigilio. La documentazione del culto si dipana in documenti del 1034 (Concesio), 1127 (Padernello) e 1132 (Remedello), ma la tradizione dell'apostolato e del culto del santo affonda in tempi ben più remoti.

Giuseppe Brunati, nel suo "Dizionarietto degli uomini illustri della Riviera di Salò", ha riassunto questa tradizione, ritenendo veridiche le narrazioni raccolte dai Bollandisti, risalenti tuttavia al IX secolo. Secondo queste narrazioni, San Vigilio avrebbe evangelizzato i territori di Verona e di Brescia, battezzando una grande "moltitudine di abitanti della campagna". Brunati registra come "i Lezionari della chiesa di Trento aggiungono che S. Vigilio fondò trenta e più chiese ne' confini Bresciani e Veronesi".

Gli atti raccolti dai Bollandisti raccontano anche come, mentre il corpo del santo veniva portato dalla Valle Rendena a Trento, giunto il corteo funebre al fiume Sarca, una folla di bresciani cercò di sequestrare il corpo del "loro apostolo". Respinti dai trentini, ottennero alla fine in dono un vasetto del sangue del martire. Il Brunati aggiunge: "Non senza apparenza di verità però sembra doversi credere essere stati Salodiani codesti Bresciani". La chiesa arcipresbiterale di Salò possedeva del sangue di San Vigilio, raccolto dai mercanti di Salò fin dal tempo del suo martirio, reliquia purtroppo sperduta nei sovvertimenti del 1797.

Per spiegare il diffondersi del culto, Ennio Ferraglio ha ipotizzato che il culto del santo vescovo sia giunto, come quello dei tre martiri anaunensi, da Milano, e in seguito integrato dall'influsso che il vescovado trentino esercitò anche nel Bresciano, specie sul Garda, nella Lugana, e dai rapporti sociali ed economici fra popoli confinanti. È scontato che la Valvestino (con la chiesa di Droane) e lo stesso Tignale (con l'altare di San Vigilio) appartennero a lungo alla diocesi di Trento. Di notevole importanza sono le orme del culto nelle chiese di Lodrino e di San Vigilio di Concesio, così come quelle più antiche di Esine, Cevo, e San Vigilio di Rogno, tutte località sulla via per il Trentino e legate anche ai monasteri bresciani di Santa Giulia e di San Faustino, dove tale culto era praticato, come si evince da un celebre Sacramentario dell'XI secolo. Ferraglio ha anche suggerito una contaminazione dovuta all'assonanza fra il termine "vigilia", inteso come posto di guardia, e il nome Vigilio, dato che molte località di culto si trovavano in posizioni strategiche.

A sostegno di questa tesi, il Weber ha registrato la tradizione popolare di un passaggio del santo vescovo per Lodrino e di una notte trascorsa sui monti di Bione (dove, a ricordo del passaggio, fu eretto un tempietto in suo onore) durante un viaggio per evangelizzare la Valtrompia. Spiegabile poi, attraverso proprietà possedute dal vescovado di Trento, è il culto nella Lugana e a Remedello, mentre quello di Padernello nel monastero di San Vigilio "in loco Carucla" potrebbe ritenersi di influenza monastica.

Lodrino: Il Contesto Territoriale e la Nascita del Culto Locale

Lodrino (Ledro o Lodro, cioè monte) sorge alle pendici meridionali dei monti Infermi e Palo, in una convalle che collega la Valletrompia alla Vallesabbia. L'attuale assetto urbano policentrico ha origine fin dalla sua edificazione. Secondo alcune ricerche storiche, a Lodrino esisteva un Hospitium per i viandanti, consuetudine nei luoghi posti al bivio di strade principali, vicino ai fiumi o ai piedi di passi montanari. A metà dell'ottavo secolo, il paese rientrava tra le terre donate con i loro servi da Desiderio al Monastero di Brescia. La Parrocchia dei Santi Vigilio e Gregorio Magno poggia su un'antica tradizione del culto per San Vigilio, favorita dalla vicinanza geografica e dall'influsso del santo nella zona posta fra il Trentino e la regione lombarda. Per secoli, la venerazione per San Vigilio (la cui festa ricorre il 26 giugno) è stata fondata sul culto popolare e sulle testimonianze agiografiche.

La Chiesa Antica di San Vigilio "al Monte"

Antica Chiesa di San Vigilio a Lodrino

L'antica chiesa di San Vigilio (San Velgio), detta "al monte", dovrebbe risalire al secolo XI. L'edificio, tuttora esistente e che rimarrà a lungo chiesa parrocchiale, sorge su un'area sepolcrale romana. Pregevole è la tela posta sopra l'altare maggiore, realizzata tra il 1615 e il 1620, che raffigura la Madonna col Bambino in gloria, San Vigilio e altri santi. Sull'arco trionfale è situato un prezioso crocifisso ligneo del '500.

La Parrocchiale dei Santi Vigilio e Gregorio Magno: Dalla Cappella alla Chiesa Moderna

Interno della Parrocchiale dei Santi Vigilio e Gregorio Magno a Lodrino

Verso la fine del XIII secolo, alla chiesa di San Velgio si aggiunse un altro edificio sacro eretto nel centro abitato, destinato a diventare la nuova parrocchiale. Inizialmente si trattava di una cappella, la cui ricostruzione fu avviata nel 1632. La chiesa subì poi diverse trasformazioni, le più recenti delle quali risalgono al XVIII secolo, mentre l'ultima è del 1932, quando fu prolungata con altre due campate. Nel 1989 è stata completata con la costruzione di un portico e l'intonacatura della superficie. Il tempio sacro è impreziosito da una serie prestigiosa di dipinti che arricchiscono le cappelle e l'altare maggiore. L'interno presenta una navata unica con copertura a volte ellittiche, dotata ai lati di grandi cappelle laterali a tutt'altezza e profonde, che denotano l'accoppiamento delle paraste intermedie a formare un unico contrafforte, scandendo il lungo spazio principale dell'aula. Il presbiterio, rialzato e quadrangolare, è dotato di un'unica cantoria sul lato destro e di fondale absidale semipiano, sul quale è impostata la soasa dell'altare maggiore.

Celebrazioni e Devozioni Locali

A Lodrino sono stati solennemente celebrati nel 2001 i 1600 anni del martirio di San Vigilio, testimoniando la continua devozione della comunità. La festa di San Vigilio si svolge generalmente il 26 giugno. Al santo sono intitolate anche le chiese parrocchiali di Cevo e San Vigilio di Concesio con San Gregorio Magno, e quella di San Vigilio di Rogno con San Gaudenzio. In altre località, la devozione si manifesta con eventi specifici: a Cevo, in occasione della festa di San Vigilio, si svolge la processione con la sua statua, caratterizzata dall'asta del latte, dal mercato dei formaggi locali, da giochi popolari e da manifestazioni sportive e culturali. A Droane di Valvestino si ricorda l'origine devozionale della ricorrenza di San Vigilio: in un anno imprecisato tra il 1500 e il 1530, un'epidemia si propagò nel villaggio, e i sopravvissuti fecero voto al santo, costruendo una chiesetta a lui dedicata dove ogni anno viene celebrata la messa.

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