Svegliarsi alla realtà dello Spirito Santo significa intraprendere un viaggio spirituale profondo, un momento di chiara realizzazione che non siamo mai soli. Questa consapevolezza è fondamentale per vivere ogni giorno con la benedizione e la guida divina.
Un Risveglio alla Presenza dello Spirito
L'inizio del nostro viaggio spirituale con lo Spirito Santo è spesso segnato da un risveglio, un momento di chiara realizzazione che non siamo soli. Il Vangelo di Giovanni ci parla di una promessa profonda: il Consolatore, inviato dal Padre, sarà con noi per insegnarci e ricordarci le parole di Gesù (cfr. Gv 14,26). Questa presenza divina non è passeggera o superficiale; è una guida costante e penetrante che trasforma la nostra comprensione e la nostra interazione con il mondo spirituale e materiale.
Nella sua esperienza personale, Benny Hinn descrive il suo "risveglio" a questa realtà come un momento di intensa chiarezza emotiva e spirituale. Non è solo una nuova consapevolezza, ma una rivelazione che cambia la vita, illuminando le Scritture in modo nuovo e personale, rendendo Dio meno astratto e più tangibile e accessibile nella vita quotidiana. Questo approccio è stato ispirato dal libro bestseller di Benny Hinn "Buongiorno Spirito Santo".

Domande per la Meditazione Personale:
- Hai mai sperimentato un momento in cui hai sentito lo Spirito Santo insegnarti o ricordarti qualcosa in un modo particolarmente chiaro o potente? In che modo quella esperienza ha influenzato la tua fede o le tue azioni?
- In che modo puoi creare più spazio, nella tua vita quotidiana, per ascoltare e apprendere dallo Spirito Santo? Ci sono pratiche specifiche o momenti del giorno in cui potresti diventare più ricettivo alla Sua guida?
- Pensa a un'area della tua vita o una decisione imminente in cui hai bisogno di guida. Dedica del tempo, questa settimana, per chiedere specificamente allo Spirito Santo di insegnarti e guidarti in quella situazione.
Questo tipo di riflessione quotidiana non solo arricchisce la nostra relazione con lo Spirito Santo ma ci permette di vivere una vita più piena, guidata dalla saggezza e dalla conoscenza che solo il Consolatore può fornire. Attraverso questi momenti di meditazione, ci avviciniamo ad un cammino di fede più maturo e consapevole, radicato nella presenza costante e rassicurante dello Spirito di Dio.
Quanto è importante rivolgersi al Santo Spirito nelle nostre preghiere? Tanto. Quotidianamente dovremmo trovare lo spazio per rivolgerci a Lui. Anche Papa Francesco ci ricorda che "il primo protagonista di ogni preghiera cristiana è lo Spirito Santo".
Ascoltare la Parola: L'Esempio di Marta e Maria
La parabola di Marta e Maria (cfr. Lc 10,38-42) offre una profonda riflessione sulla priorità spirituale. Gesù entrò in un villaggio e fu ospitato da Marta, una donna indaffarata per i molti servizi. Sua sorella Maria, invece, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta, sentendosi sovraccarica, protestò: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».
Il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». La parola di Cristo è chiarissima: nessun disprezzo per la vita attiva o per la generosa ospitalità, ma un richiamo netto al fatto che l’unica cosa veramente necessaria è ascoltare la Parola del Signore, che in quel momento è lì, presente nella Persona di Gesù.

Questa pagina del Vangelo richiama il fatto che la persona umana deve sì lavorare e impegnarsi nelle occupazioni domestiche e professionali, ma ha bisogno prima di tutto di Dio, che è luce interiore di Amore e di Verità. Senza amore, anche le attività più importanti perdono di valore e non danno gioia. Senza un significato profondo, tutto il nostro fare si riduce ad attivismo sterile e disordinato. E chi ci dà l’Amore e la Verità, se non Gesù Cristo?
Lo Spirito Santo: Fonte di Amore, Verità e Speranza
Lo Spirito Santo è la guida del Popolo di Dio incontro a Gesù nostra speranza. Il titolo “Lo Spirito e la Sposa” si riferisce a uno degli ultimi versetti della Bibbia, nel Libro dell’Apocalisse, che dice: «Lo Spirito e la sposa dicono: “Vieni!”» (Ap 22,17). Questa invocazione è rivolta a Cristo risorto. Fin dai tempi apostolici, nelle riunioni liturgiche risuonava il grido “Maràna tha!”, che significa appunto “Vieni Signore!”. Questo grido esprimeva l’ardente attesa del ritorno glorioso del Signore e non si è mai spento nella Chiesa.
Tuttavia, il grido “Vieni!” ha subito uno sviluppo significativo: esso non è abitualmente rivolto solo a Cristo, ma anche allo Spirito Santo stesso. È l’invocazione con cui iniziano quasi tutti gli inni e le preghiere della Chiesa rivolti allo Spirito Santo, come il «Vieni, o Spirito creatore» (Veni Creator) e il «Vieni, Spirito Santo» (Veni Sancte Spiritus). Questo è giusto, perché dopo la Resurrezione, lo Spirito Santo è il vero “alter ego” di Cristo, Colui che ne fa le veci, che lo rende presente e operante nella Chiesa. È Lui che “annuncia le cose future” (cfr. Gv 16,13) e le fa desiderare e attendere.
Lo Spirito Santo nella vita della Chiesa
Lo Spirito Santo è la sorgente sempre zampillante della speranza cristiana. San Paolo ci ha lasciato queste preziose parole: «Il Dio della speranza vi riempia, nel credere, di ogni gioia e pace, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo» (Rm 15,13). La speranza non è una parola vuota o un vago desiderio, ma una certezza fondata sulla fedeltà di Dio alle sue promesse, una virtù teologale infusa da Dio e che ha Dio per garante.
Non è una virtù passiva, ma sommamente attiva, che aiuta a far succedere le cose. Lo Spirito Santo è all’origine del grido dei poveri ed è la forza data a quelli che non hanno forza. Il cristiano non può accontentarsi di avere speranza; deve anche irradiare speranza, essere seminatore di speranza. L’apostolo Pietro esortava i primi cristiani a essere «pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi», aggiungendo: «Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto» (1 Pt 3,15-16). La forza degli argomenti, infatti, non convincerà quanto l’amore che sapremo mettere in essi: questa è la prima e più efficace forma di evangelizzazione.
La Predicazione e l'Azione dello Spirito
La Prima Lettera di Pietro definisce gli apostoli «coloro che hanno annunciato il Vangelo mediante lo Spirito Santo» (cfr. 1 Pt 1,12). Questa espressione contiene i due elementi costitutivi della predicazione cristiana: il suo contenuto, che è il Vangelo, e il suo mezzo, che è lo Spirito Santo.
Il Vangelo può indicare ognuno dei quattro Vangeli canonici o la buona notizia proclamata da Gesù. Dopo la Pasqua, assume il significato di buona notizia su Gesù, cioè il mistero pasquale della morte e risurrezione del Signore. La predicazione di Gesù e degli Apostoli include tutti i doveri morali che scaturiscono dal Vangelo, ma è fondamentale ripartire sempre dall’annuncio di ciò che Cristo ha fatto per noi. Il kerygma, il primo annuncio, deve occupare il centro dell’attività evangelizzatrice e di ogni intento di rinnovamento ecclesiale. Non è un annuncio da dimenticare, ma quello principale, da riascoltare e riproporre continuamente.
Il Vangelo dev’essere predicato «mediante lo Spirito Santo» (1 Pt 1,12). La Chiesa deve fare proprio ciò che Gesù disse: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio» (Lc 4,18). Predicare con l’unzione dello Spirito Santo significa trasmettere, insieme con le idee e la dottrina, la vita e la convinzione della nostra fede.

Come Ricevere l'Unzione dello Spirito Santo nella Predicazione e nella Vita Quotidiana:
Ci sono due elementi fondamentali che dipendono da noi per accogliere l'azione dello Spirito:
- La Preghiera: Lo Spirito Santo viene su chi prega, perché il Padre celeste «dà lo Spirito Santo a chi glielo chiede» (Lc 11,13), soprattutto se lo domanda per annunciare il Vangelo del suo Figlio. È cruciale pregare perché venga lo Spirito Santo prima di ogni annuncio. La predica stessa dovrebbe essere concisa e incisiva, veicolando un’idea, un affetto e un invito all’azione, senza dilungarsi eccessivamente.
- Non Predicare Noi Stessi: È essenziale non volere predicare sé stessi ma il Signore. Chiunque sia impegnato nell’evangelizzazione sa bene che questo significa mettere da parte il proprio ego per lasciare spazio all'opera di Cristo.
Fratelli e sorelle, non è possibile annunciare il Vangelo e vivere la Parola di Dio senza l’unzione dello Spirito Santo. Preghiamo affinché Egli riversi sempre su di noi i suoi sette doni.
Lo Spirito Santo nella Scrittura e nella Preghiera
La presenza e l'azione dello Spirito Santo sono testimoniate in momenti chiave della storia della salvezza:
- Durante l'Annunciazione, Maria chiese all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». L'angelo rispose: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo».
- Nel giorno di Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa. Apparvero lingue come di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. E accendi in essi il fuoco del tuo amore.
- Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso. E i fedeli circoncisi si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con l’acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?» E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. E accendi in essi il fuoco del tuo amore.
- Allo stesso modo, anche lo Spirito Santo viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio. E accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Invochiamo lo Spirito Santo con la preghiera: "O Padre, che nella luce dello Spirito Santo guidi i credenti alla conoscenza piena della verità, donaci di gustare nel tuo Spirito la vera sapienza e di godere sempre del Suo conforto. Per Cristo nostro Signore. Buona preghiera."
Vivere Guidati dallo Spirito
Vivere un "buongiorno" con la benedizione dello Spirito Santo significa abbracciare quotidianamente la Sua presenza, permettendogli di guidarci, insegnarci e infonderci speranza. Questo cammino richiede una costante preghiera e un impegno a non predicare sé stessi, ma il Signore, irradiando amore e verità nel mondo. È un invito a vivere una vita piena, radicata nella saggezza e nella conoscenza che solo il Consolatore può fornire, permettendo al fuoco del Suo amore di accendersi in noi ogni giorno.
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