Il Monastero Mater Ecclesiae: La Residenza di Benedetto XVI e il Suo Ruolo nella Chiesa

Il Monastero Mater Ecclesiae, un ex convento di clausura incastonato in una radura appartata dei Giardini Vaticani, è divenuto un luogo di profondo significato nella storia recente della Chiesa Cattolica. È qui che Benedetto XVI, il Papa emerito, si è trasferito nel maggio del 2013 dopo l'epocale rinuncia al pontificato, rimanendovi fino alla sua scomparsa avvenuta il 31 dicembre 2022.

Benedetto XVI e il "Papato-Ombra"

La scelta di Benedetto XVI di stabilirsi nel Monastero Mater Ecclesiae è stata una decisione anomala che ha condizionato gli equilibri della Chiesa per quasi un decennio. Con quel gesto di Joseph Ratzinger, la percezione della sua personalità è cambiata, e si sono prodotte anomalie a cascata che hanno alimentato dubbi sui veri motivi della sua rinuncia.

L'emerito ha avuto la "sfrontatezza" di sopravvivere alle proprie dimissioni, e il suo "papato parallelo" è durato più di quello effettivo, accompagnando il pontefice argentino e, talvolta, senza volerlo e senza cercarlo, arginandolo e quasi sfidandolo per volontà altrui. In questi anni, l'eremo di Ratzinger si è trasformato da stanza di compensazione delle tensioni nei confronti della "rivoluzione bergogliana" in simbolo di resistenza, di un diverso stile di papato e perfino di un'opzione dottrinale. È diventato il sensore di ogni vibrazione e scossa prodottasi a Casa Santa Marta, la residenza di Papa Francesco. Questo tema, irrisolto e traumatico, della rinuncia di un papa e il ruolo del Monastero nel decifrare i destini di due pontificati e dell'intera Chiesa, è approfondito nel libro Il Monastero di Massimo Franco.

Foto aerea del Monastero Mater Ecclesiae nei Giardini Vaticani, immerso nel verde

La Vita Quotidiana del Papa Emerito nel Monastero

Poco si sa della vita del Pontefice emerito dopo le sue dimissioni, se non quanto riportato dal suo segretario, l'arcivescovo Gänswein, e da alcuni testimoni privilegiati che sono stati invitati nella residenza. Negli ultimi anni, Benedetto XVI si è diviso tra lettura e preghiera, celebrando ogni giorno la Messa nella piccola cappella con gli altri residenti. Grazie alla sua vasta biblioteca e all'ambiente tranquillo, questo luogo ha permesso al teologo di continuare a lavorare.

Amante della musica, gli piaceva ascoltarla e, a volte, suonava il pianoforte della residenza. Il Pontefice emerito ha anche ricevuto molti ospiti, nei primi anni quasi sei volte a settimana.

Collaboratori e Residenti del Mater Ecclesiae

Oltre a Benedetto XVI, il monastero ha ospitato stabilmente altri individui:

  • Il suo segretario e amico, l'arcivescovo Georg Gänswein, che ha assistito il Pontefice dal 1996, quando iniziò a lavorare per l'allora cardinale Ratzinger.
  • Quattro laiche consacrate Memores Domini, il ramo consacrato del movimento Comunione e Liberazione, a cui il Papa tedesco era molto vicino. Queste donne assistevano il Papa emerito.
  • La sua segretaria personale, Birgit Wansin, laica consacrata e membro del movimento di Schoenstatt, che tornava a Roma ogni sera per dormire nella residenza della sua comunità.
  • A volte anche il fratello di Benedetto XVI, Georg Ratzinger, deceduto nel 2020, risiedeva nel monastero.

Apparizioni Pubbliche e Riconoscimenti

Il Pontefice emerito ha quasi mai lasciato il monastero, se non per le sue passeggiate regolari nei giardini, qualche rara apparizione ufficiale e un viaggio in Germania nel 2020 per visitare suo fratello Georg poco prima che questi morisse. Un'occasione per mostrarsi pubblicamente è stata il 25 luglio 2022, quando il fotografo Stefano Spaziani ha donato a Benedetto XVI un volume con le foto più belle da lui realizzate durante gli otto anni del pontificato di Ratzinger, dal 2005 al 2013, sia in Vaticano sia durante i viaggi del Pontefice tedesco in giro per il mondo. Il volume raccoglie gli scatti dal 2005 al 2013 realizzati in Vaticano o durante i viaggi del Pontefice tedesco in giro per il mondo. Il Papa emerito è stato immortalato seduto su una panca del giardino vaticano, mentre sfogliava il libro con il fotografo e l'arcivescovo Gänswein.

Benedetto XVI con l'arcivescovo Georg Gänswein e il fotografo Stefano Spaziani mentre sfogliano un libro nel giardino del Mater Ecclesiae

La Storia e la Struttura del Monastero Mater Ecclesiae

Origine e Costruzione

Il Monastero Mater Ecclesiae è stato eretto canonicamente nella Città del Vaticano da San Giovanni Paolo II il 25 marzo 1994, con il Breve La vita contemplativa. La sua costruzione, tra il 1992 e il 1994, utilizzò un ex ufficio della Gendarmeria Vaticana. Il Papa polacco desiderava che piccole comunità di monache di vita contemplativa potessero pregare dal cuore della Chiesa per il Successore di Pietro e la sua missione, sostenendolo attraverso il ministero della preghiera, dell'adorazione, della lode e della riparazione.

Localizzazione e Caratteristiche

Situato quasi in cima al colle Vaticano, nel cuore dei Giardini Vaticani, il Mater Ecclesiae è un luogo inaccessibile senza invito, circondato da alte siepi e sorvegliato dai gendarmi. Si trova pochi metri sotto la torre della Radio Vaticana e appena sopra la Casina Pio IV, sede delle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali. A sud di questa residenza di quasi 300 metri quadri, i giardinieri lavorano nell'orto del Vaticano, mentre a nord si trova la fontana dell'Aquila, del XVII secolo. Dista circa 350 metri dalla Casa Santa Marta, dove risiede Papa Francesco.

La struttura, a forma di parallelepipedo, è divisa in due parti: a ovest si trova la cappella di due piani, a est gli ambienti monastici e le 12 celle, strutturati su quattro piani. Accanto al monastero si trova un orto dove vengono coltivate frutta e verdura con metodi biologici, concimate con letame proveniente dalle Ville pontificie di Castel Gandolfo, e agrumi da cui si ricavava marmellata con una ricetta tipica, donata al Papa.

Mappa schematica dei Giardini Vaticani con l'ubicazione evidenziata del Monastero Mater Ecclesiae

Le Comunità Monastiche Precedenti e la Scelta di Benedetto XVI

Prima di essere scelto da Ratzinger come sua ultima residenza, il Mater Ecclesiae ospitava una comunità di suore di clausura di diverse nazionalità, dedite alla preghiera, rigorosamente in latino, ma anche a lavori più "profani" come la cura della talare bianca del Papa, il ricamo di mitre e stole, e l'occupazione dell'orto papale. Secondo lo statuto del monastero, ogni cinque anni era prevista l'alternanza di ordini monastici differenti:

  • 1994-1999: Clarisse, provenienti da sei paesi del mondo: Italia, Bosnia Erzegovina, Canada, Nicaragua, Rwanda e Filippine.
  • 1999-2004: Carmelitane Scalze.
  • 2004-2009: Dieci suore Benedettine.
  • 2009-fine 2012: Monache della Visitazione.

Alla fine del 2012, le suore della Visitazione furono invitate in gran segreto a tornare nel loro monastero per consentire l'inizio dei lavori di ristrutturazione, come ha scritto il giornalista Massimo Franco nel suo libro Il Monastero (Solferino, 2022). Solo alcuni mesi dopo si apprese che Benedetto XVI, dopo le sue dimissioni nel febbraio 2013, aveva programmato di trasferirsi lì. I lavori al Mater Ecclesiae proseguirono fino al 2 maggio 2013, giorno in cui l'allora Pontefice emerito vi fece ritorno da Castel Gandolfo per soggiornarvi.

Il Ritorno allo Scopo Originario sotto Papa Francesco

Dopo la morte di Benedetto XVI il 31 dicembre 2022, il Monastero Mater Ecclesiae ha ripreso il suo scopo originario per volere di Papa Francesco. Con una lettera autografa del 1° ottobre di quest'anno (2023), il Santo Padre ha disposto che il monastero torni ad essere il luogo di residenza di ordini contemplativi "per sostenere il Santo Padre nella sua quotidiana sollecitudine per tutta la Chiesa, attraverso il ministero della preghiera, dell'adorazione, della lode e della riparazione, essendo così una presenza orante nel silenzio e nella solitudine".

A tal fine, Papa Francesco ha convocato le Monache dell'Ordine Benedettino dell'Abbazia di Santa Scolastica di Victoria, provincia di Buenos Aires (Diocesi di San Isidro) in Argentina, che hanno generosamente accettato l'invito del Pontefice. Le sei monache che, secondo gli Statuti, formeranno la Comunità Monastica, hanno iniziato a vivere nel Monastero nei primi giorni di gennaio 2024. Questo monastero argentino era particolarmente caro al defunto cardinale Eduardo Pironio, un amico di Bergoglio dai tempi di Buenos Aires. Le monache sono legate alla memoria di Pironio, che ricordano spesso.

Papa Francesco ha anche deciso che il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano sarà responsabile di tutte le questioni riguardanti il Monastero Mater Ecclesiae. Dopo la morte di Ratzinger, ad agosto 2023 sono stati avviati alcuni lavori di ristrutturazione prima dell’arrivo delle monache argentine. Per mantenersi, le suore, come moltissimi monasteri di clausura, vendono prodotti di loro produzione: ricami, rilegature di testi antichi, dolci confezionati a mano e abiti liturgici.

Le suore benedettine argentine convocate da Papa Francesco per il Monastero Mater Ecclesiae

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