La Festa della Madonna delle Lacrime a Treviglio è un evento di profonda devozione e rievocazione storica che commemora un miracolo avvenuto nel 1522, salvando la città dalla distruzione. Ogni anno, la comunità si unisce in una serie di celebrazioni che fondono fede, tradizione e memoria storica.
Le Origini del Miracolo: Treviglio nel 1522
Nella prima metà del 1500, la Lombardia era teatro di dure battaglie e faceva le spese delle lotte tra i potenti d’allora: il re di Francia Francesco I e l’imperatore Carlo V d’Asburgo, che voleva impadronirsi dei possedimenti francesi in Lombardia. Treviglio, in quel periodo, era sotto il controllo degli Imperiali e degli Sforzeschi. Luogotenente del re di Francia a Milano era il maresciallo Lautrec (Odet de Foix, visconte di Lautrec), definito dagli scrittori del tempo “più duro del diamante, più crudo della tigre, più saldo dello scoglio” e ricordato dalle cronache dell'epoca come un valente comandante militare, ma anche un uomo sanguinario e crudele.
A seguito della ritirata francese da Milano, i Francesi furono costretti a ritirarsi a Como, e di là, per Lecco e Bergamo, a Cremona. Treviglio ritornò sotto il ducato degli Sforza e si trovò sguarnita di un presidio militare. Alcuni abitanti di Treviglio, aizzati da un certo Giovanni Landriano, della fazione favorevole agli imperiali e luogotenente di guardia a Treviglio, insidiarono a più riprese le truppe francesi in ritirata e negarono loro viveri ed ospitalità all'interno del borgo. Irritato, il generale Lautrec ordinò la distruzione della città, anche come avvertimento per gli altri paesi, e come ritorsione contro l'affronto. I consoli della città tentarono invano di fermare il saccheggio, offrendo le chiavi della città nei pressi di Casirate, ma il generale non ne volle sapere.

La Minaccia e la Speranza
Il 27 febbraio 1522 giunse a Treviglio la notizia che Lautrec muoveva da Cremona con l’intenzione di saccheggiare e distruggere la città. La crisi giunse al suo acme. Inutili furono tutti i tentativi di mediazione da parte dei Consoli trevigliesi e del Clero. La popolazione, perduta ogni speranza umana, pose tutta la sua fiducia in Dio e nella Vergine Maria: le chiese si affollavano, e si vegliò tutta la notte in preghiera, in attesa dell'alba del giorno seguente.
Il Miracolo del 28 Febbraio 1522
Verso le ore 8 di quel venerdì 28 febbraio 1522, l’Immagine della Madonna dipinta sul muro della chiesa di Sant'Agostino, annessa al monastero delle Agostiniane, incominciò «a spargere abbondantissime lacrime dagli occhi e sudore da tutto il corpo», come riferirono le cronache dell’epoca. Improvvisamente una voce si diffuse per ogni contrada, accolta da grande emozione: “Miracolo! Miracolo! L’immagine della Vergine in S. Agostino piange!”
Tra la meraviglia e la commozione generale, i soldati francesi constatarono il fatto e, profondamente impressionati, ne informarono Lautrec. Il generale, a cavallo, giunse subito presso la chiesa di Sant'Agostino, vi entrò e constatò che l’Immagine della Madonna era velata di lacrime e di sudore, mentre rimaneva perfettamente asciutta quella del Bambino, come pure il muro circostante. In preda a grande commozione, piegò il ginocchio davanti alla Vergine, tentò egli stesso di asciugare con dei panni quel pianto, ma le lacrime ricomparvero, ed il prodigio continuò per sei ore consecutive.

Tutta la città esultò di gioia, ed il generale Lautrec, impressionatissimo, si convinse del miracolo e assicurò gli abitanti di Treviglio del suo perdono. In ginocchio, depose ai piedi della Madonna la spada e l’elmo, seguito da diversi altri suoi soldati. Si tratta probabilmente degli stessi armamenti che si trovano oggi nel Santuario, eretto di lì a pochi decenni a memoria del miracolo. La protezione della Madonna su Treviglio si è manifestata nel corso della storia in tante altre occasioni.

Già nel giugno del 1522 il Consiglio comunale di Treviglio deliberò infatti l’istituzione, in perpetuo, della festa dell’ultimo giorno di febbraio, a perenne ricordo del salvataggio della città. E il 28 febbraio è diventato il “capodanno” trevigliese, scalzando di gran lunga il patrono ufficiale, San Martino di Tour. Il 14 giugno 1617, alla presenza del card. Federico Borromeo, la miracolosa Immagine della Madonna delle Lacrime venne trasferita dalla chiesa di S. Agostino.
Le Celebrazioni Attuali: Fede e Devozione
Come ogni anno, Treviglio si prepara a festeggiare la Madonna delle Lacrime. La data del 28 febbraio non è dimenticata, ed ancora oggi è vissuta con grande fede e devozione. Quella mattina, le campane tacciono, come il Venerdì Santo; la gente si raccoglie silenziosa nel Santuario a pregare davanti all’Immagine della Madonna, coperta da un velo.
L’attuale situazione di emergenza sanitaria (N.B.: riferimento ad un contesto specifico nel testo originale) potrebbe impedire l’attuazione della parte più laica della festa, con la tradizionale fiera e la presenza del luna park, ma per quanto riguarda il lato spirituale i fedeli trovano un programma intenso e all’altezza di questa festività.
La Novena e i Riti Preparatori
Le celebrazioni spirituali iniziano con la Benedizione degli oggetti. Già nei giorni precedenti l'inizio della novena, la gente si mette in fila per salire all’Immagine sacra sull’altare maggiore. Un sacerdote o un diacono appoggia al vetro dell’affresco gli oggetti che il Popolo intende benedire. Questo gesto semplice poggia sul fatto che quel muro è intriso delle lacrime e del sudore della Vergine.
Successivamente, si tengono i giorni della Novena. In ognuna di queste giornate sono programmati numerosi incontri:
- ore 6.00 Messa con omelia
- ore 8.00 Messa animata dalle Parrocchie della Comunità pastorale
- ore 9.15 Messa presieduta da Mons. Luca Raimondi, vescovo ausiliare di Milano
- ore 14.30 Rosario e meditazione di Mons. Luca Raimondi, vescovo ausiliare di Milano
- ore 16.30 Preghiera ragazzi fino a 8 anni
- ore 17.00 Preghiera ragazzi di 9 e 10 anni
- ore 17.30 Preghiera ragazzi delle medie
- ore 18.30 Messa con omelia
- ore 20.30 Compieta con riflessione di Mons. Vescovo
La domenica centrale alla novena è caratterizzata dall’Offerta della cera: per ore la gente, in fila, presenta al vescovo predicatore della Novena una o più candele indicando l’intenzione per cui offre questa cera. Sono ore molto intense di affidamento, dove il rito prevede l’affidamento di candele e intenzioni di preghiera da parte dei fedeli al Vescovo.

I Giorni Centrali della Festa: 27 e 28 Febbraio
Sabato 27 Febbraio
Questo giorno segna l'inizio ufficiale dei due giorni della festa. Il programma include:
- ore 9.00 Messa con omelia
- ore 18.30 Messa “la Vespertina” con il Canto della Salve Regina e velazione dell’Immagine della Madonna presieduta da mons. Giuseppe Merisi, che ha ricordato il 50° della sua Ordinazione sacerdotale avvenuta proprio nel santuario il 27 febbraio del 1971.
Domenica 28 Febbraio
È il giorno del Miracolo, vissuto con particolare solennità:
- ore 6.00 Messa con omelia
- ore 8.00 Messa del Miracolo (svelamento dell’Affresco) presieduta dall’Arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini.
Dopo lo “svelamento” del dipinto, all’inizio della funzione il Sindaco consegna la cera. Dopo la Messa, in una sala comunale vengono assegnate le benemerenze civiche a trevigliesi che si sono distinti nel campo della solidarietà. Nel pomeriggio si tiene una Messa per i bambini.
Elementi Tradizionali e Laici
Oltre alle celebrazioni religiose, la festa include anche elementi tradizionali e laici. Nel Santuario, in questi giorni, vengono esposte l’elmo e la spada che Odet de Foix depose davanti all’immagine della Madonna piangente. L’evento più atteso, quando le condizioni lo permettono, è la rievocazione storica “Miracol si grida” che si tiene solitamente nel pomeriggio della domenica successiva al 28 febbraio, conclusa dalla sfilata degli sbandieratori.

Per l’occasione, il Lunedì 1 marzo si tiene alle ore 9.00 una Santa Messa per i benefattori del Santuario.