La Carità nel Vangelo: Amore Puro e Azione Concreta

La carità cristiana è il cuore del messaggio evangelico, una delle tre virtù teologali insieme alla fede e alla speranza. La parola carità deriva dal latino caritas, che significa benevolenza, amore disinteressato, affetto profondo. L’amore cristiano non è un semplice sentimento, ma una scelta attiva di amare e servire gli altri senza aspettarsi nulla in cambio. Nella tradizione cristiana, la carità è considerata la più grande delle virtù teologali, e ogni credente è chiamato a viverla ogni giorno.

La Carità come Essenza dell'Amore di Cristo

La vita del Salvatore riflette il Suo puro amore per tutte le persone. Egli ha addirittura dato la Sua vita per noi. La carità è quel puro amore che il Salvatore Gesù Cristo ha. Egli ci ha comandato di amarci gli uni gli altri, come Egli ama noi. Le Scritture ci dicono che la carità nasce da un cuore puro (vedere 1 Timoteo 1:5).

Il Salvatore con la Sua vita ci ha dato l’esempio che dobbiamo emulare. Egli, il Figlio di Dio, provava un amore perfetto e ci ha mostrato come dobbiamo amare. Con il Suo esempio, ci ha insegnato che le necessità spirituali e fisiche dei nostri simili sono tanto importanti quanto le nostre. Può non essere necessario che offriamo la nostra vita come fece il Salvatore; ma possiamo dimostrare la nostra carità se Lo mettiamo al centro della nostra vita e seguiamo il Suo esempio e i Suoi insegnamenti.

Gesù stesso ha espresso il fondamento della carità nei suoi insegnamenti: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. Il secondo poi è simile: Amerai il tuo prossimo come te stesso» (Matteo 22:37-39). Inoltre, ha dato un "comandamento nuovo": «che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Giovanni 13:34).

Gesù che insegna ai suoi discepoli, simboleggiando il comandamento dell'amore reciproco

Gli Insegnamenti di Gesù sulla Carità e la Compassione

Il Salvatore ci ha dato molti insegnamenti sotto forma di storie e parabole. La parabola del buon Samaritano ci insegna che dobbiamo dare ai bisognosi a prescindere se essi siano o no nostri amici (vedere Luca 10:30-37).

Nella parabola, un uomo stava viaggiando verso un’altra città. Per strada fu attaccato da dei banditi. Costoro gli rubarono i vestiti e i soldi, e lo percossero lasciandolo mezzo morto. Giunse un sacerdote che lo vide e passò oltre. Poi passò un uomo che si stava recando al tempio e anch’egli lo guardò e passò oltre. Poi, arrivò un Samaritano, una razza odiata dai Giudei, e quando vide l’uomo provò compassione. Inginocchiatosi vicino a lui, il buon Samaritano fasciò le sue ferite e lo mise su un asino per condurlo a un albergo.

Illustrazione della parabola del Buon Samaritano che assiste l'uomo ferito

Gesù insegnò che dobbiamo nutrire gli affamati, dare un tetto a chi non ce l’ha e rivestire i poveri. Ogni volta che visitiamo gli ammalati e coloro che sono in prigione, è come se stessimo facendo queste cose per Lui. Egli ci ha promesso che, se facciamo queste cose, erediteremo il Suo regno. Non dovremmo provare a decidere se qualcuno merita davvero il nostro aiuto o meno (vedere Mosia 4:16-24). Se prima ci siamo presi cura delle necessità della nostra famiglia, allora dobbiamo aiutare chiunque si trovi nel bisogno.

Il presidente Thomas S. Monson esortava: «Poniamoci questa domanda: “Ho aiutato il mio prossimo in questo dì, nelle sue necessità?” [Inni, numero 136]. È la formula per la felicità! Le possibilità di fare qualcosa per il nostro prossimo sono illimitate, ma passano». Anche quando diamo a chi è nel bisogno, a meno che proviamo compassione, non abbiamo carità (vedere 1 Giovanni 3:16-17).

La Dignità di Ogni Uomo e la Carità Sincera

In una lettura attenta del Vangelo, si descrivono opere di solidarietà umana, ma Gesù eleva il concetto di prossimo al termine di “fratelli”, “miei fratelli”, affermando così la dignità altissima di ogni uomo. Dietro ogni uomo, in particolare dietro ogni uomo piccolo, debole, provato, sta proprio Gesù. Lui, che nella sua esistenza terrena si è fatto solidale con tutti, e specialmente con i sofferenti, fino a condividere l’esperienza del dolore e della morte, ora nella sua condizione di risorto non si è allontanato da loro, ma vive tale vicinanza e solidarietà in modo perfetto. Ecco perché è Lui che riceve direttamente il nostro atto di accoglienza o di rifiuto nei confronti del fratello bisognoso. Veramente in ogni uomo noi abbiamo sempre a che fare con Gesù.

Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica “Redemptor hominis”, precisava: «Se è vero che Gesù Cristo è la via principale della Chiesa,.. nello stesso tempo è l’uomo concreto la prima e fondamentale via della Chiesa…perché l’uomo - ogni uomo senza eccezione alcuna - è stato redento da Cristo, perché con l’uomo - ciascun uomo senza eccezione alcuna - Cristo è in qualche modo unito, anche quando quell’uomo non è di ciò consapevole». Questo suo intimo legame con ogni persona umana le conferisce una dignità permanente. Il Vangelo parla di un amore puro, gratuito, di misericordia non semplicemente verso il prossimo, ma verso quel prossimo che non può rendere nulla in contraccambio, perché in condizioni di estrema povertà.

Santa Madre Teresa di Calcutta ha raccontato un episodio significativo: «Una sera un signore venne da noi e disse: “C’è una famiglia di indù con otto figli che non mangiano da diversi giorni”». La missionaria portò del riso ai bambini affamati. Tornando, incontrò la madre che aveva condiviso il cibo con una vicina famiglia musulmana, anch'essa affamata. Madre Teresa raccontò: «Non portai loro altro riso quella notte: volevo che provassero fino in fondo la gioia nel condividere. Avreste dovuto vedere i volti di quei ragazzi! Capirono ciò che aveva fatto la loro madre e i loro volti erano sorridenti. Quando entrai la prima volta in quella casa si leggeva la fame sui loro volti e la tristezza nei loro occhi. Ora sorridevano. Il gesto della madre aveva insegnato loro che cos’è il vero amore».

La Carità e il Perdono

Il Salvatore è stato l’esempio di cosa dobbiamo sentire per gli altri e di come dobbiamo trattarli. Egli odiava la malvagità, ma amava il peccatore a dispetto dei suoi peccati; sentiva compassione per i bambini, per gli anziani, per i poveri e per i bisognosi. Aveva un amore talmente grande da implorare il nostro Padre celeste di perdonare i soldati che avevano conficcato dei chiodi nelle Sue mani e nei Suoi piedi (vedere Luca 23:34). Egli ci ha insegnato che se non perdoniamo gli altri, il nostro Padre nei cieli non perdonerà noi (vedere Matteo 18:33-35).

Gesù disse: «Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano… Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete?» (Matteo 5:44, 46).

Un esempio concreto della carità di Gesù si manifesta anche nelle guarigioni nel giorno di sabato. Ad esempio, quando guarì l'uomo con la mano paralizzata: «ecco un uomo che aveva una mano paralizzata. Ora, un uomo vale ben più di una pecora! E disse all’uomo: “Tendi la tua mano”» (Matteo 12:10-13). O ancora: «Entrò di nuovo nella sinagoga. Poi domandò loro: “È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?”. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: “Tendi la mano!”» (Marco 3:1-5). E in un'altra occasione: «Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: “Àlzati e mettiti qui in mezzo!”. E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: “Tendi la tua mano!”» (Luca 6:6-10). Questi episodi evidenziano come la carità e la compassione superino le rigide interpretazioni della legge.

Le Caratteristiche della Carità secondo l'Apostolo Paolo

L’apostolo Paolo ha fornito una delle descrizioni più complete e celebri della carità. Egli insegnò che quando abbiamo carità siamo pieni di buoni sentimenti per tutte le persone. Siamo pazienti e gentili; non ci vantiamo, non siamo orgogliosi, egoisti o maleducati. Quando abbiamo carità, non ci ricordiamo del male che gli altri hanno fatto e non ce ne rallegriamo. Non facciamo neanche le cose solamente per il nostro interesse. Invece, condividiamo la gioia di coloro che vivono nella verità. Quando abbiamo carità, siamo leali, crediamo nelle migliori qualità degli altri e siamo gentili con loro.

Paolo sintetizza l'essenza della carità, sottolineando la sua superiorità: «La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!» (1 Corinzi 13:4-5, 13; Colossesi 3:14).

Egli aggiunge l'importanza della carità sopra ogni altro dono o azione: «Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla» (1 Corinzi 13:1-3).

Icona dell'Apostolo Paolo mentre scrive, simboleggiando i suoi insegnamenti sulla carità

Come Coltivare la Carità nella Vita Quotidiana

Diventare caritatevoli è un percorso spirituale che richiede impegno e dedizione. Un modo per diventare caritatevoli è studiare la vita di Gesù Cristo e osservare i Suoi comandamenti. In secondo luogo, quando proviamo sentimenti poco caritatevoli, possiamo pregare per provare più carità. Terzo, possiamo imparare ad amare noi stessi, il che significa che comprendiamo il nostro vero valore come figli del nostro Padre celeste.

Il Salvatore insegnò che dobbiamo amare gli altri come amiamo noi stessi (vedere Matteo 22:39). Per amare noi stessi dobbiamo rispettarci e avere fiducia in noi stessi. Ciò implica che dobbiamo essere obbedienti ai principi del Vangelo. Dobbiamo pentirci dei nostri sbagli. Dobbiamo perdonare noi stessi una volta che ci siamo pentiti. Quarto, possiamo evitare di pensare di essere migliori degli altri. Possiamo avere pazienza con le loro mancanze.

Nel Libro di Mormon leggiamo di Enos, un giovane che voleva avere una conferma che i suoi peccati erano stati perdonati. Il Signore spiegò a Enos che, grazie alla sua fede in Cristo, i suoi peccati erano stati perdonati. Quando Enos udì queste parole, non si preoccupò più di se stesso. Egli sapeva che il Signore lo amava e che lo avrebbe benedetto. Incominciò invece a preoccuparsi per il benessere dei suoi amici e parenti, i Nefiti. Rivolse tutta la sua anima a Dio in loro favore. Il Signore rispose e disse che essi sarebbero stati benedetti in base alla loro fedeltà nell’osservare i comandamenti che erano già stati dati loro. L’amore di Enos crebbe ulteriormente dopo queste parole ed egli pregò con molte lunghe lotte per i Lamaniti, che erano i nemici dei Nefiti. Il Signore esaudì anche queste sue richieste ed Enos passò il resto della sua vita adoperandosi per salvare le anime dei Nefiti e dei Lamaniti. Egli fu talmente grato per l’amore e per il perdono che il Signore gli aveva concesso, che volle dedicare il resto della sua vita ad aiutare gli altri a ricevere questo stesso dono. Enos era diventato veramente caritatevole. Anche noi possiamo fare la stessa cosa, ed infatti, siamo tenuti a farlo, se vogliamo ereditare il luogo che è stato preparato per noi nel regno di nostro Padre.

La Carità nella Comunità Cristiana e Nelle Scritture

La carità si manifesta non solo nell'azione individuale, ma anche nella vita comunitaria dei credenti. La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore. Questo spirito di unità e condivisione rispecchia la carità che lega i fratelli in Cristo, come espresso nel Salmo 133:1: «Quanto è bello, quanto è soave che i fratelli vivano insieme!».

Altre Frasi Bibliche Rilevanti sulla Carità:

  • Romani 14,15: «Ora se per il tuo cibo il tuo fratello resta turbato, tu non ti comporti più secondo carità.»
  • 1 Corinzi 8,2: «Ma la scienza gonfia, mentre la carità edifica.»
  • 1 Corinzi 14,1: «Ricercate la carità.»
  • Galati 5,13: «Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri.»
  • 1 Tessalonicesi 5,13: «trattateli con molto rispetto e carità, a motivo del loro lavoro.»
  • 1 Pietro 5,14: «Salutatevi l'un l'altro con bacio di carità.»
  • 1 Pietro 4,8: «Soprattutto conservate tra voi una grande carità, perché la carità copre una moltitudine di peccati.»
  • 2 Giovanni 1,3: «Misericordia a voi e pace e carità in abbondanza.»
  • Romani 12,9: «La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene.»
  • 1 Timoteo 6,11: «Ma tu, uomo di Dio, fuggi queste cose; tendi alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza.»
  • Galati 5,6: «Poiché in Cristo Gesù non è la circoncisione che conta o la non circoncisione, ma la fede che opera per mezzo della carità.»
  • Efesini 4,15: «Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo.»
  • 2 Timoteo 2,22: «Fuggi le passioni giovanili; cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.»
  • 1 Timoteo 4,12: «Nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii esempio ai fedeli nelle parole, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza.»
  • Efesini 5,2: «E camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.»
  • 2 Tessalonicesi 1,3: «Dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli, ed è ben giusto. La vostra fede infatti cresce rigogliosamente e abbonda la vostra carità vicendevole.»
  • Ebrei 6,10: «Dio infatti non è ingiusto da dimenticare il vostro lavoro e la carità che avete dimostrato verso il suo nome, con i servizi che avete reso e rendete tuttora ai santi.»

La Natura Divina della Carità

Da dove viene questo altissimo amore, puro e gratuito? Santa Madre Teresa di Calcutta, interrogata su dove le sue figlie trovassero la quotidiana ed eroica forza per chinarsi sui moribondi piagati, abbandonati nelle strade, rispose: «Esse amano Gesù e trasformano in azione questo loro amore». Sulle labbra di Madre Teresa di Calcutta la parola “carità” dice un amore “ricevuto”, radicalmente nuovo, inimmaginabile: è l’amore stesso di Dio che ci raggiunge gratuitamente in Gesù Cristo, generando in noi l’energia spirituale di rispondere con il medesimo cuore di Cristo.

Il potere di Dio è diverso da quello umano. Il suo modo d’agire è diverso da come vorremmo imporlo noi, anche a Dio stesso. Egli non si pone in concorrenza, non si contrappone all’umano potere, non vuol generare ulteriori divisioni. Il Figlio di Dio alla prepotenza dell’umano potere contrappone l’inerme logica dell’amore, che sulla Croce - e sull’intera storia umana - soccombe, tuttavia è l’unica via che da allora si oppone all’ingiustizia e invita ad instaurare il suo Regno sulla terra, imparando lo stile di Dio.

Impariamo che nulla si realizza per i comandi provenienti dall’alto di un trono, ma che è necessario donare noi stessi, perché un dono minore a Gesù non basta. Impariamo che il modo d’essere di Dio è verità per gli uomini, e fra gli uomini deve diventare diritto, bontà, perdono e misericordia. Dio non è una parola, Dio non è un’idea, ma è Colui che scrive nelle nostre vite, come diceva Madre Teresa di Calcutta: «Sono una matita nelle mani di Dio».

Madre Teresa di CALCUTTA - Alessandro Barbero (Inedito | Intesa San Paolo 2021)

Precetti Pratici di Carità nell'Antico Testamento

Anche nell'Antico Testamento troviamo chiare indicazioni di carità e attenzione verso il prossimo, in particolare i più vulnerabili. Ad esempio, il Signore istruisce il suo popolo riguardo alla mietitura: «Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterete fino ai margini del campo, né raccoglierete ciò che resta da spigolare della messe; quanto alla tua vigna, non coglierai i racimoli e non raccoglierai gli acini caduti; li lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore, vostro Dio» (Levitico 19:9-10). Questo precetto mostra la volontà divina di garantire sostentamento a tutti, attraverso la condivisione e la generosità.

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