La Chiesa di San Sisto a Piacenza: Storia, Arte e Celebrazioni

La Chiesa di San Sisto a Piacenza, un gioiello dell'architettura e della storia, continua ad essere un punto di riferimento spirituale e culturale per la comunità. Recentemente, è stata la cornice di un'importante celebrazione del Sacramento della Cresima, che ha visto protagonisti membri delle forze armate.

La Celebrazione della Cresima per i Militari

Otto militari del 2° Reggimento Genio Pontieri e un Capitano della Guardia di Finanza di Piacenza hanno ricevuto il Sacramento della Cresima nel corso di una toccante celebrazione nella chiesa cittadina di San Sisto. La cerimonia è stata presieduta da Monsignor Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia.

Durante l'evento, ospitato dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio, Monsignor Marcianò ha espresso il suo ringraziamento al Vescovo di Piacenza, Monsignor Cevolotto, sottolineando il “forte legame che esiste tra i Pontieri e la comunità spirituale cristiana locale”. Egli ha inoltre rimarcato che sono proprio i militari a custodire e tramandare “gli altissimi valori su cui è fondato il nostro Paese, all’insegna dell’importanza della memoria storica quale tassello fondamentale nella costruzione della società moderna”.

Al fianco dei parenti e degli amici dei cresimandi, erano presenti anche le Autorità militari locali. Il Colonnello Federico Collina, Comandante del 2° Reggimento Pontieri, ha voluto ringraziare a nome di tutta la comunità militare Monsignor Marcianò. In questa occasione, ha ricordato che proprio da San Sisto prese nome la caserma che ospita attualmente i Pontieri, ridenominata “Nicolai” solo dopo la II Guerra Mondiale, per commemorare il giovanissimo ufficiale dei Pontieri caduto in combattimento nella spedizione di Russia.

Foto della chiesa di San Sisto a Piacenza durante una cerimonia

La Chiesa di San Sisto: Origini e Evoluzione Storica

La Chiesa di San Sisto a Piacenza, pur essendo oggi un ottimo esempio di architettura rinascimentale, vanta in realtà origini molto antiche e una storia millenaria. Fu l’imperatrice Angilberga, moglie dell’imperatore Ludovico il Pio, a fondarla nel 874, annettendovi un convento di monache benedettine. Nel 882, Angilberga stessa assunse il ruolo di badessa del monastero, dove poi morì nel 889.

Al monastero vennero attribuiti importanti diritti e privilegi su intere zone dell’Italia settentrionale, testimoniando la sua rilevanza. Nel 1112, per volere di Matilde di Canossa, il complesso monastico venne ceduto ai monaci benedettini. Nel corso dei secoli, diversi ordini di monaci e monache si avvicendarono alla guida del monastero, fino al 1425, anno in cui fu definitivamente assegnato all’ordine dei Benedettini Cassinesi.

Architettura esterna della Chiesa di San Sisto a Piacenza

Architettura e Tesori Artistici

L'edificio attuale si presenta con una facciata a tre ordini, e sul ricco portale principale è collocata una statua di San Sisto. Superato il portale d’ingresso, si accede ad un ampio chiostro triportico caratterizzato da ventuno arcate a pieno centro, sostenute da eleganti colonne in granito. Sopra le arcate del chiostro sono ancora visibili lacerti di antichi medaglioni affrescati, raffiguranti diciotto immagini di imperatori o abati.

All’interno, la chiesa si sviluppa su tre navate con pianta a croce latina, al cui centro si eleva una cupola, esternamente mascherata dal tiburio. La cupola al centro del transetto d’ingresso fu affrescata da Bernardino Zacchetti, autore della raffinata decorazione a grottesche e simboli, completata nel 1517.

Interno del chiostro della Chiesa di San Sisto a Piacenza

VISITA ALLA CHIESA DI SAN SISTO PIACENZA

Le due absidi poste al termine del transetto principale ospitano importanti opere: il monumento funebre a Margherita d’Austria e la cappella monumentale di Santa Barbara, arricchita da un dipinto di Palma il Giovane. Il transetto principale è affrescato con un suggestivo motivo a finti cassettoni.

La Madonna Sistina di Raffaello

Questa chiesa è celebre in tutto il mondo per aver ospitato la famosissima “Madonna Sistina”, un capolavoro dipinto da Raffaello Sanzio. L'opera fu commissionata dal monastero benedettino ed era già in loco nel 1513, probabilmente inclusa in un'ancona lignea. Nel 1698 fu dotata di una magniloquente cornice barocca, realizzata da Giovanni Satti.

Tuttavia, i Benedettini vendettero l’importante pala nel 1754 ad Augusto III, re di Polonia. Oggi, l’originale è esposto alla Gemäldegalerie di Dresda, in Germania. Nella Chiesa di San Sisto, il capolavoro è sostituito da una copia, attribuita a lungo al copista piacentino P.A. Avanzini (1656-1733), ma in realtà siglata “G.M.”.

Dipinto della Madonna Sistina di Raffaello

Piacenza e l'Importanza Storica del Monastero di San Sisto

La storia della Chiesa di San Sisto si intreccia profondamente con gli eventi storici di Piacenza. Nel 1120, la città fu luogo di sosta per papa Callisto II, figura di rilievo tra i pontefici della Chiesa di Roma.

Guido di Borgogna, arcivescovo di Vienne in Francia, venne eletto papa a Cluny e chiamato a succedere a Gelasio II, affrontando la spinosa questione delle investiture: chi dovesse nominare i vescovi, il papa o l'imperatore. Dopo aver lanciato una solenne scomunica contro Enrico V a Reims nell'ottobre del 1119, Callisto II si diresse verso Roma. Il suo pontificato portò, nel 1122, al celebre Concordato di Worms, ratificato dal Concilio Lateranense del 1123, un accordo che separava in modo chiaro le sfere d'influenza tra potere spirituale e temporale, portando la pace dopo anni di tensioni.

Secondo i cronisti dell'epoca, tra cui il Campi, nel suo viaggio dalla Francia a Roma, il papa passò anche a Piacenza nella primavera del 1120, toccando Tortona, Milano e giungendo nella città emiliana nella Settimana Santa. Qui fu «da tutti con sommo onore e allegrezza ricevuto ognuno a gara prostrandosi devotissimamente a baciargli il piede». Dalla terra piacentina, come precisa lo storico piacentino Poggiali, il pontefice proseguì verso la Toscana lungo la via di Pontremoli.

Durante il suo soggiorno piacentino, Callisto II dovette affrontare anche una questione specifica legata al monastero di San Sisto: il suo governo. La badessa Febronia, espulsa da questo chiostro, aveva ottenuto dal papa il permesso di riprenderne possesso, scontrandosi con i Benedettini e l'abate Oddone, i quali premevano per le loro ragioni, ma non la spuntarono.

In quegli anni di particolare attività per Piacenza, nel 1122 si diede mano alla costruzione della cattedrale. Sebbene un cronista, il De Musso, affermasse che il tempio fosse stato consacrato proprio da Callisto II, la storiografia tende a spostare tale data al 1132, chiamando in causa un altro papa visitatore della città, Innocenzo II.

Mappa storica Piacenza XI-XII secolo o ritratto Papa Callisto II

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