Il Centro di Solidarietà di Reggio Emilia Onlus ha dato inizio alla sua attività nel lontano 1982. La sua nascita fu il risultato dell'iniziativa del Comitato Cittadino Antidroga, un gruppo di genitori uniti dalla comune esperienza di avere figli tossicodipendenti. Questo comitato si mise in contatto con il Centro Italiano di Solidarietà di don Mario Picchi a Roma, operando in accordo con il Comune di Reggio Emilia e il Vescovo di Reggio Emilia, Mons. Gilberto Baroni.
Dopo un periodo di formazione dedicato ai futuri operatori, il Centro di Reggio Emilia iniziò ad accogliere persone con problemi di tossicodipendenza. Nel 1984, venne aperta la sua comunità terapeutica e la sede dedicata alle attività di reinserimento sociale.

Le radici culturali del Centro di Solidarietà di Reggio Emilia affondano nella storia pluridecennale e diffusa a livello nazionale dei centri Fict (Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche), legati al “Progetto Uomo”. Nel 1987 venne fondata l'Associazione “Servire l’Uomo”, con l'obiettivo di coordinare e fornire supporto ai numerosi volontari che contribuivano attivamente al Centro fin dai suoi primi anni di attività.
Nel 1998, il Centro ampliò la sua missione con l'apertura di “Casa Flora”, una struttura dedicata all'accoglienza e al sostegno dei malati di AIDS. Questo ampliamento rifletteva la crescente consapevolezza dei nuovi bisogni emergenti sul territorio.
Evoluzione e Nuovi Ambiti di Intervento
Con il passare degli anni, nuovi e diversificati bisogni sociali si sono manifestati nel territorio reggiano. Di conseguenza, nel 1998 il CEIS ha avviato attività specifiche rivolte agli immigrati. Nel 2002 è stato istituito il Servizio Immigrati, un'unità dedicata principalmente all'accompagnamento, all'orientamento e al favorimento dell'occupazione sia per lavoratori stranieri che italiani. Questo servizio opera in stretta sinergia con il Centro di Ascolto della parrocchia di San Pellegrino di Reggio Emilia.
Nel 2011, il CEIS ha ulteriormente esteso il suo raggio d'azione, includendo l'area dei ragazzi minorenni con l'apertura della Casa San Isidoro. Dal 2014, il Centro è attivamente coinvolto nell'accoglienza dei migranti richiedenti asilo, partecipando al percorso CAS (Centri Accoglienza Straordinaria).

Un ulteriore ampliamento del campo d'intervento del Centro è avvenuto il 1 gennaio 2021.
Strutture e Servizi Attuali
Il Centro di Solidarietà di Reggio Emilia dispone di un'articolata rete di strutture per offrire risposte diversificate ai bisogni del territorio:
- 4 strutture dedicate ai trattamenti terapeutici residenziali e semi-residenziali.
- 7 case di accoglienza residenziale distribuite sul territorio provinciale.
- 2 strutture per la disintossicazione: una situata a Carpineti (RE) e l'altra a Castelmassa (provincia di Rovigo).
Oltre ai servizi storici rivolti ai tossicodipendenti e alle loro famiglie, il Centro ha sviluppato negli ultimi anni una serie di attività integrate, tra cui:
- Prevenzione: interventi mirati a contrastare l'insorgenza di dipendenze e altri disagi sociali.
- Formazione: percorsi formativi destinati a operatori, volontari e professionisti.
- Documentazione: raccolta e diffusione di informazioni e studi sui fenomeni di disagio.
- Valutazione: monitoraggio e valutazione dell'efficacia degli interventi.
- Progetti transnazionali: iniziative volte all'inserimento lavorativo e alla promozione di scambi culturali.
- Servizi per HIV positivi: supporto e assistenza alle persone con HIV.
Il CEIS riconosce l'importanza di una comunicazione efficace per far conoscere la vasta gamma di attività che il Centro produce. È emersa la consapevolezza che il disagio sociale è un fenomeno molto più articolato di quanto si pensasse inizialmente, soprattutto all'inizio degli anni duemila. L'esperienza maturata e i principi guida del CEIS si sono dimostrati applicabili in numerosi altri campi. Per questo motivo, è stato predisposto un percorso di accoglienza e informazione non solo per chi fa uso di droghe, ma per tutti coloro, in particolare i genitori, che sono coinvolti dalle dipendenze di un familiare. Il nuovo sito del Centro è stato progettato per essere interattivo, facilitando l'accesso alle informazioni e ai servizi offerti.