San Procolo: Storia, Culto e Tradizioni di un Martire

La figura di San Procolo, martire cristiano venerato in diverse località, è avvolta in un alone di mistero, alimentato da agiografie e testimonianze a tratti discordanti. Le tradizioni più consolidate identificano due principali figure con questo nome, entrambe celebrate per la loro fede e il loro sacrificio durante le persecuzioni romane, in particolare sotto l'imperatore Diocleziano.

Mappa dell'Italia con indicazione di Pozzuoli e Bologna

San Procolo di Pozzuoli

Nel cuore di Pozzuoli, tra le antiche pietre che raccontano antichissime storie, emerge con maestosità il ricordo di un santo che ha plasmato l’identità spirituale di questa meravigliosa città. San Procolo di Pozzuoli è uno dei sette santi della città e originario della stessa.

Il Martirio e i Compagni

Secondo le fonti, Procolo, diacono della comunità cristiana di Pozzuoli, sarebbe stato martirizzato nell’anno 305 durante l’impero di Diocleziano. Egli, insieme ai laici Eutiche e Acuzio, anch’essi di Pozzuoli, fu incarcerato e condannato a morte perché cristiano. Le narrazioni agiografiche puteolane specificano che nacque nel 273 a Pozzuoli e morì il 19 settembre del 305 presso la Solfatara di Pozzuoli a seguito delle persecuzioni ordinate dall’imperatore Diocleziano. Inoltre, alcune tradizioni lo indicano come Vescovo di Pozzuoli nel IV secolo, periodo di persecuzione romana. Dopo la decapitazione, secondo le fonti, fu sepolto nel pretorio di Falcidio che dovrebbe trovarsi nei pressi della necropoli di via Celle. Fu uno dei sette compagni di martirio, che inclusero Acuzio, Eutichete, Desiderio e Sossio, tutti martirizzati nel 305 d.C.

La Traslazione e il Ritorno delle Reliquie

Le reliquie del Santo, insieme a quelle di San Gennaro e Sant’Eutiche, sarebbero state trafugate nell’anno 871 e portate nell’isola di Reichenau sul Lago di Costanza, dove furono conservate in una delle basiliche della città. Grazie al Mons. Antonio Gutler, confessore della Regina di Napoli Maria Carolina, le reliquie di San Procolo furono riportate a Pozzuoli il 13 maggio 1781. Da allora sono festeggiate dalla città e dalla diocesi con solenni riti.

Il Culto e le Feste a Pozzuoli

A Pozzuoli, il Duomo divenne la Cattedrale di San Procolo e la celebrazione da parte del popolo flegreo è il 16 novembre. Questa data fu spostata dal 1° giugno (data comune per San Procolo) al 16 novembre a seguito del decreto della Sacra Congregazione dei Riti del 10 dicembre 1718, poiché ad ottobre molti puteolani erano impegnati nel lavoro dei campi. Tutt’oggi è così. Fino al 1970, anno dell’evacuazione del Rione Terra, alla mattina del 16 novembre il quartiere del Seicento pullulava di visitatori e credenti intenti a raggiungere la Cattedrale dedicata al Santo Patrono, posta tra i vicoletti, per ascoltare la messa ufficiata dal Vescovo di Pozzuoli. Alla mattina del 16 novembre si tiene tutt’oggi solo la celebrazione e nessuna processione. Quest’ultima è fatta la seconda domenica di maggio, quando il busto di San Procolo è portato in processione per le strade cittadine con San Gennaro e San Celso.

Immagine della Cattedrale di San Procolo a Pozzuoli

Tradizioni Popolari

Legata alla festa di San Procolo a novembre, vi è un’antica usanza popolare. I puteolani usano dire: «San Procolo è pisciasotto», poiché la tradizione vuole che il 16 novembre ci sia sempre la pioggia.

San Procolo di Bologna

Accanto alla tradizione puteolana, esiste una figura di San Procolo venerata ab antiquo come martire nella Chiesa Bolognese. La sua storia, seppur ricca di fascino e significato, è anch'essa avvolta in un alone di mistero.

La Figura e il Martirio

Le narrazioni agiografiche descrivono il martirio di San Procolo di Bologna come un evento particolarmente cruento. Si dice che, durante l'imperversare delle persecuzioni di Diocleziano, Procolo, soldato romano devoto alla fede cristiana, si rifiutò di abiurare le sue convinzioni. Per questo motivo, fu sottoposto a torture atroci, culminando con la sua trafittura con chiodi da trave. Un’antica tradizione attesta che il luogo del martirio di Procolo era fuori dei limiti della città romana e alto-medievale, non lontano da una porta denominata poi Procula.

Bologna la città delle acque

Le Antiche Testimonianze e il Culto

Le fonti più antiche che menzionano San Procolo risalgono al IV secolo. Paolino da Nola, nello stesso secolo, in occasione della traslazione delle reliquie alla basilica di San Felice, lo associa nella venerazione ai santi Vitale ed Agricola, e ne esalta la gloriosa testimonianza. Vittricio di Rouen, nel libro In lode dei santi (fine sec. IV) afferma che il culto dei martiri bolognesi è diffuso anche in Gallia.

Le Reliquie e la Festa Ufficiale

Il suo corpo è tuttora custodito nel tempio a lui dedicato, la Chiesa di San Procolo a Bologna. Una scultorea raffigurazione del martire è posta sull’Arca di San Domenico. Sia il Martirologio Geronimiano sia il Martirologio Romano fissano la festa di San Procolo al primo giugno.

Statua di San Procolo a Bologna o rappresentazione del martirio

tags: #cbuon #onomastico #procolo