Cattedrale di Vico Equense: Storia e interni

La Cattedrale di Vico Equense, dedicata alla Santissima Annunziata, è un monumento di grande valore storico e artistico, rappresentando uno dei rari esempi di architettura gotica nella Costiera Sorrentina. La sua fondazione risale probabilmente al periodo tra il 1320 e il 1330, per volere del vescovo Giovanni Cimmino, che trasferì la sede episcopale dalla primitiva ubicazione nella Marina d’Equa all’attuale posizione nel centro cittadino.

Vista panoramica della Cattedrale di Vico Equense affacciata sul Golfo di Napoli

Storia e Fondazione

La prima cattedrale di Vico Equense era situata sulla spiaggia, nella zona bassa della città, presso l'odierna Marina d'Equa. Tuttavia, a causa delle frequenti incursioni dei pirati, si rese necessario spostare il centro cittadino in una zona più elevata. Fu in questo contesto che il vescovo Giovanni Cimino decise la costruzione di una nuova cattedrale in una posizione più sicura e strategica, su un costone roccioso a picco sul mare, a circa novanta metri di altezza, affacciata sul borgo marinaro.

La chiesa fu sede vescovile fino alla morte del vescovo Michele Natale nel 1799. Successivamente, nel 1818, la diocesi fu soppressa e inglobata in quella di Sorrento, ma la chiesa continuò a essere conosciuta come la Cattedrale di Vico Equense.

Mappa che illustra la posizione della Cattedrale di Vico Equense sulla costa

Architettura e Stile

La Cattedrale della Santissima Annunziata è considerata l'unico esempio di architettura sacra in stile gotico presente in Costiera Sorrentina. Sebbene nel corso dei secoli abbia subito numerosi interventi di restauro e modifiche, che in parte ne hanno alterato l'originario aspetto, la sua struttura conserva elementi distintivi del periodo gotico.

La chiesa presenta un impianto basilicale, composto da tre navate. Originariamente, le navate erano divise da colonne di tufo, successivamente inglobate in pilastri. L'abside pentagonale, anch'essa oggetto di un lungo restauro, è stata riportata il più possibile al suo impianto originario in stile gotico ed è caratterizzata da sottili costoloni. Si ipotizza che l'abside fosse interamente affrescata, secondo gli usi stilistici e architettonici dell'epoca. A conferma di ciò, sono giunti fino ai giorni nostri due frammenti di affreschi di scuola tardogiottesca, raffiguranti la Crocifissione e Santi, provenienti proprio dalla zona absidale.

Dettaglio dell'abside pentagonale della Cattedrale con costoloni gotici

La Facciata e il Campanile

La facciata della cattedrale, rifatta nel XVIII secolo dal vescovo Paolino Pace, è in stile barocco. È divisa in due da una trabeazione: la parte inferiore presenta due coppie di lesene ai lati del portale e una lesena all'estremità. La zona superiore riprende le lesene sottostanti e ospita un ampio finestrone, sormontato da un lucernario. La facciata termina a volta a botte, con una croce in ferro sulla sommità.

Il campanile, risalente al XVI secolo, fu ricostruito dal Mons. Paolo Regio, vescovo letterato, come attesta una lapide posta sotto l'arco che conduce al panoramico sacrato. Si erge imponente a fianco della chiesa, edificato su tre piani.

Campanile cinquecentesco della Cattedrale di Vico Equense

Interni e Opere d'Arte

All'interno della cattedrale sono custodite numerose opere d'arte di pregio:

  • La tela dell'Annunciazione: Dipinta nel XVIII secolo da Giuseppe Bonito (firmata e datata 1733), questa grande tela domina l'abside. Ai lati sono affiancate opere di Jacopo Cestaro che raffigurano episodi della vita di Maria, come la Presentazione di Maria al tempio, il Matrimonio della Vergine, l'Adorazione dei pastori e la Presentazione di Gesù al tempio.
  • Tele degli Evangelisti: Negli spicchi dell'abside si trovano quattro tele di Francesco Palumbo, commissionate dal vescovo Paolino Pace, raffiguranti gli evangelisti.
  • Tele degli Apostoli: Nella navata centrale sono collocate quattro tele dedicate agli apostoli Andrea, Pietro, Giacomo e Taddeo.
  • Crocifisso ligneo: In una cappella della navata destra è presente un crocifisso in legno, decorato con pittura di scuola giottesca.
  • Cappelle laterali: Nella navata sinistra si aprono cappelle dedicate a Sant'Antonio, alla Madonna del Rosario con Bambino, al Sacro Cuore di Gesù, a San Giuseppe col Bambino e a Sant'Anna.
  • Sepolcri: Sono visibili le urne funerarie del giurista Gaetano Filangieri e del vescovo Cimino. Quest'ultima è caratterizzata da un pluteo romanico decorato con un cavallo alato e una lastra in marmo bianco raffigurante la Madonna con Bambino, San Paolo e San Luca.
  • Opere di Armando De Stefano: Sono presenti opere pittoriche di Armando De Stefano che raffigurano Cristo alla colonna, la visita di Maria ad Elisabetta e San Gennaro Repubblicano.
Interno della Cattedrale di Vico Equense con le tre navate e l'altare maggiore

La Sacrestia

La sacrestia, di impianto gotico ma con influssi neoclassici del XVIII secolo, conserva una preziosa serie di dipinti. Opera del pittore Francesco Palummo (1786), sono esposti lungo le pareti trentaquattro affreschi incorniciati da medaglioni in stucco, raffiguranti gli altrettanti vescovi equensi. L'opera fu commissionata nel 1788 da Mons. Pace.

Un dettaglio particolare riguarda il trentatreesimo dipinto: al posto del volto di Mons. Michele Natale, martire della “Repubblica Partenopea” e impiccato a Napoli il 20 agosto 1799, è dipinto un angioletto che indica il silenzio. Questo gesto simbolico ricorda la figura dell'ultimo vescovo di Vico Equense, morto tragicamente durante la rivoluzione napoletana.

Affreschi dei vescovi nella sacrestia della Cattedrale

Area Espositiva Sotterranea

Nell'ampio locale sotterraneo, sotto la navata centrale, è allestita una interessante esposizione permanente dedicata alla storia dell'edificio e della diocesi equense. Questa area custodisce antichi arredi della Cattedrale, resti di affreschi trecenteschi che un tempo decoravano il tempio, paramenti e arredi sacri appartenuti ai vari vescovi, nonché lapidi sepolcrali delle antiche famiglie nobili di Vico Equense.

La chiesa, dopo aver subito complessi interventi di restauro, conclusisi il 26 agosto 1995 con la riapertura al culto dopo una chiusura ultraventennale (dovuti anche ai danni subiti dal terremoto del 1980), è tornata a splendere. Oggi rappresenta una testimonianza unica di architettura gotica e un importante polo culturale e religioso per la Costiera Sorrentina.

Il medioevo delle cattedrali - Italia, viaggio nella bellezza. Documentario

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