La Concattedrale della Santissima Annunziata, nota anche come Duomo di Todi, è il più importante luogo di culto cattolico della città e concattedrale della diocesi di Orvieto-Todi. Situata sulla centrale Piazza del Popolo, domina dall’alto la piazza e rappresenta un punto di interesse fondamentale per il suo valore storico, architettonico e artistico.

L'Architettura Esterna della Cattedrale
L’edificio fu iniziato nel XII secolo e completato nel XIV. La chiesa sorse su un'area dove sorgeva un edificio di epoca romana, ma non è certo quando ebbe inizio la sua costruzione, anche se si pensa che essa sia avvenuta nel XI o più probabilmente nel XII secolo. L'abside fu la prima parte ad essere costruita, poi si procedette con l'edificazione del transetto, delle navate e forse della torre campanaria, che appare coeva. L'incendio del vicino Vescovado nel 1190, che avrebbe causato ingenti danni alla chiesa, avrebbe anche comportato parziali ricostruzioni negli anni seguenti. Il terremoto del 1246 comportò altri lavori nel ventennio seguente, opere ben documentate dal 1248 al 1269.
La facciata duecentesca, a coronamento orizzontale, tipico di molte chiese dell'Umbria, risale al XIII secolo ma fu oggetto di diverse modifiche, l'ultima nel Cinquecento, quando fu completata nei primi anni del Cinquecento. In pietra bianca e rosa di Assisi, è suddivisa verticalmente in tre parti da quattro lesene. Il pregevole rosone centrale, risalente al XVI secolo, venne iniziato nel 1515 e fu compiuto sotto il vescovo Billioti fra il 1517 ed il 1523; i suoi vetri furono sostituiti nell’Ottocento in occasione dei lavori di restauro che interessarono l’intero edificio. Si accede alla Cattedrale tramite un'ampia e suggestiva scalinata esterna, composta da 29 gradini, limitata lateralmente da due parapetti.
Il portale maggiore, con arcata a sesto acuto, ha un portone ligneo che era stato realizzato da Antonio Bencivenni nel 1513, ma fu quasi del tutto distrutto da un incendio nel 1623. La porta cinquecentesca era costituita da quattro pannelli superiori raffiguranti l'Annunziata, l'Arcangelo Gabriele, San Pietro e San Paolo e quattro inferiori con dei rosoni.
Le Decorazioni Misteriose delle Pareti Esterne
Anche se la facciata anteriore è certamente la più nota e ammirata del Duomo di Todi, vale la pena dedicare una passeggiata alla scoperta, tra via del Duomo e via del Vescovado, anche di quelle laterali e di quella posteriore che ospita la magnifica cripta. Ed è proprio nel corso di questa perlustrazione degli esterni della chiesa che si possono scoprire delle figure misteriose. Le pareti esterne sono infatti caratterizzate dalla presenza di decorazioni e figure in rilievo. Tra piccoli archi e colonnine si possono distinguere anche sculture raffiguranti creature mostruose, mascheroni e animali misteriosi.

L'Interno Imponente della Cattedrale
All’interno, la concattedrale presenta una struttura a croce latina. L'edificio è suddiviso in quattro navate: tre navate di maggiori dimensioni (delle quali la centrale è più larga e più alta) ed una quarta "navatina", voltata con crociere costolonate, aggiunta successivamente oltre quella laterale destra. Le tre navate centrali sono divise da due file di archi a tutto sesto sorretti da colonne con capitelli corinzi. Sia la navata maggiore, sia le due navate laterali, sono coperte con capriate lignee a vista.
Il transetto sopraelevato termina in un'abside semicircolare coperta con volta a crociera costolonata. Al di sopra dell’altare maggiore si trova un bellissimo Crocifisso dipinto su tavola, di scuola umbra, risalente alla metà del Duecento (XIII secolo). Nel braccio destro del transetto, si trova l'organo a canne. Lo strumento, costruito negli anni sessanta del XX secolo dalla ditta organaria Pinchi, riutilizza parte del materiale fonico di un precedente strumento di Angelo Morettini (1841). L'organo attuale, a trasmissione elettrica, ha due tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 32.
Vista la notevole altezza, non ci si stupisce che sotto la pavimentazione della Cattedrale si trovino vari ambienti concepiti per un utilizzo sepolcrale. La nomina di Angelo Cesi a vescovo di Todi nel 1566 dette l'inizio a una serie di importanti trasformazioni per la cattedrale: il vescovo promosse la costruzione delle volte interne e degli archi rampanti esterni, sopra i tetti delle navate laterali.
I Capolavori Affrescati di Ferraù Fenzoni
Dal punto di vista artistico, il vescovo Angelo Cesi affidò a Ferraù Fenzoni da Faenza (detto anche il Faenzone) la decorazione ad affresco di diverse aree della cattedrale, opere realizzate tra 1594 e 1599 che fecero dell'interno chiesastico una sorta di mostra personale del pittore. Dopo aver ottenuto un grande successo a Roma grazie a prestigiose commissioni, nell’ultimo decennio del Cinquecento Ferraù Fenzoni fu chiamato a Todi dal vescovo Angelo Cesi, che gli affidò la realizzazione di un grandioso ciclo decorativo per il Palazzo Vescovile e la Cattedrale. A lui si devono numerose opere all’interno della cattedrale.
Ferraù Fenzoni, Ferraù da Faenza , Giudizio universale Last Judgment, Todi Cathedral @manortiz46az
Il Giudizio Universale sulla Controfacciata
Intorno al 1596, Ferraù dipinse l’imponente e bellissimo affresco sulla controfacciata raffigurante il Giudizio Universale, uno dei suoi capolavori. Quest'opera, pur essendo in non buone condizioni, mantiene intatta la sua bellezza. Sono numerose le citazioni del Giudizio di Michelangelo nella Cappella Sistina, a cominciare dalle immagini del Cristo giudice che leva imperiosamente il braccio e pronuncia la sentenza e della Madre di Gesù che prega a mani giunte in una supplica d’intercessione per l’umanità. Gli angeli presentano al Signore i progenitori Adamo ed Eva, ora che la nuova alleanza ha superato il peccato originale e che il Limbo dei padri è stato aperto.

Nello spazio inferiore a sinistra è descritta la scena della risurrezione dei morti. I corpi fuoriescono dalla nuda terra o spezzano i coperchi dei sarcofaghi, si rianimano e rivolgono gli occhi al cielo in attesa della sentenza del giudice. I corpi più pesanti sono amorevolmente aiutati a sollevarsi grazie all’intervento di altri risorti. Nello spazio inferiore destro è invece rappresentato l’Inferno. Caronte traghetta i dannati sulla sua barca e li rovescia con violenza a colpi di remo tra le braccia dei diavoli nell’anticamera della fornace fiammeggiante. I demoni fanno da collettori dei reprobi: un demonio preleva un risorto direttamente dal sepolcro e se lo carica sulle spalle per portarlo all’Inferno; un secondo demonio sale addirittura in cielo a catturare una peccatrice; un terzo demonio placca una dannata che cerca nella fuga una via di scampo.
La Cappella Cesi
A sinistra del presbiterio si trova la Cappella Cesi, voluta dal vescovo Angelo Cesi ai primi del Seicento e decorata nel 1599 nella volta da affreschi di Ferraù Fenzoni. Dello stesso autore è anche il dipinto sito sull'altare della cappella.
Gli Affreschi dell'Abside (Perduti e la Testimonianza del Bozzetto)
Ferraù Fenzoni fu anche l'autore degli affreschi dell’abside: l’Annunciazione nel catino e Profeti, Evangelisti, Adorazione dei pastori, Adorazione dei Magi sulle pareti. L’abside fu distrutta durante i restauri ottocenteschi e, insieme con le sue decorazioni, andarono perduti anche l’Entrata di Cristo in Gerusalemme e la Strage degli Innocenti.
Nella calotta, Ferraù concepisce l’Annunciazione come una scena alla quale partecipano i Profeti che l’avevano rivelata. Ad essa assiste, dall’alto, Dio Padre, accompagnato dalla colomba dello Spirito Santo e angeli musicanti, immersi in un’intensa luce dorata. Il bozzetto giunto in Galleria diventa così una testimonianza di prim’ordine per la conoscenza della decorazione absidale della Cattedrale.
Altre Opere Artistiche nella Concattedrale
Lungo la navatina sulla destra si trovano un affresco staccato con la Trinità e una Maria Maddalena dello Spagna e la tavola Madonna col Bambino e i Ss. Caterina d'Alessandria e Rocco, eseguita intorno al 1516 da Giannicola di Paolo. Questo dipinto è lo studio preparatorio per la decorazione del catino absidale della Cattedrale di Todi; acquistato nel 2019 dallo Stato Italiano, per i suoi legami con il territorio è stato assegnato alla Galleria Nazionale dell’Umbria.
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