La Chiesa di Santa Maria Maddalena a Rennes-le-Château: tra storia e mistero

Rennes-le-Château, un piccolo borgo dell'Aude ai piedi dei Pirenei, è un luogo intriso di mistero che attrae decine di migliaia di turisti ogni anno. Chi giunge qui è guidato dalla forza evocativa del racconto e del mito, dal richiamo di leggende che sussurrano di conoscenze occulte e di tesori inestimabili. La sua fama è cresciuta esponenzialmente dopo essere stato menzionato nel best-seller di Dan Brown “Il Codice da Vinci”, diventando un punto di riferimento per gli amanti dell'esoterismo e della storia enigmatica.

Il cuore di questo mistero è la Chiesa di Santa Maria Maddalena, un edificio di dimensioni ridottissime restaurato dal parroco Bérenger Saunière alla fine dell'Ottocento. Si narra che Saunière, durante i lavori di rifacimento della chiesa, abbia fatto una scoperta sensazionale, la quale gli permise di spendere enormi cifre per i suoi progetti edilizi, rinnovando la chiesa e facendo edificare per sé una sfarzosa residenza privata, Villa Bethania, con la Tour Magdala e un grande giardino. Cosa scoprì davvero l’Abbé Saunière nei sotterranei della chiesa? Dove reperì i fondi per la costruzione delle sue enormi proprietà?

Veduta panoramica di Rennes-le-Château con la chiesa in evidenza

L'arrivo di Bérenger Saunière e il contesto storico

Il primo giugno del 1885, all’età di trentatré anni, Bérenger Saunière giunse a Rennes-le-Château come nuovo parroco. All'epoca, la chiesa di Santa Maddalena e gli annessi locali versavano in uno stato di grande precarietà: le vetrate erano state spazzate via da una tempesta, il tetto era forato e la volta minacciava di crollare. Anche la casa parrocchiale era inagibile, tanto che Saunière dovette chiedere ospitalità a un’anziana signora, Antoinette Marre, per tre anni.

Inizialmente, Saunière svolgeva le normali mansioni di un parroco, celebrando la messa, i vespri e occupandosi del catechismo. Nonostante la sua corporatura alta, il portamento impostato e le omelie schiette gli avessero subito conquistato la fiducia dei parrocchiani, i quaderni di guadagni e spese custoditi al Musée Domaine de l’Abbé Saunière rivelano che non era affatto ricco e poteva contare solo su uno stipendio trimestrale di duecentoventicinque franchi. Già nell’ottobre del 1885, Saunière manifestò la sua tendenza politica antirepubblicana, che gli valse la sospensione dello stipendio da parte del ministro dell’Istruzione Pubblica, delle Belle Arti e dei Culti, René Goblet. Fu costretto ad accettare la carica di professore presso il Petit Séminaire di Narbona, per poi essere reintegrato nel servizio il 1º luglio 1886 su richiesta dei parrocchiani.

I restauri della chiesa e le prime scoperte

Con gran fatica, Bérenger Saunière riuscì a racimolare i fondi per l’avvio dei lavori di ristrutturazione della chiesa di Santa Maddalena. La necessità di rimettere in sesto le strutture parrocchiali era stata più volte sollecitata dal vescovo di Carcassonne, ma il comune di Rennes-le-Château si era rifiutato di contribuire, lasciando ogni facoltà al parroco di provvedere a sue spese. Questa autonomia decisionale si rivelò cruciale.

All’inizio del 1887, l’Abbé Saunière affidò a maestranze specializzate l’incarico di rimuovere la vecchia pavimentazione di Santa Maddalena e di posarne una nuova. Non è chiaro se Saunière fosse pienamente consapevole dell’antichissima storia di quel luogo sacro. Recenti scavi archeologici hanno rivelato che una prima cappella a uso funerario, dedicata a Santa Maria, sorse sul luogo alla fine dell’VIII secolo, commissionata da Guillaume de Razès, primo conte di Rhedae (antico nome di Rennes-le-Château). Nel 1887, tracce di questo edificio erano ancora visibili presso il presbiterio, con decorazioni simili a quelle del monastero benedettino di St. Guilhem-le-Désert, fondato proprio da Guillaume de Razès.

Disegno ricostruttivo della prima cappella di Santa Maria

Il culto di Maria Maddalena e la sua rappresentazione nella chiesa

Secondo una tradizione medievale, Maria Maddalena giunse in Francia dopo l’ascensione di Cristo. Questa leggenda, diffusasi nei primi decenni dell’XI secolo su impulso di Geoffroy, abate di Vézelay, fu arricchita da testi agiografici che sostenevano che le spoglie di Maria Maddalena fossero custodite proprio a Vézelay. La leggenda racconta che i primi discepoli di Cristo, tra cui Maria Maddalena, Lazzaro e Marta, furono caricati su una barca senza remi e lasciati naufragare nel Mediterraneo, approdando poi a Marsiglia, da dove iniziarono a evangelizzare la Francia.

È interessante notare che la figura della Maddalena sia confusa dalla tradizione con quella di Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro. Questa interpretazione dei Vangeli, avviata da un’omelia di Gregorio Magno nel 591, si riscontra anche nelle decorazioni della chiesa di Rennes-le-Château. Un altro importante luogo legato al culto di Maria di Magdala in Francia è la grotta naturale della Sainte-Baume, dove la santa si ritirò in eremitaggio per trent’anni. Non lontano sorge la basilica di Saint-Maximin, dove nel 1279 vennero ritrovate le presunte spoglie di Maria Maddalena e di San Massimino.

Rappresentazione di Maria Maddalena nella grotta della Sainte-Baume

La "Dalle des Chevaliers" e le pergamene misteriose

Saunière intuì l’antico passato della chiesa quando, durante il rifacimento della pavimentazione, venne alla luce una misteriosa lastra di pietra, denominata Dalle des Chevaliers. A causa del cattivo stato di conservazione, le scene rappresentate sono state oggetto delle più svariate congetture. Si intravedono figure di uomini e di cavalli, il che ha suggerito l'ipotesi che a Rennes-le-Château vi fossero i Templari e che sotto la pietra avessero sepolto un tesoro. Tuttavia, è più verosimile che facesse parte dell’iconostasi o fosse l’ancona scolpita dell’altare maggiore, rappresentando una Fuga in Egitto e una Strage degli Innocenti, coerente sia con la dedicazione della chiesa a Santa Maria sia con il luogo del ritrovamento ai piedi dell’altare.

Nel 1887, Saunière commissionò nuove vetrate istoriate con un ciclo figurativo incentrato su Maria Maddalena, e un nuovo bassorilievo per l'altare, raffigurante la santa inginocchiata davanti alla croce nella grotta della Sainte-Baume, accompagnata da un teschio e un libro. Durante i lavori di sostituzione del vecchio altare, che era stato ricostruito più volte (l'ultima intorno alla metà del XVIII secolo), accadde qualcosa di significativo. Un campanaro raccolse "un vecchio pezzo di legno, simile all’estremità di una capriata, che emergeva dal mucchio di macerie". Questo pezzo di legno si aprì rivelando "piccoli frammenti di ossa e un pezzo di carta arrotolata".

Sul contenuto di questi scritti si è favoleggiato tantissimo, ipotizzando che rivelassero al sacerdote il nascondiglio di un tesoro. Tuttavia, la piccola mortasa scoperta nel pilastro riutilizzato da Saunière come basamento per una statua della Madonna di Lourdes suggerisce che i manoscritti fossero minuti. È molto probabile che contenessero la data della consacrazione dell'altare e i nomi dei partecipanti, come era usanza fin dai primi secoli del Cristianesimo, spesso accompagnati da frammenti ossei di un santo. L'abate, evidentemente, non diede importanza al ritrovamento, giacché nulla annotò sui suoi diari. Nonostante ciò, non passò molto tempo prima che si iniziasse a sostenere che Saunière fosse diventato ricco grazie a queste pergamene. Al di là delle congetture, non è escluso che indicassero la collocazione dell’antica cripta, ovvero il sepolcro dei d’Hautpoul, signori di Rennes-le-Château, un locale ancora in uso nel 1695.

Dettaglio della Dalle des Chevaliers

La cripta dei d'Hautpoul e il "calderone di oggetti brillanti"

Saunière scoprì l’esistenza della tomba dei signori durante i lavori di demolizione di un altare laterale dedicato a Maria Vergine, fatto collocare dal cappellano Jean Bigou. Si narra che "dopo la demolizione dell’altare, una pietra fu parzialmente sollevata. […] l’abate Saunière congedò i due muratori presenti col pretesto che era ora di mangiare. Ma questi ultimi ebbero il tempo di scorgere un calderone pieno di oggetti brillanti". La lastra davanti all’altare laterale copriva con ogni probabilità l’antico accesso alla cripta dei Signori di Rennes-le-Château. Tuttavia, il tenore di vita di Saunière non cambiò affatto negli anni immediatamente successivi, suggerendo che gli oggetti non fossero di grande valore.

La scoperta, e forse l’idea di trovare qualche monile di valore, spinsero Saunière a cercare un altro accesso alla cripta, effettuando scavi nella piazzetta antistante la chiesa. Nel febbraio del 1891, con la scusa di dovervi installare una statua della Madonna di Lourdes, ottenne il permesso di recintare l’area, occultando così vanghe e picconi alla vista dei sospettosi cittadini. Già nei decenni successivi si rincorrevano molte voci: il sacerdote aveva trovato il tesoro dei Catari custodito a Montségur prima della caduta del 1244, o quello leggendario dei Templari? Noel Corbu, curatore delle eredità di Saunière, raccontava che le pergamene dell’altare avevano rivelato al parroco il nascondiglio degli ori di Bianca di Castiglia, nascosti per evitare che venissero sottratti durante la Crociata dei pastori del 1251.

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Simbolismo e misteri nella Chiesa di Santa Maria Maddalena

La Chiesa di Santa Maria Maddalena, restaurata da Saunière, è il fulcro di molte interpretazioni esoteriche. All’ingresso, gli elementi curiosi sono l’iscrizione "Terribilis est locus iste" (questo luogo è terribile) e la Croce del Silenzio disposta al contrario. L'iscrizione, di origine biblica (Genesi 28,17), è inconsueta all'ingresso di una chiesa e ha alimentato molte speculazioni.

Varcata la porta, salta immediatamente all’occhio il demone che regge l’acquasantiera: si tratta di Asmodeo, custode del tempio di Gerusalemme. Sopra di esso quattro angeli e un’iscrizione di 22 lettere, un numero che ricorre anche nella Torre Magdala e nel cimitero. La statua di Asmodeo è stata più volte danneggiata da turisti, forse alla ricerca di qualcosa al suo interno, ed è ora protetta da una teca di vetro. Il demone è inginocchiato sulla gamba sinistra, soggiogato dal peso dell’acquasantiera; la mano destra è chiusa a cerchio, come se un tempo reggesse un bastone (forse un tridente?), oggi scomparso; la sinistra è aperta e appoggiata al ginocchio destro. Sull'ala sinistra del demone ci sono dei segni che sembrano graffi. Sopra la vasca sono rappresentati due rettili (probabilmente basilischi, simbolo alchemico del fuoco devastatore) ai lati di una decorazione circolare che riporta le due lettere "BS".

La simbologia del complesso è abbastanza trasparente. Gli elementi sono stati associati ai quattro elementi naturali: il diavolo alla terra, l’acquasantiera all’acqua, i rettili al fuoco e gli angeli all’aria. Le iniziali "BS" sono state interpretate come quelle di Bérenger Saunière, ma anche come richiamo a Bernadette Soubirous (la veggente di Lourdes) o alla Vergine del Buon Soccorso, venerata a Puivert. I quattro angeli fanno il segno della croce nel modo insegnato a Bernadette Soubirous dalla Vergine di Lourdes, con gesti ampi. Il complesso statuario nella sua interezza, con il demone in ginocchio sotto il segno della croce e la legenda "Par ce signe tu le vaincras" (con questo segno tu lo vincerai), indicava la vittoria della fede cristiana sull’anticlericalismo repubblicano dell’epoca, un messaggio esplicito di Saunière, convinto antirepubblicano. Un'altra interpretazione suggerisce che la presenza del diavolo fosse una risposta ironica di Saunière agli abitanti del villaggio, che lo accusavano di intrattenere rapporti con il diavolo per la sua improvvisa prodigalità e i misteriosi lavori notturni nel cimitero.

La statua del demone Asmodeo con l'acquasantiera

All'interno della chiesa, un’insolita Via Crucis presenta alcune stazioni non propriamente tradizionali. Le statue della Chiesa, se osservate con una successione ad M, andrebbero con il loro nome a comporre la parola GRAAL. Inoltre, i raggi del sole attraverso le finestre colpiscono punti precisi durante alcuni giorni dell’anno, ad esempio il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio, le luci si posano proprio sulla statua del Santo.

Il nuovo pavimento è composto da 64 lastre quadrate bianche e nere alternate a formare una scacchiera, orientate verso i 4 punti cardinali. Una curiosità notata è che tutte le statue hanno lo sguardo rivolto verso il basso, verso il pavimento. Le iniziali dei santi (Germana, Rocco, Antonio, Antonio, Luca) formano, secondo alcune interpretazioni, la parola GRAAL, con un ordine degli Evangelisti che non prevede Luca per ultimo, un piccolo mistero. Sull’arco della cupola sono scolpiti vari simboli dell’Ordine dei Rosacroce e otto grifoni, che secondo alcune interpretazioni dovrebbero indicare che Gesù aveva un fratello gemello, poiché il Bambino è tenuto da San Giuseppe su una mano diversa rispetto a quella con cui lo tiene la Madonna. La croce con rami viene sempre paragonata all’albero genealogico. Ai lati dell’ingresso due colombe ricordano i Catari.

I possedimenti dell'Abate Saunière: Villa Bethania e Tour Magdala

I possedimenti dell’Abate Saunière, oggi un complesso museale a pagamento, includono la sua tomba (spostata dal cimitero al giardino per motivi di conservazione), il Giardino (Superiore e Inferiore), la Voliera o Torre Serra, la Torre Magdala e Villa Betania. All'interno del museo sono raccolti documenti e fotografie originali che raccontano la storia dell'abate, oltre alla ricostruzione dell'ambientazione della sua casa e reperti come la lapide della Marchesa di Hautpoul Blachefort.

Torre Magdala

La Torre Magdala, realizzata in stile neogotico a strapiombo, fu costruita per volere di Saunière sui terreni acquistati dall’abate. Originariamente concepita come biblioteca, è a due piani con una garitta merlata. Al piano terra c'è una camera da letto per l'abate e al primo piano la sua biblioteca. Dal tetto della Torre Magdala, da un balcone panoramico, si gode una splendida vista sulla valle sottostante e sui Pirenei.

La Torre Magdala a Rennes-le-Château

Villa Betania

Villa Betania, in stile Rinascimentale, fu fatta costruire da Saunière tra il 1901 e il 1905 sui terreni acquistati e intestati alla sua serva Marie Dénarnaud. L’intenzione dichiarata di Saunière era quella di farla diventare un ospizio per i sacerdoti in pensione con una cappella privata sul lato ovest. Anche qui numerosi sono i simboli decorati al suo interno, che si presenta sfarzoso per l’epoca e il contesto in cui si trovava.

Villa Betania con il suo giardino

Il borgo medievale e i dintorni

Dopo aver esplorato i misteri di Rennes-le-Château, vale la pena fare una passeggiata nel piccolo borgo, tra i suoi viottoli in pendenza. Gli edifici in pietra e le graziose insegne fanno da contorno a un luogo che, nonostante la fama, resta esente dal trambusto del turismo di massa, mantenendo la tranquillità di un piccolo paese dal sapore d’un tempo. Tra le dimore, si può scorgere la sagoma del Castello di Hautpoul, eretto prima della Chiesa di Santa Maria Maddalena e attualmente non visitabile.

Per i visitatori in camper, poco prima del centro abitato è stata adibita un’area camper gratuita (GPS 42.925736, 2.263837), dove è possibile fermarsi dalle 7:00 alle 22:00. Vige il divieto di sosta notturna. Più avanti, in prossimità del centro, vi è un secondo parcheggio a pagamento per auto.

Rennes-le-Château si trova nella zona dei Castelli Catari. Nelle vicinanze si possono visitare il Castello di Puivert (27 km), Puilaurens (33 km), Peyrepertuse (42 km sud est), Queribus (45 km) con il borgo di Cucugnan, Montségur (il più noto, a 52 km a ovest) e il complesso di 4 castelli di Lastours (63 km a nord). Per le famiglie con bambini, a 8 km da Rennes-le-Château, nel comune di Esperaza, si trova Dinosauria, un Museo tematico sui Dinosauri. A 60 km a nord-est si trova il borgo di Lagrasse, classificato tra i Paesi più belli di Francia. Infine, sulla via del ritorno o dell’andata, da non perdere è la Cittadella Fortificata di Carcassonne, un luogo da fiaba inserito tra i Siti Patrimonio Unesco.

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