Il dipinto La chiesa di Auvers (originale: L'église d'Auvers-sur-Oise) di Vincent Van Gogh è una delle opere più celebri dell'artista, realizzata durante gli ultimi mesi della sua vita. Quest'opera non solo cattura l'immagine di un edificio iconico, ma trasmette anche il profondo stato d'animo dell'artista.

Contesto della Creazione
Vincent Van Gogh (1853-1890) fu un pittore olandese, tra i più importanti del XIX secolo. In pochi anni di attività, dipinse quasi novecento quadri e realizzò più di mille disegni, influenzando profondamente l’arte del Novecento con la sua arte fortemente espressiva.
Vincent fu sempre un uomo difficile, angosciato e, come tale, distruttivo per sé stesso e per gli altri. Tutti lo consideravano bizzarro, ma per molti era proprio matto e così la gente lo evitava, portandolo a soffrire tantissimo di solitudine. Poco prima del Natale 1888, in preda a una crisi, Vincent si tagliò l’orecchio sinistro. Venne prima ricoverato presso l’ospedale di Arles, poi nell’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy, dove dipinse capolavori intensi, tra cui La notte stellata.
Nel 1890, Van Gogh si trasferì ad Auvers-sur-Oise, una località a una trentina di km da Parigi, su consiglio dell’amico Camille Pissarro. La sua scelta era motivata dalla necessità di essere curato dal dottor Paul Gachet, un medico pittore amico degli impressionisti, che si prese cura di lui. Ad Auvers, il suo equilibrio psichico era molto compromesso; la vita gli appariva come bloccata dal dolore.
Fu qui, ad Auvers, appena un mese prima di morire, che Van Gogh volle dipingere la piccola chiesa del paese, dedicata a Notre-Dame, un minuscolo edificio gotico del XII-XIII secolo. Questo dipinto risale proprio all’ultimo anno di vita dell’artista, infatti Van Gogh dipinse quest’opera tra maggio e giugno del 1890, un mese prima di ferirsi mortalmente con un colpo di pistola il 29 luglio 1890.
Analisi dell'Opera: "La Chiesa di Auvers"
Descrizione del Dipinto
Il quadro, intitolato La chiesa di Auvers, è un olio su tela di 94 x 74 cm, conservato nel Musée d’Orsay di Parigi. Van Gogh scelse una veduta absidale per rappresentare la chiesa. Al centro del dipinto domina l’edificio della chiesa che si staglia contro il cielo blu scuro. In basso, il terreno è coperto da una fitta vegetazione illuminata dal sole.
A partire dal bordo inferiore del dipinto divergono due stradine che corrono ai lati opposti della chiesa. Sulla strada di sinistra cammina una contadina. Sullo sfondo, alcune piante in fiore e sabbia con il riflesso rosa del sole.
Stile e Tecnica
In questo dipinto, Vincent Van Gogh abbandonò l’idea di dipingere oggetti con una massa identificabile, concentrandosi sulla trasmissione delle sue sensazioni. L’immagine della Chiesa di Auvers-sur-Oise è infatti un po’ deformata; l’edificio sembra oscillare in seguito a delle pressioni atmosferiche. Le sue forme sono fluide e ondulate, con un effetto vagamente ipnotico.
L'artista, che inizialmente utilizzava una gamma cromatica molto cupa, aveva da tempo adottato una tavolozza più brillante, sperimentando l’intensità del colore puro e della linea, allontanandosi dalla pittura realista. I colori utilizzati per la chiesa di Auvers sono cupi e inquietanti. Il cielo è di un blu leggermente chiaroscurato in alto, con alcune pennellate nere che indicano la presenza di nubi. Il prato è di un verde intenso e tendente al giallo, picchiettato di macchie bianche e chiare, che rendono l’impressione di movimento della massa vegetale. La chiesa è fredda, tendente al grigio e all'azzurrino, con una macchia di arancio puro sulla destra.
L’illuminazione proviene dal retro della chiesa, che è in controluce come la facciata. Il sole si intravede solo nel primo piano, dove cammina la donna. Lo spazio è determinato dalla progressiva diminuzione della larghezza delle stradine che serpeggiano in profondità, e anche la direzione del cammino della contadina crea una progressione psicologica e ottica verso il fondo.
La superficie dipinta non è regolare poiché Van Gogh utilizzò colori puri non distesi sulla tela, applicandoli con pennellate modellanti che creano un forte impasto. Lo stile dell'artista in questo caso prevede pennellate che modellano la pasta colorata direttamente. Questo effetto è simile agli studi che aveva fatto a Nuenen della vecchia torre del cimitero, ma con un colore ora "più espressivo, più sontuoso".
Negli stessi giorni in cui Vincent dipingeva questa chiesa, realizzò anche Campo di grano con volo di corvi, oggi conservato al Van Gogh Museum di Amsterdam, dove il bivio è sempre protagonista, ma le strade rappresentate sono tre.
Vincent van Gogh — Una vita di dolore, un'eredità da miliardi | Documentario
L'Espressione dell'Anima dell'Artista
L’intento del pittore non era quello di riprodurre fedelmente la graziosa chiesa in stile gotico del paesino, ma di trasmettere le sue sensazioni. La terra si agita e in tal modo esprime l’agitazione interiore dell’artista. Questa visione della chiesa appare distorta, quasi tremolante, instabile, proprio come l’animo dell'artista in quel periodo.
Non sorrideva mai, era sempre trasandato, con capelli rossi arruffati e barba incolta. Sappiamo che in Van Gogh il pessimismo esistenziale, oramai radicato in modo profondo e inestirpabile, conviveva a fatica con una fede coltivata negli anni, contrastata, vacillante ma mai del tutto ricusata.
Il Richiamo a Søren Kierkegaard
Questa particolare posizione esistenziale richiama il pensiero del filosofo e teologo ottocentesco Søren Aabye Kierkegaard (1813-1855), considerato da molti studiosi il precursore dell’esistenzialismo. Profondamente segnato da alcuni lutti familiari e soprattutto dalla rigidissima educazione impartitagli dagli anziani genitori, Kierkegaard fu, come Vincent, un uomo profondamente introspettivo e malinconico.
Secondo Kierkegaard, la dimensione esistenziale dell’uomo è segnata dalla disperazione, dall’angoscia e dal senso di inadeguatezza. La disperazione nasce da un rapporto serio dell’uomo con sé stesso, l’angoscia da un rapporto serio dell’uomo con il mondo, il senso di inadeguatezza dall’impossibilità dell’uomo di essere autosufficiente senza Dio. Dio costituisce l’unica possibilità infinitamente positiva. L’uomo che ha fede riconosce la sua insufficienza ma non la vive come un peso perché accetta la sua dipendenza da Dio.
Chi crede sa che non è suo compito compiere il possibile: egli non si determina da sé. Davanti a tante circostanze della vita, anche faticose e dolorose, esiste quindi una possibilità di riscatto. È come se l’angoscia e la malinconia, che connotano per il filosofo la condizione umana, portassero con sé la promessa di un Bene maggiore: una domanda di senso che non può non lasciarci indifferenti e ci spinge a cercare una risposta. Certo, l’affidamento totale a Dio è paradossale e scandaloso, una scelta che non può essere giustificata razionalmente in alcun modo e che rappresenta un rischio assoluto.
La Chiesa di Auvers-sur-Oise Oggi: Un Patrimonio in Pericolo
La chiesa romanica di Notre-Dame de l’Assomption, il simbolo di Auvers-sur-Oise resa celebre dal dipinto di Van Gogh, è purtroppo in pericolo. L’umidità minaccia seriamente la sua struttura, tanto che piove nella navata e alcuni intonaci cominciano a cadere. La cittadina francese, a una trentina di km da Parigi, ha lanciato un appello per salvare la chiesa, che è davvero in un cattivo stato di conservazione e necessita di un restauro urgente per evitare maggiori danni all’edificio.
La notizia è stata riportata dal quotidiano “Le Figaro”, e sembra che il progetto di restauro ammonti a circa 600mila euro. L’intervento sarà pagato in parte dallo Stato e in parte dalla regione. Tuttavia, questa somma non è ora nelle disponibilità del municipio di Auvers-sur-Oise, che è proprietario dell’edificio sacro.
Il sindaco della cittadina, Isabelle Mézières, ha quindi lanciato un appello pubblico ai francesi per raccogliere donazioni attraverso la Fondation du Patrimoine. Più di 2mila euro sono stati già raccolti in breve tempo, dimostrando il valore che questa chiesa riveste non solo per la comunità locale ma anche per l'eredità culturale mondiale.
