Tra le nebbie del Reno, svetta il Duomo di Colonia, maestoso pilastro di pietra che unisce la città al cielo, ponte simbolico tra l’uomo e la dimensione del divino. La grande costruzione gotica, frutto di secoli di storia, arte e devozione, incarna l’aspirazione medievale a trascendere la materia per cercare il sacro.

Le Origini e la Missione del Duomo
La Cattedrale di Colonia fu concepita come un imponente reliquiario per ospitare le spoglie dei Re Magi, giunte a Colonia nel XII secolo, segno tangibile dell’intervento di Dio nella storia dell’uomo. Tuttavia, il progetto del Duomo gotico rispondeva anche, e soprattutto, a una precisa finalità politica. Come infatti quegli antichi sovrani avevano riconosciuto Cristo, così i re della terra erano chiamati a sottomettersi all’autorità dell’imperatore, vero custode e difensore della Chiesa.
Il Duomo di Colonia sorge sullo stesso luogo in cui, agli albori del IV secolo, si riuniva la prima comunità cristiana della città, come dimostrato dagli scavi archeologici. Questo piccolo nucleo di fedeli celebrava le proprie liturgie in una domus ecclesiae, un ambiente domestico non ancora elevato a edificio di culto, pressappoco dove si trova oggi il coro gotico. Qui sono riemersi i resti murari di un fonte battesimale a vasca ottagonale, dove i catecumeni ricevevano il battesimo per immersione.
Dalle fonti storiche sappiamo inoltre che a quel tempo a Colonia vi fosse già un vescovo, Materno. La sua presenza è attestata al sinodo del 313, convocato a Roma da Costantino per risolvere la controversia dei donatisti, e a quello di Arles dell’anno seguente.
Dopo un breve periodo in cui tornò sotto il controllo romano, i re merovingi ripresero definitivamente la città nel 462. Quando il grande Clodoveo I si fece battezzare a Reims intorno al 496, i Franchi si convertirono al cattolicesimo. Fu così che a Colonia si poté finalmente edificare una cattedrale. L’edificio, costruito durante il regno di Teodeberto I (504-548), fu innalzato su una collina nell’area della domus in cui si svolgevano le antiche liturgie cristiane. Un piccolo battistero a pianta cruciforme, eretto in corrispondenza della porzione absidale, inglobò invece il fonte battesimale paleocristiano. Sappiamo che la cattedrale era adibita per ospitare le tombe della famiglia reale d’Austrasia.
L'Epoca Carolingia e l'Ampliamento della Cattedrale
Nel 795, sotto l’episcopato di Hildebold, una delle figure religiose più importanti del tempo e stretto consigliere di Carlo Magno, Colonia fu elevata a sede metropolitana. Per riflettere questo nuovo rango, segno del prestigio religioso e del potere carolingio nella regione renana, si decise di ampliare la cattedrale. Non è noto, tuttavia, se i lavori di costruzione siano stati avviati da Hildebold (795-818) o da uno dei suoi successori, forse Gunthar (850-863). In ogni caso, nell’857 l’opera doveva essere già a buon punto. L’edificio, ormai completato, venne consacrato dall’arcivescovo Williberto alla presenza dell’imperatore Ludovico il Germanico il 27 settembre dell’870 o dell’873.
La chiesa era provvista di tre navate lunghe quasi cento metri e di due cori semicircolari con transetti adiacenti, contrapposti a ovest e a est, come di consueto nelle basiliche imperiali, dedicati rispettivamente a San Pietro e a Santa Maria. L’abside occidentale era fiancheggiata da torri e forse introdotta da un atrio porticato, sul modello della basilica costantiniana di San Pietro a Roma. L’ultimo ampliamento della cattedrale carolingia, che vide l’aggiunta di altre due navate laterali, si deve invece al potente arcivescovo Bruno (953-965), fratello dell’imperatore Ottone I.
La cattedrale carolingia rimase in uso, senza subire grandi cambiamenti, per i due secoli successivi. Ma, già a partire dalla metà del XII secolo, incominciò a risultare sempre meno adeguata al crescente prestigio della città.
L'Arrivo delle Reliquie dei Re Magi e l'Inizio del Duomo Gotico
Prestigio che si accrebbe enormemente quando, il 23 luglio 1164, l’arcivescovo Rainaldo di Dassel traslò nella cattedrale le preziose reliquie dei Re Magi che l’imperatore Federico Barbarossa aveva fatto prelevare dalla basilica di Sant’Eustorgio a Milano durante la sua discesa in Italia contro i comuni ribelli.
Il gesto aveva un valore simbolico enorme per l’epoca e costituiva un vero e proprio manifesto politico e spirituale. Per Federico Barbarossa, possedere le spoglie dei primi sovrani che avevano riconosciuto Cristo costituiva un modo per sacralizzare l’autorità imperiale e rivendicare, in chiave politica, la supremazia del potere imperiale rispetto al papato. In tal modo l’Imperatore si presentava come erede della tradizione carolingia. Con le spoglie dei Magi, la cattedrale di Colonia si elevava a santuario imperiale, divenendo una delle principali mete di pellegrinaggio in tutta Europa. Il popolo, infatti, attribuiva a queste sacre reliquie grandi miracoli di guarigione e poteri straordinari.
Sul finire del secolo, l’orafo francese Nicolas de Verdun realizzò con la sua bottega la sfarzosa arca d’oro che ancora oggi le custodisce. La cassa, rivestita di lamine d’argento e rame dorato, è ornata di gemme preziose.
L’aumento dei fedeli rese necessaria la costruzione di una cattedrale ancora più grande, degna di poter ospitare delle reliquie così importanti per la cristianità. La prima pietra del nuovo edificio fu posata dall’arcivescovo Corrado di Hochstaden il 15 agosto del 1248.
Il Duomo di Colonia, concepito come un monumentale reliquiario di pietra, avrebbe dovuto superare in altezza ogni altro edificio conosciuto. Inoltre, nella visione dell’arcivescovo, era destinato a ospitare le future incoronazioni degli imperatori. Pertanto, all’architetto Gerhard von Rile, magister operandi della costruzione, fu affidato il compito di erigere una cattedrale regale nello stile che più si avvicinava a questa aspirazione di grandezza: il gotico.
L'Architettura Gotica del Duomo
Il progetto previde l’edificazione del Duomo in pietra trachitica locale, relativamente tenera e facilmente lavorabile. La pianta, impostata a croce latina, comprendeva originariamente tre navate, successivamente ampliate a cinque. La copertura fu affidata a volte a crociera ogivali costolonate, secondo i canoni del gotico maturo.
I lavori ebbero inizio dal coro, concepito con doppio deambulatorio e sette cappelle radiali, le cui proporzioni e volumi rimandano alla leggerezza del gotico rayonnant della Sainte-Chapelle di Parigi. All’interno di queste cappelle, ornate da vetrate policrome - tra cui la più antica con episodi della Bibbia - vennero traslate le spoglie degli arcivescovi già sepolti nella precedente cattedrale carolingia. Tra essi trovò riposo anche Corrado di Hochstaden, nel 1261.
La costruzione proseguì sotto la direzione del capomastro Arnold, che entro il 1304 portò a compimento il presbiterio. Il coro, slanciato e luminoso, è sostenuto da pilastri a fascio e articolato su tre livelli sovrapposti: al pianterreno si aprono strette arcate, al livello intermedio corre un triforio con bifore e, in alto, si staglia il cleristorio traforato da grandi finestre lanceolate.
A partire dal 1308 subentrò nel cantiere il figlio di Arnold, Johannes. A lui si deve la definizione del programma iconografico e decorativo, concepito per prefigurare ai fedeli la visione santa della Gerusalemme celeste. In questi anni vennero installate le vetrate policrome, animate da figure dai colori vivaci: i Re di Giuda, imberbi, e i ventiquattro vegliardi dell’Apocalisse, barbuti. Le vetrate alleggeriscono la struttura architettonica e consentono di sublimare la materia, diffondendo negli interni del Duomo una luce mistica e soffusa, quasi irreale.
Il deambulatorio del coro fu concepito come un piccolo percorso di pellegrinaggio che i fedeli percorrevano per pregare davanti alle tombe degli arcivescovi e, soprattutto, innanzi al Reliquiario dei Magi. Una volta completato il coro, si diede inizio alla costruzione delle navate laterali.

La Facciata Occidentale e le Vicende Costruttive
Nel frattempo, a partire dal 1353, l’architetto Michele di Savoia incominciò i lavori per l’edificazione della facciata occidentale. Il prospetto, completato solo diversi secoli dopo seguendo i disegni originali, è uno dei più imponenti e armoniosi dell’architettura gotica. La facciata si alleggerisce progressivamente verso l’alto, districandosi in uno straordinario intreccio architettonico composto da contrafforti, finestre traforate, nicchie, guglie e pinnacoli.
A piano terra si aprono tre grandi portali strombati, sormontati da cuspidi e decorati con scene bibliche e sculture di profeti, apostoli, re e santi.
Nei decenni successivi, la costruzione del Duomo di Colonia proseguì con alterne vicende e la direzione passò di mano in mano a diversi capimastri. Tuttavia, con il tempo, le difficoltà finanziarie e i mutamenti politici rallentarono progressivamente l’avanzamento dell’opera. Inoltre, all’inizio del Cinquecento, il gotico non rispondeva più agli ideali di armonia e bellezza che, nel frattempo, avevano ispirato il Rinascimento. Così, l’entusiasmo per la costruzione della cattedrale si affievolì. Per oltre trecento anni, l’edificio rimase incompleto, venerato come il santuario delle reliquie dei Magi, ma anche malinconica testimonianza di un sogno architettonico irrealizzato.

La Ripresa dei Lavori e il Completamento
Soltanto nel XIX secolo, con il Romanticismo e un rinnovato interesse per l’arte medievale, maturarono le condizioni per la ripresa dei lavori. Nel 1842, il re di Prussia Federico Guglielmo IV diede avvio alla solenne ricostruzione nel pieno rispetto dell’originale progetto gotico di Gerhard, grazie alla conservazione dei disegni medievali.
I lavori terminarono, dopo 40 anni, nel 1880. La costruzione del Duomo di Colonia, iniziata nel 1248, fu completata nel 1880, dopo oltre sei secoli. L’edificio, realizzato in stile gotico secondo lo schema delle cattedrali della Francia del Nord ma elevandone ulteriormente la verticalità, è dedicato ai Tre Re Magi. Nel reliquiario realizzato fra il 1180 e il 1230 su disegno di Nicolas de Verdun sono conservate quelle che si riteneva fossero le loro spoglie.
Il coro fu terminato nel 1322 e le sue guglie gemelle, alte 156 metri, furono iniziate nel 1310. Le torri campanarie, alte ben 157 metri, dominano la facciata della chiesa. Al termine del cantiere, il Duomo di Colonia risultava essere la struttura più alta del mondo, mentre attualmente ha perso tale primato conservando, però, quello di facciata più grande per una struttura religiosa.

Il Duomo di Colonia Oggi: Manutenzione e Tesori
Il Duomo di Colonia è la seconda cattedrale più alta della Germania dopo il Duomo di Ulm, in quanto le sue torri cuspidate si ergono per un’altezza di ben 157 metri. Patrimonio Unesco dal 1996, quest’architettura in stile gotico tedesco viene visitata ogni anno da circa sei milioni di persone e risulta una delle attrazioni più viste della Germania (oltre a essere tra le chiese più suggestive del paese).
Sebbene sia nota come duomo, il suo nome ufficiale in realtà è Chiesa dei Santi Pietro e Maria, in tedesco Hohe Domkirche St. Peter und Maria.
La costruzione del Duomo, molto ambiziosa, cominciò nel 1248 e fu terminata solo verso la fine del 1800, con una pausa che va da metà del 1500 al 1700 circa, a causa di problemi finanziari e del dilagare del Protestantesimo (ricordiamo che il Duomo è una chiesa cristiano-cattolica).
La pietra arenaria di cui era costituita era particolarmente reattiva e fragile agli agenti atmosferici. Ciò significa che lo smog, la pioggia e il guano corrodono la pietra rendendo necessario un costante lavoro di restauro, sia fuori che dentro. Le spese di manutenzione per permettere a questa maestosa opera architettonica di sopravvivere nei secoli ammontano ogni anno a dieci milioni di euro.
All’interno del duomo di Colonia si trovano le reliquie dei Re Magi, posizionate dietro l’altare maggiore in uno dei sarcofagi più grandi d’Europa noto come Arca dei Re Magi, in quanto alto più di un metro e mezzo e lungo due metri per un peso di trecento chili, realizzato in legno e argento dorato e pietre preziose nel XIII secolo.
Da visitare anche la Camera del Tesoro, dove si possono ammirare altre inestimabili reliquie come il crocifisso di Gero. Inoltre, è possibile salire la scala a chiocciola di 533 gradini della torre meridionale fino a una piattaforma panoramica da cui si può ammirare una vista mozzafiato sulla città e sul Reno.
Particolarmente rilevante la presenza di ben dodici campane tra le quali di maggiore rilevanza sono la Campana dei tre re (Dreikönigenglocke) che dopo essere stata inserita nel 1437 è stata fusa nel 1880; le due denominate Pretiosa e Speciosa che sono presenti in duomo fin dal 1448; e la campana detta di San Pietro (Petersglocke), che pesa ventiquattro tonnellate ed è la più grande campana del mondo su torre.
Le vetrate policrome, risalenti all’Ottocento, sono numerose, di cui cinque sono note come le Bayern Fenster in quanto donate da re Ludovico I di Baviera; inoltre, l’interno risulta essere ben illuminato grazie alla presenza di molteplici bifore nella parte più alta della navata centrale, che permettono così alla luce di illuminare tutto l’interno della chiesa. Le vetrate contribuiscono a creare un’atmosfera incredibilmente mistica, illuminando l’interno con un gioco unico di luci e colori quasi fiabesco.
La Cattedrale di Colonia è, di norma, aperta ai turisti nei giorni feriali (dal lunedì al sabato) in fascia diurna e la domenica nel pomeriggio, al di fuori delle celebrazioni religiose. La cattedrale è aperta quasi tutti i giorni dell’anno, ma gli orari possono variare in base alle funzioni religiose e alle festività. I tour guidati sono disponibili in diverse lingue.
I segreti delle cattedrali medievali
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