Gli scrittori antichi, per rendere i loro racconti più incisivi e vicini alle esperienze delle persone, usavano solitamente delle conoscenze popolari o degli esempi noti, tratti dalla tradizione, dai modi di dire o da quella che poteva essere l’esperienza personale. Anche nelle Sacre Scritture questo modo di agire era utilizzato per facilitare ai lettori la comprensione del testo e spesso veniva adoperato il mondo delle api per trasmettere alcuni insegnamenti ai fedeli. Questo ha dato origine a diverse manifestazioni artistiche e tradizioni legate alla figura della Vergine Maria, alcune delle quali inaspettate e affascinanti.

Il Simbolismo delle Api nella Tradizione Antica e Cristiana
Il ruolo svolto dalle api nell’impollinazione delle piante selvatiche e coltivate è un tema di fondamentale importanza sia in ambito scientifico che pratico. Inoltre, le api mellifiche, in particolare, sono alla base di attività agricole sostenibili, complementari e specialistiche di grande interesse. L’ape, presentando una combinazione di tratti individuali e di cooperazione sociale che non ha eguali nel regno animale, rappresenta inoltre un importante modello per studi socio-biologici. Attualmente, i problemi ambientali e patologici che colpiscono le api hanno portato all’attenzione del mondo la necessità di studi e ricerche per individuarne le cause e preservare questo importante patrimonio.
Nel mondo delle api, si osserva la presenza di un gran numero di fuchi, i maschi adibiti unicamente alla fecondazione. Essi non lavorano e, una volta svolto l'unico compito della loro esistenza, vengono uccisi dalle api operaie, le femmine. Le api femmine, infatti, uccidono i maschi, ormai inutili perché hanno già svolto il loro scopo riproduttivo. Questo peculiare simbolismo rese l'Ape Regina sacra nel mito: emblema della Grande Dea unita a un amante mortale. Per la medesima ragione, Cibele, l'Afrodite frigia del monte Ida, era adorata come ape regina, e i suoi sacerdoti si autocastravano nel corso di un'estasi mistica in memoria di Attis, amante della dea.
La tradizione greco-romana chiamava le sacerdotesse di Eleusi "le api", e l'iniziazione rendeva le donne "melisse" (dal greco, «api»), collegandole a Demetra e ai suoi Misteri. L'idea, propria già degli antichi, secondo cui non sarebbero le api stesse a generare la loro covata, ma la trarrebbero dai fiori che succhiano, fece delle api anche il simbolo della Vergine Maria. La dinamica della femmina che "uccide" il maschio è stata accostata anche al simbolo del potere Matriarcale, come nel caso della Mantide.
La "Madonna del Miele" di Pieve Cesato
Nella chiesa parrocchiale di Pieve Cesato è collocata da tempi relativamente brevi l’immagine di una Madonna, oggetto di una venerazione mariana recentissima e unica in Italia: la Madonna del Miele. La Vergine è rappresentata su un pregiato pannello di ceramica, e il titolo attribuitole è perlomeno inconsueto, perché al mondo esisterebbe solo un’altra Madonna così chiamata alle Baleari. Il culto è scaturito dalla necessità di proteggere le api, insetti necessari a garantire il futuro dell’umanità.

Descrizione e Origine dell'Opera
L’arte sacra ha rappresentato nei secoli Maria Vergine accostata a vari appellativi, alcuni derivati dalle sacre scritture (Immacolata Concezione, Nostra Signora, Regina Coeli) e altri di derivazione popolare o da caratteristiche attribuite a lei per via di miracoli o protezioni invocate (Madonna del Fuoco, delle Grazie, dei Sette Dolori ecc). La Madonna del Miele sarebbe l’appellativo di più recente creazione. L’immagine fu donata dagli apicoltori della zona a don Vittorio Santandrea, il parroco di Pieve Cesato, deceduto nel 2021.
Si tratta di una pregevole ceramica realizzata con la creta presa dai calanchi di Brisighella, modellata dall’artista Benita Cappelli Tampieri e decorata da Anna Gorra Stocchi, entrambe ceramiste nella Bottega di Pietro Melandri. Le dimensioni del pannello sono di cm.37 x cm.36. La Vergine vi è raffigurata in rilievo e regge in braccio il Bambino Gesù che indica con la mano destra un’arnia di api contenente il miele. Alcuni insetti si vedono volare intorno, e la stagione è probabilmente la primavera essendoci anche rami e piante fioriti.
Significato e Diffusione del Culto
La scultura acquisisce un particolare significato di protezione ambientale, visto il ruolo delle api per l’umanità, a garanzia del cibo. Le api infatti rischiano di scomparire, e senza di esse molte piante si estinguerebbero; gli attuali livelli di produttività potrebbero essere mantenuti solamente ad altissimi costi con l’impollinazione artificiale. Le api si fanno carico di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali e garantiscono il 35% della produzione globale di cibo.
«La realizzazione dell’opera - afferma don Claudio Platani, attuale parroco - è stata voluta dagli apicoltori della zona sensibili a tale fenomeno. Abbiamo collocato l’immagine nella cappella insieme alla più famosa Madonna del Popolo: per la Madonna del Miele si tratta di una devozione molto giovane, perciò non esiste ancora una Festa o un giorno del calendario. Se il culto si diffonde sarebbe il passo successivo da fare». La sacra immagine è visitabile nei giorni di apertura della chiesa o su appuntamento. Durante le festività a Pieve Cesato è allestito anche un presepe inserito nella “Strada dei presepi”.
La Riproduzione della "Madonna del Vallato" con Alveare
Un altro esempio significativo di arte legata alle api si trova nella Chiesa di San Francesco di Paola a Castelleone di Suasa. L’opera, realizzata dall’azienda Ceramiche Sambuco Mario di Deruta ed esposta, è la riproduzione, incorniciata da un alveare al posto del sipario aperto presente nell’originale, della “Madonna del Vallato” del pittore ostrense Piergiovanni Antici, realizzata a fine ‘900. Il risultato è estremamente singolare e di grande fascino.
Maria, seduta al centro della scena su un sarcofago di pietra, è raffigurata con il tradizionale manto blu, rappresentante la volta celeste, e l’abito rosso, simbolo della sua natura divina, mentre tiene in braccio Gesù Bambino benedicente.
L'Azienda Agricola Biologica "Madonna delle Api" di Osimo
Il legame tra le api e l'agricoltura sostenibile è espresso anche da realtà produttive, come l'Azienda Agricola Biologica Madonna delle Api. Questa azienda è spesso protagonista di eventi come un "aperitivo contadino". L’Azienda Agricola Biologica Madonna delle Api nasce ad Osimo dieci anni fa nei terreni di famiglia con l’intenzione di Lorenzo e Caterina di crescere i figli in un ambiente sano.

Filosofia e Prodotti
L'azienda coltiva circa nove ettari di terreno alle porte di Osimo, sul versante ovest di una collina argillosa e fertile, producendo frutta e verdura, cereali, legumi, semi oleaginosi e canapa. Questa realtà rappresenta un omaggio al lavoro della comunità contadina e artigiana, alla fatica ripagata dal raccolto e dai prodotti della tradizione, alla condivisione dei valori che cementano le relazioni tra compaesani.
Tra i prodotti di punta vi è la Fava (Vicia faba), un delizioso legume simbolo di maggio. A Madonna delle Api è rigorosamente autoprodotta da diversi anni ed è una leguminosa che arricchisce il terreno di azoto, utile alle coltivazioni successive. La Fava è uno dei più antichi legumi, consumato da millenni dai popoli del Mediterraneo, tanto da essere ritrovata perfino in Egitto nelle tombe dei faraoni tra i cibi offerti per il viaggio nell’aldilà. In epoca romana, durante le feste dedicate alla dea Flora, protettrice della natura, veniva regalata alla folla in segno di buon auspicio. Successivamente la Fava diventa legata alla tradizione funebre e così diventa consuetudine legare le Fave alla festività dei Morti, sostituite in seguito da dolci in pasta di zucchero e pasta di mandorla dette appunto “Fave dei Morti”.