La Cattedrale di Sant'Emidio: Storia e Arte ad Ascoli Piceno

La Cattedrale di Sant'Emidio, duomo della città di Ascoli Piceno dedicato al suo patrono, rappresenta una tappa fondamentale per comprendere la storia e l'arte del territorio. Situata in Piazza Arringo, cuore pulsante della vita cittadina sin dal periodo comunale, la cattedrale si erge accanto al palazzo dell'Arengo, dominando il centro storico.

Veduta panoramica di Piazza Arringo con la facciata della Cattedrale di Sant'Emidio.

Origini e stratificazioni storiche

L’edificio odierno è il risultato di numerosi adattamenti e sovrapposizioni avvenuti tra l'VIII e il XVI secolo. La prima costruzione risalirebbe, secondo alcune tesi, al IV o V secolo, edificata probabilmente sul sito di un antico foro romano, forse dedicato a Ercole o alle Muse. Alcuni ritrovamenti archeologici (1882-1883) hanno confermato che la cattedrale fu realizzata utilizzando i resti della basilica civile del foro romano, struttura che misurava circa 32 metri di lunghezza e 13 di larghezza.

Le sezioni più antiche, inclusi il transetto, le basi delle absidi semicircolari e la cupola, risalgono alla fine dell'VIII secolo o all'inizio del IX. Nel corso dei secoli, l'edificio ha subito trasformazioni significative:

  • V - VI secolo: la pianta assume la forma a croce latina con l'aggiunta della navata longitudinale e il rifacimento delle absidi poligonali fortificate.
  • 746 - 780: il vescovo longobardo Euclere aggiunge la cupola a base ottagonale.
  • XI secolo: vengono costruite la cripta, per accogliere le reliquie di sant'Emidio, e le due torri sui lati della facciata.
  • 1481: sotto il vescovo Prospero Caffarelli, viene stipulato il contratto per la demolizione dell'antica facciata e la costruzione delle nuove navate.

Architettura della facciata

La facciata attuale, di forma rettangolare, è stata costruita tra il 1529 e il 1539 su disegno di Nicola Filotesio (noto come Cola dell'Amatrice). Realizzata in blocchi levigati di travertino, si imposta su un solo ordine architettonico ed è scandita in tre parti da quattro colonne corinzie.

Al centro si apre il portale d'ingresso, caratterizzato da colonne dimezzate verticalmente con basi, capitelli e cornici di gusto ionico. Ai lati del portale, due grandi nicchie ospitano sedie in travertino. Sul fianco laterale si apre la rinascimentale Porta della Musa, il cui nome deriva da un'epigrafe umanistica murata nella parete, dotata di un portale ligneo decorato da rose intagliate e figure zoomorfe, opera del maestro Francesco di Giovanni.

Dettaglio della facciata in travertino e del portale principale della Cattedrale.

L'interno: un tesoro d'arte

L'interno si presenta come un'ampia aula a croce latina di sapore romanico-gotico, suddivisa in tre navate da pilastri ottagonali. Tra le opere di maggior pregio spicca lo straordinario Polittico di Carlo Crivelli (1473), situato nella Cappella del Sacramento. Questa imponente opera, miracolosamente conservata integra in ogni sua parte, rappresenta uno dei vertici della produzione del maestro veneziano.

Elementi di rilievo:

  • Altare Maggiore: risalente al XIII secolo, è composto dal reimpiego di lastre di marmo intarsiato provenienti dall'antico parapetto della cripta.
  • Coro Gotico: opera di Mastro Giovanni di Matteo da Maltignano e di suo figlio Paolino d'Ascoli (1448), realizzato in legno di noce.
  • Cappella della Madonna delle Grazie: interamente rivestita di mosaici eseguiti dalla Bottega di Ravenna nel 1961 su disegno di Carlo Mattioli.
  • Sagrestia: costruita tra il 1415 e il 1425, conserva un pregevole armadio in noce opera di Moise D’Anversa.
Foto ravvicinata del Polittico di Carlo Crivelli custodito all'interno della Cattedrale.

La Cripta e le reliquie di Sant'Emidio

La cripta, situata al di sotto del transetto, custodisce le reliquie di Sant'Emidio, primo vescovo di Ascoli e protettore della città, martirizzato nel 303 d.C. Recentemente, i lavori di restauro finanziati dalla Fondazione Carisap hanno riportato alla luce un vasto ciclo pittorico del XIII secolo e un antico percorso cimiteriale ipogeo, che sarà presto accessibile come itinerario sotterraneo.

Sulle pareti della cripta si trovano inoltre mosaici, eseguiti su cartoni di Pietro Gaudenzi nel secondo dopoguerra, che raffigurano episodi bellici. La tradizione di Sant'Emidio come protettore dai terremoti è legata al sisma del 1703, evento durante il quale Ascoli rimase indenne, consolidando il culto del Santo tra le popolazioni vicine.

La storia di Sant'Emidio, patrono di Ascoli Piceno

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura prima di programmare la visita.

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