Indulgenza Plenaria del Perdono di Assisi

Il Perdono di Assisi rappresenta un dono spirituale di inestimabile valore, simbolo della misericordia divina e del desiderio di salvezza universale promosso da San Francesco per tutti i fedeli. Questa esperienza di grazia e misericordia trova il suo fondamento nella richiesta di San Francesco e si radica nella misericordia del Padre, nella mediazione della Vergine Maria e nel sacrificio di Cristo Crocifisso. È un segno attuale di speranza, riconciliazione e perdono, che ricorda come nessuno sia escluso dalla possibilità di essere perdonato e che la misericordia di Dio supera ogni limite umano.

Fr. Massimo Fusarelli, Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori (OFM), sottolinea come San Francesco, attraverso il Cantico delle Creature, abbia insegnato a contemplare il creato con occhi nuovi, riconoscendo in ogni essere l’impronta del Creatore. Francesco loda il Creatore e invita al perdono reciproco per amore Suo, concludendo significativamente il Cantico proprio con il tema del perdono.

Veduta del Santuario della Porziuncola ad Assisi, con fedeli in preghiera

La Nascita del Perdono: La Visione di San Francesco alla Porziuncola

Le origini del Perdono di Assisi risalgono a una notte dell'anno del Signore 1216, quando San Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola. Improvvisamente, una vivissima luce inondò la piccola chiesa e Francesco vide sopra l'altare il Cristo, rivestito di luce, e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Essi chiesero a Francesco che cosa desiderasse per la salvezza delle anime.

La risposta di Francesco fu immediata e piena di umiltà: "Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe". Il Signore rispose: "Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai".

Subito dopo, Francesco si presentò al Pontefice Onorio III, che in quei giorni si trovava a Perugia, e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e, dopo qualche iniziale difficoltà, diede la sua approvazione. Quando il Pontefice chiese: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?", Francesco, scattando, rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". Felice, si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo richiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". Francesco replicò: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni".

Questa richiesta di Francesco fu rivoluzionaria per i suoi tempi. Nel XIII secolo, la forma principale di penitenza per il perdono dei peccati era il pellegrinaggio a luoghi come Roma, Santiago de Compostela o Gerusalemme. Queste erano forme onerose, impegnative, non sempre esenti da oboli e pericoli, e dunque necessariamente riservate a pochi. San Francesco ebbe l'ardire di chiedere a Papa Onorio III un'indulgenza accessibile a tutti, senza costi o difficoltà estreme, aprendo così le porte della misericordia a un pubblico ben più vasto.

Condizioni per Ottenere l'Indulgenza della Porziuncola

L'Indulgenza Plenaria del Perdono di Assisi può essere ottenuta dal mezzogiorno del 1º agosto alla mezzanotte del 2 agosto in tutte le chiese francescane o parrocchiali del mondo. Per sé o per i defunti, è necessario osservare le seguenti condizioni:

  • Confessione sacramentale: per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti l'opera indulgenziata).
  • Partecipazione alla Santa Messa e Comunione eucaristica: ricevendo il Corpo di Cristo.
  • Visita alla chiesa della Porziuncola (ad Assisi) oppure ad una chiesa francescana nel mondo o una chiesa parrocchiale. Durante la visita, si rinnova la professione di fede mediante la recita del Credo, per riaffermare la propria identità cristiana.
  • La recita del Padre Nostro, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo.
  • Una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

IL PERDONO DI ASSISI

Celebrazioni e Appuntamenti del Perdono

Dal 1° al 2 agosto, le chiese francescane e le chiese parrocchiali accolgono migliaia di pellegrini desiderosi di vivere il Perdono di Assisi. In particolare, il santuario della Porziuncola, ad Assisi, si prepara ad accogliere i pellegrini con iniziative e celebrazioni che si svolgono generalmente in un periodo più ampio, ad esempio dal 29 luglio al 4 agosto.

Tra gli appuntamenti principali, Fr. Massimo Fusarelli, Ministro generale dell’OFM, presiede le Sante Messe in date significative, tra cui il 1° e il 2 agosto. Le confessioni per i fedeli sono solitamente disponibili al mattino, con orari dedicati (es. dalle 8.30 alle 11.30) durante i giorni del Perdono, oltre all'orario consueto.

La Rilevanza Attuale della Misericordia e del Perdono

Questa indulgenza continua a essere un faro di speranza, misericordia e riconciliazione. Il suo messaggio è che nessuno è escluso dalla possibilità di essere perdonato e che la misericordia di Dio supera ogni limite umano.

Durante una sua visita alla Porziuncola, il Pontefice ha affermato: «Il perdono di cui san Francesco si è fatto “canale” qui alla Porziuncola continua a “generare paradiso” ancora dopo otto secoli. Offrire la testimonianza della misericordia nel mondo di oggi è un compito a cui nessuno di noi può sottrarsi. Il mondo ha bisogno di perdono; troppe persone vivono rinchiuse nel rancore e covano odio, perché incapaci di perdono, rovinando la vita propria e altrui piuttosto che trovare la gioia della serenità e della pace. Chiediamo a san Francesco che interceda per noi, perché mai rinunciamo ad essere umili segni di perdono e strumenti di misericordia».

Il Concetto Teologico di Indulgenza Plenaria

I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l'equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l'immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione.

Nel Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 1478-9) si legge: “L’indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, interviene a favore di un cristiano e gli dischiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati.”

I fedeli defunti in via di purificazione sono anch’essi membri della medesima comunione dei santi, e noi possiamo aiutarli ottenendo per loro delle indulgenze, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati. Mediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per se stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati.

Storicamente, nei primi secoli, i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell'indulgenza.

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