La Concattedrale di Santa Maria Assunta e San Catello rappresenta il principale edificio di culto di Castellammare di Stabia e un punto di riferimento fondamentale per l'intera arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia. La sua storia si intreccia con le vicende sismiche e urbanistiche della città, riflettendo un'evoluzione architettonica che attraversa secoli di devozione.

Le origini e la ricostruzione dopo il terremoto
L'origine della cattedrale rimanda a un'antica chiesa presente sin dal XV secolo in località "il Vaglio", ai piedi dell'altura dominata dal castello. Tuttavia, in seguito al catastrofico terremoto del 1456 che sconvolse il territorio napoletano, l'antica cattedrale sita al Quartuccio rimase seriamente danneggiata.
Dopo numerosi tentativi incompiuti, nel 1581 il vescovo mons. Ludovico Maiorano di Gravina decise di alienare l'antica struttura per finanziare l'edificazione di un nuovo tempio. La prima pietra fu posta il 22 novembre 1587 su progetto affidato al regio architetto napoletano Pietro Antonio de Sanctis. La costruzione procedette per fasi, raggiungendo una configurazione sostanzialmente completa nel 1643, anno in cui la città iniziò a concedere cappelle gentilizie a varie famiglie nobili, come quella assegnata al presidente della Real Camera della Sommaria, Giovan Camillo Cacace.

L'impianto architettonico
La chiesa presenta un impianto basilicale a tre navate, scandito da pilastri. Le pareti longitudinali si articolano in cinque cappelle per lato, tutte di patronato laico. Tra gli elementi di pregio spiccano:
- L'Atrio e la Gradinata: Costruiti a partire dal 1713, includono una scenografica gradinata a pianta convessa in piperno, ricostruita nel 1774.
- Il Campanile: Eretto nel 1782 a destra della facciata, dopo un lungo dibattito con le autorità cittadine riguardante la cessione di suolo pubblico.
- Interventi ottocenteschi: Tra il 1875 e il 1879, sotto la direzione dell'architetto Ignazio Rispoli e del figlio Giovanni, vennero aggiunti il transetto e un presbiterio concluso da una profonda abside.
Il tesoro artistico: dipinti e sculture
Il tempio vanta una ricchissima antologia di opere d'arte che spaziano dal XVII al XIX secolo. Tra le pitture più celebri si segnalano:
| Opera | Autore |
|---|---|
| L'Assunta | Nunzio Rossi |
| Deposizione in contesto trinitario | Cesare Fracanzano |
| Adorazione dei Pastori | Bottega del Ribera |
| Deposizione | Luca Giordano |
| Traditio Clavis | Giuseppe Bonito |
Tra le opere scultoree di rilievo si annoverano la statua di San Michele della bottega dei Malvito, un ciborio attribuito ad Andrea da Fiesole, la statua di San Catello opera di Giovanbattista Vigliante e due putti marmorei di Giuseppe Sanmartino.

La Cappella di San Catello
La cappella dedicata al Santo patrono è un elemento centrale della vita devozionale stabiese. Risalente al 1789, essa sostituì la preesistente cappella del Crocifisso. Affrescata da Paolo Amato, presenta una cupola raffigurante la Gloria del Santo, circondato dai dodici apostoli e dalle quattro virtù. All'interno della cattedrale è inoltre conservato l'antico coro ligneo, recuperato nel 1880 dal monastero della Pace e sistemato nell'abside.
Un Capolavoro del Sancta Sanctorum. Il restauro della Capsella Vaticana.
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