La Piramide Etrusca di Bomarzo: Un Enigma nella Tuscia

Avvolta dalla fitta vegetazione della Tuscia, sul Monte Cimino, in provincia di Viterbo, si trova un luogo arcaico ed enigmatico: la cosiddetta "Piramide Etrusca di Bomarzo", conosciuta anche come "Sasso del Predicatore" o "Sasso con le scale". Questo gigantesco megalite lavorato a mano, immerso nei boschi nella zona del Tacchiolo, vicino al celebre Parco dei Mostri di Bomarzo, rappresenta uno dei siti archeologici più affascinanti e misteriosi d’Italia.

Foto panoramica della Piramide Etrusca di Bomarzo immersa nella vegetazione

Descrizione e Caratteristiche del Monumento Rupestre

La Piramide Etrusca di Bomarzo è il più grande monumento rupestre d'Europa. Si tratta di un imponente masso in pietra vulcanica (peperino, Lapis Ciminus, o tufo), che presenta evidenti segni di lavorazione da parte dell'uomo. La sua altezza varia: circa 8 metri nella parte a monte e fino a 16 metri in quella rivolta a valle, mentre altre fonti indicano un'altezza media di circa 9-10 metri. La sua forma tronco-piramidale e la somiglianza con le piramidi Maya o le ziqqurat mesopotamiche sono davvero impressionanti.

Il complesso rupestre è stato lavorato nel lato rivolto verso nord-est, quello che presenta il declivio più accessibile. È composto da almeno tre livelli, collegati da un totale di 26 gradini scavati nella roccia vulcanica, sebbene si pensi che questi continuino anche sotto il terreno, suggerendo una dimensione reale maggiore di quella visibile. Le gradinate sono caratterizzate da bordi irregolari, asimmetria e scalinate interrotte e poi riprese, conferendo al monolite una geometria unica e quasi "sbagliata".

Sui fianchi del masso si aprono due grandi ambienti ricavati nella roccia, costeggiati da vaschette e canaletti. Il vano di sinistra, di forma all'incirca rettangolare (2,60 m x 1,80 m con altezza di 2,30 m), presenta una banchina sulla parete di fondo e una decina di piccoli buchi rettangolari sulla soglia, dietro i quali si trova una canalina incisa nella roccia. Il vano adiacente è di maggiori dimensioni e sembra sia stato realizzato "sacrificando" parte della scalinata che conduce alla sommità. Sulla sinistra di un tratto di scalinata si notano dei fori, presumibilmente destinati a ospitare strutture lignee come parapetti, corrimano o coperture.

La vetta del monolite ospita un piano incassato di modeste dimensioni (3 m x 1,70 m, profondo 25 cm), con un basso parapetto rivolto a ovest. Qui si trovano numerose coppelle, canaletti, vaschette, nicchie artificiali e una sorta di piccolo dolmen, oltre a un muro di cinta scavato nella roccia vulcanica da cui si gode un panorama mozzafiato sull'area archeologica romana e sulla Tuscia.

Dettaglio dei gradoni e delle lavorazioni rupestri della Piramide di Bomarzo

La Scoperta e la Riscoperta

La presenza di questo Sasso del Predicatore nei boschi di Bomarzo era nota agli anziani del luogo praticamente da sempre. La Piramide Etrusca fu scoperta nel lontano 1911, ma rimase a lungo nell'ombra, sfuggendo all'attenzione dell'archeologia ufficiale e cadendo in uno stato di abbandono totale, diventando praticamente irraggiungibile, ricoperta da radici e piante infestanti. Solo a partire dal 2008 la piramide è tornata alla luce grazie alla dedizione di Salvatore Fosci, un abitante del luogo. Salvatore, che l'aveva individuata per la prima volta nel 2001, da anni si dedica alla pulizia della vegetazione e alla manutenzione dei sentieri che conducono a questo luogo misterioso, attivando al contempo un ambizioso lavoro di promozione per far conoscere la Piramide di Bomarzo al mondo intero.

Piramide di Bomarzo: Salvatore Fosci la spiega (Sasso del Predicatore)

Itinerari e Punti di Interesse

Il percorso per raggiungere la Piramide Etrusca è tutt'altro che agevole e spesso impervio, ma ricco di fascino e avventura. La mancanza di cartelli rende consigliabile farsi accompagnare da una guida esperta o partecipare a escursioni organizzate. Si consigliano due itinerari principali:

  • Dal Campo Sportivo di Bomarzo: Si lascia l'auto al campo da calcio (coordinate GPS: 42°28’30.1″N 12°15’22.8″E). Da qui, seguendo Via del Fossatello (che diventa poi Via Cupa e una strada senza nome), si prosegue dritto, ignorando altre deviazioni. Dopo un uliveto e una curva a gomito a sinistra, si prosegue a destra per circa 200 metri fino a un cumulo di sassi macchiati con vernice rossa. Questo percorso può richiedere circa 1 ora e 30 minuti a piedi.
  • Dalla SP 151 Ortana (Via Cava delle Rocchette): Un'alternativa è lasciare l'auto al parcheggio SP 151 Ortana (coordinate GPS: 42°27’46.8″N 12°15’36.2″E), con un tempo di percorrenza a piedi di circa 30 minuti. L'ingresso principale de La tagliata delle Rocchette è il punto di partenza. Da lì, attraverso boschi e sentieri, ci si inoltra per circa 400 metri fino a raggiungere un doppio segnale bianco e rosso sugli alberi che indica un sentiero in salita. La Tagliata delle Rocchette è una antica via "cava" o "tagliata" etrusca, una strada scavata nella roccia che serviva per raggiungere questo luogo sacro. Lungo il percorso si incontrano antichi muretti di tufo e, quasi alla fine della via cava, un grosso masso precipitato. Su una parete rocciosa si possono leggere due epigrafi incise nel tufo, tra cui "ITER PRIVATVM DVORVM DOMITIORVM", indicante una "Strada privata dei due Domizi", antica famiglia romana.

Lungo entrambi i cammini, si possono incontrare altri luoghi suggestivi:

  • Le Cascate di Chia: Un luogo mistico dove Pierpaolo Pasolini girò la scena del battesimo di Cristo nel film “Il Vangelo secondo Matteo”.
  • Il Cimitero di Santa Cecilia: Un antichissimo cimitero, in uso fin dai tempi preistorici e fino almeno al X secolo come cimitero paleocristiano, con una piccola chiesa rupestre incisa con una croce.
  • La Finestraccia: Inizialmente una tomba etrusca, fu successivamente convertita ad abitazione fino al Medioevo, esempio di riciclo edilizio.
Mappa schematica dei percorsi di accesso alla Piramide di Bomarzo

Teorie e Speculazioni sulla Funzione e Datazione

Le incognite che caratterizzano la Piramide Etrusca hanno contribuito, subito dopo la sua riscoperta, a far nascere diverse ipotesi legate al suo presunto utilizzo in antico. La carenza di indagini scientifiche multidisciplinari, di scavi archeologici e di testimonianze epigrafiche e documentali rende difficile fornire risposte definitive.

Ipotesi sull'Utilizzo

Al momento nessuna indagine archeologica è stata scientificamente condotta sulla Piramide Etrusca, tuttavia gli studiosi propongono diverse interpretazioni:

  1. Altare Sacrificale/Rupestre: L'ipotesi più accreditata è che la piramide fosse un altare rupestre utilizzato in cerimonie religiose, da cui il nome "Sasso del Predicatore". La sua forma tronco-piramidale ricorda gli altari religiosi. Tuttavia, esperti come l'archeologa Silvia Menichelli e Massimo Pallottino evidenziano che la grandezza inusitata del masso rispetto agli altari etruschi conosciuti (che erano decisamente più modesti e accessibili per i devoti), l'assenza di pozzi votivi o necropoli nelle vicinanze, e lo spazio esiguo intorno al masso rendono difficile questa interpretazione. Anche i solchi presenti, interpretati come "canalizzazioni per la raccolta di liquidi sacrificali", non iniziano da un'area definita per i sacrifici, sollevando dubbi sulla loro funzione rituale.
  2. Osservatorio Astronomico (Templum): Studi archeoastronomici suggeriscono una compatibilità con l'impiego tipico delle piramidi Maya e delle Ziqqurat come osservatorio astronomico. L'orientamento della sommità verso Nord Ovest, direzione associata agli dei degli inferi, suggerisce anche un possibile utilizzo come altare per sacrifici rituali. Tuttavia, la tipologia classica di un tempio etrusco prevedeva un rigoroso allineamento con i punti cardinali e una visibilità completa dell'orizzonte, caratteristiche che la Piramide di Bomarzo non possiede, avendo una visuale aperta solo verso nord-est e limitata altrove da un'alta corona di roccia.
  3. Monumento Funebre: Un'altra ipotesi meno considerata è quella funeraria, ipotizzando che la struttura potesse essere utilizzata per commemorazioni rituali legate ai defunti. Finora, però, non sono mai stati trovati resti umani o sepolture che confermino questa teoria. Inoltre, presenta sostanziali differenze rispetto ai monumenti funebri romani presenti nel territorio.

L'atmosfera sacrale di questi luoghi, rimasti sconosciuti per anni eppure così vicini alla civiltà moderna, offre un'esperienza emotiva molto forte, portando a formulare intuizioni e speculazioni sulla sua vera natura.

Ipotesi sulla Datazione

Non essendoci datazioni ufficiali, la forbice temporale dell'origine della Piramide Etrusca è assai ampia e oggetto di dibattito:

  • Periodo Etrusco (VII-V secolo a.C.): Molti studiosi propendono per collocare la sua lavorazione in questo periodo, in pieno contesto etrusco.
  • Origine Pre-etrusca: Altri archeologi ipotizzano un'origine ancora più antica, retrodatandola al Periodo Villanoviano (XI secolo a.C.) o addirittura alla Civiltà dei Rinaldoniani durante l'età del bronzo (1800 a.C. o 4000-2000 a.C.). Questa ipotesi è sostenuta dalla somiglianza con strutture megalitiche più risalenti presenti in altre parti del mondo e dall'individuazione di una "scalinata arcaica" nelle vicinanze che sembrerebbe scolpita dalla medesima mano. Se questa teoria si dimostrasse corretta, la Piramide Etrusca sarebbe più antica della Grande Piramide di Cheope.

È stato riscontrato che sul masso sono presenti interventi umani effettuati in epoche diverse: una fase più antica e accurata nella quale sono state realizzate le scalinate, l'ambiente di sinistra e la piattaforma sommitale, e una fase successiva durante la quale è stato scavato l'ambiente di destra e allargati alcuni gradini delle scale. Reperti come frammenti di tegole, ceramica a vernice nera lucente e ceramica grezza, ritrovati nell'ambiente di destra e all'angolo sud-ovest del masso, hanno confermato la frequentazione del luogo a partire almeno dal II secolo a.C. e un suo utilizzo in fasi successive, ma non sono sufficienti a chiarire completamente la storia del sito.

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