Padre Ermelindo Di Capua: Interprete di Padre Pio e Testimone di Fede

Padre Ermelindo Di Capua, al secolo Aniello, è stato una figura significativa nel contesto della vita di San Pio da Pietrelcina, svolgendo il ruolo cruciale di interprete per il frate stigmatizzato negli ultimi anni della sua vita e continuando la sua opera spirituale anche dopo la sua scomparsa.

Gli Ultimi Anni di Padre Pio e il Ruolo di Interprete

Dal 1965 al 1968, Padre Ermelindo fu l'interprete ufficiale di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. In questo periodo, oltre a facilitare la comunicazione con i pellegrini di lingua inglese, diresse anche l'English Office del convento. Tra i suoi compiti figurava la gestione delle migliaia di lettere provenienti dall'estero, indirizzate a Padre Pio. Molti devoti di San Pio provengono dall'estero per visitare i luoghi sacri italiani, e la figura di Padre Ermelindo divenne fondamentale per superare le barriere linguistiche.

Padre Pio stesso riconobbe la necessità di un interprete per la lingua inglese, e Padre Ermelindo rispose a questa esigenza con dedizione. La sua presenza era preziosa per far incontrare Padre Pio ai fedeli e per rispondere alle numerose missive internazionali. Padre Ermelindo ricordava che Padre Pio, quando gli veniva suggerito di pregare per una persona specifica, rispondeva: "non occorre che tu me lo dica sempre, prego per tutti quanti".

un ritratto di Padre Pio da giovane

Un Legame Precoce con Padre Pio

Il legame tra Padre Ermelindo e Padre Pio non iniziò solo nel 1965. La figura del cappuccino di Pietrelcina era già nota al giovane Aniello fin dall'infanzia. Suo padre, Salvatore Di Capua, visse a San Giovanni Rotondo per alcuni anni negli anni '20, lavorando presso la famiglia Bonopane, che aveva un negozio di abbigliamento. La moglie dello zio di Salvatore, Rachelina Russo, divenne una delle prime figlie spirituali di Padre Pio. Salvatore, al suo ritorno a Bagnoli Irpino, portava con sé notizie sempre più straordinarie su Padre Pio, già considerato un "santo vivente". Queste testimonianze familiari contribuirono a plasmare la devozione di Aniello.

In un libro intitolato "Padre Pio il confratello", l'autore Angelo Maria Mischitelli raccoglie la testimonianza di Padre Ermelindo, che narra di come sentì parlare per la prima volta di Padre Pio da suo padre. Questo legame familiare e spirituale pose le basi per il futuro ruolo di Padre Ermelindo.

La Formazione e l'Ordinazione Sacerdotale

Nato ad Bagnoli Irpino, in provincia di Avellino, il 10 gennaio 1934, Aniello Di Capua entrò in seminario presso il convento dei cappuccini all'età di dodici anni, seguendo le orme dello zio di suo padre. Dopo un percorso di formazione, nel 1958 fu ordinato frate a Campobasso, dove aveva studiato Teologia. Fu allora che poté finalmente incontrare Padre Pio.

Anni dopo la sua ordinazione sacerdotale, Padre Ermelindo si ammalò seriamente e fu ricoverato presso l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo per un periodo di uno o due mesi. Una volta guarito, il convento di San Giovanni Rotondo espresse il bisogno di una persona che potesse assistere Padre Pio con i numerosi pellegrini stranieri.

L'Esperienza con i Pellegrini e Testimonianze di Fede

Padre Ermelindo era solito raccontare ai pellegrini stranieri incontrati nell'English Office la natura esatta del suo compito. Oltre a facilitare gli incontri con Padre Pio, rispondeva alle migliaia di lettere che arrivavano dall'estero. Tra i pellegrini che incontrò, gli rimase particolarmente impresso Reginald, un uomo depresso che aveva viaggiato appositamente per incontrare Padre Pio. Dopo che Padre Pio pregò per lui, Reginald inviò lettere per un anno, testimoniando il suo miglioramento e ringraziando il frate.

una foto storica della Casa Sollievo della Sofferenza

L'Odore di Santità e la BBC

L'aura di santità di Padre Pio era evidente anche prima della sua morte. Nel 1968, una troupe della BBC arrivò a San Giovanni Rotondo per girare un documentario su di lui. Padre Ermelindo raccontò che, alle 5 del mattino, nonostante le porte della chiesa fossero chiuse, i fedeli si riversarono all'interno per essere vicini a Padre Pio. Il regista, di fronte alla richiesta di Padre Ermelindo di tagliare quella scena, rispose che era "la parte migliore del film". Tornato in occasione del funerale di Padre Pio, il regista informò Padre Ermelindo di aver distribuito il documentario in tutto il paese.

La Morte di Padre Pio e il Continuo Servizio

Padre Ermelindo era presente quando Padre Pio morì nella notte tra il 22 e il 23 settembre 1968. Pur sapendo che la sua salute era peggiorata, non immaginava che la morte sarebbe sopraggiunta quella notte.

Dopo la scomparsa di Padre Pio, Padre Ermelindo ha continuato a dedicare la sua vita al servizio dei pellegrini. Dal 2001, dopo la morte di Fra Alessio Parente e Fra Giuseppe Pio Martin, responsabili dell'accoglienza dei pellegrini di lingua inglese, la sua conoscenza linguistica gli ha permesso di riprendere questo ruolo. Ha collaborato per l'edizione inglese della rivista "Voce di Padre Pio" e ha viaggiato in diversi paesi per diffondere la spiritualità e le opere di San Pio.

Renzo Arbore: il mio incontro con padre Pio

Gli Ultimi Anni e il Passaggio al Cielo

Padre Ermelindo Di Capua si è spento pochi giorni fa, raggiungendo il frate di Pietrelcina. La sua vita è stata un esempio di dedizione evangelica e di testimonianza della santità di Padre Pio. Il suo ministero sacerdotale ha portato benefici a molti, e il suo operato è stato un dono prezioso per la Fraternità provinciale e per tutti coloro che l'hanno conosciuto.

Il suo "English Office" a San Giovanni Rotondo rimarrà un posto vacante, testimoniando il vuoto incolmabile lasciato da questo straordinario e umile sacerdote. La sua eredità spirituale, tuttavia, continua a vivere attraverso le testimonianze di fede che ha ispirato.

Le esequie di Padre Ermelindo Di Capua si sono tenute a San Giovanni Rotondo. La sua vita intensa, spesa per evangelizzare e testimoniare la santità di Padre Pio, merita un profondo ringraziamento.

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