L'Impegno Missionario della Chiesa e la Speranza Cristiana

La Chiesa universale celebra regolarmente giornate dedicate alla riflessione e all'azione missionaria, ponendo l'accento sulla diffusione del Vangelo e sulla solidarietà con le popolazioni più bisognose. Queste occasioni sono un richiamo costante alla vocazione missionaria di ogni battezzato, fondata sulla speranza e sulla carità.

Foto tematica: Globo terrestre con mani che si uniscono e una croce stilizzata

La 97ª Giornata Missionaria Mondiale: "Cuori Ardenti, Piedi in Cammino"

Si è celebrata domenica 22 ottobre la 97ª Giornata Missionaria Mondiale, che quest’anno ha avuto per tema: “Cuori ardenti, piedi in cammino (cfr Lc 24,13-35)”. Nel suo Messaggio, Papa Francesco ha sottolineato che: «Oggi come allora il Signore risorto è vicino ai suoi discepoli missionari e cammina accanto a loro, specialmente quando si sentono smarriti, scoraggiati, impauriti di fronte al mistero dell’iniquità che li circonda e li vuole soffocare. Perciò, «non lasciamoci rubare la speranza!» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 86).» Il Pontefice ha ricordato che il Signore è più grande dei problemi, soprattutto nell’annuncio del Vangelo al mondo, poiché questa missione è sua e noi siamo solo umili collaboratori, “servi inutili” (cfr Lc 17,10).

L'Itinerario dei Discepoli Missionari: Parola, Eucaristia, Missione

Ripercorrendo il brano dei discepoli di Emmaus, Papa Bergoglio ha indicato le tappe essenziali che delineano l'itinerario dei discepoli missionari: l'ascolto della Parola, l'incontro con Cristo nel pane spezzato, e l’entusiasmo ritrovato per rimettersi in cammino. Questi tre passi sono un invito ai cristiani di oggi, ricordando loro che la vera fede si fa annuncio.

  • La Parola di Dio «illumina e trasforma il cuore nella missione», come si legge nel Messaggio. «Oggi come allora, il Signore risorto è vicino ai suoi discepoli missionari e cammina accanto a loro, specialmente quando si sentono smarriti, scoraggiati, impauriti», situazione spesso riscontrata nella storia contemporanea.
  • L’Eucaristia è «culmine e fonte della missione», in essa Gesù ci viene incontro. Ogni discepolo missionario «è chiamato a diventare, come Gesù e in Lui, grazie all’azione dello Spirito Santo, colui-che-spezza-il-pane e colui-che-è-pane-spezzato per il mondo». Il Papa ha precisato che un «semplice spezzare il pane materiale con gli affamati nel nome di Cristo è già un atto cristiano missionario», e tanto più lo spezzare il Pane eucaristico «è l’azione missionaria per eccellenza». L'umanità ha bisogno di pane, di solidarietà, di speranza e di un senso all’esistenza.
  • La missione, intesa come la Chiesa «sempre in uscita», le permette di trovare e sperimentare la sua «eterna giovinezza». Non si può incontrare Gesù risorto «senza essere infiammati dal desiderio di dirlo a tutti». La prima e principale risorsa della missione sono coloro che hanno riconosciuto Cristo risorto e portano nel cuore il suo fuoco. L'immagine dei piedi in cammino «ci ricorda ancora una volta la perenne validità della missio ad gentes, la missione data alla Chiesa dal Signore risorto di evangelizzare ogni persona e ogni popolo sino ai confini della terra». L’umanità del terzo millennio, «ferita da tante ingiustizie, divisioni e guerre, ha bisogno della Buona Notizia della pace e della salvezza in Cristo».
Infografica: I tre pilastri della missione cristiana (Parola, Eucaristia, Testimonianza)

L'Iniziativa di Missio Ragazzi: "Un Grazie per Costruire la Pace"

In occasione della Giornata Missionaria Mondiale, Missio Ragazzi ha invitato a dire “Un grazie per costruire la pace”. Questa iniziativa, rivolta a tutti i bambini e preadolescenti, ai loro catechisti, educatori e genitori, consiste nel legare un palloncino bianco sul balcone della propria abitazione o sul sagrato della chiesa parrocchiale. Il Segretariato di Missio Ragazzi ha spiegato che «Sarà un segno per dire ‘no’ alla guerra, al terrore, alla violenza, in comunione con l’intenzione di papa Francesco che all’Angelus di domenica 8 ottobre ha ricordato che ‘il terrorismo e la guerra non portano a nessuna soluzione, ma solo alla morte e alla sofferenza di tanti innocenti’». Di fronte alla violenza che «sembra aver raggiunto una ferocia raccapricciante», i ragazzi missionari non vogliono restare in silenzio, diventando «Missionari di speranza tra le genti».

La Giornata dei Missionari Martiri 2026

Il 24 marzo 2026 celebriamo la trentaquattresima Giornata dei Missionari Martiri. Il tema della Giornata sarà “Gente di primavera”, ispirandosi al messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2025. Il Papa ci ricorda che la missione è un’azione comunitaria: tutta la Chiesa è chiamata a dare continuità alla missione di Cristo. Superando difficoltà e debolezze, essa è spinta dall’amore di Cristo a camminare unita a Lui e a farsi carico, insieme a Lui, del grido che sale dall’umanità. «Siamo battezzati nella morte e risurrezione redentrice di Cristo, nella Pasqua del Signore che segna l’eterna primavera della storia.»

L'Invio Missionario Salesiano a Torino (2024)

Domenica 29 settembre 2024, nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, nove Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) della 147a spedizione missionaria, 27 Salesiani di Don Bosco (SDB) della 155a spedizione missionaria e alcuni laici della Comunità di Don Bosco hanno ricevuto il crocifisso missionario. La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio, con la presenza della Madre Generale dell’Istituto FMA, Suor Chiara Cazzuola, e altri importanti figure. Ogni invio missionario è sempre un momento di grazia, che celebra la gratitudine a Dio e la commozione per quanto Dio ha operato a Valdocco e a Mornese, permettendo a tante sorelle e fratelli di partire per ogni parte del mondo.

Veglia missionaria diocesana sul tema «Eccomi, manda me» - la consegna del crocifisso ai partenti

Gli Insegnamenti per i Missionari

Incontrando le missionarie prima della Celebrazione, Madre Chiara ha esortato le sorelle a «concentrare la loro vita su Gesù per andare dove Lui vorrà. L’orientamento fondamentale della vita è Gesù. Voi andrete ad annunciare Gesù, non la vostra cultura, non la vostra esperienza. Quando arriverete là dove sarete inviate, con pazienza dovete ascoltare, imparare quello che c’è dietro la lingua, la cultura». Ha aggiunto che Maria, la Maestra dell'Evangelizzazione, insegna a essere persone che gettano il seme del Vangelo nel cuore e nell’anima di tutti.

Nell’omelia, il Vicario del Rettor Maggiore, rivolgendosi ai missionari, ha detto che «questa celebrazione è la celebrazione della fede. È la riconoscenza dell’azione di Dio nello Spirito Santo, nel cuore della Famiglia Salesiana e della Chiesa. La vostra presenza è il segno chiarissimo della vostra responsabilità e generosità ed è un grande segno di speranza». Facendo riferimento alle Letture della domenica, ha sottolineato che «il centro del nostro essere Figlie di Dio è portare la presenza di Dio come unica speranza del mondo». Ha indicato due pilastri:

  1. La confidenza con il Signore: «il senso della presenza di Dio ogni giorno; la capacità di tenere il Signore al centro della nostra vita. Il nome che Don Bosco dava alla presenza di Dio era Provvidenza. Il Signore accompagna la tua vita, il Signore segue ogni istante. Fidati di Lui, sempre.»
  2. La trasparenza e la crescita nell'umanità: «Quello che ti allontana da Dio taglialo, perché ti rovina, quello che ti avvicina a Dio custodiscilo, è la tua forza, fallo crescere. La tua umanità, la tua carità e la tua capacità di stare accanto ai fratelli, porta e porterà la presenza di Dio, sempre.»

Ha concluso: «Questo movimento della fede che ci fa missionari, portatori di Cristo, capaci di prenderci cura dei fratelli, ci chiede di custodire la nostra comunità, il nostro stare insieme. La Chiesa è comunione, Dio è comunione». Dopo aver benedetto i Crocifissi, il Vicario e la Madre Generale li hanno consegnati ai missionari.

Il Mandato Missionario

Nella solenne benedizione del mandato, il Vicario del Rettor Maggiore ha pronunciato una preghiera estendibile a tutti i missionari e missionarie sparsi nel mondo: «Guarda Signore questi tuoi servi, nostri fratelli e sorelle, che investiti del segno della croce, inviamo come messaggeri di salvezza e di pace. Guida i loro passi con la tua destra, sostienili con la potenza della tua grazia, perché non vengano meno sotto il peso delle fatiche apostoliche. Abbiano il cuore pastorale di Don Bosco e di Madre Mazzarello, siano per i giovani presenza paterna e materna di Gesù, che vuole per tutti vita abbondante. Dona loro la capacità di ascoltare, di essere solidali con tutti, la fantasia, la creatività, il coraggio apostolico, la pazienza dell’attesa, l’entusiasmo dell’amore. Siano gioiosi segni e portatori di salvezza. Carissimi fratelli e sorelle, Maria, la Madre e Maestra, vi accompagni e vi protegga. A nome di Don Bosco e nella memoria della prima spedizione missionaria, andate e annunciate ai giovani e ai poveri del mondo la gioia di Cristo risorto».

La Preghiera e la Gratitudine come Fondamento della Speranza Missionaria

In un mondo segnato da violenze e ingiustizie, i credenti spesso si interrogano sulla presenza di Dio, ma sanno anche rispondere: «Se Dio indugia, attendilo, perché certo verrà e non tarderà». La speranza cristiana è fondata sulla fede in Gesù che ha detto: «Se avete fede anche quanto un granello di senape, potete spostare le montagne». È essenziale ravvivare la fede e riaccendere la speranza.

Il Potere della Preghiera e della Gratitudine

La storia biblica e evangelica mostra l'efficacia della preghiera. Naamàn il siro, colpito da una terribile malattia, ritrovò la salute dopo aver pregato il vero Dio attraverso il profeta Eliseo. I dieci lebbrosi del Vangelo si rivolsero con speranza a Gesù per essere guariti e ottennero quanto desideravano, dimostrando che la preghiera è sempre efficace. L'esempio del lebbroso samaritano, che ritornò a ringraziare il Signore, insegna l'importanza della gratitudine. La gratitudine, come gesto d'amore vivo e gioioso, ravviva sempre la speranza in noi e negli altri. È un impegno costante sostenere le molte missionarie e i molti missionari che faticano per portare la luce del Vangelo, credendo nella forza della preghiera e rafforzandosi nella convinzione della «necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai». La preghiera del povero, inoltre, «attraversa le nubi, né si quieta finché non sia arrivata», trasformando i credenti in «angeli di speranza» per i poveri di mezzi, sicurezze, serenità e affetti.

Intenzioni di Preghiera per la Missione

L'impegno missionario è sostenuto da una preghiera incessante che abbraccia diverse intenzioni:

  • Per la Chiesa, affinché viva con speranza e coraggio questo tempo di innovazioni e trasformazioni culturali, fiduciosa nella presenza di Cristo, luce del mondo.
  • Per chi ci governa e ci amministra, perché seguano i principi del bene comune e della giustizia sociale, evitando di esaltare unicamente gli interessi privati o locali.
  • Per le famiglie, perché siano animate dalla speranza nel futuro dei propri figli e dalla fiducia nella forza trasformatrice dello Spirito Santo.
  • Per i bambini e i giovani perché crescano con la prospettiva missionaria e desiderino nel loro cuore portare la luce di Cristo a tutti gli uomini della terra.
  • Per gli anziani che vivono nella società e nella Chiesa, perché siano missionari di speranza per un mondo più giusto, più fraterno e più unito.
  • Per le nostre missionarie e i nostri missionari, perché siano messaggeri di speranza e di vita nuova nel mondo in cui sono chiamati ad operare.

Inoltre, è fondamentale dimostrare gratitudine concreta verso chi ci circonda, attraverso gesti di amore e amicizia, specialmente verso le persone lasciate sole, handicappate, emarginate o anziane. Un gesto di generosa offerta a beneficio delle missioni della Chiesa è sempre una goccia efficace nel mare delle opere di missione, motivo di speranza per molti.

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