Maria nel cammino della Quaresima

La Quaresima è un tempo liturgico fondamentale nella preparazione alla Pasqua, un periodo di quaranta giorni che affonda le sue radici nella tradizione apostolica e si articola lungo cinque settimane, concludendosi il Giovedì Santo prima della Messa "in Cena Domini". Questo tempo sacro, iniziato storicamente con una preparazione più breve, si è consolidato nella durata di quaranta giorni, richiamando significativi episodi biblici come quelli legati a Noè, Mosè, il popolo d'Israele, Elia e, soprattutto, Gesù stesso. Il simbolismo dei quaranta giorni qualifica la Quaresima come un itinerario di conversione, umiliazione, lotta spirituale e penitenza, al cui termine l'evento pasquale del Crocifisso risorto inaugura e rinnova la condizione del cristiano.

Nel corso di questo percorso penitenziale, la Chiesa invita i fedeli all'ascolto più frequente della Parola di Dio e alla preghiera, con un'enfasi particolare sulla catechesi che mira a far comprendere le conseguenze sociali del peccato e l'aspetto della penitenza come atto di riparazione verso Dio. La Quaresima è dunque un tempo propizio per la conversione del cuore, per combattere i peccati e lo spirito del male, per compiere opere di carità e per accompagnare Gesù nel suo cammino di salvezza.

Illustrazione della Quaresima come cammino penitenziale e di conversione, con simboli biblici come il numero 40.

Il Significato Profondo della Quaresima

Padre Stefano Cecchin, presidente della PAMI, nel tutorial WeCa, chiarisce che la Quaresima non è unicamente un momento di penitenza, digiuno o sofferenza, ma un cammino di liberazione da tutto ciò che è pesante. Anche il digiuno assume un nuovo significato: non più solo una pratica ascetica, ma un mezzo per prepararsi all'incontro con il Signore e alla festa della Risurrezione, liberandosi dai pesi che impediscono di fare spazio a Dio.

Questo tempo invita a fermarsi, a contrastare la frenesia della vita moderna e a dedicare tempo a sé stessi. Gesù ci esorta a un "sano egoismo" attraverso il comandamento "Ama il prossimo tuo come te stesso", che implica prima di tutto l'amore per sé stessi. Come farlo? Maria ci offre un esempio luminoso.

Maria: Modello di Umiltà e Disponibilità

Maria, vergine, povera e disponibile, pose tutta sé stessa nelle mani di Dio. Questo atteggiamento ci spinge a interrogarci sui pesi che ci impediscono di conoscere Gesù. La Quaresima diventa quindi un tempo per meditare e riflettere con l'umiltà che ha caratterizzato Maria. L'umiltà, intesa come il riconoscimento dei propri peccati e degli errori commessi, apre spazio alla penitenza e al digiuno, non tanto dal cibo, quanto dai nostri errori, dalle nostre cattiverie e dai nostri egoismi.

I comunicatori hanno un ruolo cruciale nel trasmettere il vero significato di questo periodo, presentandolo non come un tempo di tristezza e sacrificio, ma come un dono del Signore per il miglioramento personale. Attraverso il cammino penitenziale quaresimale, si giunge al tempo della Resurrezione.

Icona di Maria con le mani giunte in segno di umiltà e disponibilità, sullo sfondo un simbolo del cammino.

Maria nella Liturgia Quaresimale

Sebbene la presenza della Vergine Maria nel tempo liturgico della Quaresima non sia sempre immediatamente evidente, la sua memoria è integrata nei libri liturgici romani in diverse occasioni.

Solennità dell'Annunciazione del Signore (25 Marzo)

Questa solennità, celebrata il 25 marzo, è considerata una "festa del Signore", ma come sottolineato da Paolo VI nella Marialis cultus, essa è una festa congiunta di Cristo e della Vergine. L'Annunciazione celebra il Verbo che si fa "figlio di Maria" e la Vergine che diviene Madre di Dio. I testi eucologici e la liturgia della Parola di questa celebrazione sono inquadrati nel mistero pasquale, con riferimenti al "nostro Redentore" e al "Salvatore delle genti", e la richiesta di essere guidati alla gioia eterna per la potenza della sua risurrezione.

La seconda lettura (Eb 10,4-10) evidenzia l'offerta sacrificale del Figlio di Dio, a cui si associa il "fiat" di Maria nel racconto evangelico (Lc 1,26-38): "Ecco, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto". Ai "no" di Adamo ed Eva si contrappongono i "sì" di Cristo e di Maria, portatori di salvezza. Il mistero pasquale è quindi legato alla totale disponibilità del "Servo di Jhwh" e della "Serva del Signore" alla volontà divina.

Formulari Mariani nella Raccolta di Messe

La terza edizione del Messale Romano, promulgata nel 2000, presenta nel venerdì della V settimana di Quaresima una colletta alternativa che ricorda Maria associata alla Passione di Cristo. Inoltre, la Raccolta di Messe della Beata Vergine Maria, ispirandosi alla struttura dell'anno liturgico, offre cinque formulari specifici per il tempo di Quaresima, arricchendo il percorso verso la celebrazione pasquale. Questi formulari includono:

  • "Santa Maria discepola del Signore"
  • "Maria Vergine presso la croce di Cristo" (due formulari)
  • "Affidamento della Beata Vergine"
  • "Maria Vergine Madre di riconciliazione"

Questi formulari sottolineano l'esemplarità di Maria nell'accogliere la Parola di Dio, la sua partecipazione al mistero della passione del Figlio e il suo ruolo come madre di riconciliazione.

25 marzo 2026 - L'Annunciazione

La Pietà Popolare e la Figura di Maria nella Quaresima

Alla relativa scarsità di elementi mariani nella liturgia quaresimale in Occidente ha corrisposto un ampio sviluppo della pietà popolare, che ha dato vita a molteplici espressioni di devozione mariana, spesso legate alla figura della Vergine Addolorata.

La Via Crucis

La Via Crucis è uno dei pii esercizi più amati dal popolo cristiano, una sintesi di varie devozioni popolari sorte fin dal Medioevo. Essa include il pellegrinaggio ai luoghi della Passione, la devozione alle "cadute di Cristo", ai "cammini dolorosi" e alle "stazioni di Cristo". Questo esercizio spirituale, che concepisce la vita come un cammino, mira alla conformazione alla Passione di Cristo. Tra le sue stazioni, la IV e la XII sono dedicate alla Vergine Madre.

La Via Matris

La Via Matris Dolorosae, o semplicemente Via Matris, è un pio esercizio che consiste nel meditare i sette dolori della Vergine Maria attraverso sette soste (stazioni). Questo cammino spirituale, scandito dalla preghiera, ripercorre i principali dolori della vita di Maria accanto al Salvatore: la profezia di Simeone, la fuga in Egitto, lo smarrimento di Gesù, l'incontro sulla via del Calvario, la presenza sotto la croce, l'accoglienza di Gesù deposto dalla croce e la sua sepoltura.

La metafora della vita come cammino emerge chiaramente nella Via Matris e in altre forme di preghiera popolare. I Vangeli ci informano di numerosi viaggi compiuti da Gesù e Maria, tra cui il cammino della "Figlia di Sion" verso Zaccaria, il cammino di Maria incinta verso Betlemme, il cammino di "pia israelita" a Gerusalemme, il cammino di "donna esule", di "donna pellegrina", di "donna amica" a Cana e di "discepola fedele" sul Calvario.

La Via Matris, come la Corona dell'Addolorata, ha un valore spirituale e pastorale nel collegare i fedeli al mistero pasquale di Cristo, illuminando il mistero del dolore attraverso l'esperienza di Maria, favorendo la partecipazione alle sofferenze dei fratelli e suscitando sentimenti di misericordia.

Immagine della Via Crucis con la Vergine Maria che segue Gesù.

Lo Stabat Mater

Lo Stabat Mater, celebre planctus attribuito a Iacopone da Todi, è un capolavoro della letteratura sacra medievale. Esso figura nella liturgia del Venerdì Santo, al termine dell'Adorazione della Croce. Questo inno, amato e cantato dal popolo cristiano, viene spesso eseguito dopo la Corona dell'Addolorata o come canto processionale nella Via Matris. Le sue venti strofe offrono una narrazione calma, una supplica accorata e un desiderio vivo di partecipare al dolore della Madre, culminando nel desiderio di conformarsi a Cristo attraverso la condivisione del suo dolore.

L'Antifona "Ave Regina Caelorum"

Durante il tempo di Quaresima, è tradizione cantare, solitamente alla fine della Messa, l'antifona Ave Regina Caelorum. Nella forma straordinaria, questa antifona viene eseguita alla Compieta dalla Purificazione fino alla Settimana Santa. Il testo tradotto recita: "Ave, Regina dei cieli, ave, Signora degli Angeli; salve, o radice, salve, o porta da cui sorse la luce per il mondo. Gioisci, vergine gloriosa, splendida sopra tutti; salve, o sommamente degna, e supplica Cristo per noi".

Le espressioni utilizzate nell'antifona sono sempre in relazione con Cristo. L'espressione "radice feconda" ricorda Maria come radice di Jesse, padre di Davide. Maria è definita "porta del cielo" poiché il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria sono visti come porte del paradiso. La preghiera fa riferimento alle qualità mediatrici della Vergine, chiamata Mediatrix, e il versetto "Rallegrati, Vergine gloriosa" richiama il Gaude et laetare, Virgo Maria del Regina Coeli. Maria è regina e signora degli angeli per il suo ruolo nella redenzione.

Illustrazione della Vergine Maria ai piedi della croce, con il testo

La Fede di Maria: Modello per la Chiesa

Padre Raniero Cantalamessa, nelle sue predicazioni di Quaresima, sottolinea come la categoria fondamentale per comprendere la grandezza di Maria, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, sia la fede. Maria non ha solo creduto, ma ha "progredito" nella fede, vivendo un cammino di purificazione e spoliazione ("kenosi").

Gli episodi evangelici in cui Gesù sembra distanziarsi da Maria, come lo smarrimento nel tempio o la risposta a Cana ("Che c'è tra me e te, o donna?"), evidenziano come Maria abbia dovuto rinunciare ai suoi diritti di madre per seguire Gesù, apparendo come una donna tra le altre. La sua risposta a queste prove è stata la docilità assoluta e il silenzio, non un silenzio di tristezza, ma un silenzio buono che implica la lotta e la "fatica del credere".

La kenosi di Maria è stata la rinuncia a far valere i suoi diritti di madre del Messia, permettendo a Gesù di seguire la volontà del Padre. Questo percorso, pur nella sua esigenza, ha portato Maria a una gioia nuova, quella di non fare la propria volontà e di credere, una gioia che nasce dalla consapevolezza che "un Dio capito non sarebbe più Dio".

La figura di Maria, provata in ogni cosa eccetto il peccato, ci offre la certezza di avere una Madre che sa compatire le nostre infermità e ci guida nel cammino della fede e della sequela di Cristo.

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