Dio, infinitamente perfetto e beato in se stesso, per un disegno di pura bontà, ha liberamente creato l’uomo per renderlo partecipe della sua vita beata. Per questo, in ogni tempo e in ogni luogo, egli è vicino all’uomo. Lo chiama e lo aiuta a cercarlo, a conoscerlo e ad amarlo con tutte le forze. Convoca tutti gli uomini, che il peccato ha disperso, nell’unità della sua famiglia, la Chiesa. Per fare ciò, nella pienezza dei tempi ha mandato il Figlio suo come Redentore e Salvatore. In lui e mediante lui, Dio chiama gli uomini a diventare, nello Spirito Santo, suoi figli adottivi e perciò eredi della sua vita beata.

La Vocazione alla Comunione con Dio
La ragione più alta della dignità dell’uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. Fin dal suo nascere l’uomo è invitato al dialogo con Dio: non esiste, infatti, se non perché, creato per amore da Dio, da lui sempre per amore è conservato, né vive pienamente secondo verità se non lo riconosce liberamente e non si affida al suo Creatore.
L'uomo è per natura e per vocazione un essere religioso. Come sottolinea il Catechismo della Chiesa Cattolica, «Il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell'uomo, perché l'uomo è stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a sé l'uomo e soltanto in Dio l'uomo troverà la verità e la felicità che cerca senza posa» (n. 27). Questo desiderio, anche se in molti contesti culturali può sembrare sopito o assente, non è del tutto scomparso e si affaccia ancora oggi, in molti modi, al cuore dell’uomo.
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Il Desiderio Incessante dell'Uomo
Il desiderio umano tende sempre a determinati beni concreti, e tuttavia si trova di fronte all’interrogativo su che cosa sia davvero «il» bene, e quindi a confrontarsi con qualcosa che è altro da sé, che l’uomo non può costruire, ma è chiamato a riconoscere. L’esperienza umana dell’amore, l’amicizia, il bello e la conoscenza sono tutte esperienze che protendono verso il mistero che avvolge l’uomo stesso; ogni desiderio che si affaccia al cuore umano si fa eco di un desiderio fondamentale che non è mai pienamente saziato. L’esperienza del desiderio, del «cuore inquieto» come lo chiamava sant’Agostino, ci attesta che l’uomo è, nel profondo, un essere religioso, un «mendicante di Dio».
È pertanto possibile, anche nella nostra epoca, aprire un cammino verso l’autentico senso religioso della vita. Ciò richiede una sorta di pedagogia del desiderio, che insegni a imparare o re-imparare il gusto delle gioie autentiche della vita e a non accontentarsi mai di quanto raggiunto, tendendo verso un bene più alto e profondo. Questo dinamismo del desiderio, anche quando si inoltra su cammini sviati, è sempre aperto alla redenzione. Non si tratta di soffocare il desiderio, ma di liberarlo, affinché possa raggiungere la sua vera altezza e aprirsi a Dio, segno della presenza della fede nell'animo.
La Rivelazione Divina e la Natura Umana
L’uomo è una creatura unica: «Di tutte le creature visibili, soltanto l’uomo è “capace di conoscere e di amare il proprio Creatore”; “è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa”». Questa differenza è radicale: essenziale e non solo di grado. La struttura dell’essere umano presuppone una composizione di materia e spirito che modella uno stesso e unico soggetto. In tal modo l’essere umano non è una «giustapposizione di due elementi contrapposti», ma l’unione di due co-principi in una sola sostanza, di modo che «il corpo dell’uomo partecipa alla dignità di “immagine di Dio”: è corpo umano proprio perché è animato dall’anima spirituale, ed è la persona umana tutta intera ad essere destinata a diventare, nel Corpo di Cristo, il tempio dello Spirito».

Questa realtà ontologica rende possibile la capacità dell’essere umano di conoscere e amare: per questo possiamo governare il cosmo, avere coscienza di noi stessi, e soprattutto, scoprire e trattare Dio e amarlo scegliendolo come fine e orientando la nostra vita per dargli gloria compiendo la sua Volontà. «Dio ha creato tutto per l’uomo, ma l’uomo è stato creato per servire e amare Dio e per offrirgli tutta la creazione».
Dio si rivela e si dona in una storia intessuta di parole e avvenimenti. L’uomo lo accoglie liberamente, impegnando tutto se stesso, intelligenza, volontà e cuore, affidando a lui il proprio futuro, assentendo alla verità da lui comunicata. La Rivelazione divina permette agli uomini di accedere alla conoscenza di Dio con ferma certezza e senza mescolanza d'errore, nonostante le difficoltà e le resistenze umane.
La Fede e la Partecipazione alla Divina Natura
Affinché l’appello di Dio risuonasse per tutta la terra, Cristo ha inviato gli Apostoli che aveva scelto, dando loro il mandato di annunziare il Vangelo: «Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,19-20). Coloro che, con l’aiuto di Dio, hanno accolto l’invito di Cristo e vi hanno liberamente risposto, a loro volta sono stati spinti dall’amore di Cristo ad annunziare ovunque nel mondo la Buona Novella.
La fede è un dono dello Spirito Santo, che la previene, la suscita, la sostiene, l’aiuta a crescere. Tuttavia, essa è anche una scelta responsabile e ragionevole. La fede non è un vago sentimento, ma ha un contenuto di verità, che il credente deve conoscere sempre meglio. La fede cristiana è apertura coraggiosa e sottomissione incondizionata alla verità e pertanto costituisce lo spazio vitale più adatto per lo sviluppo della ricerca razionale e del senso critico. Agli occhi del credente la vita si illumina di nuovo significato e appare pienamente degna di essere vissuta. Cristo, «rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione».

Diventare Figli Adottivi e Partecipi della Natura Divina
La fede «opera per mezzo della carità» (Gal 5,6); non solo manifesta il senso delle cose, ma dà la forza di attuarlo. Ogni persona acquista valore assoluto, in quanto è chiamata alla comunione con Dio nell’eternità. I credenti sono così resi partecipi della divina natura. Dio, nella sua infinita bontà e saggezza, ha liberamente creato gli uomini, per farne figli adottivi nel suo unico Figlio. Questa partecipazione è il compimento della vocazione umana, il fine ultimo per cui l'uomo è stato creato. Attraverso la fede e la vita in Cristo, l'uomo è chiamato a trascendere la sua natura limitata e a entrare in una relazione profonda e trasformante con il Creatore, ereditando la sua vita beata.