Il Patrimonio Sacro di Matera: Argenti e Creazioni d'Arte

La città di Matera, ricca di storia e spiritualità, custodisce un patrimonio sacro di inestimabile valore, che spazia dagli antichi manufatti religiosi conservati nella sua Cattedrale alle opere d'arte contemporanea che continuano a celebrare le sue profonde tradizioni. Questo articolo esplora i preziosi argenti sacri della Cattedrale e il significativo contributo dell'artista Francesca Cascione nel contesto dell'arte sacra locale.

Gli Argenti Sacri della Cattedrale di Matera nel Museo Diocesano

L'arte e la fede, con i loro segni di storia, devozione e talvolta superstizione, sono spesso dipinte con i colori della spontaneità della gente, come sottolinea lo scrittore lucano Raffaele Riviello, e sono ospitate nei musei diocesani della Basilicata. A Matera, un esempio preminente è il Museo diocesano.

Il Museo Diocesano di Matera: Custode di Tesori

Il Museo diocesano di Matera, inaugurato nel 2011, è allestito nei locali dell’ex seminario, una struttura costruita nel 1906 dall’arcivescovo Raffaele Rossi. Questo museo ospita numerose opere d’arte sacra medievale, databili tra l’XI e il XX secolo.

La collezione è costituita in prevalenza da statue lignee e in pietra policroma del Cinquecento e del Seicento, e da un cospicuo numero di argenti sacri del Quattrocento e del Settecento. Questi preziosi manufatti provengono dal tesoro della Cattedrale e della chiesa di Santa Chiara.

Interno del Museo Diocesano di Matera con esposizione di argenti sacri

Tra gli oggetti di particolare rilievo si annoverano la croce pettorale di manifattura bizantina del secolo XI, il braccio reliquiario di sant’Eustachio, di san Giovanni da Matera e di san Biagio, oltre al busto di Sant’Agapito.

Francesca Cascione: L'Artista e il Carro Trionfale della Bruna

Francesca Cascione, artista materana, si distingue nel panorama dell'arte sacra contemporanea, in particolare per il suo contributo alla realizzazione del celebre Carro Trionfale di Maria Santissima della Bruna, patrona della Diocesi di Matera-Irsina.

Il Carro Trionfale e la sua Simbologia

Fede e tradizione, tra sacro e profano, salutano a Matera la presentazione del carro trionfale che il 2 luglio trasporterà per le strade cittadine, dal rione Piccianello alla basilica cattedrale, la Patrona Maria Santissima della Bruna. Il carro trionfale rappresenta un imponente vascello simbolico, quale immagine della Chiesa che naviga con il sostegno della speranza nelle acque turbolente della vita. Il carro trionfale, nella serata del 2 luglio, sarà trainato da quattro coppie di muli, scortato da cavalieri in costume di epoca spagnolesca, fino alla deposizione in Duomo della statua della Santa Padrona.

STRAZZO 2023 Festa della Bruna by Geo CORETTI

La Visione Artistica di Francesca Cascione per il Carro della Bruna

Nella Fabbrica del Carro Trionfale nel quartiere di Piccianello di Matera si è svolto un incontro tra i giornalisti e l’artista Francesca Cascione, che sta lavorando per la realizzazione del Carro Trionfale in onore di Maria Santissima della Bruna, sul tema “Allo spezzare il pane i discepoli di Emmaus lo riconobbero e dissero: Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture”.

Nel progetto sono presenti 13 statue a grandezza naturale, realizzate a tuttotondo, di cui 5 nella scena centrale, e 14 angioletti anch'essi a tuttotondo. Tutte le statue sono realizzate con dovizia di particolari, ponendo particolare cura e attenzione alle espressioni dei volti.

Per i dipinti raffiguranti scene e soggetti religiosi, è stato adoperato uno stile bizantineggiante, scelta stilistica mirata sia a evidenziare una netta distinzione dalle scene attualizzate, sia a omaggiare la sacra effige di Maria Santissima.

Dettaglio artistico del Carro Trionfale realizzato da Francesca Cascione, scena discepoli di Emmaus

Le Scene Iconografiche Dettagliate del Carro

Sulla torre anteriore è presente il dipinto raffigurante la scena in cui Gesù raggiunge i due discepoli, scelti dall'artista come una coppia di sposi (un uomo e una donna) affinché ogni osservatore possa immedesimarsi. Questi, in cammino verso Emmaus, di ritorno da Gerusalemme, rimuginano affranti e delusi su come, con la crocifissione di Gesù, tutte le loro speranze siano crollate. Gesù si pone in ascolto dei due discepoli che però non lo riconoscono a causa del loro cuore appesantito. Condividendo la loro solitudine, Egli lascia che raccontino di come Gesù sia morto sulla Croce e con Lui tutte le loro speranze di salvezza ormai svanite. Il cuore dei due, ascoltando queste parole di speranza del "forestiero", inizia a dilatarsi e scaldarsi, proprio come accade a noi quando siamo affiancati da qualcuno che ci ascolta e ci parla con amore e comprensione nei momenti di sconforto, quando siamo soli con il nostro dolore, le nostre aspettative deluse e le nostre paure.

Sulla torre posteriore è raffigurato il momento in cui i due discepoli, accortisi che il giorno volge al termine e stanno per calare le tenebre, arrivano stanchi davanti alla loro dimora. Il “forestiero” sta per andare via, ma loro, toccati nella profondità delle loro viscere dai suoi discorsi, sentendosi accolti da lui e desiderosi ancora di intimità con Lui, con i loro cuori entrati in sintonia con il suo, lo invitano a restare: Egli entra per dimorare con loro. Proprio come i due discepoli si sentono accolti dal “forestiero” e gli chiedono di restare con loro al volgere della sera, così oggi sono tante le persone che, stanche e affaticate dal lungo e duro percorso, decidono di chiedere aiuto e accoglienza.

La scena centrale rappresenta l’interno della casa dei due discepoli. Sono presenti tre generazioni simboleggiate dalla bambina, figlia dei due discepoli, e dal nonno. Gli anziani sono chiamati a guidare con amore e attenzione le nuove generazioni e ad applicarsi diligentemente alla cura spirituale dei credenti nella loro Chiesa. È rappresentato un esempio di famiglia di quel tempo, che viveva serenamente e con semplicità il momento di convivialità della cena. Sulla tavola imbandita, accanto alle Sacre Scritture e a Gesù, ritroviamo anche la lucerna a simboleggiare la luce che la Parola di Cristo emana per noi e ci guida lungo il sentiero della vita, permettendoci di percorrerlo con fede e sicurezza. È raffigurato, inoltre, il momento immediatamente successivo a quello in cui Gesù, con naturale familiarità, spezza il pane a tavola. Egli, infatti, è in posizione sopraelevata, pronto ad ascendere al Cielo e a scomparire dalla vista dei discepoli. In quel momento i discepoli lo riconoscono esprimendo tutto il loro stupore.

Nella torre posteriore è raffigurato l’attimo dopo, quello in cui i due discepoli partono senza indugio, dove il volto non è più triste ma radioso e il cuore non più appesantito ma colmo di gioia.

Nel riquadro a sinistra della fiancata è rappresentato un esempio di Chiesa evangelizzatrice e missionaria “in uscita” presso un villaggio africano. Fu infatti Papa Giovanni Paolo II a dare inizio all’emozionante avvenimento e che consegnò una croce di legno ai giovani per simboleggiare “l’amore del Signore Gesù per l’umanità” annunciando che solo in Cristo, morto e risorto, c’è salvezza e redenzione.

Al centro del rostro, la risurrezione di Gesù, evento centrale della narrazione del Vangelo. Come si può notare, Cristo è raffigurato in ogni parte del Carro, a rimarcare la sua presenza costante nel nostro cammino. Egli è sopra di noi per proteggerci, davanti a noi per guidarci, dietro di noi per custodirci e dentro di noi per benedirci. Ai lati del rostro sono presenti due angeli grandi che recano in mano un cartiglio con scritto “Ego sum via veritas et vita”.

Nella nicchia dell’auriga è presente un dipinto raffigurante San Luca Evangelista, autore del brano dal quale è tratto il tema del Carro e primo pittore di Maria, intento a dipingere la sacra effige della nostra Madonna.

Biografia e Altre Opere di Francesca Cascione

Francesca Cascione è nata a Matera il 3 aprile 1984. La passione verso l’arte la accompagna sin dalla tenera età e la porta a cimentarsi in svariate tecniche artistiche. Dalla pittura su svariati supporti, con particolare abilità nel ritratto, le sue conoscenze si ampliano, con l’insegnamento da parte del maestro rumeno Constantin Udroiu, delle antiche tecniche dell’affresco e delle icone e della pittura sul vetro.

Ritratto di Francesca Cascione nel suo studio d'arte

Il suo percorso artistico include diverse collaborazioni e realizzazioni significative nel campo dell'arte sacra:

  • 2021-2022: Partecipazione alla mostra presepi “Il Bambino che si fa pane” presso la Chiesa del Carmine (Palazzo Lanfranchi), organizzata dall’Associazione Maria Santissima.
  • 2018-2019: Realizzazione del primo presepe narrato in cartapesta “L’alba della Fede” nella splendida cornice dei Sassi di Matera, precisamente nella chiesa di Sant’Antonio Abate.
  • 2013: Collaborazione alla realizzazione del Carro Trionfale in onore di Maria Santissima della Bruna.
  • 2006: Realizzazione dell’affresco sacro in stile bizantino dell’edicola votiva della chiesa Maria Santissima.
  • Tra gli altri lavori noti: un ritratto di S.E. Mons. per la Basilica Cattedrale di Matera e opere per la Chiesa Madre Santa Maria Maggiore di Miglionico.

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