Introduzione alla Quaresima
La Quaresima è una delle ricorrenze che la Chiesa cattolica e altre Chiese cristiane celebrano lungo l'anno liturgico. Tale periodo è caratterizzato dall'invito alla conversione a Dio. San Giovanni Paolo II aveva descritto la Quaresima come un “impegno per una nuova vita, ispirata ai valori del Vangelo”, allontanandosi dall’egoismo e avvicinandosi al cammino di Cristo. L’uomo è chiamato, con l’aiuto di Dio, a lottare con le armi del digiuno e della penitenza per giungere ad un profondo rinnovamento nello spirito e ad una più autentica riconciliazione con Dio suo Creatore.
La Quaresima è il periodo di quaranta giorni che prepara alla celebrazione della Pasqua. Inizia, nel Rito Romano, con il Mercoledì delle Ceneri e si estende fino al Giovedì Santo. Il numero quaranta ricorre frequentemente nelle Scritture, ricordando i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano e prima del suo ministero pubblico. Matematicamente dura 44 giorni, ma le domeniche non si contano, associando il periodo a 40 giorni accostabili a diversi eventi, innanzitutto al passo di Matteo nel Vangelo che recita: “Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo”.
Sono pratiche tipiche della Quaresima il digiuno ecclesiastico e altre forme di penitenza, la preghiera più intensa e la pratica della carità. Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima. Digiunare serve per essere più presenti a se stessi, pregare per essere in comunione con Dio, e la carità per un più forte impegno verso i fratelli. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio. La Chiesa, in questo tempo, prega: «Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa, attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore».

Il Mercoledì delle Ceneri: Inizio del Cammino Quaresimale
Il Mercoledì delle Ceneri è il giorno nel quale i Sacerdoti compiono il rito di imposizione delle ceneri, ottenute con i rami d’ulivo benedetti l’anno precedente nella Domenica delle Palme. Imponendole sul capo dei fedeli, ripetono una duplice formula: «Convertitevi e credete al Vangelo» oppure «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai». Il primo richiamo è alla conversione che significa cambiare direzione nel cammino della vita, andando controcorrente rispetto a uno stile di vita superficiale, mentre la seconda formula rimanda alla fragilità umana e alla morte, ricordando che Dio ha creato l’uomo destinandolo all’immortalità.

Regole di Digiuno e Astinenza in Quaresima
Nella Chiesa cattolica, il digiuno è una pratica di autodisciplina con finalità penitenziale, riferendosi alla riduzione dell’assunzione di cibo e alla limitazione del numero di pasti. L'astinenza si riferisce all'astensione dalla carne. L'immaginario comune associa la Quaresima a un periodo di astensione totale dalla carne, dagli alcolici, dai dolci e da tutti i cibi grassi e opulenti. Fino all'inizio del XX secolo, le regole ecclesiastiche richiedevano espressamente di privarsi anche di uova e latticini, ma ora sono meno restrittive. Il quarto dei cinque precetti generali della Chiesa sul tema è chiaro: «In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno».
Norme Generali
- Il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo sono giorni di digiuno e astinenza. Le regole consentono ai cattolici di consumare solo un pasto completo e due pasti più piccoli che, combinati, non corrispondono a un pasto normale. In questi due giorni e in tutti i venerdì di Quaresima non si può mangiare carne.
- Negli altri venerdì di Quaresima, i cattolici devono astenersi dal mangiare carne, anche se possono consumare tre pasti completi. La Conferenza Episcopale Italiana ha stabilito che «l'astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità».
- Le persone di età compresa tra i 18 e i 59 anni, in buone condizioni di salute, sono tenute a digiunare il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo. Chi ha 14 anni o più deve astenersi dalla carne nei venerdì di Quaresima.
Esenzioni e Precisioni
- Sono esenti dal digiuno i bambini, gli adulti con malattie fisiche e mentali, le donne incinte e quelle che allattano. L’USCCB sottolinea che «dovrebbe prevalere il buon senso» e che nessuno dovrebbe mettere a rischio la propria salute per digiunare.
- Per quanto riguarda i liquidi, non ci sono regole specifiche, quindi caffè, tè e soda vanno bene. Un frullato che costituisce un pasto probabilmente conterà come cibo. La Chiesa non pone limiti specifici all’alcol, raccomandando la discrezione personale.
- Le domeniche di Quaresima non sono «giorni prescritti di digiuno e astinenza», lasciando la decisione di mantenere il sacrificio personale a una scelta individuale.
- L'astinenza si riferisce al cibo, non al sesso.
- La costituzione apostolica *Paenitemini* di San Paolo VI del 1966 ha approfondito «il significato e l'importanza del precetto divino della penitenza», chiarendo che la legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi alle consuetudini locali.
Perché non si mangia carne?
Nei giorni di magro la regola è quella del «carnem-levare», eliminare la carne, espressione dalla quale deriva il termine carnevale. Da qui l'usanza comune di mangiare il pesce. Le spiegazioni possono essere diverse: l'assonanza tra la carne e Gesù in croce, ma anche il fatto che la carne, specie quella rossa, è da sempre considerata un cibo opulento, per cui poco consono per un momento di riflessione. San Tommaso d’Aquino scriveva che la carne rossa dà più piacere, quindi eliminarla sarebbe dimostrazione di maggior sacrificio. I pesci sono ammessi poiché sono animali a sangue freddo, in contrapposizione alle carni di animali a sangue caldo come il pollo. Per questo motivo, le fritture di pesce sono un'ottima opzione per i venerdì di Quaresima; un pasto modesto nella tua parrocchia è probabilmente un’opzione migliore di un sontuoso banchetto di pesce in un ristorante di lusso.
La Liturgia Quaresimale
La liturgia del tempo quaresimale è caratterizzata da umiltà, penitenza e morigeratezza. Il colore liturgico della Quaresima è il viola, usato nella liturgia cristiana per indicare la penitenza e il distacco. Durante le messe della Quaresima, e fino alla Veglia pasquale, non si canta l'Alleluia e non si recita il Gloria, eccetto nelle feste e nelle solennità. È proibito ornare gli altari con fiori, eccetto che nelle feste, nelle solennità e nella domenica *Laetare*. L'organo tace se non per accompagnare il canto. In Quaresima, tutte le Messe, anche quelle feriali, hanno lettura, Vangelo e parti salmodiche proprie, in quanto in questo tempo si istruiscono i fedeli sulla Storia della Salvezza e si forniscono loro i preziosi insegnamenti morali contenuti nelle Scritture.

Il Giovedì Santo: Conclusione della Quaresima e Inizio del Triduo Pasquale
La Quaresima termina ufficialmente il Giovedì Santo, che precede la domenica di Pasqua. Il periodo quaresimale si chiude di fatto con la Messa serale della Cena del Signore (*in Cena Domini*). In questa sera si fa memoriale dell'istituzione del ministero sacerdotale e del sacramento dell'Eucaristia, che Gesù insegnò ai suoi discepoli. Il Giovedì Santo è un momento spirituale profondo, in cui la Chiesa si riunisce attorno al Vescovo.
Uno dei momenti principali della liturgia della Parola del Giovedì Santo è il Mandatum o Lavanda dei piedi. Il Vangelo di Giovanni (13,1-15) ci ricorda l’importanza di questo momento, quando Gesù lavò i piedi agli apostoli increduli e disse: «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi». Questo rituale, derivante da un’usanza già presente nella Pasqua Ebraica, ha una rilevanza ben più forte, dal momento che Gesù per primo compì questo atto per far comprendere ai suoi discepoli che la loro vita doveva essere dedicata al servizio del prossimo e della Parola di Dio, stabilendo come nessuna gerarchia dovesse essere presente tra loro. Si tratta quindi di un grandissimo esempio di carità e amore cristiano. La Lavanda dei piedi, inizialmente celebrata in altro luogo e momento per i soli sacerdoti, fu spostata da Papa Pio XII all’interno della Messa della Cena del Signore, e da allora viene offerta a 12 fedeli maschi, a ricordo degli apostoli.
La lavanda dei piedi e le "resistenze" al servizio (Gv 13,1-15), di fra Umile mdv
Oltre la Quaresima: Il Triduo Pasquale
Sebbene la Quaresima termini il Giovedì Santo, il digiuno quaresimale e gli impegni personali di solito continuano fino a Pasqua. Il documento papale *Paschalis Solemnitatis* lo raccomanda affinché «con cuore sollevato e accogliente siamo pronti a celebrare le gioie della domenica di risurrezione». Il Venerdì Santo, pur facendo parte del Triduo Pasquale che segna la fine della Quaresima, è un giorno di astinenza e di profonda penitenza, in cui si commemora la passione e la crocifissione di Gesù Cristo. Anche il Sabato Santo è un giorno di astensione e digiuno, sebbene solo consigliati, caratterizzato dal silenzio e dall'attesa della Risurrezione. In questi giorni è proibita la celebrazione dei sacramenti, compreso quello del matrimonio, con eccezione di quelli della penitenza e dell'unzione degli infermi. Il senso autentico della Quaresima si coglie nella luce del Mistero Pasquale, che viene celebrato nel solenne Triduo Pasquale.