L'Altare Papale di Clemente VIII nella Basilica di San Pietro in Vaticano

La Basilica di San Pietro in Vaticano è il simbolo della Chiesa cattolica nel mondo e la più grande delle quattro basiliche papali di Roma. Visitando la Basilica di San Pietro, infatti, si possono ammirare la straordinaria facciata realizzata da Carlo Maderno, i raffinati interni della chiesa, i 46 altari e le 11 cappelle che ospitano opere come la Pietà di Michelangelo e il baldacchino del Bernini.

Contesto Storico e Architettonico della Basilica

L'attuale basilica sorge nell'area precedentemente occupata dall'antica Basilica di San Pietro, detta anche Basilica di Costantino. Quest'ultima, posta a Roma sul Colle Vaticano, al di là del fiume Tevere, fu edificata dall'Imperatore Costantino tra il 318 e il 349 d.C. in onore dell'Apostolo San Pietro, nel luogo dove sorgeva la sua Tomba, martirizzato a Roma tra il 64 e il 67 e oggi sepolto nella Necropoli Vaticana. La Basilica Costantiniana fu consacrata nel 326 d.C.

Ricostruzione grafica dell'Antica Basilica di San Pietro

Dopo un periodo di abbandono durato 1200 anni, solo nel 1506 Papa Giulio II affidò a Donato Bramante il progetto per la nuova e attuale Basilica di San Pietro. Bramante propose un'enorme struttura a pianta centrale a forma di croce greca racchiusa all'interno di un quadrato con un'immensa cupola sopra il centro. Al Bramante succedette come capo architetto Raffaello, e quando morì Raffaello, prese il suo posto Michelangelo, che progettò la cupola che vediamo oggi. Al momento della morte di Michelangelo nel 1564, era stato costruito soltanto il tamburo della cupola, che fu completata nel 1590 da Giacomo della Porta. L'edificio stesso ha proporzioni notevoli: la navata è lunga 211,5 metri (compreso il nartece) e la cupola misura 42 metri di diametro, raggiungendo i 132,5 metri di altezza. I lavori sulla facciata furono iniziati nel 1607 e poi completati dall’architetto Carlo Maderno nel 1614. La chiesa fu finalmente riconsacrata nel 1626 da Papa Urbano VIII, esattamente 1300 anni dopo la consacrazione della prima chiesa.

La Storia e l'Edificazione dell'Altare Papale di Clemente VIII

L'Altare Papale della Basilica di San Pietro è uno dei luoghi considerati più sacri di tutta la cristianità, posizionato in corrispondenza verticale di altari precedenti. In origine, era l’altare di Gregorio Magno (590-604), poi sostituito dall’altare di Callisto II (1123).

L'attuale altare fu commissionato da Clemente VIII Aldobrandini e realizzato nel 1594. La decisione di erigere un nuovo altare maggiore fu presa da Clemente VIII durante una visita pastorale il 3 luglio 1592, poiché l'antico altare voluto da Callisto II attorno al 1100 risultava oramai troppo piccolo e addirittura infossato rispetto alla nuova pavimentazione sopraelevata della basilica.

Per la sua realizzazione, fu utilizzato un grande architrave di marmo pario, rinvenuto poco tempo prima nel Foro di Nerva. Questo architrave misurava 4,35 metri di lunghezza per 2 metri di larghezza e 1,23 metri di altezza. Fu tagliato nelle dimensioni desiderate, e i lati lunghi furono divisi da paraste in tre riquadri. L’altare fu posto sopra una base raggiungibile dopo aver salito cinque gradini, portati successivamente al numero simbolico di sette.

Dettaglio dell'Altare Papale di Clemente VIII con l'iscrizione

Il nuovo Altare Papale, ricavato dall’antico architrave, fu consacrato il 26 giugno del 1594. Questo evento viene ricordato dalla scritta incisa e dorata nella parte alta dello stesso: “CLEMENS PAPA VIII SOLEMNI CONSECRAVIT VI KAL. IVL. AN. MDXCIII PONT.” (Clemente Papa VIII consacrò solennemente il 26 giugno dell'anno 1593 del suo pontificato).

Architettura e Simbolismo

L’Altare Papale si trova in corrispondenza verticale di quelli precedenti di Gregorio Magno e Callisto II. Sebbene non sia esattamente al centro della cupola, è visibilmente spostato verso l’abside. Come era consuetudine fare all’interno delle basiliche paleocristiane, anche in questo caso l’altare è rivolto verso Est, in direzione del sole che nasce, simboleggiando Cristo risorto. Il suo utilizzo è riservato esclusivamente alle celebrazioni del pontefice o, al massimo, a persone che possono ricevere da lui la delega.

Il Baldacchino del Bernini: Custode dell'Altare

Sopra l'Altare Papale si erge il Baldacchino di San Pietro, un'opera monumentale realizzata tra il 1624 e il 1633, progettata da Gian Lorenzo Bernini. Il maestoso progetto consta di una struttura in bronzo posta a protezione e indicazione della Tomba di San Pietro, situata direttamente al di sotto. Le colonne tortili del Baldacchino traggono ispirazione dal Tempio di Salomone e creano continuità con le colonne, anch’esse tortili, della pergula della vecchia basilica di San Pietro. Una trabeazione concava, tipica del barocco, unisce i quattro pilastri del baldacchino. Da qui dipartono quattro volute a dorso di delfino, che sorreggono un globo d’oro sormontato da una croce. Spesso si legge che il bronzo usato per le colonne del baldacchino sia lo stesso asportato e fuso dalle travature del pronao del Pantheon, fatto che diede origine a una celebre "pasquinata".

La San Pietro di Bernini: il baldacchino e la piazza

La Confessione e la Tomba di San Pietro

Sotto la cupola, e quindi sotto l'Altare Papale, si trova la Confessione, un incavo semicircolare generalmente utilizzato per accogliere e conservare le reliquie. Si accede ad essa tramite rampe di scale speculari e un portoncino di legno, scendendo in un'area definita da balaustri di broccatello alternati a pilastri decorati in alabastro orientale e marmo bianco e nero. È in questo luogo sacro, sulle pendici meridionali del Colle Vaticano, che venne rinvenuta una piccola edicola funeraria chiamata “Trofeo di Gaio” e una tomba circondata da un muro di rispetto (il “muro rosso”) ricoperto da graffiti cristiani. Nel centro della Confessione è localizzata la Tomba di San Pietro, con un'edicoletta pagana del II secolo, a sottolineare la continuità storica e sacrale del luogo fin dai tempi apostolici.

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