La Bassa Valtellina offre un contesto ricco di storia e tradizioni, e i borghi di Cino e Mantello si inseriscono in questo scenario con le loro vicende secolari. Il territorio è caratterizzato da una varia escursione altimetrica; Cino, ad esempio, si trova a 488 metri sul livello del mare.
Contesto Geografico e Origini Storiche di Cino
L'esistenza di Cino è attestata fin dall'epoca della dominazione franca nell'Italia settentrionale, un periodo che risale al secolo VIII d.C., quando i Longobardi portarono il confine dei loro domini alla catena alpina, inglobando l'intera Valtellina. Tracce della presenza longobarda sono rinvenibili ancora oggi nei dialetti valtellinesi, con un repertorio significativo di termini come "sberlüsc'" (lampo), "matüsc'" (caciottella di formaggio molle), “güdàzz" (padrino), "sluzz" (bagnato), "balòss" (furbo), "maschérpa" (ricotta), "gnècch" (di malumore), "lifròch" (sciocco), "bütér" (burro), "scagn" (appoggio per mungere), "scràna" (panca), "scoss" (grembo) e "stracch" (stanco).
In seguito, alcuni soldati franchi si insediarono su questi poggi, probabilmente dando origine al nome "Cech", che deriverebbe da "Franchi". Nel 1417, Cino divenne un'entità autonoma, menzionata con l'espressione “comune loci de Zizino”.

Il Dominio delle Tre Leghe Grigie e gli "Estimi Generali"
Nel 1512, iniziò il dominio quasi tricentenaristico delle Tre Leghe Grigie sulla Valtellina. I nuovi signori, al fine di calcolare le esazioni, stesero gli Estimi generali del 1531, che offrono un interessante spaccato della situazione economica della valle. Nel "communis de Cigino" (Cino), furono registrati beni per un valore complessivo di 1127 lire, così suddivisi:
- Case e dimore: 148 lire
- Prati e pascoli (287 pertiche): 152 lire
- Orti (4 pertiche): 10 lire
- Boschi e terreni comuni: 27 lire
- Campi e selve (1363 pertiche): 581 lire
- Alpeggi (che caricavano 190 mucche): 38 lire
- Vigneti (102 pertiche): 158 lire
- Vino torchiato (4 brente): 4 lire
- Mulini (6): 6 lire
A titolo comparativo, Morbegno registrava un valore complessivo di 12163 lire, Talamona 8530 e Forcola 2618.
Dalle Parrocchie Autonome alle Crisi Demografiche
Nel 1622, Cino fu eretta a parrocchia autonoma, due anni prima della peste che afflisse la Valtellina. La sua chiesa, dedicata a San Giorgio, venne poi ristrutturata verso la fine del Seicento e consacrata dal Vescovo di Como Giova Battista Mugiasca il 9 giugno del 1780. Al momento dell'erezione a parrocchia, il sacerdote Fioramondo Greco di Mello era il parroco, eletto dagli abitanti di Caspano.
Secondo il manoscritto di don Giovanni Tuana (1589-1636), “De rebus Vallistellinae”, la prima ondata di peste del Seicento non colpì Cino, dove a mezzo il monte vi era la chiesa parrocchiale di San Michele. Tuttavia, una seconda ondata nel biennio 1635-36, non meno dura, vide la perdita di metà e anche più della popolazione in Valtellina, compreso lo stesso Tuana. Nel 1797, Cino contava 459 abitanti.
Cino e Mantello nell'Età Moderna e Contemporanea
A metà del Settecento, lo storico Quadrio menzionava Cino come l'ottava comunità della squadra di Traona, accennando anche a un castello i cui ruderi erano ancora visibili. Con l'ordinamento napoleonico, Cino fu inizialmente inserita nel III distretto di Sondrio, nel dipartimento del Lario, per poi passare al cantone di Morbegno nel 1805 e infine, insieme a Monastero e Mantello, al comune principale di Dubino.
Il periodo della dominazione austriaca fu segnato da eventi negativi per l'economia della valle: l'eccezionalmente rigido inverno del 1816 causò il fallimento dei raccolti del 1817, ricordato come l'anno della fame. Successivamente, epidemie di colera colpirono la popolazione per quattro volte (1836, 1849, 1854 e 1855), mentre fillossera e peronospora negli anni Cinquanta misero in ginocchio la vitivinicoltura valtellinese.
All'Unità d'Italia, nel 1861, Cino contava 525 abitanti (115 famiglie, 115 case più 2 vuote), saliti a 675 nel 1911. Un anno significativo fu il 1909, quando arrivò l'energia elettrica, resa possibile dalla costruzione di una centralina sul torrente Pusterla. Le acque di questo torrente, che secondo una leggenda avevano raso al suolo la casa dei nobili Pusterla di Mantello, ora assicuravano luce alla sezione occidentale della Costiera dei Cech.
La popolazione di Cino tornò a scendere nel primo dopoguerra, passando da 668 abitanti nel 1921 a 586 nel 1936. Ercole Bassi, nella sua “La Valtellina - Guida illustrata” del 1928, descrive Cino e dintorni, menzionando la frazione di Piussógno e la chiesetta con oggetti di pregio come cartoni ad olio del '700, candelabri dorati e una pala d'altare con Santa Margherita. La strada da Mantello a Cino (lunga 4 km) conduceva a Cino, con osterie e una cooperativa agricola. Nella chiesa di Cino erano presenti pregevoli quadri dei secoli XVII e XVIII, inclusa la pala del primo altare a sinistra con il Transito di San Giuseppe, attribuita a P. Ligari.
Cino subì anche perdite significative durante la Seconda Guerra Mondiale, con caduti come Romegioli Andrea, Valena Innocente, Valena Eugenio, Valena Felice, Pedranzini Felice e Zanoli Pietro, oltre a Camarri Marcello, morto per cause di guerra nel 1963. Vengono ricordati anche i dispersi in Russia, tra cui Berti Ezio, Camarri Felice, Pedranzini Giovanni, Pedraglio Pierino, Rizzi Edoardo, Tibi Teofilo e Rizzi Olimpio.
La popolazione di Cino ha poi continuato a diminuire nel dopoguerra, passando da 596 abitanti nel 1951 a 333 nel 1991, a causa dello spopolamento o dell'insediamento nei paesi del fondovalle.

La Chiesa Parrocchiale di San Giorgio a Cino
La chiesa parrocchiale di Cino, dedicata a San Giorgio, è un punto di riferimento architettonico di stile barocco, con altari di particolare pregio. La chiesa fu consacrata il 9 giugno del 1780. L'iconografia di San Giorgio che trafigge il drago, simbolo delle forze del male, emerge dal fondovalle. Cino, situato sulla Costiera dei Cech, è una meta per gli amanti dell'arte rurale, con vecchie case abbellite dai balconi in legno e pannocchie in essiccazione.
L'Archivio storico della Parrocchia di S. Giorgio a Cino, situato nella casa parrocchiale in piazza S. Giorgio, è una fonte preziosa. Nonostante il beneficio parrocchiale sia stato costituito nel 1514, l'archivio conserva registri di battesimi, cresime, matrimoni, morti, stati d'anime, atti di nascita, matrimonio e morte, nonché processicoli matrimoniali, documenti del beneficio parrocchiale, carteggio amministrativo, legati, un fondo membranaceo, registri delle confraternite e della fabbriceria.
Mantello: Storia e Spiritualità
Il territorio di Mantello, a monte dell’abitato, è stato terrazzato e sfruttato per la coltivazione della vite. Mantello, storicamente luogo di residenza di famiglie nobili, ospita la graziosa Chiesa dei Santi Colombano e Gregorio, conosciuta anche come di San Marco per le processioni che vi si svolgono il 25 aprile.
L'Archivio storico della Parrocchia di S. Eusebio a Mantello (parrocchia eretta nel 1480, con la chiesa costruita all'inizio del sec. XV) contiene registri di battesimi, cresime, matrimoni, morti, stati d'anime, atti di nascita, matrimonio e morte. Include anche carteggio amministrativo, legati, inventari di arredi e archivi, un fondo membranaceo, registri delle confraternite e della fabbriceria.

I Ritmi della Montagna e le Tradizioni Locali
La Bassa Valtellina, con i suoi borghi pittoreschi, racconta la sua storia attraverso i resti di antichi castelli, monasteri, murales, vecchie case con ballatoi in legno, lavatoi e attività artigianali. Cino in particolare è un borgo che incanta con le vecchie case abbellite dai balconi in legno, le pannocchie in essiccazione e gli intonaci delle porte contornati dai colori azzurro e rosa. I ritmi della vita rurale in passato erano segnati da tradizioni come la "serenada" notturna, un corteggiamento discreto e suggestivo, oggi quasi scomparso. I boschi circostanti offrono la possibilità di passeggiate e la degustazione di prodotti tipici valtellinesi come il formaggio Bitto, i pizzoccheri e la polenta taragna.
Panorami e Sentieri: Le Alpi di Cino
Per gli amanti dei sentieri montani, l'Alpe Bassetta (1746 m) e l'Alpe Piazza rappresentano il fiore all'occhiello del comune di Cino, offrendo escursioni di grande valore panoramico. Altre alpi significative includono Nestrelli (1178 m). Il territorio è anche attraversato dalla val Maronara e dalla val Chignolo, offrendo scorci naturali e la possibilità di immergersi nella bellezza delle Alpi Orobie.
tags: #casa #parrocchiale #cino #e #mantello