Le Suore della Riparazione rappresentano un'istituzione di profonda rilevanza storica e sociale a Milano, con un carisma incentrato sull'adorazione eucaristica e un'intensa attività apostolica dedita all'accoglienza e rieducazione delle giovani in difficoltà. Come si legge in un antico diario della Casa, "Il mondo non s’accorge di quanto si compie di grande in quest’umile casetta. È compiuto il nostro sacrificio!"
Le Origini e i Fondatori
La congregazione religiosa fu fondata da due figure milanesi di spicco: Carlo Salerio e Maria Carolina Orsenigo. Padre Salerio era originario della parrocchia di S. Stefano, mentre Maria Carolina Orsenigo proveniva da S. Marco.
Padre Carlo Salerio: Missionario e Predicatore
Padre Carlo Salerio fu uno dei primi fondatori del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere). Partito per l’Oceania nel 1855 insieme ad altri sei compagni, rientrò tre anni dopo, provato da un’esperienza missionaria che, seppur fallimentare dal profilo umano, si rivelò proficua per il Regno di Dio. Nonostante le difficoltà, continuò a lavorare senza tregua: curava la formazione dei futuri missionari insegnando al Seminario Lombardo del Pime, dove dimostrava anche una buona conoscenza dell’inglese. Collaborava inoltre con mons. Giuseppe Marinoni, scrivendo su giornali cattolici e riviste. Salerio era un predicatore molto apprezzato, non solo da numerosi ordini religiosi ma anche dalla borghesia milanese che accorreva ad ascoltarlo. Don Carlo morì a Milano, nella sede del Seminario Lombardo per le Missioni, il 29 settembre 1870. I suoi resti mortali riposano nella cripta della Casa Madre delle Suore della Riparazione, a Milano, insieme a quelli di Madre Carolina Orsenigo.

Maria Carolina Orsenigo: Vocazione e Dedizione
Maria Carolina Orsenigo mostrò una precoce vocazione religiosa, insegnando catechismo ai suoi coetanei già all’età di 9 anni. A 18 anni desiderava entrare nel monastero delle Clarisse di Lovere ed era stata accettata, ma la vigilia dell’ingresso in clausura, il suo padre spirituale don Giovanni Riboldi le disse: «Fermati! Il Signore ti destina a un’opera grande». Stupita da quell’invito esplicito, si rivolse anche all’Arcivescovo di Milano, il quale le consigliò di attendere. La giovane rimase in famiglia per diversi anni, dedicandosi sempre agli ultimi della società: spazzacamini, lavandaie, operai della fabbrica di tabacchi.
L'Incontro e la Fondazione
Un giorno, Carolina Orsenigo e Padre Salerio si incontrarono, riconoscendosi nello stesso ideale: la “salvezza delle anime”. Tra i due nacque una stretta collaborazione. Il 2 ottobre 1859, fondarono la prima comunità con quattro religiose, che allora si chiamavano “Pie Signore Riparatrici della Casa di Nazareth”. Le Pie Signore Riparatrici vennero poi denominate Suore della Riparazione.
Carisma e Missione dell'Istituto
Il carisma delle Suore della Riparazione si esprime pienamente nel motto «IN CHARITATE REDEMPTIO», evidenziato nella croce ed espresso nell’amore incondizionato e gratuito dei Cuori SS. di Gesù e Maria. Il fine della loro missione è la gloria a Dio nella santità di vita e nella partecipazione all’opera redentrice di Gesù, completando «nella propria carne quello che manca alla Passione di Cristo, a favore del Suo corpo che è la Chiesa» (Col).
Gli elementi che caratterizzano la vita religiosa dell’Istituto hanno come fulcro l’adorazione eucaristica riparatrice che, ove possibile, intende essere perpetua. Il Cuore di Gesù è il modello di ogni azione e parola, come scrivono i Venerati Fondatori: «Il Cuore di Gesù sarà il modello di ogni nostra azione e di ogni nostra parola» (Madre Orsenigo: Esortazioni spirituali, 36). Inoltre, «Le regole della vostra condotta dovete attingerle voi stesse, meditandole nel Cuore santissimo ed Immacolato di Maria» (Padre Salerio: Regole 1860 p.).

Il Servizio Apostolico
L’attività apostolica delle Suore si svolge ad imitazione «delle materne sollecitudini di Maria SS.». Il servizio viene vissuto nell’educazione delle adolescenti in difficoltà, dei bambini e ragazzi della scuola, e nell’assistenza alle persone “più abbandonate e disprezzate”.
L'Opera di Rieducazione e Accoglienza Storica
Le Suore iniziarono ad accogliere le prime ragazze “sbandate” che provenivano dal carcere, poiché il fondatore voleva evitare che vi rimanessero, affermando: «Quando escono sono peggiori». Si trattava, quindi, di compiere verso di loro un’opera di “rieducazione”.
Il Contesto Sociale del XIX Secolo
All’epoca, molte giovani lasciavano il loro paese per venire a lavorare a Milano. «Andavano “a servizio” nelle famiglie, ma capitava che rimanessero incinte e così venivano abbandonate; lo stesso accadeva alle domestiche anziane non più abili», spiega Madre Maria Motto. Erano il «rifiuto della società», ma le Suore della Riparazione le accoglievano nella loro casa. Il lavoro con loro era molto impegnativo, ma le religiose trovavano nell’adorazione perpetua davanti al Santissimo la forza e il coraggio necessari a svolgere il delicato compito rieducativo.
La "Casa di Nazareth" e l'Archivio Storico
In 150 anni di attività, sono state circa 8 mila le ragazze ospitate nella “Casa di Nazareth” per la rieducazione. Se non fosse stato per la segretaria, che durante la guerra nascose in una cantina tra il carbone tutte le cartelle personali, trasferendole da Milano a Missaglia, oggi l’archivio storico non esisterebbe più. Ben 2 mila furono le giovani accolte dalle suore mentre erano ancora in attesa di giudizio, come spiega Madre Maria Beretta: «Restavano in osservazione per un breve periodo, da una settimana a 2-3 mesi al massimo, poi venivano processate. Alla fine alcune finivano al Beccaria e altre tornavano da noi se si riteneva che la loro devianza si potesse correggere».

L'Attività Attuale e i Progetti Educativi
Oggi queste storie sembrano lontane anni luce e le ragazze ospitate nelle comunità delle Suore della Riparazione hanno alle spalle situazioni ben diverse dalle fanciulle dell’800 o dalle giovani degli anni ’50. Tutte comunque giungono in via Salerio per decreto del Tribunale per i minorenni.
Il Centro delle Suore è un ambiente educativo che si rivolge ai giovani e offre loro sia un servizio di istruzione e formazione professionale che delle occasioni d’incontro e di contenuti culturali, al fine di far emergere, sostenere, sollecitare e favorire una progettualità di vita umana e cristiana. Nel 1912 ebbero l’autorizzazione della Scuola Normale e nel 1938 quella per l’Istituto Magistrale.
Attualmente, sono tre le comunità che accolgono le ragazze dai 12 ai 18 anni:
- Smile
- Arcobaleno
- Sisters (nome scelto dalle ospiti)
Inoltre, la comunità “S. Anna” accoglie le più grandi (18-21 anni) con percorsi di autonomia. Il Centro diurno (“Progetto semina”) ospita invece in semiconvitto ragazze già conosciute dai servizi sociali del territorio. Per ogni minore viene individuato un progetto personalizzato, poiché quello che va bene per una non è detto che sia adeguato per un’altra.
Il 150° Anniversario di Fondazione
I festeggiamenti per i 150 anni di fondazione dell’Istituto Suore della Riparazione si sono conclusi con una Messa solenne di ringraziamento. L'evento ha incluso:
- Una celebrazione eucaristica presieduta da mons. Marco Ferrari e mons. Vincenzo Di Mauro.
- Una sacra rappresentazione dal titolo “Carlo Salerio: un sogno, una missione, riparare nella carità”.
- Un intervento della Superiora generale sul tema “Riparazione: dono senza scadenza”.
È stato anche possibile visitare la Mostra “In Charitate Redemptio”, che è rimasta aperta per un anno nei giorni di giovedì (dalle 15 alle 18) e il sabato e la domenica (dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18) o su prenotazione per persone singole o gruppi.
Eredità e Riconoscimento
L'importanza dei fondatori è testimoniata dal percorso di riconoscimento del Servo di Dio Padre Salerio. Madre Luigina ha riportato la cronaca della presentazione della “Positio”. La biografia documentata di Padre Salerio illustra il tempo dell’infanzia, la preparazione culturale e al Sacerdozio, e l’esperienza missionaria. Ricca è la documentazione della corrispondenza epistolare che intrattenne con le Figlie spirituali e la sua produzione di scritti ascetici-spirituali.
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