Esiste una vicenda che lega indissolubilmente la Repubblica di Venezia a Cropani, una storia che risale all’anno 831 e che da allora intreccia la vita di queste due località apparentemente così distanti. A unire i destini di Venezia e Cropani sono stati San Marco Evangelista e le sue preziose reliquie. La Rete delle città marciane, quelle in qualunque modo devote a san Marco Evangelista, si è riunita proprio a Cropani Marina, a testimonianza di questo profondo legame.

La Leggenda della Reliquia di San Marco a Cropani
Il bisogno di reliquie creò nei secoli importanti centri di spiritualità e di aggregazione comunitaria. Si narra che nell’anno 831, due mercanti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, di ritorno da Alessandria d’Egitto, riuscirono a impadronirsi del corpo di San Marco, trafugato dalle terre d’Oriente. Mentre navigavano lungo lo Ionio con il loro vascello carico dei resti del santo, furono colti da una poderosa tempesta davanti al Golfo di Squillace. La loro imbarcazione naufragò così sulle spiagge di Cropani.
Accortisi delle difficoltà, i cropanesi accorsero e aiutarono i componenti dell’imbarcazione, offrendo loro ospitalità e prodigandosi affinché i veneziani potessero fare ritorno alla loro terra. Questo gesto di generosità non lasciò indifferenti i mercanti, che erano anche notabili della Serenissima. In segno di riconoscimento, lasciarono in dono a Cropani la rotula del ginocchio destro di San Marco, da sempre conservata nella magnifica Collegiata di Santa Maria Assunta. Non solo, concessero a tutti gli abitanti della località che si affaccia sullo Ionio catanzarese la cittadinanza veneziana. Questo riconoscimento non rappresentava solo un fregio di prestigio, ma consentiva all’epoca diversi vantaggi, tra cui l’esenzione da alcuni tributi dovuti per i diritti di nolo, navigazione e dazi sulle merci.
Da allora, quel legame tra Venezia e Cropani divenne indissolubile e la rotula di San Marco è custodita in una teca nell’Insigne Collegiata dell’Assunta di Cropani, dove è vigilata dai padri francescani. Padre Francesco Critelli, parroco della Collegiata, ha affermato che la reliquia è motivo di «vanto e allo stesso tempo di impegno per quello che rappresenta».
San Marco è stato definito “il report” della vita di Gesù, avendo scritto il vangelo più breve, e ha descritto l’attività dei primi cristiani e la quotidianità del Cristo. Da qui l’importanza di quella reliquia custodita a Cropani e donata dai veneziani.

La Collegiata di Santa Maria Assunta: Architettura e Storia
La chiesa di Santa Maria Assunta, fulcro della devozione marciana a Cropani, risale a una fondazione precedente al 1578, anno in cui risulta costruita, subendo nel tempo diverse trasformazioni. Già nei primi anni del Cinquecento, essendo feudataria di Cropani la contessa di Belcastro Costanza D’Avalos, la sua "Maggiore" chiesa, intitolata a Santa Maria Assunta, era collegiata, arcipretale e unica parrocchiale, sotto il ius patronato del feudatario.
Architettura della Collegiata
La facciata della Collegiata è semplice e lineare, caratterizzata da un rosone circolare. L’interno è composto da un’unica navata con una controsoffittatura a quadroni policromi. Al centro, spicca una tela ad olio raffigurante la gloria della Madonna Assunta ad opera di Anselmo Palmieri, proveniente dalla Cattedrale. È possibile ammirare una interessante vetrata policroma rappresentante San Marco, e sculture in legno raffiguranti una Madonna col Bambino e San Michele. Sulla parete centrale dell’abside vi sono due statue lignee: a destra San Gerardo Maiella del XX secolo e la Madonna del XVIII secolo.

Il Campanile e la Torre Antica
Accanto alla chiesa vi era il campanile, che il 18 gennaio 1570 subì gravi danni a causa di un fulmine, “che fattolo in pezzi, lo fè volare in molte parte distanti”. La torre di Cropani, uno degli elementi più importanti del primitivo nucleo abitativo, è presente già alla metà del Quattrocento. Le due iscrizioni sull’esterno della torre possono fornirci alcune ipotesi sulle sue vicende recenti: l’iscrizione “1700” è da riferirsi ad alcuni interventi dopo i due terremoti (quello del 1688, che rovinò la vicina Belcastro, e quello seguente del 1691), mentre l’altra, “DIE IX MENSIS IUNII MDCCVIII”, segna il passaggio da torre a campanile della collegiata.
Il Legame Storico e Culturale tra Cropani e Venezia
Il legame con l’Evangelista si è tradotto anche nella partecipazione di Cropani alla rete delle città marciane, un sodalizio di Comuni che promuove il culto di San Marco Evangelista con la finalità di favorire lo sviluppo turistico-religioso e culturale dei territori. Il sindaco Raffaele Mercurio ha spiegato che «la rete è composta da 24 municipalità tra cui Cropani devote alla figura di San Marco. Ma la nostra città rientra oltre che per la devozione per questa importante storia». Il sindaco ha inoltre ricordato come i cittadini di Cropani siano stati definiti i “veneziani” e Cropani stessa la “piccola Venezia”, a significare come quella vicenda, nonostante i secoli trascorsi, resista.
Per ragioni di commercio e di politica, e nelle lunghe e difficili guerre contro i Turchi, Venezia strinse rapporti con il Reame, e in particolare con la Calabria. Quando, nel 1866, Venezia divenne italiana, Cropani inviò una lettera sull’argomento della Reliquia. Una carta geografica d’Italia, esposta a Venezia, evidenzia significativamente Cropani. Una missiva del podestà di Venezia, datata 26 novembre 1866, testimonia un segno di riconoscimento ancora percepito dai veneziani: «Le memorie storiche che legarono il Municipio di Venezia con quello di Cropani erano interessanti troppo perché potessero del tutto essere dimenticate».

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Sviluppo Urbano e Altri Edifici Religiosi di Cropani
L’abitato di Cropani alla metà del Cinquecento era composto dalla “Terra” e dal “Burgo”, due realtà economicamente e socialmente ben distinte e con datazioni diverse. Il nucleo antico si sviluppò attorno all’antica torre e alla chiesa di Santa Maria Assunta. In seguito, con l’aumento della popolazione nei primi decenni del Cinquecento, prese forma un abitato fuori le mura, detto Borgo.
La "Terra" e il "Borgo"
Una cerchia di mura isolava la Terra dal Borgo. Dentro la Terra e presso le mura vi erano le case palaziate dei nobili e degli ecclesiastici, tra le quali quelle di importanti famiglie come i Modio, i Bilotta, gli Ambrosio, i Politi, i Nicotera, i Grano, i Gaulillo, i Cosentino e i De Paula. La difesa delle mura era potenziata dal “Rebellino de Spilungune” e da fossati. Una porta grande e una piccola collegavano la “Terra” con il “Borgo” e con il territorio.
L’abitato del Borgo, non murato, si sviluppò a cavallo e lungo l’importante via che dal Crotonese collegava la Città di Catanzaro e gli abitati del golfo di Squillace. La piazza era situata davanti alla porta principale, dove arrivava e si dipartiva la via principale, che attraversava il Borgo fino alla porta principale della Terra.
Altre Chiese e Conventi Storici
Oltre alla Collegiata di Santa Maria Assunta, Cropani vanta altri importanti luoghi religiosi:
- La chiesa della confraternita intitolata a San Giovanni Battista con ospedale per accogliere i pellegrini era situata nella parte superiore del Borgo, nella località che dalla chiesa prese il nome di “Santo Ioanne”.
- Il convento francescano di Santa Maria del Soccorso, detto anche San Francesco dell’Osservanza, con la chiesa di San Rocco, fu fondato nell’anno 1531. L’occasione fu che, travagliando il Regno una fierissima peste, il pubblico per tenersene lontano fece voto al santo di fabbricargli una chiesa se li avesse salvati. Fatto il voto ed ascoltato, fu fabbricata la chiesa e, per il suo servizio maggiore, con facoltà di Papa Clemente VII, vi furono portati i religiosi.
- Nel territorio di Cropani sono inoltre presenti la chiesa di Santa Maria della Misericordia, la chiesa di San Leonardo e l’abbazia di San Lorenzo.