L'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia, parte della regione ecclesiastica Calabria. Nel 2023, contava 374.100 battezzati su 376.200 abitanti, dimostrando una profonda radice nella comunità locale. La sede arcivescovile si trova nella città di Cosenza, dove sorge la cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine.
L'Arcidiocesi copre una superficie di 2.537 kmq e conta 350.849 abitanti, distribuiti in 131 parrocchie. L'attuale Arcivescovo è S.E.R. Mons. Giovanni Checchinato.

La Storia della Diocesi di Bisignano
La diocesi di Bisignano è documentata nelle Notitiae greche fino al XII secolo. Già nel X secolo, quando Salerno fu elevata a sede metropolitana di rito latino, Bisignano è ininterrottamente menzionata tra le suffraganee della provincia ecclesiastica salernitana dal 989, con una bolla di papa Giovanni XV, al 1058, con una bolla di papa Stefano IX. Questo periodo storico evidenzia come la diocesi fu oggetto di contesa fra i patriarcati di Roma e di Costantinopoli, riflettendo in campo ecclesiastico le difficoltà e le incertezze esistenti in campo politico e militare.
Dopo la conquista normanna, nelle Provinciali della seconda metà del XII secolo Bisignano appare come immediatamente soggetta alla Santa Sede. Questa indicazione è sancita da una bolla di papa Celestino III del 1192 e ripetuta nel Liber Censuum della fine del secolo. Questo status fu mantenuto dalla diocesi fino al XX secolo. Sebbene la documentazione relativa a Bisignano sia ricca fin dal X secolo, una cronotassi episcopale adeguata è lacunosa per i primi secoli.
Monasteri e Ordini Religiosi
Nel XIII secolo, la diocesi, ben definita nei suoi confini, vantava una numerosa presenza di chiese, conventi e proprietà. Tra l'XI e il XII secolo vennero fondati i più importanti monasteri presenti nel territorio diocesano. Tra questi si ricordano in modo particolare l'abbazia di Santa Maria della Sambucina, fondata dai benedettini attorno al 1087 e passata ai cistercensi nel 1136, l'abbazia di San Nicolò di Sellettano e quella di San Benedetto, fondata nel 1099.
Dal XIII secolo in poi si diffusero i francescani e i domenicani, mentre solo nel XV secolo compaiono i terziari e gli agostiniani. Nel XVI secolo aprirono i loro primi conventi i minimi, i cappuccini e i riformati. Infine, nel XVII secolo è ricordata una casa dei padri scolopi.
Il Seminario Diocesano di Bisignano
Dopo il Concilio di Trento, fu istituito il seminario diocesano, voluto da Prospero Vitaliani (1569-1575), ma reso possibile dal vescovo Gian Giacomo Amati (1607-1611), che lo dotò delle risorse necessarie per mantenersi.
L'Arcidiocesi di Cosenza: Origini ed Evoluzione
La tradizione, sorta secoli dopo, tramanda i nomi di due vescovi che sarebbero vissuti nel corso del I secolo: Suera (o Sueda), compagno di Stefano di Nicea, presunto protovescovo di Reggio; e san Pancrazio, che in seguito sarebbe diventato vescovo di Taormina. Altri due vescovi, Severo e Sereno, storicamente documentati nel V secolo, vengono attribuiti da storici locali alla diocesi di Cosenza. I loro nomi appaiono in due decretali pontificie: la prima di papa Innocenzo I del 416, dove sono menzionati i vescovi Massimo e Severo; la seconda di papa Gelasio I del 496, indirizzata al vescovo Sereno.
La serie episcopale cosentina è molto lacunosa per il primo millennio. Dopo Palumbo, si conoscono tre soli vescovi storicamente certi: Giuliano, che prese parte al concilio romano indetto da papa Agatone nel 680; Pelagio, presente al sinodo celebrato a Roma nel 743 da papa Zaccaria; e Iselgrimo, che in un anno imprecisato fra il 902 e il 920 sottoscrisse un diploma con il quale permutava un terreno con l'abate benedettino di San Vincenzo al Volturno.

Contese e Autocefalia
Fino alla prima metà dell'VIII secolo le diocesi calabresi erano immediatamente soggette alla Santa Sede. In seguito invece figurano come suffraganee di rito greco dell'arcidiocesi di Reggio nel patriarcato di Costantinopoli. Anche Cosenza, come Bisignano, è documentata nelle Notitiae Episcopatuum greche dal X al XII secolo. Tuttavia, a causa della precaria e instabile situazione politica della valle del Crati, Cosenza è ininterrottamente menzionata anche tra le suffraganee dell'arcidiocesi di Salerno dal 989 (bolla di papa Giovanni XV) al 1058 (bolla di papa Stefano IX). È evidente come la diocesi fu oggetto di contesa fra i patriarcati di Roma e di Costantinopoli, riflettendo in questo modo in campo ecclesiastico le difficoltà e le incertezze esistenti in campo politico e militare.
Secondo Lupo Protospata, Pietro di Cosenza, morto nel 1056, aveva il titolo di arcivescovo. Louis Duchesne ritiene che questo titolo sia stato concesso dai Bizantini, che avrebbero proclamato l'autocefalia di Cosenza, esente dalla giurisdizione metropolitica di Reggio.
Arcivescovi e Riforme Post-Tridentine
Tra i successivi arcivescovi cosentini, si ricorda in particolare il cistercense Luca Campano (1203-1227) che fece riedificare la cattedrale, andata distrutta per il terremoto del 1184, e la consacrò, alla presenza di Federico II, nel 1222. Alla fine del XII secolo Gioacchino da Fiore aveva fondato in diocesi un ordine monastico approvato da papa Celestino III nel 1196.
Dopo il Concilio di Trento, i vescovi si preoccuparono di attuarne le decisioni riformatrici. All'epoca dell'arcivescovo Andrea Matteo Acquaviva d'Aragona (1573-1576) si diffuse il culto per la Madonna del Pilerio, patrona della città e dell'arcidiocesi di Cosenza. A Fantino Petrignani (1577-1585) è attribuito un sinodo provinciale. Durante il lungo episcopato di Giovanni Battista Costanzo (1591-1617) furono indetti tre sinodi diocesani e un concilio provinciale (1596), al quale parteciparono non solo il vescovo di Martirano, ma anche quelli di Umbriatico, di San Marco e di Cariati. Costanzo provvide anche ad effettuare una visita pastorale in tutta l'arcidiocesi.
L'Unione delle Diocesi di Cosenza e Bisignano
Il 4 aprile 1979, in forza della bolla Quo aptius di papa Giovanni Paolo II, le due diocesi di Cosenza e di Bisignano sono state unite aeque principaliter, formando l'attuale Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.
Il Nuovo Portale dell'Arcidiocesi
Dal 1 maggio, il portale della Arcidiocesi ha una nuova veste grafica, più chiara e leggibile, moderna e accessibile con qualsiasi dispositivo o device. Nei giorni a seguire l’aggiornamento interesserà via via tutto l’archivio documentale e alcune sezioni del sito, dunque potrebbero esserci temporanei contenuti da completare. Il Vescovo Giovanni ha salutato questo nuovo portale come "strumento e ambito della pastorale per essere più vicini alla gente e al territorio ed offrire un servizio all’intero popolo di Dio che è in Cosenza-Bisignano e quanti entreranno, per le vie della rete, in contatto con questa Chiesa in cammino. La rete è una delle tante meraviglie dell’ingegno umano definite così dal Concilio nel decreto sugli strumenti della comunicazione".