Restauro e riapertura della Cattedrale di Santa Maria Assunta a Castellaneta

Dopo un’attesa durata circa quattro anni, la Chiesa Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta di Castellaneta, in provincia di Taranto, ha riaperto ufficialmente le sue porte al culto. La struttura, chiusa dal 2 novembre 2019 per avviare un urgente e necessario restauro conservativo, è tornata a essere il fulcro spirituale della diocesi.

Foto storica della facciata della Cattedrale di Castellaneta dopo i recenti lavori di restauro.

L'intervento di restauro e le scoperte archeologiche

I lavori di ristrutturazione, costati complessivamente 1,1 milioni di euro, sono stati resi possibili grazie ai fondi dell'8 per mille destinati alla Chiesa cattolica. Il progetto è stato preceduto da approfondite indagini diagnostiche non distruttive, tra cui georadar e video-endoscopie, che hanno permesso di individuare criticità strutturali dovute all'umidità e alle infiltrazioni di acqua meteorica, in particolare nelle cappelle del SS. Crocifisso e di Maria SS.

Durante le operazioni di cantiere sono emerse testimonianze storiche di grande valore:

  • Camere ipogeiche e ossari risalenti al XVII-XVIII secolo.
  • Basi di colonne e semi-colonne appartenenti a un impianto precedente, databile all'epoca tardo-romanica (XIII-XIV secolo).

Gli esperti hanno deciso di lasciare a vista tali ritrovamenti, permettendo ai visitatori di ammirare le fondamenta dell'antica costruzione che ha preceduto l'attuale assetto della Cattedrale.

Schema grafico che illustra le fasi di stratificazione storica della cattedrale, dal periodo romanico al Settecento.

Il significato liturgico e la solenne riapertura

La celebrazione eucaristica che ha segnato la riapertura della cattedrale è stata presieduta dal Vescovo della diocesi, Mons. Sabino Iannuzzi, affiancato dai vescovi Pietro Maria Fragnelli e Giuseppe Favale. Nel corso della sua omelia, il Vescovo ha definito la cattedrale come la "madre di tutte le Chiese della diocesi", sottolineando come la riapertura rappresenti un momento di comunione fondamentale per l'intero cammino sinodale della comunità.

La Commissione organizzatrice, composta da figure chiave della diocesi come Don Mauro Ranaldi, Don Giuseppe Ciaurro e Don Domenico Giacovelli, ha coordinato gli eventi legati al ritorno della Cattedrale al centro della vita liturgica cittadina. La comunità diocesana, insieme alle autorità civili e militari, ha accolto con entusiasmo questo ritorno alla pienezza delle funzioni religiose nello storico edificio.

L'importanza dell'8xmille

Mons. Iannuzzi ha ribadito con forza il valore del contributo ricevuto attraverso l'8xmille: “La riapertura al culto testimonia l'importanza di una firma, quella dell'8xmille: una firma che non costa nulla, ma che offre un grande servizio alla comunità”. Grazie a questo strumento di sostegno, è stato possibile restituire alla diocesi non solo un edificio monumentale, ma un luminoso segno spirituale che funge da punto di riferimento per il territorio.

Duomo di Oristano. Completati i lavori di restauro dentro la cattedrale

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