Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere: Struttura, Criticità e Attività

La Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, intitolata a Francesco Uccella, è una struttura penitenziaria che presenta diverse peculiarità, criticità e un'articolata offerta trattamentale. L'istituto è attivo come Casa Circondariale dal 1996 e ha subito un ampliamento con l'apertura di un nuovo padiglione detentivo nell'ottobre 2013. La struttura si compone di sei padiglioni maschili, di cui uno in disuso per ristrutturazione, e un padiglione femminile, denominato padiglione Senna, destinato alle donne detenute in regime di Alta Sicurezza (AS3).

Planimetria generale della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere

Caratteristiche Strutturali e Condizioni Generali

La struttura nel suo complesso si presenta in condizioni discrete, sebbene non siano poche le problematiche di tipo manutentivo. Una delle criticità più significative, e segnalata fin dalla sua apertura, è l'assenza dell'allaccio alla rete idrica, che comporta la conseguente mancanza di acqua potabile in tutto l'edificio. L'istituto è raggiungibile principalmente a mezzo autobus, con corse non frequenti.

Il Padiglione Femminile (Padiglione Senna)

Il padiglione femminile (padiglione Senna) è ubicato in una palazzina separata e si presenta in buone condizioni. L'ambiente è descritto come pulito e ben tenuto, con decorazioni e disegni alle pareti. La struttura si articola su due piani: al primo piano si trovano sei celle e l'infermeria, mentre al secondo piano ci sono sette celle. Le stanze ospitano da 3 a 5 donne, garantendo i 3 mq calpestabili a persona. I bagni, separati dalle aree notte, sono dotati di bidet e docce (quelle di sezione sono in disuso). Le stanze sono pulite, personalizzate e il mobilio è in buono stato.

Interno di una cella nel padiglione femminile, con arredi e decorazioni alle pareti

Regimi di Detenzione e Criticità

Nel padiglione femminile, così come nella maggior parte delle sezioni maschili (ad eccezione del padiglione Volturno, a trattamento avanzato), vige il regime delle celle chiuse. Dall'aprile 2020, questo regime è applicato anche nella sezione femminile AS3. Nonostante ciò, sono previste diverse attività, tra cui lavoro, scuola e corsi vari.

Al momento della visita, nel padiglione Senna erano ospitate 62 donne, tutte italiane, in 19 celle. Di queste, 14 avevano ricevuto condanna definitiva e molte erano ricorrenti. L'età media è di circa 50 anni. La sezione è esclusivamente in regime di AS3, rappresentando l'unico istituto di Alta Sicurezza femminile in Campania.

Al piano terra del padiglione femminile si trovano gli uffici, la sala avvocati, le sale colloqui, le aule scolastiche, tre celle di isolamento (utilizzate anche per quarantena Covid-19 e protezione), la cucina (che serve solo il reparto femminile), il magazzino con lavatrice e asciugatrice, la cappella e due aree passeggi in cemento attrezzate con rete per pallavolo. Il padiglione Senna dispone di un'area passeggi esclusiva e le donne detenute hanno accesso settimanale alla palestra.

Area passeggi attrezzata nel padiglione femminile

Personale e Servizi Sanitari

La Direttrice, Dott.ssa Donatella Rotundo, ricopre l'incarico in missione da altro istituto; non sono nominati vicedirettori. I funzionari giuridico-pedagogici presenti sono 6 degli 11 previsti in pianta organica. Si segnala una sovraorganico di agenti di Polizia Penitenziaria, con 542 presenze su 470 unità previste.

Per quanto riguarda i servizi sanitari, è garantita la presenza di un medico 24 ore su 24, con l'utilizzo della cartella clinica informatizzata. Gli psichiatri coprono un servizio di 44 ore settimanali, con una psichiatra presente 38 ore in ATSM e un'altra per le restanti 6 ore in attività aggiuntive. Le procedure di reclutamento per psichiatri dedicati al carcere non hanno avuto successo. Gli psicologi garantiscono 66 ore settimanali. Il ginecologo effettua visite ambulatoriali, mentre per problematiche più serie le donne vengono trasferite in strutture esterne. Nel corso dell'anno precedente, sono stati registrati 15 casi di autolesionismo nella popolazione detenuta femminile.

L'istituto ha siglato una convenzione con l'Associazione Cidis Onlus per richiedere l'intervento di un mediatore linguistico-culturale a chiamata, in assenza di mediatori ministeriali. Sono garantite visite dal cappellano cattolico, dal pastore evangelico e dai Testimoni di Geova.

Spotlight. Sbarre, viaggio nelle carceri italiane

Attività Trattamentali ed Educative

Nonostante il regime di celle chiuse, sono attive diverse attività. Nell'istituto si tengono corsi di alfabetizzazione, scuola media e il biennio del liceo artistico, ognuno seguito da circa 10 donne. Il corso di alfabetizzazione è frequentato anche da chi possiede la licenza elementare ma necessita di ripasso. Nessuna donna detenuta è inserita in corsi di formazione professionale. Nel reparto femminile è presente una sartoria, dove lavorano 10 donne.

Sono attivi corsi di cineforum, ricamo, canto, pittura, teatro e scrittura creativa, oltre a un corso sulla genitorialità e un corso d'inglese in attivazione. I corsi si tengono mediamente una volta a settimana per circa un'ora e mezza, mentre il corso sulla genitorialità dura tutta la mattinata. Durante le ore di socialità, le donne organizzano laboratori di ricamo e cucito in autogestione; in estate sono impegnate nella coltivazione dell'orto. Tutte le donne sono coinvolte in almeno una di queste attività.

Prima della pandemia da Covid-19, era attivo un corso di fitness. Tutte le attività sopra elencate sono gestite da associazioni di volontari, particolarmente presenti in questo padiglione. Prima della pandemia, era attivo anche un corso di fitness.

Donne impegnate in attività laboratoriali e formative all'interno del carcere

Colloqui e Regole per i Pacchi

I colloqui si prenotano telefonicamente e si svolgono anche il sabato, ma non la domenica. È possibile effettuare colloqui in orari pomeridiani. In alternativa ai colloqui in presenza, sono ancora previste le videochiamate.

Viene data particolare attenzione alla tipologia di beni consentiti all'interno della struttura, soprattutto per quanto riguarda il vestiario e il cibo. Si sensibilizza l'utenza a verificare all'uscita dal colloquio l'eventuale ritiro di vestiario e/o cibi non consentiti all'ingresso. I generi deperibili non ammessi saranno buttati al termine della giornata.

È previsto un elenco specifico di cibi consentiti, preparati in bianco, senza sugo e senza ossa, per evitare la restituzione. Tra questi figurano carne cotta (pollo e coniglio disossati), pesce cotto spinato (spigola, orata, salmone, merluzzo, baccalà, stoccafisso a tranci, alici marinate, polpo, calamari, gamberoni sgusciati, vongole e cozze cotte e sgusciate), formaggi secchi, pane affettato, pomodori da insalata e rossi, salumi affettati in vaschetta trasparente, salsiccia secca, zucca cruda o cotta, melanzane e zucchine arrostite, peperoni crudi, cuori di carciofo tagliati a fettine, cime di rapa e scarole bollite in contenitori di plastica trasparenti. È consentita anche frutta fresca come mele, pere, pesche, kiwi, cachi e fragole. Il salmone e le alici marinate devono essere inseriti in appositi contenitori ermetici.

Il vestiario consentito include canottiere, camicie, pigiami, calzini, giacche con fodera senza trapunte o spalline, mutande, scarpe basse tipo mocassino senza ferro nella suola o da ginnastica con suola bassa non vuota, tute senza cappuccio, pantaloni senza targhette, maglieria, giacconi foderati senza trapunta (è vietato il tipo senza maniche), accappatoio senza cintura e cappuccio del tipo a nido d'ape e reggiseno senza imbottitura e ferretti.

Esempio di pacco alimentare con alimenti consentiti, preparati secondo le normative carcerarie

Episodi di Violenza e Criticità del Sistema

La Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere è stata teatro di recenti episodi di aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria. Il Consipe ha denunciato un'aggressione ai danni di un poliziotto, colpito al volto con un pugno da un detenuto, che ha richiesto cure mediche con prognosi di tre giorni. Il segretario Nazionale Consipe, Francesco De Curtis, ha espresso profonda preoccupazione per la situazione, sottolineando le gravi condizioni in cui opera il personale, la carenza di organico e la conseguente necessità di interventi urgenti per garantire la sicurezza all'interno del penitenziario. Il Consipe ha espresso solidarietà e vicinanza al collega aggredito.

tags: #casa #circondariale #santa #maria #capua #vetere