Carlo Sacerdoti ed Emma Coen: Le Origini di Villa Emma

La Villa Emma, situata a circa due km da Nonantola in direzione Modena, è un luogo intriso di storia, le cui origini sono profondamente legate alla figura del comandante Carlo Sacerdoti e della sua consorte, Emma Coen. Fu proprio nel 1890 che la villa venne costruita dall’architetto modenese Vincenzo Maestri, concepita come residenza estiva per il comandante Sacerdoti. Successivamente, Carlo Sacerdoti la donò alla moglie Emma Coen, dedicandola a lei, da cui prende il nome.

Architettura e Caratteristiche della Villa

Foto esterna di Villa Emma, che mostra la facciata, i porticati e le terrazze

La Villa Emma si distingue per la sua architettura eclettica. La facciata principale è caratterizzata da un corpo mediano avanzante tra due ali laterali. Questo settore centrale è traforato da un elegante porticato al piano terra e da una soprastante loggia a tre arcate. Lateralmente, la villa presenta ulteriori porticati, sormontati da ampie terrazze che offrono spazi esterni aggiuntivi.

Gli esterni della villa sono riccamente decorati con elementi in stile eclettico, tra cui cornici marcapiano e rilievi in cotto che richiamano lo stile rinascimentale, conferendo all'edificio un aspetto imponente e raffinato. L'interno della residenza non è da meno: i pavimenti sono realizzati con la tradizionale tecnica del battuto alla veneziana, mentre i soffitti sono impreziositi da affreschi allegorici. Queste opere d'arte furono realizzate da Ferdinando Manzini, noto scenografo del Teatro Comunale di Modena, e da Andrea Becchi, considerato il massimo esponente della scuola di decorazione carpigiana.

Il Contesto Storico e il Legato di Villa Emma

I RAGAZZI DI VILLA EMMA Regia di Aldo Zappalà Giovani ebrei in fuga

Dopo il periodo della sua fondazione come dimora estiva per la famiglia Sacerdoti-Coen, la Villa Emma ha assunto un ruolo significativo in un capitolo tragico della storia. Nel luglio 1942, la villa, allora vuota, fu affittata dall’organizzazione umanitaria ebraica Delasem. Questa decisione permise di accogliere un gruppo di 41 bambini ebrei, in fuga dalle persecuzioni naziste in Germania e Austria.

Il 7 luglio del 1942, infatti, arrivarono a Nonantola, una città del modenese, quarantadue orfani ebrei e sette loro accompagnatori provenienti da Lubiana, che furono subito ospitati a Villa Emma, "una grande costruzione di fine Ottocento dedicata dal suo primo proprietario Carlo Sacerdoti alla moglie Emma Coen". Questa successiva fase della sua storia ha consacrato la villa come simbolo di solidarietà e rifugio, mantenendo vivo il ricordo delle figure di Carlo Sacerdoti ed Emma Coen attraverso la loro donazione e la loro dimora, che divenne un faro di speranza in tempi bui.

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