La critica di Carlo Emilio Gadda alla poetica di Ugo Foscolo

Il rapporto tra Carlo Emilio Gadda e Ugo Foscolo è segnato da una profonda e dichiarata idiosincrasia. L'ingegnere, pur riconoscendo il dolore e il valore di alcune parti dell'opera foscoliana, non ha mai nascosto una netta avversione verso la figura del poeta, descritto come un "uomo furbo e scaltro" e un innegabile "commediante".

Ritratto caricaturale di Ugo Foscolo in contrapposizione allo stile severo e analitico di Gadda

L'iconoclastia gaddiana e la figura dell'istrione

Nelle riflessioni riportate da Alberto Arbasino, Gadda bolla Foscolo con epiteti sprezzanti: "Basetta", "roditore", "scimpanzé", "scoiattolo" o "piteco". L'antipatia non è solo artistica, ma profondamente umana. Gadda confessa: "In Ugo Foscolo io non odio il poeta: se mai odio l’istrione, il basettone". L'accusa principale è quella di un narcisismo artificioso, fondato sulla ostentazione fisica (l'irsuto petto, le basette) e su una teatralità che Gadda giudica sprezzante e inautentica.

Il risentimento di Gadda affonda radici in una sorta di moralismo critico: egli sospetta in Foscolo una messinscena continua, tesa a imporsi nelle lettere e presso le donne attraverso una costruzione artificiosa del personaggio, quasi un "narcisismo da torero".

La polemica contro la "ricerca onomastica ellenizzante"

Sotto il profilo letterario, Gadda attacca frontalmente ciò che definisce come una ricerca onomastica ellenizzante o classica, che si traduce in un "macchinoso e inutile vocabolario". La critica si concentra su specifici tic linguistici e tematici:

  • L'abuso delle "vergini": Gadda rileva una saturazione di questo termine, presente in misura crescente nelle opere foscoliane (da Le Grazie ai Sepolcri). Per Gadda, tale insistenza è ossessiva e paradossale, estesa persino ai quadrupedi.
  • L'artificiosità delle immagini: Il poeta viene accusato di costruire un mondo di "donne di marmo in camicia" o senza, in una sequenza di immagini marmoree ritenute greche che Gadda sente come estranee alla realtà.
  • La debolezza logica: Molte espressioni poetiche sono tacciate di ridicolo per mancanza di controllo logico, come nell'esordio delle Grazie, definito dall'autore come una "sciarada" incomprensibile.
Schema illustrativo: i punti cardine della critica gaddiana (teatralità, abuso di termini, astrazione dal reale)

L'invenzione del "Guerriero, l'Amazzone e lo Spirito della poesia"

L'apice di questa polemica si raggiunge nell'opera teatrale radiofonica Il guerriero, l’amazzone e lo spirito della poesia nel verso immortale del Foscolo. Il testo, trasmesso dalla Rai nel 1958, vede scontrarsi nel salotto di Donna Clorinda Frinelli due figure emblematiche:

Personaggio Ruolo
Avvocato Damaso de’ Linguagi Alter ego di Gadda, portavoce dell'antifoscolianesimo
Professore Manfredo Bodoni Tacchi Difensore dell'Accademia e della tradizione foscoliana

In questo dialogo, Gadda demolisce non solo il mito di Foscolo, ma un intero modo di intendere la poesia come veicolo di messaggi vuoti o strumenti di conquista mondana. La critica si sposta anche sul piano politico: l'atteggiamento di Foscolo verso Napoleone viene letto come una mistificazione storica, dove il "Nano" (Napoleone) viene glorificato con immagini eroiche (come la battaglia di Arcole) prive di qualsiasi aderenza ai fatti reali.

Conclusione: un odio meditato

La stroncatura di Gadda, sebbene iperbolica e ispirata in parte alla biografia di Giuseppe Pecchio, rivela un'esigenza profonda: la ricerca di una letteratura che non sia "insopportabilmente artificiosa". Per Gadda, la scrittura di Foscolo rappresenta il vuoto di chi parla senza nulla da dire, una forma di "pastiche" ellenizzante che, nonostante la maestria tecnica riconosciuta sporadicamente, rimane distante da una vera rappresentazione dell'esistenza.

Ugo Foscolo || Vita e opere

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