Il trattamento del corpo di Carlo Acutis: tra conservazione e venerazione

La figura di Carlo Acutis, giovane beatificato il 10 ottobre 2020 ad Assisi, ha suscitato grande devozione e interesse, non solo per la sua storia di fede e l'esempio per i giovani, ma anche per le condizioni del suo corpo esposto alla venerazione dei fedeli. In particolare, si è generato un ampio dibattito e diverse domande riguardanti lo stato di conservazione delle sue spoglie e l'applicazione di una maschera in silicone sul volto.

Ritratto di Carlo Acutis

La beatificazione di Carlo Acutis e l'apertura della tomba

Il rito della beatificazione del venerabile Carlo Acutis si è tenuto il 10 ottobre 2020 ad Assisi, nella Basilica di San Francesco, presieduto dal cardinale Agostino Vallini, Legato Pontificio per le Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli. Carlo Acutis è sepolto al Santuario della Spogliazione. Gli eventi collaterali alla beatificazione hanno avuto inizio il 1° ottobre, con l'apertura della tomba contenente il corpo del giovane, che è rimasto visibile fino al 17 ottobre.

Alla celebrazione nel Santuario della Spogliazione hanno preso parte i genitori di Carlo, il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, e il vice sindaco Valter Stoppini. Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, ha annunciato iniziative di carità in onore di Carlo: "Apriremo una mensa per i poveri a poca distanza dal Santuario della Spogliazione e ogni anno sosterremo un progetto nei Paesi del Terzo mondo per aiutarli a creare le condizioni per un’economia solidale". Il vescovo ha sottolineato il legame tra Carlo Acutis e San Francesco, entrambi accomunati da un grande amore per Gesù, in particolare per l'Eucaristia, e per i poveri.

La mamma di Carlo, Antonia Salzano, ha espresso la sua commozione: "Siamo emozionati che finalmente la tomba di Carlo sia stata aperta, soprattutto perché i fedeli che Carlo ha sparsi per il mondo saranno in grado di vederlo e di poterlo venerare in modo più forte e coinvolgente. Ci auguriamo che attraverso l’esposizione del corpo di Carlo i fedeli possano elevare con più fervore e fede le preghiere a Dio".

Chiarimenti sullo stato di conservazione del corpo

In merito ad alcune notizie imprecise diffuse dai media, il vescovo monsignor Domenico Sorrentino ha chiarito che non risponde a verità che il corpo di Carlo Acutis sia stato trovato incorrotto. Ha spiegato che "all’atto dell’esumazione nel cimitero di Assisi, avvenuta il 23 gennaio 2019 in vista della traslazione al Santuario, esso fu trovato nel normale stato di trasformazione proprio della condizione cadaverica".

Il processo di conservazione e preparazione del corpo è avvenuto in più fasi. Carlo Acutis è morto il 12 ottobre 2006 a Monza, all'età di quindici anni, a causa di una leucemia fulminante. Dopo il funerale, celebrato due giorni dopo, la salma fu sepolta nel cimitero di Ternengo, in Piemonte, luogo legato alle sue origini familiari, senza alcun trattamento conservativo straordinario. Nel 2007, circa un anno dopo la morte, il corpo fu trasferito e tumulato nel cimitero di Assisi, anche in questo caso senza interventi conservativi particolari.

Il passaggio decisivo si è verificato nel gennaio 2019, durante l'esumazione canonica per la causa di beatificazione. I resti, pur presentando segni di decomposizione naturale, mostravano una conservazione compatibile con il tempo trascorso, con organi presenti e una struttura anatomica riconoscibile. A seguito dell'esumazione, la Chiesa ha deciso di esporre le spoglie alla venerazione dei fedeli, procedendo a un intervento tecnico di preparazione del corpo. Questo intervento non è stato una mummificazione o un'imbalsamazione completa, non essendo state rimosse organi né effettuati trattamenti invasivi sull'intero corpo.

Santuario della Spogliazione Assisi

La maschera in silicone e le tecniche di conservazione

L'intervento più rilevante e visibile sul corpo di Carlo Acutis riguarda il volto. È stata realizzata e applicata una maschera in silicone, che ricostruisce i tratti facciali del giovane basandosi sulle fotografie scattate quando era in vita. L'esistenza della maschera è un dato accertato e ammesso ufficialmente dalla diocesi di Assisi, e serve a coprire i segni della decomposizione e a restituire un'immagine coerente con l'aspetto di Carlo. Il nome della persona o del laboratorio che ha materialmente realizzato la maschera non è mai stato reso pubblico, in linea con le prassi consolidate in questi casi ecclesiastici.

In Italia, tali interventi sono affidati a tanatoprattori specializzati o a laboratori di protesi anatomiche e maxillo-facciali che utilizzano silicone medicale, spesso sotto la supervisione di un medico legale. Alcune fonti giornalistiche e divulgative parlano anche dell'impiego di sostanze chimiche leggere per rallentare il deterioramento dei tessuti esposti.

La distinzione è fondamentale: il corpo di Carlo Acutis non è "intatto" in senso biologico né conservato artificialmente nella sua interezza. Si tratta di un trattamento con tecniche di conservazione e integrazione "solitamente praticate per esporre con dignità alla venerazione dei fedeli i corpi dei beati e dei santi. Un’operazione che è stata svolta con arte e amore".

Contestualmente alla preparazione del corpo, sono state prelevate alcune reliquie di prima classe, come previsto nei processi di beatificazione. Tra queste, il cuore di Carlo Acutis, che è stato collocato in un reliquiario nella cattedrale di San Rufino ad Assisi.

Infografica sulle tecniche di conservazione dei corpi

Il caso di Padre Pio e le reliquie storiche

Il trattamento del corpo di Carlo Acutis si inserisce in un contesto storico e religioso più ampio. Anche in altri casi di santi e beati, si è ricorso a tecniche di conservazione e ricostruzione per permettere la venerazione dei fedeli. Ad esempio, la faccia di Padre Pio, esposta alla venerazione, è in realtà una maschera di silicone realizzata dalla Gems Studio di Londra. Il corpo di Padre Pio ha ricevuto un trattamento chimico per rimanere conservato dopo l'esumazione, con l'applicazione di "una soluzione di prodotti conservanti" e l'avvolgimento con fasce imbevute in una soluzione chimica imbalsamatrice, tranne la testa.

Il medico legale Orazio Pennelli ha chiarito: "è andata delusa la umana speranza, penso intimamente nutrita da ciascuno di noi, di trovare il suo corpo incorrotto od almeno di scoprire in esso qualche segno soprannaturale". Questa affermazione sottolinea come la fede cattolica non si fondi necessariamente sull'incorruttibilità fisica, ma sulla santità della vita.

Storicamente, alcuni santi cattolici sono stati trovati con il corpo straordinariamente conservato, un fenomeno definito "incorruttibilità", come santa Bernadette Soubirous e san Giovanni Bosco. La Chiesa interpreta questi ritrovamenti come segno della santità, mentre l'approccio scientifico distingue tra fenomeni naturali e interventi post mortem. Fattori ambientali come terreno asciutto o tombe sigillate possono rallentare la decomposizione.

Il desiderio di possedere frammenti di persone celebri non si limita all'ambito religioso, coinvolgendo anche figure storiche come Napoleone, Lenin, Stalin e Mozart, i cui resti (come il pene di Napoleone, il cervello di Einstein o un teschio attribuito a Mozart) sono stati oggetto di collezionismo e studio, a volte in circostanze controverse.

La tanatoprassi e il suo ruolo moderno

Le tecniche di conservazione post-mortem, note come tanatoprassi, rispondono a diverse esigenze moderne. Se da un lato assolvono il bisogno umano di onorare il proprio defunto, dall’altro soddisfano un livello igienico completo ed efficace per il periodo della veglia funebre, che può protrarsi per più giorni. La tanatoprassi, sebbene relativamente recente in Italia (diffusa dagli anni novanta grazie ad ASSOTAN e I.N.I.T.), è praticata con percentuali elevate in altri paesi, come quelli scandinavi (oltre il 70%) e alcuni paesi africani (oltre il 90%).

Nel contesto moderno, in una società caratterizzata da evoluzioni socio-culturali, il comparto delle Onoranze Funebri si adatta per prolungare la veglia, offrire un luogo confortevole e personale per il lutto, e permettere di godere del buon aspetto del defunto anche in caso di incidenti o lesioni fisiche.

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