Il Conclave e il Collegio Cardinalizio: Uno Sguardo sui Porporati Inglesi

Il Conclave, l'assemblea cardinalizia che porterà all'elezione del successore di Papa Francesco, è un momento di grande interesse globale. In tale periodo di elezione papale, una curiosità ricorrente riguarda la lingua che si parla tra i cardinali elettori e le dinamiche interne al Collegio Cardinalizio, inclusa la rappresentanza di figure significative come i cardinali inglesi.

Il Collegio Cardinalizio: Composizione e Diversità Linguistica

Il Collegio Cardinalizio è diventato un mosaico linguistico che riflette la globalizzazione della Chiesa. Attualmente, esso conta 252 membri, di cui 133 sono elettori, ovvero con diritto di voto in un futuro conclave. La grande maggioranza di questi elettori, 110 su 133, è stata nominata da Papa Francesco, mentre 22 sono stati indicati da Benedetto XVI e 5 da Giovanni Paolo II. In base a una decisione presa da Papa Paolo VI nel 1970, possono votare solo i cardinali che hanno meno di 80 anni; se un cardinale compie gli ottanta anni durante la sede vacante o il conclave, non perde il suo diritto di voto.

Mappa della distribuzione geografica dei cardinali elettori

Geograficamente, l'Europa è la più rappresentata con 53 cardinali (o 52 in un'altra parte del testo), seguita da Asia (23), Africa (18), America Latina (21), Nord America (16) e Oceania (4). L'Italia è il Paese con il maggior numero di cardinali elettori (19), seguita dagli Stati Uniti (10) e dal Brasile (7). Per quanto riguarda l'età, la maggior parte dei cardinali elettori ha più di 70 anni, con solo 16 cardinali sotto i 60 anni, poiché la nomina a cardinale avviene dopo anni di servizio nella Chiesa. L'età media dei cardinali nominati da Papa Francesco è di 62 anni, mentre l'età media complessiva è di 72 anni.

Le Lingue Parlate nel Conclave

Tradizionalmente, il latino è stato il linguaggio dominante e continuerà ad essere utilizzato per le formule liturgiche e nei riti ufficiali, garantendo coesione tra i membri del Collegio Cardinalizio. Tuttavia, per il resto, la Sala Stampa Vaticana ha fatto sapere che la lingua ufficiale adottata per le comunicazioni è l'italiano. Le lingue più parlate dai cardinali includono anche l'inglese, lo spagnolo, il francese, il portoghese e, più recentemente, l'arabo e il cinese.

In Conclave, non è prevista la presenza di interpreti o traduttori simultanei. Per la traduzione o per chiarimenti, "ci si affida alla carità cristiana" dei confratelli, come sottolineato dal portavoce della Santa Sede, Matteo Bruni. L'italiano, del resto, è la lingua madre di 17 dei 133 cardinali elettori. Il francese, lingua ufficiale della diplomazia vaticana secondo un'antica tradizione, è ancora oggi utilizzato in molti documenti ufficiali.

I Cardinali Inglesi e il loro Ruolo nel Conclave

Nel sacro collegio attuale, il Regno Unito conta tra le sue file cinque porporati, quattro dei quali provengono dall'Inghilterra (tre elettori e uno non elettore). Questa è una rappresentanza non indifferente per una terra il cui establishment e la cui anima popolare furono in passato visceralmente "anti-papisti".

I cardinali elettori inglesi attuali sono Vincent Gerard Nichols, Michael Fitzgerald Radcliffe e Arthur Roche. Essi sono pronti a far sentire la loro influenza, sebbene siano stati esclusi o si siano auto-esclusi dalle liste dei cosiddetti "papabili", i cardinali considerati candidati idonei al pontificato.

  • Per il meno anziano dei tre, il 75enne Cardinale Roche, originario dello Yorkshire, l'estromissione potrebbe legarsi a un profilo considerato "troppo curiale".
  • Per i 79enni Cardinali Nichols (arcivescovo di Westminster) e Radcliffe (londinese), le ragioni nascono dalle loro stesse parole, all'insegna di un categorico "non possumus". Il Cardinale Nichols si è schermito dicendo: "Sono troppo vecchio e non avrei la capacità di guidare la barca di Pietro". Il Cardinale Radcliffe gli ha fatto eco con un tipico senso dell'umorismo britannico: "Lo Spirito Santo è troppo saggio per pensare a me".
Ritratto dei tre cardinali elettori inglesi Vincent Nichols, Michael Radcliffe e Arthur Roche

Il Processo di Elezione Papale

Il Conclave è un rito segreto e per questo misterioso, seguito con grande attenzione dai media di tutto il mondo. Entro un massimo di 20 giorni dalla morte di un Pontefice, i cardinali si riuniscono in isolamento nella Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa. Dopo la chiusura delle porte e la pronuncia dell' "extra omnes", il processo ha inizio.

Il momento più atteso del Conclave è quello della votazione. Ciascun cardinale elettore scrive il nome del prescelto su una scheda e la deposita all'interno di un'urna sull'altare. A ogni votazione segue uno scrutinio, dopo il quale le schede vengono bruciate. Per essere eletto, il nuovo Pontefice dovrà ottenere la maggioranza di due terzi dei voti. Qualora questa maggioranza non dovesse essere raggiunta, la fumata sarà nera; se invece l'elezione ha successo, la fumata sarà bianca, segno dell'elezione del Papa e della fine delle elezioni interne. Al massimo, da regolamento, potranno esserci 33 o 34 votazioni. Anche se circolano già le liste dei più papabili, è molto complicato fare previsioni attendibili, come dimostra l'esito del conclave del 2013 che scelse Jorge Mario Bergoglio, un nome che sorprese molti.

Che cos'è il Conclave?

L'Evoluzione Storica del Cardinalato e le sue Classificazioni

I Cardinali nella Chiesa cattolica costituiscono un collegio a cui spetta l'elezione del Papa. Il termine "Cardinale" deriva dalla parola "cardine", a indicare il punto dove ruota la porta, riferendosi al ruolo dei Cardinali di aiutare il Sommo Pontefice nell'amministrazione della Diocesi di Roma e più in generale dello Stato del Vaticano. La prima notizia di Cardinali si ha sotto San Papa Alessandro I (105-115), epoca in cui il Papa era eletto da tutto il Clero della Diocesi di Roma.

Le Regole per l'Elezione Papale

  • Nel 1059, Papa Niccolò II, con la Costituzione Apostolica In nomine Domini, riservò il diritto di elezione del Papa ai soli Cardinali Vescovi romani.
  • Nel 1179, Papa Alessandro III, con la Costituzione Apostolica Licet de vitanda discordia, estese questo diritto a tutti i Cardinali.
  • Nel 1274, il Beato Papa Gregorio X, con la Costituzione Apostolica Ubi periculum, fissò per l'elezione del Papa la maggioranza dei due terzi dei Cardinali, stabilì il Conclave e l'obbligo del segreto durante e dopo l'elezione.

Il Numero dei Cardinali nel Tempo

Il numero dei Cardinali, che aveva oscillato da 20 a 40 nei primi secoli del secondo millennio, fu fissato in 70 da Sisto V nel 1588, in memoria dei 70 anziani d'Israele scelti da Mosè nell'Esodo. Nel 1958, Giovanni XXIII ne ampliò il numero e Paolo VI lo portò a 120 nel 1970. Durante il pontificato di Giovanni Paolo II, il numero dei Cardinali ha più volte superato i 120 Cardinali elettori.

La Nomina e gli Ordini Cardinalizi

È il Sommo Pontefice che nomina i Cardinali durante una cerimonia chiamata "Concistoro", che il Papa tiene, in genere, ogni due o tre anni. Papa Francesco ha nominato molti più cardinali dei suoi predecessori, da diverse zone del mondo, privilegiando figure provenienti anche da realtà periferiche.

Tradizionalmente, esistono tre ordini di Cardinali:

  • Cardinali Vescovi: In origine erano i Vescovi delle Chiese suburbicarie di Roma. Ancora oggi, a questi Cardinali viene assegnata la titolarità di una Sede suburbicaria, pur non essendo necessariamente Vescovi della Diocesi. Al Decano del Collegio Cardinalizio, eletto tra i Cardinali Vescovi, spetta la titolarità della sede di Ostia, che cumula a quella che aveva precedentemente.
  • Cardinali Presbiteri: Erano gli ecclesiastici preposti alla cura delle più antiche Chiese di Roma, dette "Titoli". Questo è sempre stato l'Ordine più numeroso.
  • Cardinali Diaconi: A essi era demandata l'amministrazione di uffici del Palazzo del Laterano e la cura dei poveri.

L'Ordine di Cardinalato una volta corrispondeva al grado di Ordinazione (Diacono, Presbitero o Vescovo). Nel 1962, Papa Giovanni XXIII stabilì che chi viene creato Cardinale venga anche consacrato Vescovo, nel caso non lo sia già, eliminando di fatto ogni distinzione di Ordinazione tra i Cardinali, pur mantenendo gli Ordini. Oggi, all'atto della nomina cardinalizia, il Sommo Pontefice assegna a ciascun Cardinale-Diacono una Diaconia e a ciascun Cardinale-Presbitero un titolo. Dopo dieci anni come Cardinale Diacono, si può optare per un titolo presbiterale.

Il Cardinale prenderà possesso del suo titolo durante una cerimonia dopo la nomina, e sulla facciata di tali chiese è in genere esposto, oltre allo stemma papale, anche quello del Cardinale a cui la chiesa è stata assegnata. Moltissimi Vescovi non residenti a Roma sono elevati al Cardinalato e ricevono uno di questi titoli, in virtù del quale fanno parte del Clero romano e partecipano all'elezione del Vescovo di Roma.

Figure e Ruoli Speciali

  • Il primo dei Cardinali Diaconi si chiama Cardinale Protodiacono e ha il compito di annunciare al popolo cristiano l'elezione del nuovo Papa dalla loggia della Basilica di San Pietro, con le parole Habemus Papam.
  • A partire da Papa Paolo III, i Papi hanno occasionalmente nominato Cardinali senza renderne noto il nome ad alcuno (creati e reservati in pectore), in genere per proteggere loro o le loro comunità. Quando il Papa lo ritiene sicuro rende pubblica la nomina (con anzianità dalla data della nomina in pectore); se il Papa muore prima, la nomina cessa di avere effetto. Giovanni Paolo II ha utilizzato la nomina in pectore, ad esempio per Janis Pujats, arcivescovo di Riga.
  • Sono cardinali eletti o quasi-cardinali i chierici che sono stati creati o proposti cardinali e che hanno rinunciato alla carica o sono deceduti prima di riceverla. Gli pseudocardinali o anticardinali sono quei prelati creati da un antipapa.

Cardinali Più Giovani nel Collegio

Nel contesto di un futuro conclave, il Collegio Cardinalizio potrebbe contare su diversi membri insolitamente giovani, giunti a Roma da ogni parte del mondo. Dei 135 cardinali aventi diritto di voto, 15 hanno meno di 60 anni. Storicamente, l'età dei cardinali partecipanti ai conclavi è variata; uno dei più giovani fu il Cardinale Alfonso Gesualdo di Conza, che partecipò al conclave del 1565-1566 all’età di 25 anni. In tempi più recenti, durante il conclave del 2013, il Cardinale Baselios Cleemis Thottunkal fu l’elettore più giovane con 53 anni. Attualmente, ci sono diversi cardinali che hanno la stessa età o sono ancora più giovani.

Il Cardinale più giovane attualmente è Mykola Bychok, 45 anni (nato il 13 febbraio 1980 a Ternopil, Ucraina), vescovo di Melbourne per i cattolici ucraini, nominato da Papa Francesco il 7 dicembre 2024. Altri cardinali relativamente giovani includono:

  • Cardinale Giorgio Marengo, 50 anni (nato il 7 giugno 1974), missionario della Consolata in Mongolia, creato cardinale il 27 agosto 2022.
  • Cardinale Américo Manuel Aguiar Alves, 51 anni (nato il 12 dicembre 1973), vescovo di Setúbal, Portogallo, creato cardinale alla fine del 2023.
  • Cardinale George Jacob Koovakad, 51 anni (nato l’11 agosto 1973), diplomatico vaticano e arcivescovo siro-malabarese, creato cardinale il 7 dicembre 2024.
  • Cardinale Francis Leo, 53 anni (nato il 30 giugno 1971), arcivescovo di Toronto, creato cardinale nel dicembre 2024.
Rappresentazione grafica dell'età dei cardinali elettori

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