Tra tutte le persone finora vissute sulla terra, soltanto una rispecchia la descrizione del Re ideale: Gesù Cristo. Gesù non diventò mai Re sulla terra, ma governerà invece l’umanità dal cielo in qualità di Re del Regno di Dio. La sua regalità, tuttavia, è ben diversa da quella terrena, e il Vangelo di San Giovanni presenta questa figura in una situazione di umiliazione, con le mani legate, in procinto di essere flagellato, coronato di spine, condannato dal suo stesso popolo, crocifisso e ucciso. Questo è il nostro Re, e non a caso è questo il simbolo dei cristiani. È un Re talmente potente da lavare i piedi ai suoi discepoli e dare un boccone a chi lo stava per consegnare nelle mani dei suoi assassini.

Le Caratteristiche Distintive della Regalità di Gesù
La regalità di Gesù si manifesta attraverso diverse qualità uniche, profeticamente annunciate e storicamente attestate:
Scelto da Dio e Erede di Davide
- “Io stesso ho insediato il mio re.”
- “Ci è nato un un bambino, ci è stato dato un figlio [...]. Il suo governo si farà sempre più forte e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno.”
- Nacque a Betlemme: “Betlemme [...], da te mi uscirà colui che dovrà governare.”
Rigettato, Ucciso, Risuscitato e Glorificato
- “Era disprezzato, e non lo tenevamo in nessun conto.”
- “Tu non mi lascerai nella Tomba. Non permetterai che il tuo leale veda la fossa.”
Perché Gesù è il Re Ideale?
Gesù Cristo è il Re ideale per molteplici ragioni che vanno oltre il potere terreno e si radicano nell'amore, nel servizio e nella verità.
Interesse e Comprensione per le Persone
Gesù si interessava delle persone. Aiutava uomini e donne, giovani e anziani, indipendentemente dalla loro condizione o estrazione sociale (Matteo 9:36; Marco 10:16). In un’occasione un lebbroso lo supplicò dicendo: “Se tu vuoi, puoi purificarmi”. Egli non solo operò la guarigione fisica, ma mostrò una profonda compassione per la sofferenza umana.
Insegnamenti per Piacere a Dio
Gesù insegnò cosa fare per piacere a Dio. Disse: “Non potete essere schiavi di Dio e della Ricchezza”. Insegnò anche che dobbiamo trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi, un principio conosciuto come regola aurea. Inoltre, fece capire che a Dio non interessa soltanto quello che facciamo, ma anche quello che pensiamo e proviamo. Quindi, per piacere a Dio dobbiamo lavorare sui nostri sentimenti più profondi (Matteo 5:28; 6:24; 7:12).
L'Amore per il Prossimo e i Nemici
Gesù insegnò cosa significa amare gli altri. Le parole e le azioni di Gesù avevano forza e arrivavano dritte al cuore di chi lo ascoltava. “Le folle erano stupite del suo modo d’insegnare, perché insegnava loro come uno che ha autorità” (Matteo 7:28, 29). Gesù insegnò alle persone ad “amare i [...] nemici”. Pregò persino a favore di coloro che si resero responsabili della sua morte. Gesù è perfettamente idoneo per governare l’umanità con premura e amore.
38 Parabole di Gesù: Le Lezioni di Saggezza e Amore nella Bibbia Parlat
La Regalità di Gesù: Una Logica "Diferente"
La festa di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, celebrata alla fine dell'anno liturgico, ci invita a riflettere sulla natura singolare della sua regalità. Questo titolo, forse pomposo e anacronistico per alcuni, è il motivo per cui hanno ucciso Gesù: era scritto sulla croce! Un re con le mani forate invece di uno scettro, in testa dei chiodi invece di una corona d’oro e per trono, una croce! Verrebbe quasi da dire: “ma che razza di re ci siamo scelti”.
Il nostro Re “è differente”. Egli è un Re talmente potente da lavare i piedi ai suoi discepoli e dare un boccone a chi lo stava per consegnare nelle mani dei suoi assassini. «Il mio regno non è di questo mondo», dice Gesù. Facciamo fatica a seguire un Dio che rivela la sua regalità nell’amore, nel servire e non nella pretesa d’essere servito. Questa fatica nasce perché l’idea di un Dio onnipotente che amministra in maniera autoritaria la sua giustizia è una distorsione mentale che continuiamo a portarci dentro. La bella notizia è che Dio è onnipotente solo nell’amore! Non dobbiamo aver paura di lui perché Dio non può che giudicarci amandoci. Dio mi ama fino a morirne: questa è la bella notizia del cristianesimo. Un Dio che mi ama anche se lo rinnego, anche se lo tradisco, anche se lo rifiuto. Insomma, il nostro Re non pretende nulla ma semplicemente mi ama di un amore folle perché lui è il Re dei perdenti, dei malati, degli ultimi, dei sofferenti. Il nostro Re è differente dagli altri re perché sa che l’amore o va fino all’estremo o non è amore! L’amore non si ferma prima.

Il Dialogo con Pilato: La Natura del Regno di Gesù
La scena nel pretorio del governatore romano, dove sono a confronto Pilato e Gesù, è straordinaria e memorabile. Pilato, re "di questo mondo" (cioè Roma), e Gesù, re "non di questo mondo". Afferma di essere re, ma non ha prove per dimostrarlo. Un confronto umanamente improponibile, tanto che Pilato non lo prende sul serio. Infatti, alla domanda: «Dunque tu sei re?», se l'avesse preso sul serio, avrebbe dovuto mandarlo immediatamente a morte. Così faceva Roma appena sospettava che qualcuno osasse sfidare la sua potenza.
Il dialogo tra Gesù e Pilato è centrale per comprendere la natura della regalità di Cristo. Pilato chiede a Gesù: «Tu sei il re dei Giudei?». Gesù risponde con una domanda a sua volta: «Dici questo da te oppure altri te l’hanno detto sul mio conto?». Questa replica è ricca di simbolismo, poiché Gesù, l'Onnipotente, sa che Pilato agisce sotto pressione e calunnia dei Giudei. Pilato, sostenendo di non essere coinvolto nell'arresto del Signore, chiede: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti Ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». Questa era l’occasione scelta da Gesù per dichiararsi Re, nonostante si trovasse in circostanze che suggerivano il contrario.
Gesù chiarisce la natura del suo Regno: «Il mio Regno non è di questo mondo; se il mio Regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio Regno non è di quaggiù». È questo l'elemento immediatamente riconoscibile della regalità «di questo mondo»: la lotta, le contese, la violenza, la guerra, la morte. Dopo aver affermato questa radicale distinzione, Gesù può rispondere compiutamente alla domanda di Pilato: «Dunque tu sei re?»: «Tu lo dici, Io sono Re. Per questo Io sono nato e per questo Io sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità». La «verità», nel Vangelo di Giovanni, è la rivelazione e la manifestazione di Dio nella carne del suo Figlio diventato uomo. Gesù è testimone di quella verità che è Lui stesso (cfr. Gv 14,6); e il credente è colui che fa regnare sulla sua vita il Signore attraverso l'ascolto della sua parola. La verità è il Figlio che il Padre ci ha donato perché il mondo si salvi.
La risposta di Gesù, pur affermativa, è formulata con una certa “prudenza” a causa del possibile equivoco del titolo «re dei Giudei», che poteva essere interpretato in senso politico. Egli, invece, è il Re dei cuori, venuto a offrire agli uomini la filiazione soprannaturale, una reale partecipazione alla sua natura divina. Non è venuto a governare con la forza, ma con l’onnipotenza della verità.
La Storia della Solennità di Cristo Re
La festa di Cristo Re, istituita da Papa Pio XI nel 1925, nasce in un periodo in cui nel mondo si imponevano nuove forme di poteri assoluti. La Chiesa volle contrapporvi la regalità di Cristo. I "re" del nostro oggi sono i padroni del web, dei social, delle nuove tecnologie, che con il loro denaro e potere spesso prevaricano le istanze fondamentali del vivere sociale. L'unica regola per loro è il profitto e il potere, a cui tutto viene sottomesso. Gesù, invece, si attribuisce un unico potere: riconciliare l'uomo con Dio (cfr. Mc 2,10); e un potere che Egli ha vissuto in un unico modo: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti». Tale è la regalità che Gesù afferma davanti a Pilato.

Gesù: Re dei Re e Signore dei Signori
Il mio Re nacque Re. La Bibbia dichiara che Egli è Re in sette modi diversi:
- È il Re dei Giudei, vale a dire Re di un popolo, quello giudaico.
- È il Re di Israele, cioè è il Re di una nazione.
- È il Re di tutte le età, cioè, il suo regno è eterno.
- È il Re del Cielo.
- È il Re di gloria.
- È il Re dei re.
- È il Signore dei signori.
Egli è Dio! “21 Ma non lo sapete, non l’avete udito? Non vi è stato annunciato fin dal principio? Non avete compreso dalle fondamenta della terra? 22 Egli è colui che sta assiso sul globo della terra, i cui abitanti sono come cavallette; egli distende i cieli come un velo e li dispiega come una tenda in cui abitarvi. 23 Egli riduce i principi a un nulla e rende inutili i giudici della terra. 24 Appena sono piantati, appena seminati, appena il loro stelo ha messo radici in terra, egli soffia su di loro ed essi seccano e l’uragano li porta via come stoppia. 25 "A chi dunque mi vorreste assomigliare, perché gli sia pari?," dice il Santo. 26 Levate in alto i vostri occhi e guardate: Chi ha creato queste cose? Colui che fa uscire il loro esercito in numero e le chiama tutte per nome; per la grandezza del suo vigore e la potenza della sua forza, nessuna manca. 27 Perché dici, o Giacobbe, e tu, Israele, dichiari: "La mia via è nascosta all’Eterno e il mio diritto è trascurato dal mio DIO"? 28 Non lo sai forse, non l’hai udito? Il mio Re è l'unico che è così immenso che non esistono mezzi per misurare e descrivere pienamente il Suo infinito amore.
Attributi Divini della Regalità di Gesù
Gesù Cristo è onnipotente, sempre verità, in ogni situazione. È assolutamente sincero, tutto quello che dichiara è così come dice Lui. È eternamente affidabile, non cambia mai. Oltre ad essere la verità, Egli è pieno di grazia. Tutta la sapienza e conoscenza nell'universo, tutto quello che serviva per creare tutto, tutta l'intelligenza che serve per portare avanti questo immenso universo, e gestire tutto, è tutta in Gesù Cristo. Gesù Cristo è sovranamente potente. Gesù ha ogni potestà. Egli è sovrano sulla natura, sugli spiriti, sulla vita e sulla morte. Gesù Cristo è il sovrano Re su tutto e su tutti. Gesù Cristo è misericordioso senza favoritismo. Egli ha accolto il ladrone accanto a lui sulla croce, e ha perdonato Zaccheo, il ricco pubblicano. Ha guarito e perdonato la donna con flusso di sangue da dodici anni, ha toccato e guarito il lebbroso che nessun altro toccava. Egli è il Figlio di Dio. Egli è il Salvatore dei peccatori. Egli è il centro dell'umanità. Non c'è nessuno pari a Lui. Egli è totalmente onesto. Egli è Unico, non c'è nessuno come Lui, non c'è nessuno nemmeno simile a Lui. Non esistono Suoi predecessori. Egli è supremo, sopra tutto e sopra tutti. Egli è preminente. Egli è il pensiero più grande della letteratura di tutta la storia. Egli è infinitamente sopra tutti nella filosofia. Egli è la dottrina centrale della vera teologia. Gesù Cristo è il miracolo più grande della storia. Egli è superlativo in ogni Suo attributo. Egli dà forza ai deboli. Egli è pronto ad aiutare coloro che sono tentati e coloro che si trovano nelle prove. Egli è il nostro Sommo Sacerdote, che sa comprendere ogni nostro peso, perché Egli è stato tentato in ogni cosa, senza però peccare. “14 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede. 15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato.
I Ruoli e le Opere di Gesù Re
Gesù Cristo salva! Egli è il Dio onnipotente che guida e protegge il Suo popolo. Egli guarisce i malati, Egli purifica i lebbrosi. Egli perdona i peccatori. Egli condona i debitori. Egli libera i prigionieri. Egli difende i deboli. Egli benedice i piccoli bambini. Egli si mette a servire quelli che sono abbattuti. Egli ha cura degli anziani. Egli ricompensa coloro che sono diligenti ed innalza i mansueti. Egli è la fonte di ogni sapienza, la porta per essere veramente liberi. Se vuoi la vera libertà, la trovi solo in Gesù Cristo e nella sua Parola. “31 Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: "Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; 32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". 33 Essi gli risposero: "Noi siamo progenie di Abrahamo e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: "Diventerete liberi"?". 34 Gesù rispose loro: "In verità, in verità vi dico: Chi fa il peccato è schiavo del peccato. 35 Or lo schiavo non rimane sempre nella casa; il figlio invece vi rimane per sempre. Egli è la via della pace. Egli è il sentiero della giustizia. Egli è la strada della santità. Egli è l'ingresso alla gloria. Egli è il Principe dei potenti. Egli è il Capitano dei conquistatori. Egli è alla testa di tutti gli eroi. Egli è il Leader dei legislatori in tutto il mondo. Egli è Colui che vince sempre. Egli è il governatore dei governatori. Egli è il Principe dei principi. Egli è il Re dei re e il Signore dei signori. I Suoi ruoli sono molteplici e riguardano tutto il mondo. Le Sue promesse sono sicure ed infatti ogni promessa di Dio ha il suo “sì” in Lui. La Sua luce è ineguagliabile, perché Egli è la luce del mondo. La Sua bontà è infinita per coloro che temono Dio. La Sua misericordia dura per tutta l'eternità. Il Suo amore non cambia mai, perché Egli è lo stesso ieri, oggi ed in eterno. La Sua Parola è sicura e ci basta, cioè, se abbiamo la Sua Parola su qualcosa, la tal cosa è certa, qualunque siano le circostanze. La Sua grazia ti basta, qualunque sia il tuo peso. Egli è la via, la verità e la vita. Egli è l'Agnello di Dio ed il Leone di Giuda. Egli è la luce che illumina ogni uomo. I cieli ed i cieli dei cieli non possono contenerLo. Certamente nessun uomo è in grado di spiegarLo. Non si può ignorarLo per sempre, non si può scappare da Lui. Nessuno vivrà più di Lui e nessun può vivere senza di Lui. Erode non poteva ucciderlo. I farisei non Lo sopportavano, ma non erano capaci a fermarLo. Pilato non trovò colpa in Lui. I testimoni non erano capaci di accordarsi su alcuna accusa contro di Lui. La morte non poteva vincerLo e la tomba non poteva trattenerLo. Egli è sempre stato e ci sarà per sempre. Egli non aveva predecessori e non avrà alcun successore. Non c'era nessuno prima di Lui e non ci sarà nessuno dopo di Lui. Nessuno può spodestarLo dall'essere Re. O Signore Gesù, tuo è il regno e la potenza e la gloria in eterno! Tutto il potere è tuo, o Re Gesù. L'unica cosa che importa è la potenza di Dio. Il nostro Signore, Gesù Cristo, è onnipotente! Tutta la gloria e tutto l'onore appartiene al Signore. Quando tutto quello che gli uomini hanno fatto e che sembrava così grande sarà dimenticato, la Tua gloria continuerà. O Signore, Ti lodiamo perché non esiste nessuno come Te. Tu sei il grande Re e Dio e Signore. A te la gloria!
La Regalità di Cristo e la Nostra Vita
Dalla regalità di Gesù di Nazareth derivano due importanti conseguenze per noi. La prima è che se Gesù di Nazareth è davvero il nostro Re, saranno gli altri a dircelo. Se davvero è il nostro Re, colui che guida la nostra vita, lo dimostreremo una volta usciti dalla nostra chiesa, donando un sorriso a chi incontreremo, stando vicino un malato, attento a chi ha bisogno in famiglia, a casa, a lavoro, a scuola, al mercato. La seconda conseguenza è che se Gesù di Nazareth è il nostro Re allora noi siamo figli del Re! Allora non siamo dei poveri sudditi che dobbiamo obbedire, magari facendo penitenze e sacrifici per attrarre la sua benevolenza. Noi siamo figli del Re! Noi siamo la perla preziosa che è venuta a cercare. Siamo amati alla follia, perché siamo suoi figli. Siamo al mondo per qualcosa di grande, perché siamo figli del Re! Se siamo figli del Re allora guardiamo alla croce come misura dell’amore. Se siamo figli del Re allora il potere, tra noi, sarà sempre e solo servizio e lo stile sarà sempre e solo all’insegna dell’amore. Se siamo figli del Re allora sappiamo che la Storia (quella del mondo ma anche la nostra) finirà bene, finirà tra le braccia di Dio.
La regalità di Cristo si esercita all’interno dei cuori per mezzo della grazia e, in apparenza, permette agli uomini di agire secondo i loro desideri, visto che sono ancora in stato di prova. Legifera con l’infallibilità papale, giudica nel confessionale ed esegue i suoi decreti in modo non manifesto. Inizierà allora l’altra fase del suo regno. Per questo, nella seconda lettura (Ap 1, 5-8) di questa solennità, il Libro dell’Apocalisse ci pone davanti a un orizzonte fatto di grandezza che culmina nel Giudizio Universale: «Gesù Cristo è il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati […], a Lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen» (1, 5-6). «Ecco, viene sulle nubi e ognuno Lo vedrà; anche quelli che Lo trafissero e tutte le nazioni della terra si batteranno per Lui il petto. Sì, Amen!». (Ap 1 ,7). Restaurata la creazione nel suo ordine perfetto, Egli la restituirà al Padre e dirà: «Ecco il potere che Io ho conquistato. Consegno nuovamente l’universo nelle tue mani».
Poiché partecipiamo alla natura divina e siamo diventati figli di Dio attraverso il Battesimo, tra gli altri privilegi ci spetta anche la sua regalità, perché oltre ad essere cortigiani di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dei re, apparteniamo alla sua famiglia come Suoi veri fratelli, elevati al rango di principi. Egli vuole condividere con noi la felicità che possiede da tutta l’eternità come Figlio Unigenito, godendo della familiarità e dell’intimità con il Padre e lo Spirito Santo, e ci assocerà anche alla manifestazione della sua magnificenza, quando verrà alla fine dei tempi. Le leggi del mio Re si trovano nei Dieci Comandamenti, nel Vangelo e anche dentro di me, attraverso il senso morale che ho ricevuto fin dall’infanzia. In relazione ad esse, devo essere completamente retto, perseverare nella grazia di Dio, cercando di praticare al massimo la virtù, con un’aspirazione sempre più accentuata per la perfezione e la santità, perché nulla offende questo Re più del peccato.